Privacy sul lavoro, una legge poco chiara

E' legittimo il controllo elettronico a distanza dell'attività dei lavoratori? La normativa in merito non sempre è chiara lasciando aperte molte lacune


Nell’ambito della crescente informatizzazione degli uffici e delle strutture burocratiche di aziende e imprese pubbliche e private leggiamo di continuo notizie di tentativi da parte dei datori di lavoro di monitorare e controllare l’attività dei lavori stessi attraverso gli stessi mezzi informatici forniti per lo svolgimento della normale attività lavorativa. In questo articolo cercheremo di analizzare il fenomeno confrontandolo con quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori e dalla legge italiana. Cercheremo cioè di trovare un risposta sensata alle seguenti domande:

1) In che limiti il lavoratore dipendente può utilizzare il computer aziendale, di cui abbia l?uso, a fini personali?
2) In che limiti il datore di lavoro può accedere al computer utilizzato dal dipendente e rilevare i dati inseriti, sia personali che lavorativi?

L’articolo 4 della legge 300/70 (il cosiddetto “Statuto dei lavoratori”) stabilisce che è vietato all’imprenditore l?utilizzo di sistemi che consentano il controllo a distanza dell’attività lavorativa dei dipendenti; è tuttavia ammessa la possibilità di installare sistemi che abbiano finalità organizzative o produttive (come nel caso dei telefoni elettronici, dei computer e dei tesserini magnetici) e che consentano anche il controllo a distanza dei lavoratori, a condizione che venga preventivamente (cioè prima dell’installazione) raggiunto un accordo con le Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) circa le modalità di utilizzo di tali apparecchiature. In mancanza di accordo con le RSA, su richiesta del datore di lavoro, deve essere l’Ispettorato provinciale del Lavoro a stabilire le modalità di uso delle apparecchiature elettroniche.

In assenza di tali definizioni dell’utilizzo dei sistemi elettronici, la loro installazione e il loro utilizzo debbono ritenersi assolutamente illegittimi e contrari alla legge. In tali casi è possibile rivolgersi sia al giudice del lavoro, sia al giudice penale per chiedere che sia inibito al datore di lavoro di continuare a utilizzare sistemi che consentano il controllo a distanza dei lavoratori.
Gli accordi di regolamentazione di tali sistemi invece debbono essere finalizzati a impedire la individuazione dell’utente. In altre parole, la chiave di accesso al sistema (la cosiddetta password) anziché essere individuale, e consentire il riconoscimento del soggetto, deve essere collettiva (perlomeno per gruppi omogenei di lavoratori) per consentire quindi l’anonimato all’utente e impedire l’attività di controllo che la legge vieta.

E’ legittimo contestare al lavoratore l’utilizzo della e-mail per scopi personali?

Cercheremo di rispondere a questa domanda facendo un confronto con quanto previsto in tema di telefonate personali sul luogo di lavoro.

Il nostro ordinamento (all’art. 4 L. 300/70) stabilisce che è vietata qualunque forma di controllo a distanza sull’attività dei dipendenti effettuata a mezzo di impianti audiovisivi o di altre apparecchiature. Ne consegue che per chi utilizza il telefono come strumento di lavoro si pone immediatamente un problema di violazione dell’art. 4, in quanto il datore di lavoro è in grado di controllare a distanza l’attività del dipendente.
In secondo luogo, l’art. 8 L. 300/70 stabilisce che è fatto divieto al datore di lavoro svolgere indagini sul dipendente che non siano relative alla sua attitudine personale. Ora, la ricostruzione delle telefonate personali di un soggetto può consentire di verificare che ha telefonato sovente al suo sindacato, al suo partito politico, all’istituzione religiosa di cui per ipotesi faccia parte, e consente quindi di ricostruire un profilo del dipendente, sul piano dei rapporti sociali, che altro non è se non un’indagine sulle opinioni, e comunque su tutta una serie di fatti estranei alla valutazione dell’attitudine professionale del dipendente. Quindi si può sicuramente parlare anche di violazione dell’art. 8 L. 300/70.
Sia l’art. 4 che l’art. 8 sono poi anche sanzionati penalmente.
Le centraline telefoniche elettroniche sono poi ancora probabilmente sospette sul piano dell’antisindacalità o comunque su quello della libertà sindacale, in quanto con la registrazione del numero chiamato consentono di verificare, ad esempio, quante volte in un certo periodo di tempo, ogni lavoratore abbia telefonato alla propria organizzazione sindacale, con ciò consentendo al datore di lavoro una sorta di graduatoria dell’impegno sindacale “interno”.

