Roma s'inventa le immagini degradate

Le opere dell'ingegno potranno essere pubblicate integralmente solo in forma degradata per finalità scientifiche e didattiche. E' il regalino di Natale 2007, approvato in via definitiva. Assieme alla riforma della SIAE

Roma – L’industria musicale ne aveva applaudito l’introduzione lo scorso settembre e nei giorni prima di Natale il Senato lo ha approvato in via definitiva: è quel dispositivo di legge che ribadisce e modifica il divieto di libera pubblicazione di opere su Internet . Una estensione che diverrà effettiva con l’ormai imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Questo il testo:

1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma

Un dispositivo che secondo FIMI costituisce una “buona mediazione tra le necessità di accedere ai contenuti culturali e le necessità di tutelare il copyright come un buon compromesso che soddisfa gli interessi di tutti”. “Con questa limitazione – aveva specificato FIMI a settembre – si chiarisce e rafforza peraltro il messaggio che altri usi che esulano da quanto stabilito dall’articolo votato sono invece illegali e sanzionabili ai sensi della normativa italiana”.

Senatori e deputati che hanno approvato la modifica sembrano d’accordo con l’industria musicale. Non altrettanto gli esperti: ieri in un editoriale denso di perplessità Manlio Cammarata di InterLex spiega come la norma, a prima vista capace di dare la stura alla pubblicazione web di opere protette, crea in realtà una nuova serie di divieti .

“Ora c’è da chiedersi – scrive Cammarata – che significa bassa risoluzione . Nella pubblicazione di un’immagine sul web la risoluzione determina le dimensioni dell’immagine stessa in relazione alla risoluzione dello schermo, quindi l’espressione potrebbe significare si possono pubblicare solo immagini piccole . Per quanto riguarda i suoni, bassa risoluzione può significare una minore frequenza di campionamento. Che senso ha? Ancora: che vuol dire l’aggettivo degradate ? Immagini sfocate? Suoni distorti o con un forte rumore di fondo?”

Il problema di fondo, però, non sarebbe la degradazione quanto invece il fatto che questi utilizzi siano consentiti per le sole finalità scientifiche e didattiche “e non – sottolinea Cammarata -, come sarebbe logico, per qualsiasi scopo divulgativo non a fini di lucro, come per le enciclopedie on line”. “Il principio, di buon senso – continua – dovrebbe essere che tutto ciò che è disponibile gratis al pubblico dovrebbe poter essere riprodotto gratis, alla sola condizione che la riproduzione non abbia fini di lucro. Invece oggi la tendenza è a vietare tutto e ad assoggettare a balzelli qualsiasi uso di testi, immagini o suoni. Tendenza che contraddice la filosofia del web e le ragioni stesse della sua crescita. Insomma, se in tutto questo c’è qualcosa di degradato è proprio la norma in questione, che riflette l’ormai insostenibile degrado della nostra produzione legislativa”.

La questione l’aveva segnalata nei giorni scorsi anche il noto giurista informatico Guido Scorza che sul suo blog denuncia l’approvazione dell’ennesimo regalo natalizio. Il disegno di legge S1861 varato dal Senato non riguarda infatti soltanto i limiti alla pubblicazione delle opere ma anche riforma la SIAE , e non nel senso sperato da tanti in questi anni.

La SIAE viene infatti trasformata da ente di diritto pubblico ad ente di diritto privato, il che significa che la SIAE viene sottratta alla magistratura amministrativa e sottoposta invece a quella ordinaria. A detta di Giorgio Assumma , presidente SIAE, la legge consentirà alla Società “di operare in tutto il mondo con la libertà tipica delle imprese commerciali private e quindi la porrà nella condizione di fronteggiare adeguatamente la concorrenza delle analoghe società straniere di collecting, alle quali l’Unione Europea ha aperto le porte del mercato italiano”.

Al di là dei tecnicismi, la sostanza della riforma SIAE è chiarissima nelle parole dello stesso Assumma: “Avere ottenuto la conferma di essere un Ente pubblico, significa aver posto un muro invalicabile contro i tentativi, maldestri ma pericolosi, di chi da tempo lotta affinché la SIAE venga privatizzata. Cioè di chi, assecondando vili aspirazioni pecuniarie, vorrebbe trasformare il nostro Ente in una merce commerciale, da offrire all’acquisto di gruppi industriali e finanziari, magari stranieri”. I toni di Assumma all’indomani dell’approvazione della norma sono epici: “Mentre vi scrivo è ancora profondo il buio di questa notte per noi storica. Tra non molto spunterà la prima luce dell’alba di un nuovo giorno. La luce che accompagnerà, lo spero, il cammino di vittoria e di serenità che ora si apre di fronte a noi.
Un “evviva”, dunque, per la SIAE!
Un “evviva” per quanti hanno lavorato e lavorano con dedizione e passione, per la sua rinascita”.

