Samsung spiega i problemi delle batterie del Note 7

Dopo mesi di test, da Seoul confermano: si è trattato di un problema di produzione degli accumulatori al litio. Che non si dovranno più ripetere
Dopo mesi di test, da Seoul confermano: si è trattato di un problema di produzione degli accumulatori al litio. Che non si dovranno più ripetere

Si aggiunge un nuovo (e ultimo?) tassello all’epopea di Samsung e Note 7 , passato alla cronaca come  il dispositivo più sfortunato della storia dell’azienda coreana per via della batteria afflitta da gravi surriscaldamenti. La vicenda è costata un danno d’immagine quasi incalcolabile per l’azienda. A livello economico Samsung stessa parla di un danno quantificabile in 5 miliardi di dollari con forti ripercussioni anche sull’esercizio 2017. Dopo un paio di tentativi di sostituzione inefficaci si è optato per il definitivo ritiro dal mercato , avviato lo scorso ottobre.

Il piano di rientro è pressoché completato . Chi non ha ancora restituito il dispositivo lo ha fatto a fini speculativi (in rete i prezzi per un dispositivo, sostanzialmente inutilizzabile, sono letteralmente volati alle stelle) ed in ogni caso a metà dicembre l’azienda “ha spinto” un aggiornamento forzato per limitare la ricarica della batteria al 30 per cento tentando anche di bloccare il dispositivo da remoto (trovando però scarsa collaborazione da parte degli operatori telefonici).

Samsung

Si tratta della peggiore crisi affrontata dall’azienda almeno a partire dal primo lancio della sua linea Galaxy avvenuta nel 2009. L’originario tentativo di arginare il problema è stato vano e per l’azienda c’è stato un continuo crescendo di grattacapi (non per ultimo un massiccio ritiro di lavatrici negli USA nel novembre scorso). Nonostante tutto, dopo il ritiro l’azienda non ha mai smesso di indagare sull’origine dei problemi, fin dall’inizio attribuiti ad un difetto di produzione delle batterie . Oggi l’azienda ha comunicato la conferma di questa ipotesi .

Ciò che è emerso in questo trimestre di verifiche è un effettivo difetto di produzione della batteria da sommare ad una serie di concause . Le “lacune nella produzione” sarebbero addirittura attribuibili a entrambe le aziende coinvolte nella fornitura di batterie, la Samsung SDI e la Amperex Technology Ltd (ATL) . Tirare in ballo entrambe le aziende è stato relativamente scontato dal momento in cui al primo ritiro di apparecchi dotati di batterie prodotte dalla Samsung SDI sono seguiti altri casi di combustioni che hanno coinvolto questa volta dispositivi con batterie prodotte dal secondo partner. È stato fin da subito evidente quindi che entrambi i partner avevano delle responsabilità .

Nello specifico , le batterie prodotte da Samsung SDI presentavano un involucro troppo piccolo che avrebbe causato la piegatura di alcuni elettrodi negativi in corrispondenza di uno degli spigoli, provocando probabili corto circuiti. Il fatto che gli elettrodi fossero troppo lunghi avrebbe inoltre facilitato la loro piegatura. Il difetto avrebbe in questo caso riguardato pressoché il 100 per cento delle batterie del produttore.

La batteria impiegata come sostituzione, prodotta in questo caso da ATL, sarebbe invece stata affetta da un diverso difetto, altrettanto grave. Questa volta il problema sarebbe riconducibile a saldature mal fatte . Durante la carica e l’utilizzo di queste batterie, l’espansione e la contrazione degli elettrodi avrebbero causato la sbavatura di alcune saldature che avrebbero finito per scontrarsi contro l’isolamento degli strati interni della batteria. Nel tempo l’involucro ha dimostrato di non riuscire a resistere al continuo sfregamento, finendo per danneggiarsi, causando combustioni ed esplosioni. Le indagini avrebbero inoltre dimostrato che ATL avrebbe scordato di dotare alcune partite di batterie del necessario isolamento , finendo per rendere più fragile un prodotto già carente.

I test condotti hanno coinvolto circa 700 ricercatori ed ingegneri che hanno replicato gli incidenti provando oltre 200mila dispositivi e più di 30mila batterie con l’ausilio anche di indagini radiografiche. Sono stati assoldati inoltre 3 istituti indipendenti a supporto: Exponent consulting , Underwriters Laboratories (UL) e TÜV Rheinland .

Accertati i problemi, Samsung ha garantito di impegnarsi a migliorare gli standard di sicurezza nella costruzione delle batterie, fornendo anche un involucro più resistente e migliorando gli algoritmi utili a “manovrare” la batteria via software (sono stati stabiliti 8 punti essenziali per la sicurezza che saranno sempre valutati prima dell’immissione sul mercato di un dispositivo). Accortezze sicuramente presenti nel nuovo e attesissimo Galaxy S8 (il cui lancio dovrebbe slittare da fine febbraio ad aprile, seppur si tratti solo di supposizioni).

Il responsabile della divisione mobile di Samsung, DJ Koh, ha confermato a Recode di voler cogliere quanto accaduto come un’opportunità per “migliorare la sicurezza delle batterie agli ioni di litio non solo per Samsung, ma per l’intero settore”. Samsung si è assunta tutte le responsabilità per tutti i componenti dei dispositivi mobili commercializzati.

Mirko Zago

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23 01 2017
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