La stessa cosa potrebbe configurarsi per quanto riguarda il controllo delle e-mail: invece di un centralino telefonico abbiamo un server dedicato e al posto dei numeri telefonici abbiamo degli indirizzi, e analogo discorso può essere fatto relativamente alla navigazione in Internet con analisi e verifica dei tracciati lasciati sui server. Relativamente alle e-mail c’è da aggiungere il fatto ancora più scottante che diversamente dalla telefonate, di cui il centralino tiene traccia solo del numero chiamato, nel caos dei server essi memorizzano anche il testo della mail, lasciando il campo a una violazione ben più pesante di quella prevista nel caso delle telefonate e investendo anche la legge 675/96 sul diritto alla privacy.

Se dati che nulla hanno a che vedere con la capacità professionale dei dipendenti vengono raccolti e aggiornati dalla azienda, sembra chiaro che anche questa normativa viene violata. E allora, dato che le norme in questione sono anche sanzionate penalmente, potrebbe forse essere opportuna la presentazione di un esposto alla autorità giudiziaria.


Qual’è il rischio effettivo di questi controlli?

Che pericolo si nasconde oltre al semplice fastidio di sentirsi spiati? Ciascuno dei tipi di controllo adottabili dal datore del lavoro (telefonate, e-mail, connessioni a siti, etc) sono dotati di un elevato indice di pericolosità per il lavoratore dipendente. Tuttavia, esaminati separatamente non danno ancora la dimensione esatta del fenomeno, che invece si può cogliere se si pensa che l’imprenditore dispone già legittimamente di una serie di dati sul dipendente (quelli raccolti al momento dell’assunzione, quelli raccolti giornalmente dall’ufficio del personale circa le presenze, le assenze, le malattie, i permessi, la partecipazione a scioperi e assemblee, etc.) Questi dati, opportunamente aggregati e integrati con quelli raccolti dal calcolatore sulla qualità e quantità dell’attività lavorativa, con quelli raccolti, sempre dal calcolatore, sulle telefonate (di lavoro e personali) e, infine, con quelli raccolti attraverso l’uso dei badges sui movimenti dell’intera giornata lavorativa, tutti questi dati uniti ed elaborati consentono al datore di lavoro la costruzione di un profilo completo del dipendente, sulla base del quale verranno operate tutte le decisioni aziendali che lo riguardano. In questo modo dunque è veramente possibile il controllo totale del dipendente.

L’allarme sociale non è infatti determinato dalla conoscenza da parte dell’amministrazione di una lunga serie di dati generali, di cui peraltro è già in possesso, bensì dal fatto che tali dati, anziché essere distribuiti tra vari uffici, organi, archivi, siano tutti tra loro collegabili per mezzo del calcolatore, sino a poter creare un profilo completo del cittadino. Quel che si teme dal calcolatore è in sostanza il fatto che esso consente di riunire dati sparsi in vari schedari e provenienti da fonti diverse, ma tutti riferibili alla stessa persona, integrandoli in un unico sistema e consentendo quindi di ricostruire di ognuno i movimenti, gli interessi, le abitudini, etc.

Cosa si può fare? Quali tutele ha il lavoratore contro possibili intrusioni di estranei sul suo computer, o contro controlli della sua attività lavorativa effettuati tramite il suo computer?

Torniamo alle due domande che ci siamo posti all’inizio dell’articolo, ovvero:

1) In che limiti il lavoratore dipendente può utilizzare il computer aziendale, di cui abbia l?uso, a fini personali?
2) In che limiti il datore di lavoro può accedere al computer utilizzato dal dipendente e rilevare i dati inseriti, sia personali che lavorativi?

Premesso che manca radicalmente una normativa specifica su questi temi, e che neanche la recente legge sulla tutela della privacy si occupa di questi argomenti, si può rispondere alla prima domanda sostenendo che l?uso personale del computer, da parte di chi ne abbia l?utilizzo per ragioni di lavoro, è da ritenersi legittimo, alla stessa stregua dell?uso di una penna aziendale, a due condizioni: la prima, che l?uso personale avvenga fuori dall?orario di lavoro (nell?intervallo per il pasto, alla fine dell?orario), la seconda, che l?utilizzo personale non presupponga l?installazione di un software che impedisca o comunque diminuisca le capacità del computer ai fini lavorativi o che sia piratato.

