Continua ad aumentare il numero di paesi in cui è previsto il divieto di accesso ai social media da parte dei minorenni. Il Parlamento della Turchia ha approvato la legge che vieta l’uso ai minori di 15 anni. In Norvegia verrà presentato un disegno di legge entro fine 2026. In Italia si discute su questo argomento dall’anno scorso, ma non c’è ancora nulla di concreto.
Ban e verifica dell’età
Come spesso accade, le nuove leggi relative ai social media vengono presentate e approvate dopo gravi fatti di cronaca. In altri casi è invece un modo per impedire la libertà di parola (censura). La scorsa settimana, un 14enne ha ucciso 9 studenti e un’insegnante in una scuola media di Kahramanmaras (Turchia meridionale) con cinque armi da fuoco. Un’altra sparatoria era avvenuta il giorno prima in una scuola superiore nella provincia di Sanliurfa (16 feriti). La polizia ha fermato 162 persone accusate di aver pubblicato online i contenuti relativi alle due sparatorie.
Il Parlamento turco ha approvato la legge che vieta l’accesso ai social media da parte dei minori di 15 anni. I provider dovranno quindi implementare un sistema di verifica dell’età, offrire tool di controllo parentale e rimuovere rapidamente i contenuti pericolosi. Tra le piattaforme interessate ci sono Facebook, Instagram, TikTok e YouTube.
La legge dovrà essere firmata dal Presidente Erdogan entro 15 giorni. In caso di violazione sono previste sanzioni e la riduzione della larghezza di banda (accesso rallentato). Quest’ultima opzione è stata già ampiamente utilizzata dal governo per sopprimere le proteste.
In Norvegia verrà presentato un disegno di legge entro fine anno. In questo caso il divieto di accesso ai social media riguarderà i minori di 16 anni. Ovviamente dovrà essere effettuata la verifica dell’età. Nessuno però evidenzia che non esiste un sistema efficace al 100%, oltre al fatto che può essere facilmente aggirato con una VPN. In Europa è previsto l’uso di un’app che gli utenti italiani troveranno nel proprio IT-Wallet.