Di interesse segnalare, come fa proprio Interlex , il fatto che al Senato siano depositate proposte che vanno in tutt’altra direzione, come quella del senatore Asciutti che propone la smobilitazione del monopolio SIAE . Secondo Asciutti “..l’attribuzione di un vero e proprio monopolio legale (in alcuni casi anche nei confronti di soggetti non associati) viola la libertà (anche costituzionalmente garantita) dei singoli autori ed editori di associarsi; restringe ingiustificatamente l’iniziativa economica di terzi soggetti che potrebbero entrare sul mercato; impedisce l’accesso di soggetti operanti su mercati internazionali (ad esempio, le aziende con sedi in più Stati) di accedere a contratti estesi a territori più ampi di quelli strettamente nazionali; falsa la concorrenza per quanto concerne l’attività di intermediazione né la situazione di monopolio legale appare necessaria ai fini dello svolgimento delle attività di intermediazione, che anzi, proprio per la peculiare natura economica del settore dovrebbe essere soggetta a tutti quei criteri di efficienza ed economicità che soltanto un sistema di concorrenza e libero mercato può garantire”.

In attesa del decreto ministeriale che dovrà dare un senso alla questione della degradazione delle opere pubblicate online – e tappare i buchi che tipicamente ormai gli esperti denunciano all’indomani dell’approvazione delle normative internettiane italiane – qualcuno in SIAE può approfittarne per rallegrarsi dell’avvenuta riforma. Di seguito il commento alla riforma dell’avv. Valentina Frediani per Punto Informatico . Roma – “1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.”
Avete letto bene: non è una bufala, ma quanto inserito dopo il comma 1 dell’articolo 70 della legge 22 aprile 1941, n. 633.
Siamo “in territorio di diritto d’autore” e chi l’ha scritto è il legislatore!

Il 21 dicembre 2007, tra le 20 e le 21, mentre molti stavano per addentare una buona fetta di panettone, la VII Commissione del Senato della Repubblica, approvava il Disegno di legge S1861, recante le Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori. Un vero e proprio colpo di scena passato in sordina!

Ad una prima lettura, in molti esulteranno pensando ad una vera e propria rivoluzione per il diritto d’autore, considerando l’incredibile abbattimento di barriere normative sino ad ieri presenti in rete. In realtà questa disposizione confonde, a parere di chi legge, ancor maggiormente la situazione.

Anzittutto, il concetto di “immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate” è sorprendente: la rete serve per far evolvere, non per reprimere le opere e tradurle in musiche o immagini incomprensibili e “rovinate” pur di farle rientrare in un dettato normativo… Secondariamente i concetti di uso didattico o scientifico lasciano il tempo che trovano: sono ampi, molto discrezionali, insomma: non certi.
In terzo luogo, torna trionfante lo scopo di lucro : ovvero il riconoscimento della possibilità di pubblicare opere in internet solo se lo sfruttamento non si traduce in “moneta sonante (o frusciante)”.

Quindi, ricapitolando: opere protette dal diritto d’autore in condizioni ordinarie, se io le devasto totalmente, snaturandole, posso diffonderle in rete, magari scrivendo una dizione specifica di richiamo nella pagina web indicando “OPERA DEGRADATA- NESSUN DIRITTO!”.
La cosa mi dà la vaga sensazione di non corrispondere alla riforma che da sempre attendono gli autori ed i produttori, da una parte, gli utenti della rete dall’altra.

Quando si cercherà di portare le proposte, e poi le leggi, nella direzione dell’incremento della distribuzione via web? Quando sarà tolto l’ equo compenso per agevolare il mercato della musica ordinaria?

Permettetemi infine un’ultima osservazione: nella norma come al solito si riporta tutto a meri interessi economici, ovvero la libertà di pubblicazione è in funzione della insussistenza di motivi di lucro. Quindi, per fare un esempio: Valentina Frediani compone un brano, lo diffonde tramite il proprio sito; Tizio lo ascolta, gli piace, se lo copia sul suo sito per fini didattici e senza scopo di lucro…. Valentina Frediani non può far valere alcun diritto perché per la normativa sopra descritta non sussiste alcun lesione del diritto d’autore. Un concetto interessante, che snatura la normativa a tutela delle opere dell’ingegno. Evidentemente non si possono accontentare tutti, anzi a volte si accontentano solo alcuni… ma proprio pochi…

