Quando il netizen deve cantare

Non è stato accusato di alcunché ma ha pubblicato l'analisi di un caso di diffamazione online. Gli è stato chiesto di rivelare tutte le informazioni che possiede riguardo agli utenti che hanno letto e commentato il post

Dati relativi ai lettori, dati relativi ai commentatori, indirizzi IP, email e tutto quanto ruoti intorno ad un post pubblicato sul proprio blog: è quanto è stato chiesto a Waldo Jaquith, un netizen statunitense che aveva dato spazio all’analisi di un caso di diffamazione che si è consumato online.

Jaquith si era interessato al contenzioso che oppone un personaggio pubblico e il quotidiano The Hook : in un post aveva ricostruito la vicenda, aveva esposto i propri commenti. Il suo post ha attirato l’attenzione dei legali dell’accusa ed è stato chiamato a testimoniare nell’ambito del processo.

A Jaquith è stato chiesto di rivelare innumerevoli informazioni: qualora fossero in suo possesso, dovrà rendere noti i nomi di tutti gli 81 netizen che hanno commentato il post; dovrà comunicare gli indirizzi IP non solo dei commentatori ma anche di tutti i cittadini della rete che hanno avuto accesso al post; dovrà fornire tutti i log prodotti dal server che abbiano a che fare con l’articolo. Ma non è tutto: Jaquith dovrà consegnare tutte le email che ha scambiato che abbiano una qualsiasi relazione con il post incriminato, tutto il materiale raccolto e prodotto che gli abbia consentito di elaborare l’analisi pubblicata sul proprio blog.

La richiesta di subpoena, spiegano gli esperti in materia, appare poco proporzionata: ricostruire tutte le relazioni che si sono intrecciate intorno ad un singolo post pubblicato da un netizen che non è stato accusato di alcun reato, rischia di invadere senza motivo la privacy di un’infinità di cittadini della rete. ( G.B. )

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  • pizza margherita scrive:
    e a noi rimane italia.it
    se va bene...
    • Andrea scrive:
      Re: e a noi rimane italia.it
      Mica tanto...http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Open_Source/
      • GIgoachef scrive:
        Re: e a noi rimane italia.it
        Una direttiva del 2004 e poi tante parole parole parole, l'unica cosa che la PA italiana sa produrre in quantità.
        • pabloski scrive:
          Re: e a noi rimane italia.it
          ma c'è la direttiva.....quindi hanno prodotto....montagne di carte :Ddunque la PA ha lavorato, perchè il suo scopo è produrre documenti e chiacchiereun giorno non lontano l'Itaglia fallirà....me lo sento :D :D
    • GIgoachef scrive:
      Re: e a noi rimane italia.it
      Temo che tra un po' rimarrà Italia 1, altro che Italia.it
      • alienoxcaso scrive:
        Re: e a noi rimane italia.it
        Beh visto l'andamento di internet, visto il continuo sperperamento dei soldi pubblici che c'è da moi, vista la velocità con la quale il nostro paese si muove verso le nuove frontiere digitali, penso che per il 2055 potremmo anche noi vantare una soluzione come quella all'OBAMA....mah, che il SIGNORE ce la mandi buona!
  • z f k scrive:
    faccio io
    le autorizzazioni ve le rilascio io...mandatemi pure i vostri dati, vi arriveranno a casa o per email (indicare la preferenza) le istruzioni per fare il versamento necessario, dopodiche' dovrete solo attendere il documento definitivo.Siccome siamo in pochi, potra' volerci qualche tempo, dipende dal numero delle richieste.CYA
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