La seconda questione può invece ritenersi normativamente regolata dagli articoli 4 e 8 dello Statuto dei lavoratori. Il datore di lavoro non può accedere all?archivio del computer assegnato in uso al dipendente. Se ciò accadesse verrebbe in primo luogo violato l?art. 4, che sancisce il divieto per il datore di lavoro di controllare a distanza (che in questo caso sarebbe temporale) e con particolari apparecchiature (in questo caso il computer) l?attività lavorativa dei dipendenti. Ma verrebbe violato anche l?art. 8, che sancisce il divieto di indagini sulle questioni personali del dipendente, in quanto nell?ambito dello spazio personale del computer potrebbero essere reperiti documenti personali su questioni politiche, sindacali, religiose, sessuali, con ciò violando la sfera di riservatezza che la legge riconosce al dipendente.

Concludiamo questa breve riflessione su quanto prevede la legislazione italiana citando lo studio Privacy Foundation (PF), che sta suscitando notevole clamore non solo negli Stati Uniti, luogo dove lo studio è stato condotto, ma anche qui in Europa.

Secondo gli esperti della PF, infatti, sono 14 milioni gli impiegati americani la cui e-mail e le cui attività Internet sono continuamente sottoposte a monitoraggio. Un dato che supera di gran lunga quello di tutti gli altri paesi, visto che nel mondo la PF stima che siano complessivamente 27 milioni coloro che lavorano in queste condizioni. Inoltre viene segnalato come l’80 per cento dei dipendenti americani sia soggetto a controlli casuali e che ad essere controllata sia qualsiasi attività avvenga in ufficio o in azienda.

Questa tendenza al “monitoraggio dei dipendenti” prenderà piede anche in Italia? La strada sembra in discesa da quando, pochi mesi fa, il Garante per la privacy ha chiarito che le imprese possono verificare il corretto utilizzo dei materiali offerti ai propri dipendenti per la produttività sul lavoro.

Secondo il Garante Stefano Rodotà “il diritto alla riservatezza dei dipendenti non può mutare il titolo di proprietà della strumentazione informatica che è e rimane dell’impresa”. Questo consentirebbe di leggere, per esempio, la posta elettronica dei dipendenti? Pare proprio di sì, anche se Gaetano Rasi, che fa parte dell’Autorità garante, ha spiegato: “Fatte salve le regole del buonsenso”.

L’informatizzazione del luogo di lavoro ha aperto nuove prospettive sia da un punto di vista sindacale che manageriale, trasportando anche in questo campo la crescente polemica, oramai a livello internazionale, sul come gestire la massa sempre più crescente di informazioni relative alla privacy dei cittadini. La battaglia è appena iniziata.