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
www.consulentelegaleprivacy.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Movimento Ultima Speranza scrive:
    Opinione del Movimento Ultima Sperana
    Molte canzoni, molti film, molti documentari etc... non sono più in commercio. Le televisioni e le radio tendono a proporre le stesse cose.Questo significa che il lavoro di tantissime persone rischia di essere perduto.Bisogna anche considerare che:1. Per trasmettere contributi musicali anche propri, si deve pagare la SIAE, e la FIMI (federazione italiana musicisti);2.Qualsiasi sito o blog che utilizza file sonori, immagini protette, citazioni dautore, rischia ingenti sanzioni e quindi la chiusura immediata;3.Le rappresentazioni teatrali, i saggi di fine anno caratterizzati, da sottofondi musicali alla presenza di pubblico o dei genitori sono insostenibili dal punto di vista economico;4.La realizzazione di cd rom didattici e la creazione dipertesti sono estremamente costose la libertà didattica e le specifiche competenze professionali degli insegnanti ne risultano condizionate5.Proibiscono di scaricare film e mp3 ma permettono alle aziende di vendere lettori mp3, lettori dwx etc.6.Se vai in biblioteca, leggi i libri, ascolti i cd musicali e vedi i dvd completamente gratis.Non affermiamo che si può scaricare un film che stanno dando al cinema!Diciamo solo che la cultura deve poter essere accessibile a tutti.Movimento Ultima Speranzahttp://www.ultimasperanza.eu/
  • antonio casiraghi scrive:
    risposta a partito pirata
    Secondo me fa ridere questa lettera per il ministro, prima di scrivere certe idiozie collegate il cervello, esempi come quelli della carrozza ma da dove vi escono, volete avere il diritto di scaricare l'impossibile dalla rete come se tutto questo fosse vostro e fonte di vostre idee, ah è vero tutto questo è cultura e va resa accessibile a tutti ovviamente a gratis, alla faccia di chi ci lavora...siete vergognosi!
  • Lunobi scrive:
    Pillola rossa
    Malauguratamente, il profilo culturale della lettera e del Partito non sembrano all'altezza del compito, arduo e davvero alto, che le circostanze richiederebbero. Tutti dovremmo cercare di spiegare che in gioco non è il trastullo di alcune migliaia di adolescenti, contro le serie preoccupazioni occupazionali della classe imprenditoriale.In gioco, è la possibilità pratica di progettare un mondo nuovo, per venir fuori da questo triste crepuscolo di una civiltà e di una economia malate.Vogliamo un mondo di servi telecontrollati, abilitati al consumo di cose inutili, o un pianeta di uomini liberi che decidono da pari a pari del proprio destino? Questo è il livello MINIMO che la discussione richiede.E questo livello, mi pare, non si puo' pretendere dalla debole intelligenza di un Rutelli, né dalla miope sagacia arraffona di un Berlusclone. Questo livello di serietà, ciascuno lo puo' pretendere solo da sé stesso, e dai suoi pari. Se un giorno troveremo il modo di organizzarci, tecnicamente e politicamente, per esprimere la nostra volontà comune - noi tutti che siamo unici, singolarissimi e qualunque - quel giorno saranno lieti i nostri cuori, e saranno cazzi amarissimi a destra come a sinistra.Ma è un giorno che, se non sbaglio, non si vede ancora.Baci ai bimbi.L.
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: Pillola rossa
      - Scritto da: Lunobi
      Se un giorno troveremo il modo di organizzarci,
      tecnicamente e politicamente, per esprimere la
      nostra volontà comune - noi tutti che siamo
      unici, singolarissimi e qualunque - quel giorno
      saranno lieti i nostri cuori, e saranno cazzi
      amarissimi a destra come a sinistra.

