Raid Megaupload, Kim Dotcom denuncia e chiede miliardi

Il fondatore del defunto cyberlocker intende prendersi la rivincita sulle autorità neozelandesi, che a suo dire hanno infranto la legge provocando, a lui e al suo business, danni quantificabili in miliardi di dollari

Roma – Mentre prova a contrastare la richiesta di estradizione negli Stati Uniti per rispondere del presunto reato di violazione di copyright , Kim Dotcom ha di passare al contrattacco servendo al governo neozelandese una denuncia dal valore di 6,8 miliardi di dollari. Il celebre raid di sei anni fa con tanto di fucili spianati era illegale, sostiene Dotcom, e tutti i danni che ne sono scaturiti dovranno ora essere ricompensati dalle autorità della Nuova Zelanda.

Dotcom ha ricordato gli eventi che portarono al suo arresto e a quello della sua famiglia, per un reato – la “presunta pirateria on-line” degli utenti di Megaupload – che non viene nemmeno considerato tale dalla legislazione neozelandese.

L’arresto, il sequestro degli asset tecnologici e la conseguente scomparsa di Megaupload dal Web sono stati portati a termine in violazione delle leggi della Nuova Zelanda, ha dichiarato Dotcom , e hanno portato alla distruzione di un business che all’epoca si preparava a debuttare sulla Borsa di Hong Kong per un valore “conservativo” di $2,6 miliardi.

I legali di Dotcom hanno valutato il valore corrente di Megaupload in 10 miliardi di dollari, Dotcom deteneva una quota del 68% del business e quindi la richiesta formulata presso l’Alta Corte neozelandese prevede un pagamento di danni pari a $6,8 miliardi.

La lotta dell’imprenditore Dotcom contro la giustizia americana per interposta Nuova Zelanda sembra non avere mai fine, ma la vita presente di “Mr. Megaupload” riguarda anche notizie positive per l’uomo Dotcom che ha festeggiato il compleanno sposandosi con Elizabeth Donnelly durante una cerimonia privata a Auckland.

Alfonso Maruccia

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  • panda rossa scrive:
    Il limite delle interfacce utente
    Sulle pagine di questo forum abbiamo sostenuto da sempre quanto sia indispensabile per chi utilizza un computer il poter accedere direttamente al file system e ai files di configuarazione per poter impostare a proprio piacere i dettagli di funzionamento.Ovviamente abbiamo ricevuto sempre critiche da parte di quell'utenza ignorante che sostenendo il loro diritto a restare ignoranti senza provare alcuna vergogna, hanno sempre difeso le interfacce clicca clicca, che consente ai suddetti ignoranti, non solo di poter interagire in forma minimale (quella consentita della interfacce stesse), ma di poter pure compiacersi pensando: "Anvedi quanto so figo, che me so configura' er browsero da solo!"Il limite delle interfacce utente e' che consentono di fare solo quello che ti dicono loro, cosi' quando qualcuno arriva a modificarne la logica impedendo pure di disabilitare estensioni, scatta il cetriolo!Non esistono estensioni che non si possono cancellare.Esistono invece utenti incapaci di cancellarle.E' un problema diverso, e si trova, come sempre, tra sedia e tastiera.
    • ... scrive:
      Re: Il limite delle interfacce utente
      Oppure, come nel tuo caso, tra il sedile ed il volante.
    • xte scrive:
      Re: Il limite delle interfacce utente
      +1000000 Il problema è che il trend è l'esatto opposto e quando discuti con bipedi di turno, tipo quelli dell'area Gnome o Elementary ti rispondono che non è vero perché l'utente dev'essere libero di far tutto senza affaticare il suo mononeurone... Ogni volta sconfesso platealmente quel che dicono ed ogni volta ricominciano.
      • il Fuddaro scrive:
        Re: Il limite delle interfacce utente
        - Scritto da: xte
        +1000000 Il problema è che il trend è l'esatto
        opposto e quando discuti con bipedi di turno,
        tipo quelli dell'area Gnome o Elementary ti
        rispondono che non è vero perché l'utente
        dev'essere libero di far tutto senza affaticare
        il suo mononeurone... Ogni volta sconfesso
        platealmente quel che dicono ed ogni volta
        ricominciano.Sono ebeti e si vantano pure di esserlo. Che ci vò fare?
        • xte scrive:
          Re: Il limite delle interfacce utente
          Qualche idea ce l'avrei, è che non è proprio lecita... Neppure se dici che era un revival di torture medievali...Cmq il problema non sono 4 gatti che lo dicono, ma il fatto che nel tempo, per lo più a causa da un lato della demolizione delle università (che non fanno più ricerca e non riescono più a formare gente con gli attributi) e dall'altro il managerismo imperante che ha tagliato ogni reale ricerca&sviluppo in azienda non abbiamo più una community. I 4 gatti bercianti sono quasi i soli rimasti...
  • xte scrive:
    Oppure
    usare GNU/Linux, avere opportuni popup blocker insieme ad altri strumenti per la propria privacy e regolarmente piallare ~/.config/google-chrome/ ripristinando segnalibri, estensioni e se si salva qualcosa quel che si vuole.Semplicemente per evitare problemi servono sistemi che cercano di non dare problemi. E magari serve anche evitare che questi si evolvano in altre direzioni sgradevoli.
    • il Fuddaro scrive:
      Re: Oppure
      - Scritto da: xte
      usare GNU/Linux, avere opportuni popup blocker
      insieme ad altri strumenti per la propria privacy
      e regolarmente piallare ~/.config/google-chrome/
      ripristinando segnalibri, estensioni e se si
      salva qualcosa quel che si
      vuole.