Andrea Aguzzi

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  • Anonimo scrive:
    Complimenti!! Tanti!! E riflessioni... E domande.
    Volevo complimentarmi con voi per la rapidità con cui avete aggiornato la struttura...Per la pubblicazione utilizzate un "programma commerciale" o e' un sistema che vi siete fatti voi?Sicuramente e' una cosa enormemente elastica!Penso che dopo questi adeguamenti il sito stia nuovamente "girando" bene!Volevo far riflettere tutti sul fenomeno strano che e' capitato...Per la prima volta il "nostro" giornale ha cambiato stile, ci ha chiesto se ci piaceva, noi gli abbiamo detto "Ni", sta cambiando nuovamente...Cacchio... A me sta cosa mi ha colpito!La partecipazione, il fatto che la maggior parte della gente "sentisse" gli stessi sentimenti, fruisse PI nello stesso modo...Sarebbe veramente bello poter vedere quanti siamo, a che ora accediamo, quante pagine leggiamo, per quanto tempo... Non e' che pubblicate qualche log?Se ci fosse da pagare non mi porrei il problema... Eventualmente una versione "no-banner" (boh? fastidio non ne danno, e' cosi per dire)Comunque grazie!E scusate per l'irruenza di ieri ma pensavo fossero critiche destinate a morire li... :-))
  • Anonimo scrive:
    PI- Eccellente esempio di Web Usability !!!
    E' ormai da tanto tempo che seguo con passione il mio quotidiano "personale" inviatomi "a casa" tramite e-mail.Questo quotidiano è talmente comodo e facile da leggere che ho immediatamente sott'occhio tramite Abstract gli articoli che mi interessano.Basta che faccio un semplice click sul link della notizia e ho la pagina web su IE...Questa è organizzata con colori che non offendono l'occhio e caratteri facili e riposanti sia per font che per dimensione.(Il fatto della non piacevolezza di lettura, ad es, è il Motivo Principale per il quale ho smesso di leggere gli articoli di ApogeOnLine, altra ottima E-zine. Peccato!)Gli articoli poi non sono lenzuoli lunghissimi o papiri da srotolare.Quando c'è bisogno di approfondimento la notizia, poi, è ripartita su piu' pagine.La mia modalita' di fruizione mediale è esclusivamente quella della forma dialogica tra E-mail(abstract) e Articoli-Web.Perche' dico questo?Perche' secondo me non esiste altro notiziario con queste caratteristiche messe insieme.E sarebbe molto triste se le dovesse perdere.Non fate morire tutto cio'!Continuate cosi'!Augusto C.
  • Anonimo scrive:
    Ottimo Lavoro
    Mi sembra una buona strada da continuare a percorrere.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ottimo Lavoro
      Sono d'accordo ...la pubblicazione sistematica delle notizie durante la notte, per essere visibili il giorno dopo, aveva la logica del giornale cartaceo ma non sfruttava il mezzo nuovo. Quindi avere un giornale più dinamico non può che essere una cosa positiva.[OT]Alien,i tuoi nuovi metodi pacati e a caps lock disattivato mi ricordano i leoni, indiscussi re delle foreste che, una volta catturati, si ritrovano a saltellare da un cerchio all'altro allo schiocco della frusta del loro domatore.E' un pò esagerata ma è cio che mi sembra dato che, forse, non ho potuto vedere i processi evolutivi che ti hanno portato a diventare più socievole[/OT]
  • Anonimo scrive:
    Non ci siamo ancora...
    ...con questa impostazione il sito è poco "fruibile".Che senso ha il "Time Warp" lontano dalla "ricerca" ? Devono fornire un servizio simile, indi devo stare vicini.Tutto quersto ammesso che abbia senso un Time Warp... mi sposto a un determinato giorno ma a che ora se gli aggiornamenti sono continui?E ancora: i flash sulla destra sono poco visibili.. li ho scovati "per caso".L'accesso a Plug-in? Sparito (a parte la notizia di richiamo).Nell'angolo in alo a sinistra c'è una notizia vecchia che non è neanche tra quelle che hanno fatto maggior richiamo (visto che sotto c'è Top-Week). A quale pro?Quando accedo a un notizia poi tutto l'ordine cambia: ricerca e TimeWarp passano da sinistra a destra e si avvicinano. e sempre sulla destra ho l'indice ti tutti i canali e le rubriche. Questa impostazione è sicuramente migliore, e dovrebbe riflettersi anche in prima pagina.Spero di aver dato dei consigli costruttivi (e condivisibili)
  • Anonimo scrive:
    Mi piace :-)
    Ora è tornato carino come prima :-)Francesco
  • Anonimo scrive:
    RSS/news ticker
    Non sarebbe male ripensare la pagina dei ticker specificando in modo chiaro quali sono i TXT da caricare... e se io non avessi PHP e/o non volessi inserire un news ticker in JAVA?Propongo tre feed:- ultimora;- news del giorno "lisce" (solo titoli e link);- news del giorno "gasate" (titoli, link e strillo).Per tutti vale: attenti agli "a capo" ed alle accentate "è" invece di "è".Ed inoltre: io come tanti mi pregio di inserire gli ultimora di PI nella mia homepage, a rischio di perdere il visitatore, perché non costruire un meccanismo ("referer") per far comparire nella pagina cliccata anche un logo/richiamo al sito di provenienza? Visibilità ricambiata.Auspico anche un miglioramento nell'engine di ricerca: il mio sito è stato citato nei "cinque siti per navigare" all'inizio di marzo, ma l'unico modo per trovarlo è cercare il nome di dominio :-(