      Ma è un giorno che, se non sbaglio, non si vede
      ancora.Nel frattempo che si fa? Si tace ed acconsente?
  • bah scrive:
    ignorante
    ma non sa neanche di cosa sta parlando sto' qui... ma che se ne torni a scuola... ma la legge sul diritto d'autore l'ha mai letta? L'art. 6 della legge non l'ha mai letto, evidentemente...
    • CCC scrive:
      Re: ignorante
      - Scritto da: bah
      ma non sa neanche di cosa sta parlando sto'
      qui... ma che se ne torni a scuola... ma la legge
      sul diritto d'autore l'ha mai letta? L'art. 6
      della legge non l'ha mai letto,
      evidentemente...sei, dopo aver letto l'articolo di PI e la legge sul DA, questo che scrivi (in modo volgare e offensivo) è il tuo pensiero allora o non hai capito nulla o sei in chiara malafedein entrambi i casi hai tutto il mio personale disprezzo
  • Mario Rossi scrive:
    Però il sito italiano del P. Pirata...
    Dopo aver letto questa bella lettera sono stato a visitare il sito italiano del Partito Pirata, ben deciso a dare il mio contributo, intellettuale e anche economico, a un'organizzazione di cui condivido i principi. Purtroppo però il mio entusiasmo ha ricevuto subito un paio di docce fredde... prima di tutto ho letto che lo statuto del medesimo condanna apertamente come illegale non solo la copia delle opere protette dall'ingegno eseguita a fini di lucro (cosa su cui siamo tutti d'accordo) ma anche la copia in cui c'è solo il considdetto mancato guadagno dell'autore (come per esempio il download di un mp3 via P2P per proprio uso e fruizione personale)! Ho dovuto stropicciarmi gli occhi: come, il Partito Pirata, alfiere della liberalizzazione dei diritti d'autore, che sostiene in materia di copie di opere una posizione più restrittiva della normativa legale rimasta in vigore fino a pochi anni fa??? Mi è subito venuto il desiderio di inserire un post nel forum del sito per manifestare cortesemente il mio dissenso su questo punto, e con mio immenso stupore, diciamo pure sbigottimento, ho dovuto constatare che per poter intervenire all'interno del sito bisogna non solo registrarsi, ma obbligatoriamente versare una quota di 25 euro! Quindi, se uno desidera dire la propria all'interno della "democratica" struttura del Partito Pirata deve come prima cosa sborsare la non irrisoria cifra di 50mila ex lire e poi può parlare. Se queste sono le premesse, stiamo freschi...
    • partito pirata? scrive:
      Re: Però il sito italiano del P. Pirata...
      credo che in corea del nord gli abbiano insegnato molto bene, cosa sia la democrazia!!!
      • www.aleksfa lcone.org scrive:
        Re: Però il sito italiano del P. Pirata...
        - Scritto da: partito pirata?
        credo che in corea del nord gli abbiano insegnato
        molto bene, cosa sia la democrazia!!!I regimi totalitari, come per esempio quello sovietico o quello cinese ecc., si caratterizzano per il controllo assoluto sulla copia e diffusione di opere ed informazioni. Chiedere la libertà di copia delle opere è dunque quanto di più lontano da tali pratiche antidemocratiche.Quindi hai detto una grande stupidaggine. Oppure usi parole di cui non conosci il significato: magari le hai sentite in TV e ti sono piaciute.
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: Però il sito italiano del P. Pirata...
      - Scritto da: Mario Rossi
      del medesimo condanna apertamente come illegale
      non solo la copia delle opere...Cosa ti aspettavi? Incitamento al reato? Finché la legge è quella che abbiamo, si tratta di comportamenti illegali.
      per proprio uso e fruizione personaleSe è una copia per te di un'opera che hai acquistato, è lecita. Ma cosa c'entra la copia personale con l'invio ad altri via p2p?
      come, il Partito Pirata, alfiere della
      liberalizzazione dei diritti d'autoreNon dell'istigazione a delinquere.
      posizione più restrittiva della normativa legale
      rimasta in vigore fino a pochi anni fa?La posizione è: rispetta la legge.
      all'interno del sito bisogna non solo
      registrarsi, ma obbligatoriamente versare una
      quota di 25 euro! Eh, già: è troppo pagare di persona perché qualcun altro porti avanti la propria battaglia.
      Quindi, se uno desidera dire la
      propria all'interno della "democratica" struttura
      del Partito Pirata La parola chiave è "all'interno". Iscriviti, se condividi le idee, altrimenti puoi farne a meno: puoi scegliere liberamente.
      la non irrisoria cifra di 50mila ex lire Potresti invece andarti a comprare quel CD che hai illegalmente scaricato la settimana scorsa!
  • Ricky scrive:
    EH!? Caro ministro?
    Hei, stiamo parlando di Rutelli!?Caro ministro? Bha...meglio non commentare.Condivido l'ideologia di fondo e le ragioni che hanno portato il partito pirata a combattere per una liberta' di espressione , di informazione e di contenuti che viene sempre pdi piu' limitata da interessi di pochi.Pochi per lo piu' inutili e parassiti (passatemi l'espressione FORTEmente corretta).MA la lettera e' stata inviata a Rutelli...!Un bel tentativo...per fortuna che PI l'ha pubblicata e quindi almeno la si legge.
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: EH!? Caro ministro?
      - Scritto da: Ricky
      MA la lettera e' stata inviata a Rutelli...!Ed a chi, di grazia? Il ministro per le attività culturali è lui, che piaccia o meno.L'alternativa sarebbe stata tacere.
  • Nilok scrive:
    Vade retro...
    Ave.Questo fantomatico "Partito Pirata" non mi rappresenta in alcun modo.A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/http://it.youtube.com/Nilok1959
  • Adriano scrive:
    MI sembra corretto il punto di vista...
    Una piccola nota,È lecito il guadagno sul niente ?Se la trasformazione di un'aopera da chi l'ha prodotta fisicamente, l'autore, sia esso persona fisica o gruppo di persone, e chi ne usufruisce non ha nessun costo da parte del produttore. Un qualsiasi intermediario ha parte lecita, può arrogare dei diritti ? Su quale base ?Purtroppo la domanda si pone davanti ad un ministro, che di "trasformatori inutili" ne è pieno...
    • CCC scrive:
      Re: MI sembra corretto il punto di vista...
      - Scritto da: Adriano
      Una piccola nota,