      Semplicemente per evitare problemi servono
      sistemi che cercano di non dare problemi. E
      magari serve anche evitare che questi si evolvano
      in altre direzioni
      sgradevoli.Come sugli smartphones!!
  • ... scrive:
    soluzione finale
    macchina virtuale dedicata unicamente a contenere una versione minimale di distro linux + navigatore internet.insomma occorre isolare al massimo grado la macchina "reale" dall'acXXXXX ad internet che ormai e' diventato un covo di criminali.serve una macchina virtuale solo per l'home banking, una per per la navigazione di tutti i giorni, una per il compito X, l'altra per il compito Y e cosi' via. fare tutto con un'unico navigatore internet significa andare a cercarsi i problemi.
    • ... scrive:
      Re: soluzione finale
      - Scritto da: ...
      macchina virtuale dedicata unicamente a contenere
      una versione minimale di distro linux +
      navigatore
      internet.

      insomma occorre isolare al massimo grado la
      macchina "reale" dall'acXXXXX ad internet che
      ormai e' diventato un covo di
      criminali.

      serve una macchina virtuale solo per l'home
      banking, una per per la navigazione di tutti i
      giorni, una per il compito X, l'altra per il
      compito Y e cosi' via. fare tutto con un'unico
      navigatore internet significa andare a cercarsi i
      problemi.Meglio buttare il pc e andare aXXXXX.
      • il Fuddaro scrive:
        Re: soluzione finale
        - Scritto da: ...
        - Scritto da: ...

        macchina virtuale dedicata unicamente a
        contenere

        una versione minimale di distro linux +

        navigatore

        internet.



        insomma occorre isolare al massimo grado la

        macchina "reale" dall'acXXXXX ad internet che

        ormai e' diventato un covo di

        criminali.



        serve una macchina virtuale solo per l'home

        banking, una per per la navigazione di tutti i

        giorni, una per il compito X, l'altra per il

        compito Y e cosi' via. fare tutto con un'unico

        navigatore internet significa andare a cercarsi
        i

        problemi.

