Poste Italiane ha reso noti i risultati ottenuti nel corso del 2025 e aggiornato il piano per il 2026. Al di là dei dati finanziari (ricavi in crescita, tutti i numeri nel link a fondo articolo), qui ci concentriamo su aspetti che riguardano l’integrazione del digitale nell’attività del gruppo.
Il 2025 di Poste Italiane: l’applicazione e l’AI
Partiamo dalla Super App, quella che da qualche mese ha inglobato i servizi prima integrati nelle app BancoPoste e PostePay. La transizione si è conclusa e, stando a quanto dice l’amministratore delegato Matteo Del Fante, il volume complessivo degli utenti è cresciuto: oltre 4 milioni attivi ogni giorno e 16 milioni di download.
Non poteva mancare un cenno ai progetti legati all’intelligenza artificiale. Il gruppo la ritiene un acceleratore chiave di crescita
, affermando di volerla adottare con una visione orientata al cliente
e che contribuisce a migliorare l’inclusività del servizio di assistenza, grazie al riconoscimento vocale biometrico
.
Nessun cenno a SPID, tantissimo pacchi
Nessun cenno a SPID. Ricordiamo che è il provider numero uno per quanto riguarda l’identità digitale in Italia. Proprio a inizio 2026 ha scelto di renderlo a pagamento, sollevando parecchi malumori tra i cittadini. Da un rapido calcolo, abbiamo stimato che a regime le entrate extra conseguenti a questa decisione si aggirano intorno a 180 milioni di euro ogni anno.
Infine, Poste Italiane afferma di essere il primo operatore nel settore della logistica per numero di spedizioni gestite: 349 milioni di pacchi consegnati nel 2025. Chiudiamo con un estratto dalla dichiarazione di Del Fante.
Il 2025 è stato un anno eccezionale per Poste Italiane, abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record. La performance è stata rilevante in tutte le aree di business grazie al contributo di una dinamica commerciale solida, una disciplina dei costi rigorosa e consistenti rendimenti del portafoglio investimenti.