Se in Italia i CD venduti aumentano

Negli USA i discografici accusano il file-sharing di comprimere le vendite. In Italia, invece, la SIAE conferma: nel 2001 salite del 6 per cento le vendite di CD


Roma – E’ davvero possibile sostenere che la vendita di CD subisce pesantemente la diffusione dei sistemi di condivisione della musica? Questa è la tesi più volte ribadita dall’industria discografica, soprattutto americana. Ma, almeno in Italia e limitatamente a quel che riguarda i CD, la realtà sembra essere ben diversa.

Nei giorni scorsi, infatti, sul sito della SIAE sono apparse poche righe, una mini-news nella quale si annuncia che nel corso del 2001 nel nostro paese sono stati venduti il 6 per cento in più di CD. Un aumento che interviene all’interno di un calo del 3,11 per cento nel totale dei supporti fonografici venduti attraverso il mercato legale e che dunque appare significativo nel dimostrare la vitalità del CD musicale, nonostante le molte proteste dei consumatori che si lamentano per il cosiddetto “caro CD”.

Significativo, inoltre, che questo aumento di vendite in quello che appare senz’altro come il supporto per eccellenza nella distribuzione e diffusione della musica sia avvenuto nel corso del 2001, anno durante il quale si sono registrati i picchi di maggiore successo per sistemi di file-sharing come Morpheus o Kazaa .

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