        Meglio buttare il pc e andare aXXXXX.E per i frocetti? Che laXXXXX non ha valore?
    • panda rossa scrive:
      Re: soluzione finale
      - Scritto da: ...
      macchina virtuale dedicata unicamente a contenere
      una versione minimale di distro linux +
      navigatore
      internet.

      insomma occorre isolare al massimo grado la
      macchina "reale" dall'acXXXXX ad internet che
      ormai e' diventato un covo di
      criminali.

      serve una macchina virtuale solo per l'home
      banking, una per per la navigazione di tutti i
      giorni, una per il compito X, l'altra per il
      compito Y e cosi' via. fare tutto con un'unico
      navigatore internet significa andare a cercarsi i
      problemi.Dov'e' che ho gia' letto un suggerimento del genere? (newbie)
      • ... scrive:
        Re: soluzione finale
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: ...

        macchina virtuale dedicata unicamente a
        contenere

        una versione minimale di distro linux +

        navigatore

        internet.



        insomma occorre isolare al massimo grado la

        macchina "reale" dall'acXXXXX ad internet che

        ormai e' diventato un covo di

        criminali.



        serve una macchina virtuale solo per l'home

        banking, una per per la navigazione di tutti
        i

        giorni, una per il compito X, l'altra per il

        compito Y e cosi' via. fare tutto con
        un'unico

        navigatore internet significa andare a
        cercarsi
        i

        problemi.

        Dov'e' che ho gia' letto un suggerimento del
        genere?
        (newbie)non e' la prima volta che espongo questo concetto, qui e altrove, ma non sto a segnarmi dove e quando faccio i post quindi non so risponderti.
        • modest proposal scrive:
          Re: soluzione finale
          Sarebbe QubesOs.
          • xte scrive:
            Re: soluzione finale
            Se separi tutto come scarichi un allegato dalla tua webmail sul tuo filesystem per poi aprirlo con il tuo altrettanto isolato lettore pdf/*?La "compartimentazione", che un tempo si chiamava partizione di sistema operativo ha alcune ragione d'essere per lo più di sviluppo/test e server-side ma è impraticabile su desktop, a meno che il desktop in oggetto sia un "cloud desktop" ovvero salti a pié pari ogni potenziale problema locale perdendo del tutto il controllo sui tuoi dati e sperando che chi gestisce per tuo conto il *suo* computer faccia il suo lavoro meglio di quanto faresti te per te medesimo...
          • ... scrive:
            Re: soluzione finale
            - Scritto da: xte
            Se separi tutto come scarichi un allegato dalla
            tua webmail sul tuo filesystem per poi aprirlo
            con il tuo altrettanto isolato lettore pdf/*?Quando faccio partire una macchina qemu, gli passo un secondo file "dati" come disco aggiuntivo usabile come archivio dati:kvm -m 2048 -hda immagine_os.img -hdb dati.imgIl file dati.img puoi montarlo anche dal sistema operativo "vero" mount -F /percorso/dati.img /percorso/di/montaggioin tal modo, esso funge da "spazio comune" quando e' necessario passare dati dalla macchina "vera" a quella "virtuale" e viceversa.
            La "compartimentazione", che un tempo si chiamava
            partizione di sistema operativo ha alcune ragione
            d'essere per lo più di sviluppo/test e
            server-side ma è impraticabile su desktop, a meno
            che il desktop in oggetto sia un "cloud desktop"
            ovvero salti a pié pari ogni potenziale problema
            locale perdendo del tutto il controllo sui tuoi
            dati e sperando che chi gestisce per tuo conto il
            *suo* computer faccia il suo lavoro meglio di
            quanto faresti te per te
            medesimo...
          • xte scrive:
            Re: soluzione finale
            In altri termini violi la tua stessa "protezione", ora immagina Windows con le penne USB per fare un paragone...
          • ... scrive:
            Re: soluzione finale
            - Scritto da: xte
            In altri termini violi la tua stessa
            "protezione", ora immagina Windows con le penne
            USB per fare un paragone...una "partizione di scambio" serve solo se devo scaricare documenti, sorgengti git, ecc. ovvio che e' una "debolezza" del sistema, ma e' un miglioramentento rispetto ad avere tutto l'OS principale esposto. Lo scopo principale che mi prefiggo e' "isolare" il navigatore internet all'interno di una macchina virtuale, quindi eventuali script malevoli intaccherebbero solo l'OS virtualizzato che e' facilmente rimpiazzabile (cancello il file contenente l'OS virtuale e lo rimpiazzo con una copia di backup sana).
          • xte scrive:
            Re: soluzione finale
            Non ci capiamo: Chrome, di norma, gira come utente, non root, di conseguenza fuori dalla home e da /tmp non può far nulla. Separarlo in una partizione di SO vuol dire semplicemente avere una "directory download" comune ed il profilo di Chrome, che accidentalmente è proprio quello vulnerabile nell'articolo =
            la macchina virtuale non ti serve a un tubazzo...Se vuoi rifare un profilo ad ogni avvio di Chrome, ripristinando segnalibri ed estensioni gli snapshot o un volume a parte sono più che sufficienti a zero overhead, limitare ad una directory download può benissimo farlo AppArmour&c.Tieni presente che il profilo di Chrome, come di Firefox peraltro, non puoi lasciarlo read-only. Puoi piallarlo ogni volta e ripristinare estensioni e segnalibri, la cronologia è più problematica come i moduli salvati se ne hai, per quello funziona mi pare solo la sincronia di Google, che però non è molto stabile almeno nella mia esperienza.Diciamo che capisco il concetto ma praticamente lo boccio per problematiche tecniche sottostanti.
          • rockroll scrive:
            Re: soluzione finale
            - Scritto da: xte
            Se separi tutto come scarichi un allegato dalla
            tua webmail sul tuo filesystem per poi aprirlo
            con il tuo altrettanto isolato lettore
            pdf/*?