  • Anonimo scrive:
    Una voce 'contro'
    Ero gia' intervenuto a favore dei cambiamenti effettuati lo 01/10/2001 rendendomi presto conto di essere una delle poche (veramente poche!) voci a favore del cambiamento stesso.Ora: questo giro di boa a me e' parso come un vero e proprio ritrattamento delle scelte di cambiamento editoriale della testata. Un giro di boa nel senso piu' stretto delle regate velistiche: atto unicamente a tornare indietro.Esprimendo nuovamente una opinione piu' che mai personale mi sembra che i cambiamenti non siano stati assimilati dai lettori piu' che altro per la scelta di sospendere fino all'apertura del mattino del 01 il posting delle notizie: in questo modo, infatti, gli utenti hanno trovato di primo acchito la sgradevole sorpresa di NON trovare la pagina aggiornata rivedendo in HP le vecchie notizie del venerdi' precedente.Ad una analisi piu' approfondita, tuttavia, si sarebbe dovuto comprendere come, grazie alle modifiche, si sarebbe potuto accedere alle ultime notizie pochi minuti dopo che esse fossero state scritte dai redattori di PI secondo quella che oserei definire la filosofia stessa della Rete.Personalmente ritengo che la sezione Flash sia poco piu' che un pagliativo: esse aggiungono di fatto la possibilita' di inserire commenti agli articoli ma contrariamente alle ultimora non contengono neppure l'orario in cui la notizia e' stata inserita (cosa utile se non altro a soddisfare la curiosita' del lettore).Chiudo con una domanda provocatoria: cosa avreste pensato di un sito di informazioni che avesse aspettato la mezzanotte del giorno successivo per dare le tragiche notizie del 12/09/2001? Non rispondete che per questo 'esistono le ultimora/flash' perche' preferisco essere io (lettore) a giudicare quali sono le notizie che vale la pena pubblicare (e leggere!) subito o meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una voce 'contro'
      - Scritto da: Alessio Cecchin
      Ora: questo giro di boa a me e' parso come
      un vero e proprio ritrattamento delle scelte
      di cambiamento editoriale della testata. Unpotrebbe essere... ma nn dimenticare che TANTISSIMI lettori preferivano la versione precedente per vari motivi che ciascuno ha spiegato...
      giro di boa nel senso piu' stretto delle
      regate velistiche: atto unicamente a tornare
      indietro.nelle regate si torna indietro per andare a vincere.Qui si è tornati indietro per andare incontro alle preferenze dei lettori, che hanno espresso e motivato la loro opinione.
      utenti hanno trovato di primo acchito la
      sgradevole sorpresa di NON trovare la pagina
      aggiornata rivedendo in HP le vecchie
      notizie del venerdi' precedente.e hanno anche trovato tante notizie, nn la "selezione" che c'era prima e che a tanti piaceva.e che per inciso era uno dei punti di forza di PI
      alle modifiche, si sarebbe potuto accedere
      alle ultime notizie pochi minuti dopo che
      esse fossero state scritte dai redattori di
      PI secondo quella che oserei definire la
      filosofia stessa della Rete.non è che dobbiamo per forza rispettare la "filosofia" della rete, come la chiami tu, anche se ho seri dubbi sul fatto che tu sappia cosa significa veramente... ;o)la scelta editoriale precisa era di un quotidiano con la selezione delle notizie, e nn è stata fatta a caso.Ricordalo.
      Personalmente ritengo che la sezione Flash
      sia poco piu' che un pagliativo: essepalliativo... AAAARGH!!! la grammatica ;o)
      contrariamente alle ultimora non contengono
      neppure l'orario in cui la notizia e' stata
      inserita (cosa utile se non altro a
      soddisfare la curiosita' del lettore).ci vuole un microsecondo penso ad aggiungere data e ora... si può sempre chiedere di aggiungerlo...
  • Anonimo scrive:
    E i link alle news in inglese?
    Non vedo però i link alle news in inglese, che stavano in fondo alla home page...Se possibile, vi chiedo di ripristinare anche questa sezione.Grazie!
  • Anonimo scrive:
    Grazie alla redazione!
    Ho visto con piacere che Punto Informatico è ritornato alla "normalità", offrendo tutte insieme le news del giorno. Ho ritrovato la mia piacevole mezz'ora mattutina di aggiornamento sul mondo IT! Grazie. Interessante anche l'area Flash che aspetto di vedere.Mi ha colpito in modo molto positivo l'attenzione data al feedback di noi lettori. Da oggi Punto Informatico lo sento più mio.Complimenti alla redazione e continuate così!
  • Anonimo scrive:
    flash _ where is it?
    io non l'ho vista questa parte "flash", "notizie ultime" ...ndo'sta?
    • Anonimo scrive:
      Re: flash _ where is it?
      - Scritto da: un passante

