Processori a risparmio energetico nella UE

La Commissione Europea ha deciso di finanziare con 4,5 milioni di euro un progetto di ricerca che permetta di individuare nuove soluzioni tecnologiche per il risparmio energetico dei PC
La Commissione Europea ha deciso di finanziare con 4,5 milioni di euro un progetto di ricerca che permetta di individuare nuove soluzioni tecnologiche per il risparmio energetico dei PC


Roma – Il risparmio energetico è diventato una priorità per l’Europa, ancora di più se riguarda lo sviluppo nel settore ICT. La Commissione Europea ha deciso di elargire un cospicuo finanziamento per il progetto ” C ontrolling Le akage power in N anoCMOS SoCs” (Clean), che coinvolge numerosi produttori del comparto semi-conduttori, ed enti di ricerca comunitari – compreso il Politecnico di Torino.

I 4,5 milioni di euro del sovvenzionamento verranno spesi per individuare nuove soluzioni “al silicio” in grado di contenere i consumi energetici dell’hardware PC. Gli obiettivi non si limitano alla sola ingegnerizzazione di prodotti ma comprendono anche l’implementazione di metodologie, tecniche e strumenti che possano ri-disegnare gli elementi dei chip.

Gli esperti sono convinti che si possa ancora fare molto per limitare la dispersione energetica fra i transistor integrati nei chip. Un problema che sarà sempre più degno di interesse con l’avvento delle nuove soluzioni sub-65 nm, caratterizzate da una densità di transistor superiore al passato.

“Il progetto darà un contributo sostanziale allo sviluppo della nuova generazione di processori con costruzione a 65 nm – e inferiore. E nello specifico al contenimento della dispersione energetica”, ha dichiarato il responsabile di “Clean” Roberto Zafalon, manager del comparto Ricerca e Sviluppo di ST Microelectronics . “I nostri risultati permetteranno non solo di diminuire i consumi delle unità nano-elettriche, ma anche di migliorare l’ingegnerizzazione dei prodotti finali”.

Intel , lo scorso novembre, aveva ammesso che la nuova generazione di processori a 65 nm si era dimostrata inutilizzabile sui terminali mobili proprio a causa della notevole dispersione energetica – capace di assorbire in pochi minuti la disponibilità di una normale batteria. Allo stesso tempo, secondo analisi di laboratorio fornite sempre da Intel, un comune PC desktop disperderebbe “senza motivo” almeno il 25% della sua energia.

Per far fronte a questo problema, da anni, le aziende stanno cercando di individuare soluzioni compatibili con le esigenze di mercato. Lo scorso ottobre IBM ha presentato la sua nuova linea server a basso consumo, così come ha promesso di fare Sun Microsytems il mese seguente. Insomma, se da una parte alcuni produttori sembrano disinteressarsi della questione, come ad esempio quelli specializzati nello sviluppo di schede video, altri dispongono già di una roadmap per il “low-consume”. Clean, come dice il nome stesso, tenterà di fare pulizia e supportare le imprese che sono più sensibili al risparmio energetico, nonché alle politiche di salvaguardia ambientale.

Dario d’Elia

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17 01 2006
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