      È lecito il guadagno sul niente ?purtroppo sì... ed è il fondamento del capitalismo, soprattutto della sua attuale forma liberista e finanziaria
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: MI sembra corretto il punto di vista...
      - Scritto da: Adriano
      Una piccola nota,Non è tanto piccola, la tua nota, ma il succo del problema
      È lecito il guadagno sul niente ?
      Se la trasformazione di un'aopera da chi l'ha
      prodotta fisicamente, l'autore, sia esso persona
      fisica o gruppo di persone, e chi ne usufruisce
      non ha nessun costo da parte del produttore. Un
      qualsiasi intermediario ha parte lecita, può
      arrogare dei diritti ? Su quale base?Le attuali leggi sul diritto d'autore sono la base della situazione paradossale in cui ci troviamo (tutti, non solo in Italia). Come è ben spiegato nella lettera, l'obiettivo del "diritto di copia" era quello di proteggere gli enormi investimenti di chi si impegnava, come editore, a riprodurre in gran numero le opere ed a distribuirle. Lo scopo ultimo era il vantaggio del pubblico che avrebbe potuto trovare a prezzi ragionevoli quelle opere che non avrebbe potuto copiare per conto proprio. La percentuale ridotta di guadagno dell'autore era perfettamente giustificata ed equa. La tecnologia è cambiata, e la situazione è diventata paradossale. La stessa legislazione è un freno alla diffusione, gli editori di contenuti digitali non hanno costi di produzione. Il controllo del rispetto della legge che una volta doveva essere effettuato presso gli stampatori per controllare che avessero il diritto di copia del volume in lavorazione, oggi viene gestito dagli stessi editori per colpire il pubblico. Quel che si chiede è di cambiare le leggi per renderle adatte ad oggi. Chi lo fa in che modo, ed a chi, ha una importanza relativa. In Italia, piaccia o meno, il riferimento è il ministro della cultura. Noi possiamo solo chiedere, richiedere ancora, e poi continuare ad insistere.
  • jfk scrive:
    Talebani
    Alla fine andra' a finire che saremo tacciati di talebanismo con questi deficienti al potere.A questo punto non resta che una soluzione.Andiamo a vivere tutti a Tavolara che anche se annessa all'Italia NON E' territorio italiano, ed iniziamo a puntare i piedi.
  • Guybrush scrive:
    Rutelli
    I fatti dicono che l'onorevole Francesco Rutelli, finora, ha dimostrato di favorire gli interessi di editori e fonografici, piu' che di autori e pubblico.E' mia personale opinione che una lettera del genere verrà, come minimo, ignorata.Nella peggiore delle ipotesi sarà presa in considerazione e distorta fino a far passare queste richieste come "delirio criminale".Sempre mia opinione personale.
    GT
    • Mech scrive:
      Re: Rutelli
      Quoto.Rutelli=l'uomo sbagliato al posto sbagliato.Mechp.s.Il posto giusto per i nostri parassiti politici è una miniera di carbone in compagnia del Grisù(il draghetto :D ).
  • Athlon64 scrive:
    Diritto d'AUTORE
    È importante continuare a difendere il diritto d'AUTORE, la proprietà di un'opera intellettuale. Ma oggi vengono difesi pià che altro gli editori, che tra l'altro intascano, per ogni copia dell'opera, un compenso ben maggiore che l'autore. Anche gli editori vanno tutelati, ma limitatamente al valore aggiunto che apportano all'opera. Per il resto, è solo un'industria che si è abituata troppo bene a guadagni esorbitanti con minimo rischio e minimi costi/investimenti...
  • Ed Straker scrive:
    si però...
    L'editore risulta il più delle volte un semplice parassita (ci passi l'espressione un po' forte!) nei confronti dell'autore non creando alcun valore aggiunto all'opera primaria. a dire il vero l'Editore, quello vero, illuminato, con la E maiuscola il servizio lo fa al lettore, selezionando i titoli da pubblicare secondo la propria linea editoriale appunto, effettuando una preselezione che sulla carta dovrebbe aumentare la qualità delle opere pubblicate...che poi in realtà ciò non avvenga più (una volta sì), è un altro discorso...
    • YellowT scrive:
      Re: si però...
