La giuria del World Press Photo ha eletto la foto dell’anno: è Separated by ICE della fotogiornalista statunitense Carol Guzy. Uno scatto selezionato tra quelli che hanno effettuato l’accesso all’ultima fase del concorso, dopo una prima scrematura iniziata da 57.376 proposte inviate da 141 paesi.
I finalisti e i vincitori del World Press Photo
È un momento immortalato il 26 agosto 2025 a New York City. Ritrae la disperazione di due figlie che tentano di aggrapparsi a un uomo portato via dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement. La posizione assunta dagli Stati Uniti nei confronti dell’immigrazione è stata al centro dell’attenzione globale e ha segnato l’intero primo anno della seconda amministrazione Trump, spaccando l’opinione pubblica americana e non solo. L’acquisizione con una Nikon Z8 a 1/320.

Qui il racconto di Carol Guzy e l’intervento della presidente di giuria.
Una delle altre due foto selezionate per accedere alla fase finale è Aid Emergency in Gaza di Saber Nuraldin. Una composizione perfetta, quasi da dipinto, per rappresentare l’emergenza umanitaria in una zona del mondo devastata dalla guerra e che rischia di essere dimenticata troppo in fretta.

Il trittico si completa con un ritratto: The Trials of the Achi Women di Victor J. Blue. La protagonista è una donna guatemalteca aggredita e torturata per settimane, che dopo 40 anni ha finalmente ottenuto giustizia.

Vale la pena fare un salto sulla sezione dedicata ai 42 scatti selezionati per accedere all’ultima fase del concorso. Una veloce panoramica nel video qui sotto.
Sono raggruppati per continente e toccano tematiche più che mai attuali: dall’impiego dell’intelligenza artificiale per l’assistenza alle persone anziane a come le nuove tecnologie hanno cambiato lo scenario bellico (l’utilizzo dei droni è sempre più frequente), fino agli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici e alla repressione violenta delle proteste e delle manifestazioni. Un giro intorno al mondo in immagini.