La Consumer Federation of America (CFA) ha presentato una denuncia contro Meta per aver ingannato i consumatori. L’azienda di Menlo Park promette di combattere le truffe su Facebook e Instagram, invece ottiene enormi profitti dalle inserzioni pubblicitarie, come ha scoperto Reuters all’inizio di novembre 2025. Un portavoce di Meta ha dichiarato che le accuse sono false.
Class action con risarcimento danni
La CFA scrive nella denuncia che, nonostante le promesse pubbliche di contrastare la loro diffusione, Meta ottiene profitti dagli annunci truffa. Secondo l’organizzazione non-profit, l’azienda di Menlo Park ha implementato regole e pratiche che permettono invece la proliferazione su Facebook e Instagram.
Nella denuncia sono riportate alcune inserzioni (immagini e video) trovate nella libreria di Meta, tra cui quelle che pubblicizzano iPhone gratuiti e assegni da 1.400 dollari per le persone nate in determinati anni. In base all’indagine di Reuters, Meta avrebbe guadagnato circa 16 miliardi di dollari nel 2024 da oltre 15 miliardi di annunci truffa al giorno.
La CFA afferma che, invece di proibire la pubblicazione di annunci ad alto rischio (scommesse illegali, vendita di beni proibiti e altre), chiede più soldi agli inserzionisti. L’organizzazione ha chiesto al giudice di garantire lo status di class action, avviare un processo con giuria, un risarcimento danni e un’ingiunzione per bloccare queste pratiche commerciali scorrette.
Un portavoce di Meta ha dichiarato:
Queste accuse travisano la realtà del nostro lavoro. Combattiamo con determinazione le truffe su tutte le nostre piattaforme per proteggere persone e aziende: solo lo scorso anno, abbiamo rimosso oltre 159 milioni di annunci fraudolenti, il 92% dei quali prima ancora che venissero segnalati, e abbiamo chiuso 10,9 milioni di account su Facebook e Instagram associati a centri criminali dediti alle truffe. Combattiamo le truffe perché sono dannose per il business: non piacciono alle persone, non piacciono agli inserzionisti e non piacciono nemmeno a noi.
A metà marzo, Meta ha chiuso oltre 150.000 account e collaborato con le autorità di vari paesi per smantellare le organizzazioni criminali specializzate in truffe.