Mancano meno di due settimane all’edizione 2026 del Festival di Sanremo e gli occhi iniziano a essere puntati in direzione del teatro Ariston. Non solo quelli del pubblico, ma anche e soprattutto quelli degli addetti ai lavori. Il nuovo report pubblicato da FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) sottolinea l’importanza della manifestazione per l’intera industria musicale nazionale. E viceversa.
Filo diretta tra la musica italiana e Sanremo
Prendendo in considerazione il 2025, le canzoni presentate in occasione dell’evento hanno poi generato l’1,8% degli stream annuali. E oltre il 65% è entrato nella Top 100 dei singoli più ascoltati dell’anno. Non si è trattato di un’anomalia, ma di un trend ormai affermato: dal 2022 in poi, il repertorio del Festival è rimasto in classifica mediamente più di 18 settimane.

Un altro attestato è quello che arriva dal numero di copie vendute: tra il 2015 e il 2025, i brani sanremesi hanno infatti superato i 24,5 milioni, con 241 dischi di platino e 48 dischi d’oro. Il maggior successo è Cenere di Lazza (900.000), seguito da Brividi di Mahmood & Blanco (800.000). Un impatto che, stando al comunicato giunto in redazione, si estende anche infine ai diritti connessi: 4,6% dei passaggi radiofonici complessivi sulle principali emittenti nazionali.
Un altro dato interessante che emerge dal report è quello che riguarda lo stato di salute del mercato discografico italiano: è il terzo mercato più importante dell’Unione europea in termini di ricavi, con oltre mezzo miliardo di dollari e un tasso di crescita a due cifre per il 2025. Lo streaming rimane centrale, ma da qualche tempo stiamo assistendo a un ritorno di fiamma per i supporti fisici, in particolare per il vinile.
L’AI ha previsto il vincitore del Festival
A proposito di Sanremo, considerando il trend attuale che impone l’AI al centro di ogni discussione, abbiamo chiesto ai tre chatbot più utilizzati (ChatGPT, Gemini e Copilot) una previsione sul vincitore dell’edizione 2026: occhi puntati su Tommaso Paradiso.