Quei film sul Mac e i suoi fan

Due documentari, diversi ma con lo stesso soggetto: Apple, i suoi utenti e i tempi che cambiano. I risultati sono differenti, ma comunque molto interessanti. E lasciano spazio per molte considerazioni sul futuro di Jobs e compagni

San Francisco (CA) – Capita che, dopo una giornata passata tra gli stand delle decine di aziende che producono cover per iPod e iPhone, si capiti davanti ad un cartello che recita : “Macheads, a fanboy documentary”. Incuriositi si entra nella grande sala, e lì due giovani registi spiegano che quanto stanno per mostrare è il frutto di due anni di lavorazione, che ringraziano la mamma per la pazienza che ha mostrato durate il loro impegno biennale e tutti quanti hanno reso possibile portare a compimento la loro opera. Poi si spengono le luci e inizia la proiezione.

Un’ora di chiacchiere, niente di più: sullo schermo passano Guy Kawasaki , celeberrimo evangelist Apple (che però in fiera firmava autografi nel lounge di Microsoft), e altri volti più o meno noti dell’universo con la Mela. Ci sono l’hippie stilista che coltiva da anni l’hobby del collezionista – e ha realizzato un museo nella sua stalla (sì, proprio nella stalla) – e la di lui compagna che fa la musicista, ha composto un’ode ai maiali, e spiega quanto sia bello andare in un negozio Apple o da un rivenditore e condividere con il negoziante e gli altri avventori una filosofia di vita, un senso di appartenenza, la propria vocazione alla creatività.

Macheads è un documentario che tenta di raccontare come e quanto stiano cambiando Apple e i suoi utenti in questi anni: per farlo, chiama a raccolta esperti, giornalisti, fanatici della Mela e pesca abbondantemente nel materiale d’archivio. In video passano il fondatore del Berkeley Macintosh User Group , probabilmente il primo nella storia dell’azienda di Cupertino, e molti suoi affezionati soci della prima ora: tutti ricordano con piacere i bei tempi andati, le pizze divorate assieme mentre si scambiavano il software per il proprio Mac, e colgono l’occasione per gettare uno sguardo sulla storia del loro marchio preferito.

C’è il tecnico di computer che spiega che quando nel 1996 Apple era sull’orlo della bancarotta lui aveva pensato di dover cambiare settore e iniziare a riparare PC: una prospettiva che definisce “non esaltante”. C’è chi spiega che senza Apple il mondo non sarebbe più stato lo stesso, che per fortuna poi è arrivato Jobs e ha salvato tutto, che per questo gli saranno eternamente grati tanto da girare per San Francisco durante il Macworld con magliette commemorative, gonnellini scozzesi e cinture con fibbia a LED.

Curioso come proprio Jobs sia quasi un elemento secondario della storia: in video appare solo pochi secondi, quelli del keynote del 2007 in cui annunciava la nascita di iPhone, mentre qualche attimo in più è dedicato a Wozniak. Certo il momento è particolare, certo la sua assenza ha pesato: le file al mattino del keynote non erano neanche lontanamente simili a quelle degli anni passati, e a guardare bene forse in sala non c’era la solita ressa . È come se a Jobs venissero imputate alcune “cadute di stile” che sembrano aver offeso a morte la community dei fedelissimi.

Perché se c’è chi, proprio all’inizio del film, spiega che il sesso con un utente PC non è lontanamente paragonabile a quello con un Mac-user, il successo degli ultimi anni di Apple pare aver incrinato il rapporto con i suoi fan : chi compra un iPod o un iPhone non necessariamente concorda con la “filosofia” di chi invece possiede – quasi per fede – qualsiasi gadget con impressa da qualche parte una mela morsicata. Spesso chi compra iPhone – in video ne compaiono diversi – un Mac non ce l’ha mai avuto e non ce l’avrà mai, con sommo disprezzo di chi invece è in fila come lui da giorni per accaparrarsi i primi esemplari messi in vendita.

Apple, questo quanto lasciano trasparire i due registi, a causa del suo successo si starebbe allontanando da chi l’ha sostenuta anche nei momenti difficili. Il deus-ex-machina Jobs, che l’ha salvata, porta avanti una politica di chiusura assoluta che impedisce a chi un tempo dialogava con un’azienda di restare in contatto con i suoi tradizionali punti di riferimento: non ci sono più spiegazioni sul perché delle cose, anche quando – come nel caso della porta Firewire sul nuovo MacBook – certe scelte sembrano agli acquirenti un’idea sbagliata.

