Seedance 2.0 ha fatto arrabbiare Hollywood, niente lancio globale

Seedance 2.0 ha fatto arrabbiare Hollywood, niente lancio globale

Il debutto globale di Seedance 2.0 slitta. I video virali con celebrità hanno scatenano le diffide legali di Disney e di altri studi di Hollywood.
Seedance 2.0 ha fatto arrabbiare Hollywood, niente lancio globale
Il debutto globale di Seedance 2.0 slitta. I video virali con celebrità hanno scatenano le diffide legali di Disney e di altri studi di Hollywood.

Tutti hanno visto quel video in cui Tom Cruise picchia Brad Pitt. Generato dall’AI, è diventato virale in pochi giorni. Così convincente da far impressione, ma anche così problematico da scatenare una pioggia di diffide legali dagli studi di Hollywood… Gli avvocati della Disney hanno accusato ByteDance di furto virtuale con scasso della proprietà intellettuale Disney. Il risultato? Il lancio globale di Seedance 2.0 è stato congelato.

Battuta di arresto per Seedance 2.0: Hollywood ferma il generatore video AI di ByteDance

ByteDance aveva lanciato Seedance 2.0 in Cina a febbraio. Il modello genera brevi video AI di qualità impressionante, talmente impressionante che le clip virali utilizzavano le sembianze di attori reali e personaggi protetti da copyright senza alcuna autorizzazione. Il video di Tom Cruise contro Brad Pitt è diventato il simbolo del problema, ma era solo la punta dell’iceberg: i contenuti generati includevano personaggi e proprietà intellettuali di diversi studi cinematografici.

La reazione di Hollywood è stata immediata e furiosa. Le lettere di diffida sono arrivate a raffica. ByteDance ha promesso di introdurre protezioni più forti per la proprietà intellettuale, ma nel frattempo ha dovuto rivedere i suoi piani per il futuro.

Il lancio globale slitta a data da destinarsi

Secondo The Information, il lancio globale di Seedance 2.0 era previsto per metà marzo. Per evitare ulteriori problemi legali, però, l’azienda ha deciso di rinviare il debutto mentre ingegneri e avvocati cercano una soluzione. ByteDance non ha risposto alla richiesta di commento.

Il paradosso è evidente: ByteDance ha sviluppato un modello video AI così capace e potente, ma non ha pensato, o meglio, non si è preoccupata, di imporre dei paletti prima di lanciarlo. Le protezioni per il copyright sono diventate una priorità solo dopo che gli avvocati di Disney hanno bussato alla porta.

Insomma, il copione è sempre lo stesso… le aziende AI prima scagliano il sasso, poi pensano alle conseguenze. E stavolta ByteDance dovrà vedersela con gli studi legali più aggressivi del pianeta.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
16 mar 2026
Link copiato negli appunti