A poche ore di distanza dalla messa in onda dell’inchiesta che ha documentato la presenza di un software spia nei PC dei magistrati, la redazione di Report fa sapere che il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 150.000 euro comminata a fine ottobre alla Rai dal Garante Privacy. La multa è scattata dopo la diffusione di una conversazione audio tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie.
Garante Privacy, annullata multa caso Sangiuliano
Il giudice ha ritenuto la pratica legittima e di interesse pubblico. Inoltre, è stato sottolineato che l’autorità ha svolto le proprie indagini con tempistiche superiori ai termini stabiliti dalla legge. Riportiamo di seguito alcuni estratti dal post su Facebook (link a fondo articolo) con cui la trasmissione annuncia la propria vittoria legale.
II Tribunale ravvisa la sussistenza dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia, poiché la vicenda, sebbene permeata da profili di natura personale, assume una sostanziale rilevanza pubblica. Le conversazioni telefoniche intercorse tra l’ex Ministro e la moglie attengono al tema, di sicuro interesse, relativo alla possibilità che l’assegnazione di alte cariche istituzionali, anziché ispirate alla miglior cura dell’interesse pubblico, possano essere influenzate da questioni di natura squisitamente personale.
È di particolare importanza il passaggio in cui non si negano le conseguenze negative che una condotta di questo tipo può avere sui soggetti coinvolti, ma contestualmente si ritiene fondamentale non alterare il contenuto con ricostruzioni che potrebbero poi dare adito a interpretazioni.
Infatti, fermo restando il comprensibile turbamento d’animo sofferto dai soggetti coinvolti, deve affermarsi che l’ostensione integrale e originale della conversazione si giustifichi pienamente nella prospettiva di veicolare il dato storico nella sua immediatezza, così da scongiurare il rischio di ingenerare nello spettatore il sospetto di ricostruzioni artificiose o faziose da parte del giornalista. D’altronde, ciò risulta coerente con la stessa fisionomia del giornalismo di inchiesta, impegnato nella divulgazione di fatti quanto più fedeli alla realtà storica.
In merito alle tempistiche, il Tribunale ha posto l’accento sul fatto che i procedimenti si devono concludere entro termini che garantiscano il diritto di difesa.
Il caso Report-Sangiuliano ha costituito il primo capitolo di una vicenda che ha poi visto in qualche modo contrapporsi la trasmissione Rai e il Garante Privacy, arrivando nelle ultime settimane alle dimissioni del segretario generale e di un membro del collegio. Nel mezzo, la questione della multa a Meta prima prevista e poi ritirata che ha portato la Procura di Roma ad avviare un’indagine per corruzione e peculato.