PrimeSense è di Apple

L'azienda israeliana che ha dato vita al primo Kinect consentirà di spingere sul riconoscimento gestuale: in rampa di lancio sensori 3D per smartphone e tablet?
L'azienda israeliana che ha dato vita al primo Kinect consentirà di spingere sul riconoscimento gestuale: in rampa di lancio sensori 3D per smartphone e tablet?

Apple ha acquisito PrimeSense per una cifra attorno ai 360 milioni di dollari. Con l’ufficialità dell’accordo, annunciato dal quotidiano finanziario israeliano Calcalist , si chiudono le speculazioni aperte lo scorso luglio all’epoca dei primi contatti tra le due parti, ma si apre un dibattito ancora più grande. Cosa bolle in pentola a Cupertino per sfruttare al meglio le tecnologie sviluppate dall’azienda israeliana?

PrimeSense è salita alla ribalta tre anni fa grazie al Kinect integrato nella Xbox 360, un sensore capace di percepire e riconoscere i movimenti del corpo umano che, senza l’utilizzo di ulteriori accessori, permette al giocatore di guidare la console. La partnership con Microsoft ha regalato grandi soddisfazioni a PrimeSense, che con la tecnologia utilizzata anche in iRobot AVA e Asus Xtion ha ottenuto profitti superiori ai 200 milioni di dollari. Nonostante il successo, le due società hanno deciso di separarsi, con Microsoft decisa a produrre in casa la seconda edizione del controller gestuale e gli israeliani concentrati sullo sviluppo dei sensori 3D.

L’idea potrebbe essere quella di integrarli in dispositivi mobile di piccole dimensioni come smartphone e tablet, come dimostrato con il Nexus 10 nell’ultima conferenza degli sviluppatori di Google. Tra i vari progetti sviluppati nell’ultimo anno, inoltre, c’è ad esempio Capri 1.25, concepito per l’elaborazione delle immagini tridimensionali su display di varia grandezza. Quindi non solo telefoni e tavolette, ma anche una TV: magari una nuova Apple Tv?

Si parla di ipotesi, ovviamente, perché nessuno può sapere quali siano i reali progetti della Mela, come al solito non propriamente loquace riguardo agli obiettivi dell’acquisizione. “Apple è solita acquisire piccole società hi-tech, ma non parliamo dei nostri piani”, ha commentato la portavoce Kristin Huguet. Stessa solfa dall’altra parte, con gli esponenti di PrimeSense che hanno confermato la vendita e l’impossibilità di poter aggiungere dettagli sul futuro assetto.

La certezza è che le segrete stanze di Cupertino brulicano di idee e la dimostrazione è la campagna acquisti 2013: Passif Semiconductor, HopStop, WifiSLAM, Locationary, Embark e ora PrimeSense. Piccole aziende funzionali alle mire di Apple, interessata a battere nuove strade e contestualmente arricchire le potenzialità dei suoi evergreen. Tra queste c’è senza dubbio la volontà di allargare la Gesture Recognition Technology per favorire un controllo a distanza che oltrepassi anche il touchscreen. Probabile che la lista dei nuovi arrivi si allunghi ancora, del resto, tra liquidità e investimenti destinati alle grandi acquisizioni, ci sono da spendere ancora 146,8 miliardi di dollari.

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