Regno Unito, disconnessioni come estremo rimedio

Una misura tecnica da imbracciare solo nei casi estremi. Il governo reintroduce le ghigliottine: avvertimenti, rallentamenti e dirottamenti potrebbero non dissuadere i recidivi

Roma – I moniti diramati dai provider non sarebbero sufficienti, non basterebbe la sorveglianza costante dell’industria dei contenuti sull’intessersi degli scambi di contenuti online, inefficace il solo uso dei filtri: per scongiurare il file sharing il Regno Unito torna a simpatizzare per la dottrina Sarkozy . La disconnessione non sarebbe che un ordinario dispositivo dissuasivo.

Convertire sette condivisori su dieci: questo l’ obiettivo di industria e autorità dell’Isola, ridimensionato rispetto alle ambizioni espresse in principio. Un obiettivo tracciato nel recente report Digital Britain , che disegnava il futuro della connettività dell’Isola, un obiettivo che si sarebbe dovuto perseguire con tattiche e strategie etichettate come “misure tecniche”.

Sorveglianza delle reti P2P e rastrellamenti di indirizzi IP, identificazioni mediate dall’autorizzazione di un magistrato e processi: gli strumenti sfoderati dal report Digital Britain non contemplavano esplicitamente le disconnessioni ricalcate sul modello francese. Le rassicurazioni del ministro della Cultura David Lammy avevano allontanato gli scintillii delle ghigliottine che si sarebbero dovute abbattere sulla connettività, il ministro delle Comunicazioni Carter aveva tuttalpiù intravisto la possibilità di creare dei dissuasori, dossi artificiali quali razionamenti di banda e dirottamenti mediati dai provider nei confronti di coloro che venissero colti ad abusare della propria connessione.

Ma l’ombra delle disconnessioni torna ora ad allungarsi sui cittadini della Rete britannici: la proposta presentata dal governo nomina espressamente i tagli della connettività . Se resta invariata l’intenzione di investire l’autorità per le TLC OFCOM del compito di fare in modo che i provider inviino i messaggi di notifica e consegnino i dati degli utenti sotto l’ordine dell’autorità giudiziaria, viene ampliato il ventaglio delle “misure tecniche”. Non solo dossi artificiali: “stiamo prendendo in considerazione l’eventualità di aggiungere nella lista delle misure tecniche, come risorsa da utilizzare in casi estremi, il potere di sospendere l’account di un utente”.

Non sarà più OFCOM a tracciare il quadro in cui i provider saranno incaricati di agire: il ruolo dell’authority per le TLC sarà semplicemente consultivo. Sarà il Segretario di Stato ad assumere la decisione finale in materia di misure tecniche di contenimento dello sharing illegale. Ciò, spiega il governo, consentirà di operare in maniera più rapida e di non attendere il 2012, momento in cui si prevedeva che il sistema dovesse entrare a regime. Ciò, speculano numerosi osservatori, sarebbe il risultato dei presunti e smentiti incontri ravvicinati tra il Segretario di Stato Lord Mandelson e il cofondatore di DreamWorks David Geffen.

Il governo rassicura però i cittadini della rete: “il passo delle sospensioni degli account rappresenterebbe una sanzione decisamente pesante in quanto coinvolgerebbe allo stesso modo tutti coloro che si servono di un abbonamento a Internet e potrebbe impedire l’accesso ad altri mezzi di comunicazione, deve quindi essere considerata come un rimedio estremo”. Ma sono in molti a sostenere che anche la minaccia delle disconnessioni sia un deterrente inadeguato. A denunciare come la strategia dissuasiva rappresenti un attentato al diritto dei cittadini di esprimersi e di informarsi non solo solo le associazioni di netizen: fra gli stessi fornitori di connettività britannici, ai quali si medita di addebitare la metà del costo di gestione di queste strategie antipirateria, sono numerosi coloro che rumoreggiano. Sono convinti che le ghigliottine costituiscano una punizione sproporzionata e sortiscano il solo effetto di spingere i cittadini della rete ad ingegnarsi e a sprofondare nelle darknet .

L’industria della musica britannica rappresentata da BPI non sembra invece avere alcun dubbio: quello compiuto dal governo del Regno Unito rappresenterebbe “un passo avanti che potrebbe aiutare il mercato legale a crescere a favore dei consumatori”. La consultazione è ancora aperta, le autorità attendono di conoscere il parere delle parti coinvolte: fra i cittadini della rete c’è chi già si è mobilitato .

Gaia Bottà

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