Rambus e Infineon firmano la pace

Con un accordo si conclude la contesa sulla proprietà di alcune tecnologie di memoria. Un'intesa che potrebbe influenzare altre quattro cause di Rambus


Monaco (Germania) – Mettendo una pietra sopra ad una vicenda legale durata quasi 5 anni e costata svariati milioni di dollari, Rambus e Infineon hanno raggiunto un accordo extragiudiziale che accomoda tutte le cause in corso fra le due società.

La disputa legale tra le due aziende ha avuto inizio nel 2000, quando Rambus aveva accusato Infineon e altri grossi produttori di memorie di infrangere alcuni suoi brevetti sulla tecnologia di memoria SDRAM (Synchronous Dynamic RAM), oggi utilizzata sulla stragrande maggioranza dei computer.

L’accordo ora concluso garantisce a ciascuna parte l’accesso a brevetti dell’altra e stabilisce che il produttore di memorie tedesco Infineon stacchi ogni tre mesi, a favore di Rambus, un assegno del valore di 5,85 milioni di dollari: tale quota, concordata per il periodo che va da novembre 2005 a novembre 2007, permetterà a Infineon di ottenere in licenza diverse tecnologie coperte dai brevetti di Rambus. Dopo la scadenza del 2007, Infineon potrebbe continuare a pagare fino a raggiungere una somma massima (escluse quelle versate in precedenza) di 100 milioni di dollari: la condizione, però, è che nel frattempo Rambus riesca a firmare contratti di licenza anche con “certi altri” produttori di DRAM. Infineon potrà anche decidere di acquistare altre licenze di Rambus a prezzi di favore.

Rambus, dal canto suo, si è garantita accesso perpetuo e libero da royalty alle interfacce di memoria della rivale.

Le molte concessioni fatte da Rambus a Infineon riflettono la recente decisione del tribunale di respingere le accuse della prima: secondo il giudice, infatti, alcuni dipendenti di Rambus avrebbero distrutto documenti e fornito false testimonianze. La sentenza, giunta tre settimane fa, ha messo il chipmaker tedesco in una posizione più favorevole per trattare con Rambus, posizione sottolineata dal fatto che la quota trimestrale pagata da Infineon è fissa, e dunque indipendente dai volumi di produzione: per un produttore del suo calibro, questo potrebbe tradursi in un notevole beneficio.

Rambus, tuttavia, non si può certo dire sconfitta: l’azienda esce anzi dallo scontro legale più forte di prima visto che ora può far leva sull’accordo raggiunto con Infineon per avvalorare la fondatezza dei suoi reclami e tentare di accelerare gli altri processi in corso contro Hynix Semiconductor, Inotera Memories, Nanya Technology e Micron Technology.

Un riassunto delle vicende legali intercorse tra Rambus e alcuni fra i maggiori produttori di memorie SDRAM si trova qui .

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • naevus scrive:
    un dispositivo mobile...
    ... che possa accedere alla forma di telecomunicazione più conveniente in modo dinamico? il ministero delle telecomunicazioni (in collaborazione con quello della sanità che ormai delira) diramerà un comunicato che dirà che questi prodotti fanno crescere la coda e ne bloccherà la commercializzazione...
  • radel scrive:
    La scelta di SIP
    Perchè non mi sembra alquanto felice la scelta del nome SIP? Stiamo parlando di telefoni cellulari, cioè telefoni. E loro cosa ti inventano? Un affare che si chiama SIP, guarda caso.Poi tutti i manager saranno contenti perchè hanno già sentito la parola SIP...Volete ridere? Tra qualche anno (se il progetto non sarà già sepolto in fuffa) poi si lamenteranno del fatto che la gente non capisce e si confonde e gli chiede cose diverse che non possono dargli... Sèèèè
  • Anonimo scrive:
    Virus
    Bene così i virus si diffonderanno più velocemente.
Chiudi i commenti