      io non l'ho vista questa parte "flash",
      "notizie ultime" ...

      ndo'sta?hai presente la homepage? ecco..ora c'e' solo una news ma mi pare ovvio, se hanno cominciano da stamattina... sicuramente in giornata arrivano le altre "flash" !!! :)
  • Anonimo scrive:
    Grazie
    Grazie per questa prova di coraggio e di maturità :)
  • Anonimo scrive:
    Non mi fa piu' schifo 8-))
    Grazie Paolo, e grazie a tutta la Redazione: avete dimostrato di tenerci in una considerazione che non si riscontra da nessuna parte.Grazie ancora, e bentornati!!
  • Anonimo scrive:
    L'asso nella manica di PI
    Sono proprio i forum ceh accompagnano le news.Di siti con news ce ne sono a tonnellate, ma di quelli che propongono forum no.Attenzione a non cambiare la politica dei forum o il loro aspetto. Per esempio www.ziobudda.net e' anche un ottimo sito con news e forum, i quali pero' sono desolatamente deserti, proprio perche' sono meno immediati di quelli di PI!Squadra che si vince non si tocca.A proposito, qualche statistica sulle visite al sito PI? Interventi ai forum? No. medio di post per forum? No. max di interventi in un forum? Il thread piu' lungo?
  • Anonimo scrive:
    Una proposta per i FORUM
    Per migliorarne la fruibilita':Quando i Threads si allungano (e spesso si fanno Kilometrici) e si cliKKa su un'intervento, si ricarica TUTTO il Thread, secondo me inutilmente, cosa che comporta a volte una discreta perdita di tempo; invece se ci fossero delle finestre di "pop-up" sarebbe piu' veloce, se poi si vuole aggiornare il numero dei messaggi basta aggiornare la pagina che contiene i threads ma solo ogni tanto in questo caso e non tutte le volte che visualizzo un messaggio.Che ne pensate?
    • Anonimo scrive:
      Re: Una proposta per i FORUM
      Per motivi che non sto qui a spiegare, io uso Lynx per leggere Punto Informatico.Fino ad oggi non ho avuto problemi (a parte il non poter vedere le immagini che accompagnano gli articoli).Ma se si aggiungono finestre di popup potrei avere una seria diminuzione della fruibilita' del sito.Per favore, continuate cosi': lasciate Punto Informatico compatibile con tutti i browser
      • Anonimo scrive:
        Re: Una proposta per i FORUM
        Concordo.- Scritto da: Rompi.B
        Per favore, continuate cosi': lasciate Punto
        Informatico compatibile con tutti i browser
    • Anonimo scrive:
      PROPOSTA...
      no per carità!pi ha adottato un modello che va MOLTO bene...lascia perdere popup e cose varie, tanto ci mette un microsecondo a ricaricarsi e se sei al lavoro certo nn hai un 56k ;o)magari rendere possibile la consultazione dei post tramite newsserver...it.comp.pi nn si potrebbe fare?????- Scritto da: §o§e
      Per migliorarne la fruibilita':
      Quando i Threads si allungano (e spesso si
      fanno Kilometrici) e si cliKKa su
      un'intervento, si ricarica TUTTO il Thread,
      secondo me inutilmente, cosa che comporta a
      volte una discreta perdita di tempo; invece
      se ci fossero delle finestre di "pop-up"
      sarebbe piu' veloce, se poi si vuole
      aggiornare il numero dei messaggi basta
      aggiornare la pagina che contiene i threads
      ma solo ogni tanto in questo caso e non
      tutte le volte che visualizzo un messaggio.

      Che ne pensate?
  • Anonimo scrive:
    Anche se si dovesse pagare
    Bravi siete veramente bravi, se anche il servizio diventasse a pagamento rimarrei un lettore fedele.5, 10 EU per un anno di abbonamento a PI sarebbeuna cosa che si manderebbe giù volentieripiuttosto che vedere PI in difficoltà in futuro.Grazie per le vostre preziose notizie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche se si dovesse pagare
      Ma attenzione: PI deve la sua enorme popolarità proprio per il fatto di essere gratis, oltre che per i contenuti.Cmq grazie per aver preso in considerazione i disagi dei lettori, saremo abitudinari ma io ogni mattinata accendo il pc e la prima cosa che faccio è andarmi a leggere PI. Dopodicché inizio a lavorare...è come una droga ;)Grazie e complimenti vivissimi!- Scritto da: Marco
      Bravi siete veramente bravi, se anche il
      servizio diventasse a pagamento rimarrei un
      lettore fedele.