      Normalmente una preselezione vuol dire 2 cose:- che non si ritiene il lettore abbastanza intelligente per scegliere da se.- che si vuole controllare il mercato delle informazioni.Chiamando la cosa con un altro nome, è quasi censura.Su internet pubblicare un libro non costa nulla quindi può essere pubblicato tutto. Sarò poi io a scegliere cosa merita e cosa no, non qualcun altro con una supposta abilità di giudizio migliore della mia
      • Ed Straker scrive:
        Re: si però...
        hai ragione quando dici che internet permette a tutti di pubblicare, ma proprio per questo un BUON editore riesce ad operare una selezione che permette al lettore di evitare di leggere dieci libri prima di trovarne uno buono.Diciamo che dovrebbe (condizionale) aumentare la percentuale di successo nel trovare un buon prodotto per chi è affine alla sua linea editoriale.Non voglio dire che devono solo esistere "editori autorizzati" o simili. Solo che il ruolo di un editore ha una sua giustificazione, e non è solo parassitismo e sfruttamento, come spesso si vuol far credere.Di censura parlerei magari in merito all'informazione, più che ai prodotti artistico/letterari...
        • Sphaso scrive:
          Re: si però...
          Basterebbe un buon recensore. No?
          • Nome e cognome scrive:
            Re: si però...
            no... serve anche lui, ma è un'altra cosa...il recensore non c'entra con le scelte editoriali
          • Mario Rossi scrive:
            Re: si però...
            No, caro Sphaso, un buon recensore è una figura molto preziosa (e ormai anch'essa quasi scomparsa, ahimè!) ma non può assolutamente sostiuirsi al ruolo dell'editore. Due nomi per tutti: Einaudi ed Adelphi. A quanti di voi, se amate solo un poco la lettura, non è capitato di sentirsi un po' più bendisposto nei confronti di un libro sconosciuto solo perché se lo vedeva proposto nella veste grafica di una di queste due case editrici? Ecco, in questo consiste precisamente il ruolo chiave dell'editore: nel saper "costruire" un catalogo che affratella i suoi lettori e dà loro un'identità comune. E' pur vero, forse, che una figura del genere appartiene ormai definitivamente al passato, e non è "trasferibile" nel mondo della rete.
        • www.aleksfa lcone.org scrive:
          Re: si però...
          - Scritto da: Ed Straker
          Non voglio dire che devono solo esistere "editori
          autorizzati" o simili. Solo che il ruolo di un
          editore ha una sua giustificazione, e non è solo
          parassitismo e sfruttamento, come spesso si vuol
          far credere.Il testo della lettera lo dice chiaramente: il parassitismo non ha a che fare con il lavoro dell'editore serio. Chi pubblica libri fa spesso un grande lavoro, ricavandone risultati proporzionali alla qualità del prodotto. Il lavoro consiste nel fabbricare materialmente il prodotto finale, rischiando propri investimenti da recuperare vendendolo. La definizione di parassita si applica nel momento in cui un editore (di musica, cinema ed anche - in misura minore, ad oggi - di letteratura) pretende gli stessi ricavi nella duplicazione digitale dell'opera. In tal caso il costo di realizzazione della copia è nullo, al punto che chiunque potrebbe farlo a casa propria (è proprio questo il punto, no?): l'editore guadagna sul lavoro dell'autore (in media siamo all'80-90% del prezzo) senza rischi né "valore aggiunto". Questo è parassitismo.
          Di censura parlerei magari in merito
          all'informazione, più che ai prodotti
          artistico/letterari...La storia passata e la cronaca presente dimostrano il contrario. L'opera artistica è la prima vittima delle censure: l'informazione può essere manipolata, smentita, corretta, gestita e dimenticata, specie se è televisiva. L'opera è quello che è, l'autore è scomodo in quanto se stesso: è più facile cancellarla che "adattarla" al momento.
    • CCC scrive:
      Re: si però...
      - Scritto da: Ed Straker
      L'editore risulta il più delle volte un
      semplice parassita (ci passi l'espressione un po'
      forte!) nei confronti dell'autore non creando
      alcun valore aggiunto all'opera
      primaria.

