Samsung, corruzione: Lee Jae-yong torna in carcere

L'erede dell'impero Samsung dietro le sbarre: la condanna per il caso ormai celebre di corruzione, possibili ripercussioni sul business della società.
L'erede dell'impero Samsung dietro le sbarre: la condanna per il caso ormai celebre di corruzione, possibili ripercussioni sul business della società.

Due anni e sei mesi di detenzione: è questa la nuova condanna infitta da un’alta corte sudcoreana a Lee Jae-yong, erede del gruppo Samsung alla guida della società dal 2014 dopo l’uscita di scena del padre Lee Kun-hee scomparso di recente. La vicenda è quella legata alle accuse di corruzione che già l’hanno visto finire in manette tre anni e mezzo fa.

Lee Jae-yong, nuova condanna a due anni e mezzo

Immediato il contraccolpo sul mercato azionario con il titolo che ha perso il 4% circa del proprio valore in poco tempo. Da valutare le possibili ripercussioni della sentenza sul business della società, in particolare sui vertici del suo organigramma. Secondo gli analisti lo scossone potrebbe essere avvertito anche in termini di investimenti su larga scala. Come riportato da BBC, il verdetto della corte fa riferimento al coinvolgimento di Lee in manovre finalizzate a favorire la sua stessa nomina a capo del gruppo.

È un vero peccato che Samsung, la migliore società del paese e un orgoglioso innovatore mondiale, sia ripetutamente coinvolta in crimini laddove si verifica un cambio nel potere politico.

La decisione è stata definita “deplorevole” dai legali dell’imputato. In passato Lee Jae-yong è finito in manette anche per uno scandalo legato all’ex presidente sudcoreana Park Geun-hye.

Fonte: BBC
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