      5, 10 EU per un anno di abbonamento a PI
      sarebbe
      una cosa che si manderebbe giù volentieri
      piuttosto che vedere PI in difficoltà in
      futuro.

      Grazie per le vostre preziose notizie.
      • Anonimo scrive:
        Re: Anche se si dovesse pagare

        Cmq grazie per aver preso in considerazione
        i disagi dei lettori, saremo abitudinari ma
        io ogni mattinata accendo il pc e la prima
        cosa che faccio è andarmi a leggere PI.
        Dopodicché inizio a lavorare...è come una
        droga ;)

        Grazie e complimenti vivissimi!Hai ragione, anch'io la mia mezz'oretta di guru meditation sfogliando Punto Informatico la faccio ogni mattina, e ciò che mi piace un sacco di questo sito è che racchiude tutto ciò che c'è da sapere d'importante, senza spulciarsi i vari zd.net, e altri siti che per una notizia buona, ne mettono altre 50 irrilevanti (e a chi non interesserebbe sapere che qualcuno produrrà cartucce di ben 2 ml più grosse, o che casio sforna mouse con l'etichettatrice incorporata? :D UFF!)Continuate così PI!
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche se si dovesse pagare
      - Scritto da: Marco[...]
      servizio diventasse a pagamento rimarrei un
      lettore fedele.[...] Devo dire che anche io non avrei nessun problema anche se da un servizio a pagamento (vanno bene i 5-10 euro annuali) chiederei qualcosa in più.Io sono uno di quelli che felicemente comprerebbe Repubblica on-line (versione integrale del quotidiano) se costasse un prezzo ragionevolmente basso (es. 400 lire a copia).Potrebbero distribuire delle schede precaricate con un codice da acquistare in edicola per i pagamenti.Secondo me non si può continuare a richiedere servizi di alta qualità gratis...
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche se si dovesse pagare
      Il vero problema non e il costo ma le modalita di pagamento...e questo il vero problema del commercio elettronico...se l'unico modo di pagare fosse la carta di credito, bhe io mi chiamo fuori...
      Bravi siete veramente bravi, se anche il
      servizio diventasse a pagamento rimarrei un
      lettore fedele.

      5, 10 EU per un anno di abbonamento a PI
      sarebbe
      una cosa che si manderebbe giù volentieri
      piuttosto che vedere PI in difficoltà in
      futuro.

      Grazie per le vostre preziose notizie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Anche se si dovesse pagare
      - Scritto da: Marco
      Bravi siete veramente bravi, se anche il
      servizio diventasse a pagamento rimarrei un
      lettore fedele.

      5, 10 EU per un anno di abbonamento a PI
      sarebbe
      una cosa che si manderebbe giù volentieri
      piuttosto che vedere PI in difficoltà in
      futuro.

      Grazie per le vostre preziose notizie.Concordo ma non credo che sarebbe una buona idea: i siti che riportano news sono molti. Certo, PI fa un'ottimo lavoro di raccolta, esposizione ed approfondimento, ma quando c'è da sganciare qualche soldo (con che modalità poi?), per pur pochi che siano, tutti si danno da fare per trovare qualcosa di alternativo e gratuito (e, sinceramente, le alternative non mancano...)
  • Anonimo scrive:
    bravi bravi cosi va bene
    complimenti ragazzi continuate cosi!
  • Anonimo scrive:
    Alla fine.... i lettori hanno vinto!
    Io sono tra quelli che ha scrito alla redazione supplicandoli di tornare allo stile che ho conosciuto fino alla settimana scorsa.Grazie redazione, sono felice che mi abbiate ascoltato.... dopo le due prime notizie di oggi questa mi ha risollevato il morale! ;)
  • Anonimo scrive:
    Ottima scelta...
    Complimenti per la scelta... l'approvo in pieno!
  • Anonimo scrive:
    Ottimo, grazie, bravi
    Finalmente PI is back!
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