      a dire il vero l'Editore, quello vero,
      illuminato, con la E maiuscola il servizio lo fa
      al lettore, selezionando i titoli da pubblicare
      secondo la propria linea editoriale appunto,
      effettuando una preselezione che sulla carta
      dovrebbe aumentare la qualità delle opere
      pubblicate...mah... forse poteva vagamente essere così tanto tempo fa (feltrinelli, bompiani, ecc...)... quando non c'erano altri mezzi di diffusione delle opere...
      che poi in realtà ciò non avvenga più (una volta
      sì), è un altro
      discorso...NO invece! è lo STESSO discorso!
  • bacherozzo scrive:
    mah
    Ritengo abbastanza ingenuo sperare che il Ministro consideri allo stesso modo l'appello del presidente FIMI e quello di un esponente del partito pirata... insomma, credo che i nomi delle rispettive organizzazioni parlino da soli. Quello che ci vorrebbe secondo me è una vera mobilitazione popolare, per far vedere quanti sono i favorevoli alla legalizzazione (o quantomeno depenalizzazione) del p2p... cosa che però si continua a non fare, salvo poi inondare la rete di messaggi quando qualcuno viene beccato e partono multe milionarie. I radicali hanno indetto una petizione online ( http://www.radicali.it/petizione_software/form.php ) per sollecitare la discussione del loro disegno di legge per la legalizzazione del p2p (presentato a luglio e finora bellamente ignorato)... con amarezza ho notato che dopo diverse settimane solo 140 persone hanno firmato la petizione. E' vero, le petizioni online non hanno alcun valore e lasciano il tempo che trovano, ma è altrettanto vero che firmare non costa nulla e fargli vedere quanti siamo potrebbe davvero far la differenza... oppure vogliamo stare con le mani in mano aspettando di trovarci la minestra pronta, cucinata dagli esponenti del partito pirata? Pensate davvero che una proposta sostenuta da poche decine di persone, e che va contro l'interesse di una lobby potentissima, possa davvero essere presa in considerazione? L'unica possibilità è far vedere quanti cittadini (elettori) vogliono veramente questa cosa, solo facendo numero possiamo sperare di essere ascoltati.
    • Chitto scrive:
      Re: mah
      - Scritto da: bacherozzo
      insomma, credo che i nomi delle
      rispettive organizzazioni parlino da soli.D'altra parte se tu lasci da parte i nomi e consideri chi c'è dietro: - FIMI: pochi ricchi il cui unico reale interesse è mantenere il loro status di ricchi - Partito Pirata: tutto il resto d'Italiaun po' di credito ce lo darei fossi il Ministro.
      • franco scrive:
        Re: mah
        Premettendo di essere totalmente daccordo col partito pirata introduco lo stesso alcune(spero)valide riflessioni:Purtroppo i pochi dietro la FIMI hanno i cash,fanno girare il cash nelle tasche giuste e ahime valgono più dei pochi dietro il partito pirata.Il partito pirata purtroppo ha solo idealmente tutto il sostegno di cui tu parli,purtroppo quello che serve guarda caso è sempre il denaro anche per loro.Non basta il supporto morale e non è detto che basti avere dietro migliaia di persone fino a quando quelle stesse persone non saranno cosi tante da far cambiare idea a coloro i quali il denaro arriva per ultimi.
      • bacherozzo scrive:
        Re: mah
        - Scritto da: Chitto
        - FIMI: pochi ricchi il cui unico reale
        interesse è mantenere il loro status di
        ricchi
        - Partito Pirata: tutto il resto d'ItaliaHai ragione, ma queste cose le sappiamo noi, il Ministro può benissimo non saperle o fingere di non saperle. E come potrebbe saperle dopotutto, visto che io non ho mai e dico mai visto un numero considerevole di cittadini schierarsi per il partito pirata. Quanti iscritti ha il partito pirata? E quanti voti potrà mai ricevere? Scommetto che la somma delle due cose è inferiore al numero di lavoratori dell'industria discografica italiana. Le major hanno tutto l'interesse a far credere ai politici che ci siano relativamente pochi "pirati" che però creano un danno enorme (quando in realtà è esattamente in contrario)... in questo modo gli fanno credere che la pirateria possa essere veramente sconfitta, se si fanno le leggi giuste... leggi che oltrettutto non scontenteranno troppa gente.Spetta a noi dimostrare al Ministro che non è così, che la pirateria (parola che secondo me non c'entra niente col p2p, ma vabbè) non può essere fermata con la repressione, non si può arrestare o multare milioni di cittadini. Spetta a noi fargli sapere che milioni di cittadini non possono accettare una legge che fa gli interessi di una ristrettissima maggioranza. Come fare? Modi ce ne sarebbero a bizzeffe, il problema è riuscire a diffondere il messaggio...
      • lele scrive:
        Re: mah
        Io fossi il ministro, prima di tutto renderei i prezzi di dvd, cd e simili più accessibili, poi ridurrei drasticamente le multe, che a parer mio sono veramente assurde però, allo stesso tempo, multerei tutti gli utilizzatori di programmi e sistemi atti a favorire la diffusione illegale di materiale protetto dal diritto d'autore.Credo che la totale diffusione gratuita di materiale protetto non sia risolutiva anzi, sarebbe causa di riduzione qualitativa dei prodotti e alla perdita di lavoro per tanti che oggi lavarono nei diversi livelli di questi settori.
        • www.aleksfa lcone.org scrive:
          Re: mah
          - Scritto da: lele
          renderei i prezzi di dvd, cd e simili più accessibiliCome? L'85% del prezzo è costituito da SIAE e guadagno degli editori. Il 5-8% è il costo del supporto e della stampa. Il resto all'autore (se il contratto è a percentuale, altrimenti no), sottratte le spese pubblicitarie.
          multerei tutti gli utilizzatori di programmi e
          sistemi atti a favorire la diffusione illegaleQuindi tutti coloro che usano autoradio, radioregistratori, iPod, lettori vari, PC, ecc.? Se alzo il volume del mio impianto stereo in modo che il mio vicino ascolti, sto effettuando una "diffusione illegale".
          Credo che la totale diffusione gratuita di
          materiale protetto non sia risolutiva anzi,
          sarebbe causa di riduzione qualitativa dei
