Dal 1 febbraio è in vigore l’obbligo di verifica dell’età da parte dei gestori dei siti per adulti che operano in un paese diverso dall’Italia. Come verificato ieri, la maggioranza dei siti è liberamente accessibile. Uno di essi è Pornhub. La società madre Aylo ha chiesto e ottenuto la sospensione della delibera AGCOM.
Niente verifica fino alla sentenza del TAR
Non è noto quando Aylo ha presentato ricorso. Il TAR del Lazio ha accettato parzialmente le richieste a fine gennaio. L’azienda che gestisce Pornhub, Youporn e RedTube aveva chiesto ai giudici di dichiarare la nullità, l’annullamento o la disapplicazione dell’art. 13-bis del decreto legge 123/2023 (decreto Caivano, convertito in legge 159/2023), della delibera 96/25/CONS di AGCOM e dell’elenco dei siti che devono rispettare l’obbligo della verifica dell’età.
Nell’ordinanza è scritto che i giudici hanno accolto l’istanza cautelare. Ciò significa che l’applicazione dell’obbligo è stato sospeso, quindi i siti di Aylo saranno liberamente accessibili fino al termine del procedimento. Il ricorso della società verrà esaminato l’11 marzo 2026 con un’udienza pubblica.
Questo è il commento ufficiale di Aylo:
Accogliamo con favore il fatto che il Tribunale Amministrativo di Roma abbia esaminato con attenzione la richiesta di tutela cautelare presentata da Aylo, finalizzata a salvaguardare la continuità aziendale. I siti di Aylo resteranno accessibili in Italia. Sulla base della nostra ampia esperienza e di tutti i dati provenienti da altre giurisdizioni, incluso il Regno Unito, la verifica dell’età basata sui siti non è applicabile su larga scala, compromette la privacy degli utenti e non riesce a proteggere i minori. Anzi spinge il traffico verso piattaforme non regolamentate e incentiva l’elusione dei controlli.
È infatti piuttosto semplice aggirare la verifica dell’età con una VPN. Se il TAR confermerà la validità della legge, AGCOM potrà chiedere di implementare la verifica dell’età entro 20 giorni. In caso di inottemperanza sono previste sanzioni fino a 250.000 euro e l’oscuramento del sito.
Aylo ha comunicato a fine gennaio che non rispetterà la legge in vigore nel Regno Unito. Dal 2 febbraio non è più possibile accedere a Pornhub, YouPorn e Redtube.