Se la data retention salva il P2P

Se la data retention salva il P2P

Accantonati gli intenti legali dell'etichetta britannica Ministry of Sound. I dati di 25mila condivisori sono stati eliminati dal provider British Telecom. Scaduti i 90 giorni previsti per la conservazione delle informazioni
Accantonati gli intenti legali dell'etichetta britannica Ministry of Sound. I dati di 25mila condivisori sono stati eliminati dal provider British Telecom. Scaduti i 90 giorni previsti per la conservazione delle informazioni

L’obiettivo primario era stato annunciato: stanare migliaia di condivisori britannici, obbligando il provider British Telecom a consegnare informazioni cruciali come nomi completi e indirizzi fisici e di posta elettronica . Ma i legali dell’etichetta indipendente Ministry of Sound hanno dovuto gettare la spugna , praticamente impossibilitati a perseguire utenti che sono recentemente scomparsi nel nulla.

A farli sparire è stato lo stesso provider d’Albione, sulla base delle sue policy in materia di data retention. I legali di Ministry of Sound avrebbero dovuto sapere – almeno secondo un portavoce di British Telecom – che le informazioni personali degli utenti vengono conservate per un periodo non superiore ai 90 giorni . Mentre l’etichetta non era riuscita ad ottenere una specifica ordinanza da parte di un giudice per entrare in possesso dei dati.

I bellicosi intenti di Ministry of Sound sono dunque stati accantonati, dal momento che circa l’80 per cento delle informazioni personali è stato eliminato dagli archivi di British Telecom. In pratica, nomi e indirizzi di circa 20mila condivisori si sono volatilizzati, scatenando le ire dell’etichetta indipendente.

Come sottolineato dallo stesso CEO di Ministry of Sound , sarebbe a questo punto del tutto infruttuoso perseguire il restante 20 per cento degli utenti.

Mauro Vecchio

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04 11 2010
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