Privacy, Google e la fine dell'incubo Buzz

Siglato un accordo con la Federal Trade Commission (FTC): BigG sotto osservazione per i prossimi 20 anni. Il colosso del search si è ancora una volta scusato, ammettendo gli errori commessi

Roma – Avrebbe violato la privacy di milioni di utenti, sfruttando strategie ingannevoli per farli entrare in massa nella sua nuova piattaforma di social networking . Il gigante Google ha così dovuto cedere, siglando un significativo accordo con gli alti vertici della Federal Trade Commission (FTC) statunitense.

Una sorta di ammissione di colpa da parte dell’azienda di Mountain View, che ha dunque sottolineato come le feature di Buzz non abbiano rispettato i suoi “abituali standard di trasparenza”. Oltre che le consuete garanzie di controllo offerte agli utenti dal colosso del search .

“Non facciamo sempre la cosa giusta – ha spiegato Alma Whitten, privacy director di Google – Vorremmo scusarci ancora per gli errori che abbiamo commesso con Buzz. Fortunatamente, l’annuncio di oggi ci mette questo incidente alle spalle. Siamo ora concentrati al 100 per cento per garantire una tutela effettiva della privacy dei nostri utenti”.

Una tutela che passerà certamente per i principali dettagli dell’accordo raggiunto con FTC. Google si impegnerà a rivedere ogni due anni – e per i prossimi due decenni – le sue policy interne in materia di privacy. E BigG richiederà a tutti i suoi utenti un esplicito consenso ad ogni singola modifica dei vari servizi offerti , specie se legata alla condivisione di informazioni o dati personali.

Sembra dunque finito l’incubo chiamato Google Buzz, scatenatosi più di un anno fa con macroscopici problemi di privacy. Dubbi erano infatti stati espressi sulla gestione dei profili pubblici, la trasparenza delle impostazioni e il livello di visibilità dei meccanismi di scelta delle opzioni di condivisione .

La stessa FTC aveva già sottolineato come gli utenti di Buzz non fossero in grado di esercitare un effettivo controllo sul servizio , ritrovandosi aggiunti in automatico i propri contatti su Gmail. I vari garanti nazionali erano presto intervenuti a bacchettare BigG : avrebbe dovuto dare l’esempio in quanto affermato protagonista del web.

Mauro Vecchio

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  • asd scrive:
    basta sto social
    che palle mo anche nelle ricerce c'e' questo MI PIACE?, una volta si che la rete era davvero libera... ah 1998....
  • GIORDANO D. scrive:
    ...
    Anche Google travolta dall'effetto Facebook!
  • Lorenzo scrive:
    ignoranti
    -.-' non è uguale ai like di facebook ma a stumbleupon! se non lo conoscete.. SVEGLIA!
  • asd scrive:
    no.
    Non credo funzionerà mai per il semplice fatto che per sapere se un risultato davvero ti piace devi guardarlo prima e scommetto che solo pochissime persone perderanno tempo nel tornare indietro su google per dire che gli è piaciuto il risultato.
    • HostFat scrive:
      Re: no.
      Poca fantasia ;)Presto il pulsantino sarà estendibile su ogni sito ( come avviene ad esempio per il pulsantino Twitter )E ovviamente finirà anche come pulsante sulla barra di Chrome/Firefox/IE.Al che, su qualcunque sito o contenuto del sito ... basterà cliccare sulla barra o tasto destro ... e click!
      • asd scrive:
        Re: no.
        - Scritto da: HostFat
        Poca fantasia ;)
        Presto il pulsantino sarà estendibile su ogni
        sito ( come avviene ad esempio per il pulsantino
        Twitter
        )
        E ovviamente finirà anche come pulsante sulla
        barra di
        Chrome/Firefox/IE.
        Al che, su qualcunque sito o contenuto del sito
        ... basterà cliccare sulla barra o tasto destro
        ... e
        click!io mi riferivo alla VERA novità e cioè il pulsante presente nei risultati, perchè sugli altri siti rappresenta solo un idea vecchia di quanto? 8/10 anni?
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