Insomma, Apple ha fatto un sacco di soldi e ora se ne infischia dei suoi fanboy. Il titolo del film d’altronde non lascia spazio a dubbi: è un prodotto pensato, prodotto e girato da fanatici. Curioso che, proprio nelle stesse ore, un altro documentario – invero, a detta di chi l’ha visto, molto più professionale nella sceneggiatura – abbia fatto il suo debutto a pochi isolati di distanza: segno forse che qualcosa di significativo in queste recriminazioni c’è, e che forse un solco tra Cupertino e il resto del mondo è stato davvero tracciato. Ma questo, è impossibile non sottolinearlo, è tutto tranne che un problema per Apple.

Chi comprava Mac continuerà a comprarne di nuovi, chi oggi compra iPod e iPhone forse potrebbe pure pensare a fare un salto in uno Store per portarsi a casa un computer in alluminio su cui campeggia una mela. D’altronde Jobs non può certo vergognarsi del suo successo , ma è indubbio che Macheads, così come altre scelte della politica commerciale Apple, segnino senz’altro un cambiamento in atto nella filosofia di un’azienda che un tempo faceva del “think different” la sua bandiera. E che oggi è invece una normalissima company in cerca del profitto, anche a costo di consegnare lo scettro dell’innovazione nelle mani di altri, come accaduto con l’inevitabile apertura del SDK di iPhone agli sviluppatori di terze parti.

Luca Annunziata

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  • Portavoce universale scrive:
    ITV2000 sucXXXXX annunciato
    Almeno spero: è un embrione di ciò che dovrebbe essere la televisione del futuro.
  • Edo scrive:
    A Las Vegas anche box italiana di TVBLOB
    Ciao,ieri qui a Las Vegas ho assistito a una inattesa demo di una box con due tuner DVB-T, PVR e l'acXXXXX alla broadband TV con tanto di podcasting e BitTorrent.La box mi sembra molto bella (la produce Telsey, un'altra vecchia conoscenza italiana) e il software, ricchissimo di funzioni, è stato realizzato interamente da TVBLOB con sede a Milano e Catania.Il fondatore Caffarelli è alla sua seconda avventura high-tech, infatti negli anni novanta, ha realizzato, sempre a Milano, il famoso Easy CD Creator che ha dato il via alla masterizzazione di massa per poi vendere l'azienda ad Adaptec. In bocca al lupo!Per chi fosse a Las Vegas, Tvblob non è in fiera ma alla suite 2714 dell'hotel Sahara.Edo
    • Antonio scrive:
      Re: A Las Vegas anche box italiana di TVBLOB
      A quanto pare questa è la vera innovazione. La box è aperta, ha un browser che espone una API per accedere a tutte le funzioni del box (dal telecomando al podcast manager o al bittorrent) e che consente di sviluppare vere e proprie applicazioni TV.Questo significa che le applicazioni non sono, come per le altre box, in numero limitato ma chiunque può svilupparle.Trattandosi dei linguaggi di sviluppo del web, estendere la propria presenza dal web alla TV è quasi naturale.TVBLOB distribuisce una libreria open source per lo sviluppo di applicazioni AJAX per la TV.Questo è il sito degli sviluppatori: http://www.blobforge.com/
  • Paolo scrive:
    Scusate ma...
    Buongiorno a tutti,un apparecchietto del genere, sto ITV2000, non è il sucXXXXXre di quello di circa un decennio fa che proponeva per l'appunto di navigare in internet sulla tv utilizzando la connessione, al tempo, dial-up ? Se così fosse, che innovazione sarebbe? Ripropongono una cosa già fatta anche se adattata agli standard attuali di connessione...Mah...
  • 3my78 scrive:
    naturale..
    La tv piano piano perde terreno (tranne che in Italia) e quindi tenta di sopravvivere. Non per niente le grande piattaforme investono moltissimo sulla Rete. Vedi il magnate di Sky... Mica scemo lui.http://3my78.blogspot.com/
    • Nicolaus scrive:
      Re: naturale..
      è incredibile invece che ci siano blog che promuovono i discorsi di marco travaglio...
      • ziocamper scrive:
        Re: naturale..
        è incredibile che ci sia chi non li promuova....
      • Funz scrive:
        Re: naturale..
        - Scritto da: Nicolaus
        è incredibile invece che ci siano blog che
        promuovono i discorsi di marco
        travaglio...Cosa dice di sbagliato o di falso? Perchè ti da così fastidio?
        • Nicolaus scrive:
          Re: naturale..
          no niente è solo un fanatico che sta contro berlusconi a prescindere da quello che fa niente di che... il comunismo non ha portato mai niente di buono...
          • Funz scrive:
            Re: naturale..
            - Scritto da: Nicolaus
            no niente è solo un fanatico che sta contro
            berlusconi a prescindere da quello che fa niente
            di che... il comunismo non ha portato mai niente
            di
            buono...Vedi, lui tira fuori montagne di atti di indagini e di processi per dimostrare quanto siano delinquenti Berlusconi ed i suoi (ma anche quelli di sx, anche se voi berluschini non ve ne accorgete nemmeno).Invece voi dite frasi fatte senza senso come quelle qui sopra, che sentite incessantemente alla TV o sul Giornale, ma non è che la ripetizione ossessiva faccia diventare verità una palla... che cacchio c'entra il comunismo?
  • XYZ scrive:
    a dire la verità
    Io la Tv nella rete non la vorrei proprio!Anzi, spero vivamente che collassi in se stessa quanto prima.Che scompaia finalmente riassorbita dalla sua stessa inutilità. Che faccia scomparire con lei tutti i loschi figuri che con lei oggi prosperano alle nostre spalle.. Io una tv attaccata all'antenna a casa non ce l'ho, ho un tv che uso come secondo monitor e per guardare film. Ma il canone mi tocca pagarlo lo stesso. :Che sparissero tutti, loro, il loro giornalismo, il loro advertising e le loro stupide trovate volte a lobotomizzare i più deboli, e piu ignoranti.
  • aghost scrive:
    convergenza impossibile (o quasi)
    Una vera convergenza tra tv e internet non credo sia possibile, perché c'è una fondamentale differenza: il divano.Ne consegue un utilizzo sostanzialmente differente: dal divano si guardano solo immagini e video, cioé NON SI LEGGE, cosa che su internet invece si fa abitualmente. http://www.aghost.wordpress.com/
    • Luca scrive:
      Re: convergenza impossibile (o quasi)
      Chi l'ha detto che non si legge sul divano?Il televideo io lo guardo spesso per vedere le notizie.. Se potesse essere organizzato meglio (non lo può essere per sua natura), più "interattivo" e con un pò di immagini/video, forse non mi scomoderei ad andare al pc a leggermi PI ;-) no?Quindi ben venga un browser integrato nella tv, anche per vedere youtube e per il video on demand..
    • Funz scrive:
      Re: convergenza impossibile (o quasi)
      Guardare la TV è proprio l'ultima delle attività che faccio sul divano, dopo la lettura, giocare col cubo di Rubik, e altre cose ancora :D
  • iced scrive:
    Tentativo di sopravvivenza
    Con il web 2.0 e quel che ne consegue, contenuti forniti dagli utenti, fine del monopolio della comunicazione "uno a molti", la TV - così come la conosciamo - ma anche l'informazione è destinata a finire presto. Questo è un tentativo per farla sopravvivere.Un altro è il digitale terrestre. Non so se funzionerà. Personalmente mi auguro di no.
    • pippo scrive:
      Re: Tentativo di sopravvivenza

