Si scrive Android, si legge frammentazione

Il report di Open Signal descrive lo stato dell'ecosistema mobile di Google. Ci sono migliaia di dispositivi in circolazione, decine di marchi. Su tutti domina Samsung

Roma – 18.796: è questo il numero preciso di dispositivi differenti censiti da Open Signal nel suo rapporto sullo stato di Android, un appuntamento che si rinnova dopo lo scorso anno e che prova a rappresentare graficamente e plasticamente l’evoluzione di un ecosistema che ha raggiunto un successo enorme e che continua a fare i conti con i propri limiti. Non ci sono dubbi sull’effettiva portata di Android sul mercato : ci sono intere aziende che basano su di esso il proprio modello di business. Ma, al contempo, ci sono delle questioni ancora da discutere per quanto attiene l’attività degli sviluppatori .

Open Signal mette in chiaro anche un altro serio e innegabile vantaggio di questa frammentazione: essa non è altro che la conseguenza di un amplissima e variegata offerta di dispositivi con caratteristiche varie e prezzi per tutte le tasche . In altre parole, la ricchezza dell’ecosistema è anche la sua dannazione: gli sviluppatori devono tentare di prevedere e gestire decine di risoluzioni e rapporti di proporzione dello schermo (su iOS sono appena 4), ma i consumatori possono tranquillamente scegliere tra molteplici opzioni per tentare di soddisfare le proprie esigenze. Tale tendenza è anche confermata da un altro dato: l’anno scorso il numero di dispositivi differenti rilevati dalla stessa indagine sfiorava i 12mila, quest’anno è salito fino quasi a quota 19.000. Curiosamente, al crescere del reddito pro capite di un paese cresce pure la frammentazione.

Se si guarda alle percentuali che si assicura ciascun marchio, Samsung seppure in lieve calo è in grado di accaparrarsi quasi la metà del campione censito da Open Signal con il 43,5 per cento: seguono Sony (che, seconda, totalizza appena il 4 per cento), LG, Motorola, Huawei, Lenovo, HTC e via via tutti gli altri. La stessa situazione si replica guardando ai modelli più diffusi, con il Galaxy S3 ancora primo dopo un anno e col Galaxy S4 che fa un gran passo in avanti : quasi tutte le prime posizioni sono monopolizzate dal marchio di Seoul, con qualche eccezione costituita da HTC One, Nexus, LG G2 e Moto X.

Le conseguenze della frammentazione si fanno invece significative quando si guarda alla release di Android installata sui terminali: stando ai dati di Open Signal il 91 per cento dei dispositivi iOS si assesta sulla versione più recente del sistema operativo, solo il 20 per cento degli apparecchi androidi monta la 4.4 KitKat, mentre Jelly Bean (4.1 e 4.2) supera il 46 per cento e il più vecchio Gingerbread (2.3) è la terza forza con il 13,6 per cento (volendo fare un confronto, la “vecchia” iOS 6 si aggira sull’8 per cento, il restante 1 per cento se lo dividano versioni ancora più antiche). Naturalmente questi dati non sono necessariamente rappresentativi dell’intera popolazione, basandosi unicamente sugli apparecchi che hanno installato l’app Open Signal, ma si tratta comunque di un dato interessante per la discussione: Google ha preso iniziative in tal senso , separando i servizi Play dalla versione Android in uso, e questo dovrebbe garantire maggiore uniformità di comportamento tra le diverse tipologie di apparecchi in circolazione.

Luca Annunziata

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