Chi nel 2020 ha approfittato di un’offerta per comprare due banchi di RAM ha fatto probabilmente il miglior investimento della sua vita. Oggi gli stessi moduli, almeno sulla carta, costano più del doppio. E persino il mercato dell’usato, di solito ultima spiaggia per chi vuole risparmiare, ha cominciato a presentare conti salatissimi.
Prezzi RAM alle stelle
Facciamo un salto indietro. Ottobre 2020, una promozione di Newegg recuperata dagli archivi: un kit GeIL da 16 GB DDR4-3200 a 59,99 dollari e un G.Skill da 64 GB a 204,99. A novembre, un Team T-FORCE VULCAN Z da 32 GB, sempre DDR4-3200, usciva a 94,99.
Ora basta guardare il listino di Tom’s Hardware del 16 ottobre 2026. Gli stessi tagli, la stessa velocità, i prezzi più bassi in circolazione:
- 16 GB a 104 dollari, il 73% in più;
- 32 GB a 198 dollari, il 108% in più;
- 64 GB a 489 dollari, il 139% in più.
Bisogna fare qualche precisazione. Sono istantanee di vendita al dettaglio, non medie annuali, e tra un’offerta e l’altra cambiano marche e timing. Ma capacità e velocità coincidono, quindi il quadro regge. E fa male.
Con la DDR5 il confronto col 2020 non esiste: sui PC desktop di massa è arrivata solo a fine 2021. Però basta tornare a ottobre 2025, quando un kit standard da 32 GB si trovava tra i 100 e i 200 dollari. Dodici mesi dopo, la DDR5-6000 più economica da 32 GB parte da 454 dollari. Quella da 64 GB da 915. Senza considerare la scheda video, l’SSD e l’hard disk.
Chi ha acceso la miccia
Il grosso del rincaro è arrivato negli ultimi mesi, ma la storia parte da fine 2025, quando i data center per l’intelligenza artificiale hanno cominciato a inghiottire memoria voracemente. Per le aziende produttrici è una pacchia.
I data center AI non vogliono solo la costosissima memoria ad alta larghezza di banda, servono anche RAM da server convenzionale, a palate. I grandi produttori, intanto, hanno ridotto una parte della produzione di DDR4 pur con la domanda ancora viva, perché i prodotti nuovi rendono di più. Secondo TrendForce, nel primo trimestre del 2026 i prezzi contrattuali della DRAM convenzionale sono saliti di circa il 93-98% rispetto al trimestre precedente. Sono cifre all’ingrosso, ma quello che succede nel magazzino prima o poi si vede sullo scaffale.
Un segnale lo ha dato Micron, che a inizio anno ha deciso di uscire dal business consumer di Crucial per soddisfare la domanda dell’AI e concentrarsi sui pesci grandi. Quanta capacità produttiva venga spostata, però, non lo ha detto. HP ha aggiunto la sua: nel 2026 memoria e archiviazione pesano per circa il 35% dei costi dei componenti dei suoi PC, contro il 15-18% del trimestre precedente. Ha avvertito che i prezzi dei computer saliranno
L’usato conviene?
C’è un po’ di ossigeno, ma niente che somigli al 2020. A settembre 2026 un kit Corsair da 32 GB DDR4-3200 è stato venduto su eBay a 129,99 dollari più 9 di spedizione, quindi 138,99 in tutto. Circa 59 dollari in meno rispetto al nuovo più economico di ottobre. Ma anche il 46% sopra i 94,99 dollari del kit nuovo del 2020. Un solo annuncio non fotografa tutto l’usato, certo. Dimostra però che la seconda mano non è più il paese dei balocchi.
Comprare usato ha le sue trappole. La RAM usata va benissimo quanto quella nuova, ma la garanzia a vita limitata di Corsair di solito non passa al compratore di seconda mano. È bene anche controllare la compatibilità e la politica di reso del venditore, e lanciare MemTest86 prima che la finestra del reso si chiuda. Da notare che la memoria ECC registered da server costa poco, ma non è un sostituto che si infila e funziona nei normali PC desktop. Inoltre, riciclare vecchi moduli DDR4 fa risparmiare, ma restringe la scelta delle schede madri.