Reuters sotto attacco siriano

Hacktivisti pro-Assad prendono il controllo dell'account Twitter e del blog dell'agenzia stampa. Per diffondere messaggi pro-governativi. Tutto oscurato per risolvere il problema

Roma – I sostenitori del regime siriano di Assad, alle prese con la rivolta che infiamma il paese, stanno prendendo di mira i social media per cercare di cavalcare le acque travagliate in cui si trovano: il primo obiettivo sembra essere l’agenzia di stampa internazionale Reuters.

Venerdì si è scatenata la prima offensiva: Reuters ha annunciato che la sua piattaforma di blogging era stata bucata e almeno due storie a favore di Assad pubblicate. Domenica, poi, un secondo attacco: durante la notte è stato il turno dell’account Twitter @ReustersTech di cui gli attivisti hanno preso il controllo per inviare 22 messaggi propagandistici e diffondere false notizie .

Nel frangente in cui è stato in loro possesso l’account è stato rinominato @ReutersME e sembra aver mandato messaggi come “Amici di tutto il mondo: Obama ha dato l’ordine di rilasciare documenti segreti secondo cui gli Stati Uniti non hanno mai smesso di finanziare Al Qaeda dagli anni 80” e “Fonti dell’FSA ( Free Syria Army, i ribelli ndr) confermano ingenti perdite tra le loro file conseguenti alla superiorità assoluta delle forze dell’esercito Siriano”.

Sul blog, invece, è apparsa una finta intervista al leader dell’FSA, nella quale annunciava la ritirata dalla città di Aleppo, un fronte di scontro che rimane ancora caldo.

Reuters, che per interrompere la diffusione di false notizie ha mandato offline le sue pagine, ha per il momento riferito di non avere certezze sull’origine dell’attacco, ma data la natura dei messaggi il legame con gli eventi siriani sembra evidente.

Claudio Tamburrino

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  • sdugaflash scrive:
    quindi solo NIPRNET resiste alla guerra?
    L'infrastruttura di internet doveva servire a tenere su in qualsiasi caso... e qui basta "un cavo" ?niente fault tolerance? niente ridondanza?
    • Ciccio scrive:
      Re: quindi solo NIPRNET resiste alla guerra?
      Potrei sbagliarmi, ma credo che soltanto le prime versioni di Internet conservassero la caratteristica di ARPANET di poter prendere "strade alternative" in caso un nodo venisse distrutto e quindi poter sempre raggiungere il destinatario (a meno che il destinatario non fosse proprio il nodo fuori uso, ovviamente)... credo che oramai da molti anni questa cosa non funzioni più per Internet.Però non so perché... forse perché oramai le tabelle di routing sono diventate troppo complesse per essere aggiornate in continuazione? Non lo so.Comunque non vorrei tirare degli sfondoni, bisognerebbe magari rileggersi gi articoli dell'enciclopeda a riguardo...Per quanto riguarda Wikimedia, sicuramente c'è della ridondanza, il carico di lavoro è diviso fra molti server, divisi in almeno due location. Però se va giù un'intera location, che l'altra si faccia carico da sola di tutto il traffico (Wikimedia) del mondo non è cosa da poco. A nasometro, ovviamente. Ciao!
      • Professorin o di internet scrive:
        Re: quindi solo NIPRNET resiste alla guerra?
        - Scritto da: Ciccio
        Potrei sbagliarmi, ma credo che soltanto le
        prime versioni di Internet conservassero la
        caratteristica di ARPANET di poter prendere
        "strade alternative" in caso un nodo venisse
        distrutto e quindi poter sempre raggiungere
        il destinatario (a meno che il destinatario
        non fosse proprio il nodo fuori uso, ovviamente)...
        credo che oramai da molti anni questa cosa
        non funzioni più per Internet.Sbagli infatti.
        Però non so perché... forse perché oramai le
        tabelle di routing sono diventate troppo
        complesse per essere aggiornate in continuazione?
        Non lo so.Studia.
        Comunque non vorrei tirare degli sfondoni,
        bisognerebbe magari rileggersi gi articoli
        dell'enciclopeda a riguardo...Ecco, infatti, vito che sai come fare fatti un ripassino, se poi hai bisogno di ulteriori spiegazioni siamo qua.
        Per quanto riguarda Wikimedia, sicuramente c'è
        della ridondanza, il carico di lavoro è diviso
        fra molti server, divisi in almeno due location.
        Però se va giù un'intera location, che l'altra si
        faccia carico da sola di tutto il traffico
        (Wikimedia) del mondo non è cosa da poco. A
        nasometro, ovviamente.
        Ciao!3- torna al posto
  • Leguleio scrive:
    E come hanno fatto...
    E come hanno fatto i giornalisti delle testate online in quelle due ore a scrivere articoli senza Wikipedia? Sono tornati al vecchio sistema delle fonti su carta, di contattare gli esperti? Che orrore, che sfacchinata! Avranno chiesto un'indennità speciale solo per questo. :@
    • krane scrive:
      Re: E come hanno fatto...
      - Scritto da: Leguleio
      E come hanno fatto i giornalisti delle testate
      online in quelle due ore a scrivere articoli
      senza Wikipedia? Sono tornati al vecchio sistema
      delle fonti su carta, di contattare gli esperti?
      Che orrore, che sfacchinata! Avranno chiesto
      un'indennità speciale solo per questo.
      :@Molto piu' semplice: hanno fatto due ore di pausa caffe'.
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