      Questo è un tentativo per farla sopravvivere.

      Un altro è il digitale terrestre.

      Non so se funzionerà. Personalmente mi auguro di
      no.Per me è già morta da un pezzo...
    • petrestov scrive:
      Re: Tentativo di sopravvivenza
      - Scritto da: iced
      Con il web 2.0 e quel che ne consegue, contenuti
      forniti dagli utenti,a me pare:1 che YouTube non si sia garantito alcun introito degno di farla sopravvivere nel tempo (adesso viene finanziata dagli ad di Google)2 buona parte dei video presenti su YouTube & company violano i diritti d'autore3 quantomeno YouTube ha accordi con molti produttori tradizionali di contenuti "uno a molti" proprio perché la televisione generalista riesce ancora a produrre contenuti che la gente vuole vedere o rivedere su Internet4 i video degli utenti sono spesso più originali, ma sono anche grezzi e dopo dieci minuti già scocciano. lo stesso non capita per un film hollywoodiano o una serie televisiva come House, Criminal Minds, Lost, Heroes, ecc...5 molto spesso i contenuti del Web 2.0 sono dei copia/incolla di lavori originali. dietro questi "copia/incolla spaccia per tuo" non c'è alcun miglioramento; c'è solo il tentativo di dare contenuti al proprio blog. E' originale una cover di Viva la Vida dei Coldplay su Youtube (cantata anche male). fosse stato un bel remix, l'avrei pur apprezzato; sembra invece una puntata di Amici.
      fine del monopolio della
      comunicazione "uno a molti", la TV - così come la
      conosciamo - ma anche l'informazione è destinata
      a finire presto.non la darei tanto per spacciata. Internet ha migliorato e abbassato i costi della comunicazione. ma l'estro, il genio quello è sempre una risorsa scarsa. ci sarà sempre una comunicazione "uno-a-molti" perché poche persone sono capaci di fare cose eccezionali con la musica, con le parole, con i filmati, con i programmi software, ecc...
      • Luca scrive:
        Re: Tentativo di sopravvivenza
        Anch'io penso che la comunicazione (o meglio l'intrattenimento) uno a molti sopravviverà, però non con la tv, neanche con quella digitale, perchè non puoi vedere il contenuto quando vuoi, metterlo in pausa, tornare indietro ecc.. quello lo puoi fare solo con internet.
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