READ e Transkribus: da antichi manoscritti a file

Un progetto per digitalizzare manoscritti di ogni epoca, rendendoli accessibili a chiunque, con la possibilità di effettuare ricerche nel testo.

Preservare il patrimonio culturale, tramandarne la memoria e renderlo accessibile a tutti: la tecnologia può tornare utile nel raggiungimento di questi obiettivi. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi in relazione a un’iniziativa legata all’impiego della stampa 3D e torniamo a farlo oggi segnalandone un’altra tutta europea, che punta alla digitalizzazione dei manoscritti antichi.

READ e il progetto Transkribus

Il programma è portato avanti dal consorzio READ (Recognition and Enrichment of Archival Documents), è stato avviato nel gennaio 2016 e può contare su finanziamenti che al momento ne garantiscono la sopravvivenza almeno fino al giugno di quest’anno. Vede la collaborazione di diversi paesi: Austria (nel ruolo di coordinamento), Svizzera, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia e Regno Unito.

I fondi investiti sono finora pari a 8.220.716 euro. Lo scopo è quello di dar vita a un’infrastruttura attraverso la quale sottoporre i documenti cartacei scritti a mano di qualsiasi epoca, anche lontana, a un processo di riconoscimento del contenuto, così da permettere poi di effettuare ricerche al loro interno come avviene con un file tradizionale.

Tutti possono partecipare e contribuire, è sufficiente effettuare la registrazione sul sito ufficiale: dall’agosto 2018 circa 14.000 utenti l’hanno già fatto. Si ha poi accesso alla piattaforma chiamata Transkribus (basata sul predecessore Transcriptorium) in grado di analizzare le scansioni dei documenti riconoscendo al loro interno il testo scritto a mano. Le lingue supportate sono molte, compresi arabo ed ebraico. Nel filmato qui sotto i 10 step da seguire per utilizzare il servizio.

Dai manoscritti ai file

L’affidabilità degli algoritmi impiegati è andata via via migliorando con le fasi di training e continuerà a farlo. Queste le parole di Günter Mühlberger della University of Innsbruck, a capo del progetto.

Siamo l’unica infrastruttura di ricerca che rende queste tecnologie direttamente disponibili in tutto il mondo a chiunque abbia interesse per i documenti storici.

Transkribus, screenshot

A chi desidera contribuire è chiesto di caricare inizialmente un archivio composto da 50-100 pagine affiancando il software nell’elaborazione, così da individuare eventuali imprecisioni nella fase di conversione. Secondo Mühlberger, il costante perfezionamento del sistema ha portato a ridurre il margine di errore a un massimo del 3,5%. Al termine della procedura l’utente può scaricare il risultato della conversione nel formato che preferisce. Tra le altre cose, Transkribus è usato da ricercatori al lavoro sugli scritti dell’ammiraglio olandese Michiel de Ruyter (XVII secolo) e su quelli del filosofo francese Michel Foucault.

Fonte: Read

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti