La storia ha come protagonista Sam Tunick, cittadino statunitense residente ad Atlanta, accusato dal Dipartimento di Giustizia per aver ostacolato un’indagine della U.S. Customs and Border Protection, la polizia di frontiera americana. Nel gennaio dello scorso anno, rientrato da una vacanza con un volo proveniente dalla Repubblica Dominicana, all’aeroporto di Hartsfield-Jackson alcuni agenti lo hanno fermato e condotto in una stanza per sottoporlo a un interrogatorio.
Cancella i dati con GrapheneOS e finisce sotto accusa
Dalle carte è emerso che, poche ore prima del suo atterraggio, era stato oggetto di una segnalazione per sospette attività terroristiche, legate alle proteste contro la realizzazione dell’infrastruttura Cop City proprio ad Atlanta. A lui è stata però raccontata un’altra storia, legata al possesso di immagini pedopornografiche. Ha chiesto quattro volte di poter essere assistito da un avvocato, sempre vedendo negato il suo diritto.
A un certo punto, la richiesta di sbloccare il telefono per evitare il sequestro. Tunick ha fornito una password, che però appena inserita ha fatto diventare lo schermo nero, poi ha innescato un riavvio. Era il codice di reset configurato in GrapheneOS, per evitare che le informazioni contenute potessero essere consultate. Ecco quanto si legge nella documentazione (PDF).
Lo schermo è diventato nero, ha lampeggiato più volte e il telefono sembrava essersi riavviato.
Una decisione che ora gli costa una causa legale, ma che ha anche innescato un’accesa discussione sul tema. È legittimo contare su uno strumento in grado di eliminare qualsiasi informazione, a cui ricorrere anche per impedire che le autorità possano consultarle? Dove finisce il diritto di tutela della privacy? Una questione vecchia tanto quanto la tecnologia stessa.
La duress password di GrapheneOS
Per chi non ne è a conoscenza, GrapheneOS è un sistema operativo open source basato sul codice di Android (per essere precisi, Android Open Source Project), compatibile con tutte le ultime generazioni di smartphone Google Pixel, dalla 6 in poi.
La funzionalità è nello specifico la duress password della piattaforma. Maggiori informazioni sul sito ufficiale, dove è descritta in questo modo.
GrapheneOS offre agli utenti la possibilità di impostare un PIN/password di emergenza, che cancellerà in modo irreversibile tutti i dati del dispositivo (incluse eventuali eSIM installate), una volta inserito in qualsiasi punto in cui vengano richieste le credenziali del dispositivo, nella schermata di blocco o in qualsiasi altra schermata del sistema operativo.