Più storage nonostante la crisi RAM: la scelta di Apple e Huawei

Più storage nonostante la crisi RAM: la scelta di Apple e Huawei

Nonostante la crisi della RAM, Apple e Huawei aumentano lo storage base degli smartphone perché l'AI locale occupa tra 40 e 60 GB.
Più storage nonostante la crisi RAM: la scelta di Apple e Huawei
Nonostante la crisi della RAM, Apple e Huawei aumentano lo storage base degli smartphone perché l'AI locale occupa tra 40 e 60 GB.

La memoria NAND Flash costa di più e scarseggia. La logica direbbe di ridurre lo storage degli smartphone per proteggere i margini di guadagno. E invece no. Apple e Huawei fanno l’esatto contrario, aumentano la capacità di base.

Il motivo è l’intelligenza artificiale locale, che da sola occupa tra i 40 e i 60 GB di spazio di sistema solo per funzionare. Con quei numeri, vendere uno smartphone con 128 GB e l’AI a bordo significa lasciare all’utente lo spazio per una manciata di app e qualche foto. E non è una cosa sostenibile.

Apple e Huawei aumentano lo storage degli smartphone nonostante la crisi della memoria

Secondo TrendForce, la capacità di storage media degli smartphone crescerà del 4,8% nel 2026. A guidare la tendenza sono Apple e Huawei con le rispettive piattaforme AI locali, Apple Intelligence 2.0 e HarmonyOS AI. I modelli di intelligenza artificiale che girano direttamente sul dispositivo, senza dipendere dal cloud, richiedono uno spazio notevole, tra 40 e 60 GB solo per il sistema AI.

L’iPhone 17, infatti, parte da 256 GB, il doppio dei 128 GB di base delle generazioni precedenti. Stesso discorso per l’iPhone 17e, che sostituisce l’iPhone 16e. La decisione garantisce spazio sufficiente sia per le funzionalità AI sia per i dati dell’utente.

La crisi globale della RAM

Il contesto rende la scelta ancora più notevole. Come abbiamo raccontato negli articoli sull’aumento dei prezzi dei portatili e dei dischi esterni, i produttori di chip di memoria stanno reindirizzando la produzione verso i data center AI, lasciando il mercato consumer a corto di componenti. I prezzi della NAND Flash salgono, gli stock si riducono, e i produttori di elettronica consumer pagano di più per ogni gigabyte.

I brand premium come Apple e Huawei possono assorbire i costi più alti e giustificarli con prezzi finali più elevati e funzionalità AI come argomento di vendita. Per i produttori di fascia media e entry-level però, non è così semplice, non hanno i margini per assorbire l’aumento e non possono permettersi di vendere smartphone con così tanta memoria di base.

Smartphone entry-level Android: la forbice si allarga

I modelli Android entry-level non permettono di assorbire la crisi dei prezzi. Il risultato è una forbice che si allarga: gli smartphone premium avranno più storage, più AI locale, più funzionalità avanzate. Quelli economici resteranno indietro, meno spazio, meno AI, meno funzioni.

La crisi della memoria non colpisce tutti allo stesso modo. Chi può pagare di più avrà di più. Chi non può, si arrangerà con quello che resta.

Fonte: TrendForce
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Pubblicato il
24 mar 2026
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