Un giro di vite sui droni nel Regno Unito

La normativa introdotta dal Regno Unito prevede la registrazione di tutte le unità e l'obbligo di affrontare un test online prima di spiccare il volo.
La normativa introdotta dal Regno Unito prevede la registrazione di tutte le unità e l'obbligo di affrontare un test online prima di spiccare il volo.

È trascorso meno di un anno da quando un drone ha tenuto sotto scacco per una giornata l’aeroporto di Londra-Gatwick, causando la cancellazione di decine di voli e disagi per migliaia di passeggeri. Anche per evitare che in futuro possano nuovamente verificarsi situazioni simili, oggi il Regno Unito introduce una normativa che stabilisce regole più ferree per l’utilizzo delle unità.

UK: registrazione obbligatoria e patentino

La Civil Aviation Authority richiede una registrazione di ogni drone da parte del proprietario a cui viene assegnato un codice da apporre sulla scocca. La procedura, che può essere portata a termine mediante un apposito portale Web, ha un costo: 9 sterline, poco più di 10 euro.

Non è tutto, gli operatori devono inoltre affrontare un corso online e superare un test conclusivo così da certificare l’acquisizione delle nozioni. Chi non ha ancora compiuto il 13esimo anno di età non è escluso dall’utilizzo dei droni, ma dovrà comunque affrontare il test con l’obbligo per un adulto di monitorare ogni fase del volo.

L’imposizione scatterà nella giornata del 30 novembrem con sanzioni fino a 1.000 sterline (circa 1.161 euro) per i contravventori. È bene precisare che a essere interessati sono solamente i droni con un peso pari o superiore ai 250 grammi. C’è chi sembra averne già tenuto conto, come dimostrano le caratteristiche del modello Mavic Mini appena lanciato da DJI: 249 grammi. Per le unità oltre i 20 Kg sarà invece necessario ottenere un’autorizzazione specifica aggiuntiva.

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