Pirateria old school: in carcere per i CD musicali remixati

Pirateria old school: in carcere per i CD musicali remixati

Identificato e condannato per aver commercializzato CD masterizzati con remix delle canzoni: pare di essere tornati indietro nel tempo.
Pirateria old school: in carcere per i CD musicali remixati
Identificato e condannato per aver commercializzato CD masterizzati con remix delle canzoni: pare di essere tornati indietro nel tempo.

Sembra una storia uscita da qualche forum di fine anni ’90, tra una discussione su Napster e un’altra sull’ultima release delle Twilight, invece siamo nel 2026 inoltrato e quanto stiamo per raccontare è appena accaduto. Marc Kearns, 47enne inglese residente nell’East Yorkshire, è stato condannato a 26 mesi di detenzione per aver masterizzato e venduto CD musicali remixati. Insomma, le compilation. Dovrà inoltre svolgere 250 ore di lavoro socialmente utile.

Masterizzava CD con remix musicali, condannato

Si è conclusa così una lunga indagine avviata nel 2019, dopo che la sua attività è stata segnalata alle forze dell’ordine l’anno precedente dalla British Phonographic Industry. Il reato consiste ovviamente quello di aver tratto profitto dalla cessione di contenuti creati sfruttando materiale protetto dal diritto d’autore. Una forma di pirateria vecchio stampo, per certi versi.

Questa attività gli ha permesso di sfruttare commercialmente materiale protetto, generando profitti a scapito di artisti e aziende legittime del settore musicale.

Non è dato sapere a quanto ammontava il giro d’affari né come avveniva concretamente la vendita, se entrando in contatto con i clienti attraverso annunci pubblicati online, sulle bacheche dei social network oppure, per coerenza con la natura old style di quanto contestato, su una bancarella al mercato o su un lenzuolo steso a terra. Un tempo erano la norma anche da noi, i meno giovani non faticheranno a ricordarlo. Ironia a parte, le autorità inglesi hanno scelto la via della tolleranza zero, mandando un messaggio chiaro.

Non esiteremo ad adottare misure coercitive energiche laddove vengano identificati reati, e questa sentenza invia un messaggio chiaro: tale attività non sarà tollerata.

La pirateria su supporto fisico non è scomparsa

A differenza di quanto si potrebbe immaginare, la pirateria che impiega i supporti fisici non è scomparsa del tutto. Certo, oggi i contenuti circolano illegalmente perlopiù in formato digitale e online. Vale anche e soprattutto per film, serie TV ed eventi in diretta, come nel caso delle IPTV.

Fonte: BBC
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Pubblicato il
18 giu 2026
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