SETI, nuova chiamata senza risposta

Nuove tecnologie per i cacciatori di alieni. Che restano tuttavia ancora senza segnali incoraggianti

Roma – Come racconta uno studio che verrà pubblicato sull’ Astronimical Journal , gli astronomi australiani stanno impiegando una nuova tecnica per l’ interferometria per la ricerca di vita extra-terrestre nell’ambito del progetto SETI ( Search for Extra-Terrestrial Intelligence ).

Il nuovo sistema impiegato dai ricercatori si chiama Very Long Baseline Interferometry (VLBI) e permette di distinguere tra rumori extra-terrestri e interferenze generate dalle frequenze radio umane .

Il suo primo utilizzo, sperimentale, è stato effettuato puntando verso il sistema stellare Gliese 581 , molto promettente dal momento che gli scienziati vi avevano già individuato un pianeta considerato ospitale per la vita e per questo ribattezzato “nuova Terra”, il pianeta Gliese 581d.

Nonostante siano stati registrati diversi segnali, finora sono stati ricondotti tutti ad altri fattori o e non alla presenza di vita extra-terrestre, lasciando per il momento gli scienziati con uno strumento in più e un punto in meno dell’infinito universo da guardare nella speranza che ci sia vita oltre all’uomo.

Claudio Tamburrino

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