Un team di ricercatori e subacquei turco ha scoperto quello che sarebbe il relitto più antico della Terra. Secondo le stime degli archeologi, questo gioiello dell’antichità risalirebbe a ben 4700 anni fa. Si tratta di una scoperta davvero incredibile che ha quasi fatto svenire un archeologo perché non poteva credere a quello che stava vedendo.
Il relitto è stato trovato nelle profondità delle acque del Mar Mediterraneo, al largo dell’isola di Kekova, ad Antalya, in Turchia. Il team di ricercatori ha rinvenuto un sito disseminato di oltre 30 anfore antiche e tre ancora di pietra. L’unica cosa che manca è l’elemento chiave: la nave. La certezza che facciano parte alla prima età del bronzo proviene dall’analisi dei vasi di ceramica rinvenuti.
“Nel Mavi Vatan, stiamo riportando alla luce le tracce del relitto più antico del mondo“, ha confermato Mehmet Nuri Ersoy, ministro turco della cultura e del turismo, in un comunicato pubblicato su X (ex Twitter). “Le anfore, risalenti a 4.700 anni fa, emerse negli scavi subacquei condotti a Kekova, gettano luce sul passato radicato del commercio marittimo lungo le coste anatoliche. Questi vasi, ritenuti usati per trasportare olio d’oliva o vino, portano con sé importanti tracce del commercio e delle interazioni culturali nel Mediterraneo orientale“.
Dove fu prodotto il relitto più antico della Terra
Queste anfore sono state classificate come il relitto più antico della Terra. La domanda che molti si pongono riguarda il luogo della loro produzione. “Le analisi chimiche indicano che le anfore furono probabilmente prodotte in officine della Valle del Giordano“, ha spiegato il ministro.
Il ritrovamento di esempi simili in Egitto, Troia e Creta riveste grande importanza per comprendere le reti commerciali che collegavano diverse regioni attraverso il mare.
Ciò che sorprende non è solo quanto siano antiche queste anfore e dove fossero prodotte, ma anche il loro utilizzo fa luce su qualcosa di molto interessante: l’indipendenza nella produzione di cibo dei marinai dell’epoca.
Tra i reperti spicca un’anfora con nove diversi segni sulla superficie e due fori sul corpo. Pensato per essere usato come zangola nella produzione di formaggio o burro, questo contenitore offre indizi sul fatto che i marinai potessero produrre il proprio cibo durante lunghi viaggi”, ha aggiunto Mehmet Nuri Ersoy.
La conferma dell’età di questo relitto antico arriva anche da un secondo studio pubblicato su Springer Nature: “Le ancore di pietra a tre fori rinvenute nell’area del relitto assomigliano a quelle osservate in contesti minoici, ciprioti, anatolici e levantini dell’età del bronzo, mentre l’ancora di pietra a foro singolo assomiglia a quelle rinvenute sulle coste anatoliche e levantine dell’età del bronzo“.
Le informazioni attuali suggeriscono che il relitto appartenga a una piccola imbarcazione affondata durante una navigazione da est a ovest nella prima età del bronzo.