            La "compartimentazione", che un tempo si chiamava
            partizione di sistema operativo ha alcune ragione
            d'essere per lo più di sviluppo/test e
            server-side ma è impraticabile su desktop, a meno
            che il desktop in oggetto sia un "cloud desktop"
            ovvero salti a pié pari ogni potenziale problema
            locale perdendo del tutto il controllo sui tuoi
            dati e sperando che chi gestisce per tuo conto il
            *suo* computer faccia il suo lavoro meglio di
            quanto faresti te per te
            medesimo...Una volta appurato che qualsiasi malware risiede in codice eseguibile e non nei dati, lo scambio dati può avvenire in una partizione apposita dedicata, che non può trasmettere malvare perchè non contine alcunchè di eseguibile, e quand'anche per errore lo contenesse non vedo chi intenzionalmente pretenderebbe di eseguirlo. Se poi qualcuno intende considerare come dati anche stringhe contenenti ordini esecutivi interpretati (macro e .bat ad esempio), se queste azioni sono in grado di danneggiare l'integrità del sistema, il software che li tratta dovrebbe a sua volta lavorare in partizione isolata, come del resto sarebbe d'obbligo per ogni software che lavora on-line o in qialche modo ha contatti con l'esterno.Tutte belle teorie, che si scontrano con l'ottusità di chi ha previsto di default e praticamente d'obbligo che sulla stessa partizione di base, quella che ci hanno inculcato come disco "C", convivessero in un miscuglio da incubo Kernel di sistema, Software di base, Software applicativo, Parametri di sistema (Registry), parametri applicativi, configurazioni varie (Doc&Sett), Back-up di Updates (WinXS), e... guarda guarda, accozzazglie di dati utenti per centinaia di GB, magari filmacci HD che niente hanno a che fare colla delicatezza del codice di sistema. Se i vendors ti piazzano, anche su sistemi costosi, un unico HD magari da 1 TB, come credete che la massa sfrutti i 900 GB che avanzano una volta allocato il sistema, i suoi garbugli, ed i vari crapware forzati dagli stessi?
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