          prodotti e alla perdita di lavoro per tanti che
          oggi lavarono nei diversi livelli di questi
          settori.Tutti i parassiti dovrebbero cambiare mestiere. Gli autori possono guadagnare vendendo direttamente le opere in rete. Una creazione che piace sarebbe premiata per questo, non dalla pubblicità. Ci sarebbe un enorme aumento della qualità media ed una riduzione di schifezze fabbricasoldi.
    • partito pirata? scrive:
      Re: mah
      Io mi sono sempre chiesto perchè certe persone, prima agiscono e solo dopo se ne pentono.Quest signori del partito pirata sono tutti od il 90% forse di più esponenti di quella parte politica che fa capo alla sinistra radical (ed infatti l'unica volta che hanno portato in piazza una protesta erano in 2), fanno una campagna politica contro chi governava prima (nn che prima sua emittenza raccogliesse i miei favori, ma sicuramente questi che ci sono adesso ne raccolgono ancora meno), salvo poi scoprire che sono tutti uguali.Quindi cosa fanno? Mettono in atto un becero servilismo scrivendo una lettere piena di onorevole e caro, chiedendo rispettosamente?!?! che il ministro si metta una mano sul cuore!!!!Carissimi pirati(che poi leggendo il vostro manifesto, dite tutto il contrario dal vero ed unico partito pirata svedese)vi conviene andare ad incontrare il rutello e mettervi a pelle di leopardo, perchè seconod me fate prima, come quando vi siete vantati di aver consegnato nelle preziose mani di prodi, una lettera che chiedeva la modifica delle leggi sul diritto d'autore, vantando i vostri presunti buoni uffici!!!!Eccolo il risultato. Forse i vostri buoni uffici vanno ripuliti dalla polvere che si è depositata nel tempo, oppure significa che quelli che stanno adesso a roma, vi hanno usato prima ed ora vi danno la caramellina, cosicchè la prossima volta li riappoggerete!!!Dimenticao: il vostro amico cortiana, conta meno del due di picche!!!
      • tizio incognito scrive:
        Re: mah
        ma non era maroni quello che ha dichiarato che scaricava a destra e a manca? sinistra? mah.
        • partito pirata? scrive:
          Re: mah
          si!!! ma ti devo anche dire come lo hanno bollato questi sedicienti rappresentanti del partito pirata????quelli che vedono in cortiana il salvatore della patria?...quelli che considerano folena un genio?
      • Mario Rossi scrive:
        Re: mah
        sono felice che anche a qualcun altro oltre che a me il manifesto è parso tutt'altro che in linea con i principi degli svedesi. Volendo fare una battuta (ma mica poi tanto), leggendo il loro manifesto mi è venuto quasi il sospetto che questo Partito Pirata Italiano si direbbe finanziato da Enzo Mazza...
      • www.aleksfa lcone.org scrive:
        Re: mah
        - Scritto da: partito pirata?
        Quest signori del partito pirata sono tutti od il
        90% forse di più esponenti...Hai condotto un'inchiesta? Li conosci tutti? Hai statistiche, dati, nomi, sai per chi votano? Mi chiedo perché certa gente prima fabbrica le conclusioni e poi pensa a come arrivarci. Stridio di unghie su specchi.
        politica che fa capo alla sinistra radical Che accidenti vuol dire?
        infatti l'unica volta che hanno portato in piazza
        una protesta erano in 2E' fondamentale per un discorso sul diritto d'autore.
        fanno una campagna politica contro chi governava primaE' la democrazia, bello.
        Quindi cosa fanno? Mettono in atto un becero
        servilismo scrivendo una lettere piena di
        onorevole e caro, chiedendo rispettosamente?!?!Scrivila tu una lettera al Ministro, turpiloquiando come evidentemente sei convinto che si debba fare.
        Carissimi pirati(che poi leggendo il vostro
        manifesto, dite tutto il contrario dal vero ed
        unico partito pirata svedese)Tu l'hai letto in svedese, vero?
        Eccolo il risultato. Dove?
        Forse i vostri buoni uffici
        vanno ripuliti dalla polvere che si è depositataDove l'hai copiata la poesiola?
        oppure significa che quelli che stanno
        adesso a roma, vi hanno usato prima ed ora vi
        danno la caramellina, Cioè?
        Dimenticao: il vostro amico cortiana, conta meno
        del due di picche!!!E tu quanto conti? Hai idee sul diritto d'autore? Hai qualcosa di serio da dire? Credi di aver detto qualcosa? Ma soprattutto hai capito qualcosa dell'articolo?
    • Mario Rossi scrive:
      Re: mah
      Hai perfettamente ragione. Comunque, adesso sono 141MR
  • Anonimo scrive:
    Ci rifletta, caro Ministro...
    ...noto un non so che di stonato... voi no ?
    • mosfet scrive:
      Re: Ci rifletta, caro Ministro...
      - Scritto da: Anonimo
      ...noto un non so che di stonato... voi no ? Più che altro noto una posizione diretta e senza peli sulla lingua.Comunque ci dobbiamo svegliare dobbiamo scendere in piazza TUTTI.Ciao
    • gomez scrive:
      Re: Ci rifletta, caro Ministro...
      - Scritto da: Anonimo
      ...noto un non so che di stonato... voi no ?...forse il fatto che si rivolgano a un politicante di mestiere come se potesse in un qualsiasi modo importargli della CULTURA ? :-D :-D :-DL'argomento vincente sarebbe, caro ministro continua cosi' e sarai TROMBATO alla grande alle prossime elezioni perche', tanto per cambiare, sei sempre piu' lontano da cio' che sentono i comuni cittadini, che purtroppo per te sono ancora armati di VOTO...Mauro
      • Anonimo scrive:
        Re: Ci rifletta, caro Ministro...
        Ma non esagerare... è proprio l'atto di riflettere che stona con la persona di un ministro/parlamentare...
        • Ageing drummer boy scrive:
          Re: Ci rifletta, caro Ministro...
          - Scritto da: Anonimo
          Ma non esagerare... è proprio l'atto di
          riflettere che stona con la persona di un
          ministro/parlamentare...No. L'atto di riflettere stona con la persona. Punto. Il ministro, alle prossime elezioni, non sarà trombato perché il cittadino medio se ne frega. Il cittadino medio non vuole riflettere. E se non vuole farlo lui, perché dovrebbe farlo il ministro da lui (indirettamente) eletto?
Chiudi i commenti