Sia FAPAV la sua volontà?

di G. Scorza - La Federazione contro la pirateria audiovisiva ha rastrellato indirizzi IP. Chiede a Telecom di oscurare siti e accusa l'operatore di complicità nella violazione del diritto d'autore. Il caso Peppermint è passato remoto?

Roma – La FAPAV – Federazione contro la pirateria audiovisiva – ha trascinato in via d’urgenza Telecom Italia dinanzi al Tribunale di Roma chiedendo al Giudice di ordinarle di inibire l’accesso, a tutti i propri utenti, ad una decina di siti attraverso i quali verrebbero rese disponibili opere cinematografiche protette da diritto d’autore. Secondo quanto si apprende dai primi lanci di agenzia e dalle dichiarazioni rese dal Presidente della SIAE – prontamente intervenuta a sostegno della FAPAV nel giudizio – presupposto dell’azione cautelare promossa dalla Federazione antipirateria nei confronti di Telecom sarebbe la circostanza che centinaia di migliaia di utenti italiani negli ultimi mesi avrebbero utilizzato le risorse di connettività messe loro a disposizione da Telecom per scaricare film ed altre opere audiovisive dai “siti famosi del peer to peer” e non solo.

Telecom, a questo punto – secondo la tesi della FAPAV, sostenuta dalla SIAE – sarebbe tenuta ad impedire l’accesso a tutti i propri utenti ai siti in questione e dovrebbe ritenersi corresponsabile delle condotte di pirateria audiovisiva, giacché, pur essendo stata tempestivamente informata dei pretesi illeciti in atto avrebbe omesso di informare l’autorità giudiziaria e diffidare i propri utenti dal proseguire.
La storia dunque si ripete e, quel che è peggio, l’antipirateria all’italiana sembra incapace di imparare dal passato.

Non si conoscono ancora i dettagli della vicenda e, in particolare, le modalità investigative utilizzate dalla FAPAV per acquisire i dati che le consentirebbero di affermare con certezza che centinaia di migliaia di utenti hanno scaricato determinate opere cinematografiche da altrettanto ben individuati siti internet, ma appare evidente che, quali che siano state dette modalità, ci si trova dinanzi ad un nuovo caso Peppermint .

Ancora una volta, infatti, l’industria ha ritenuto di poter arbitrariamente esercitare poteri investigativi sostituendosi all’autorità giudiziaria ed alle forze di polizia e di poter così – in un intervallo più o meno lungo di tempo – pedinare in Rete milioni di ignari cittadini lungo le autostrade dell’informazione, acquisendo, registrando, archiviando ed incrociando i dati personali di questi ultimi. Sembra, infatti, difficile dubitare che la FAPAV per poter, oggi, agire nei confronti di Telecom, debba almeno essere in possesso degli indirizzi IP – evidentemente assegnati da Telecom – dei presunti pirati, o meglio dei titolari delle risorse di connettività utilizzate dai presunti pirati, e degli indirizzi IP di destinazione dei percorsi di navigazione di tali utenti che contraddistinguono i siti internet dei quali è stato chiesto l’oscuramento.

Si tratta, in altre parole, di una condotta probabilmente ancor più grave di quella posta in essere da Logistep nell’ormai celebre caso Peppermint: FAPAV ha, probabilmente, trattato addirittura dati relativi al percorso di navigazione degli utenti verso determinate risorse telematiche ovvero dati che gli stessi fornitori di servizi di connettività non possono trattare proprio in ragione del loro carattere “personale”.
Sono, d’altro canto, mesi che si ha il sospetto che qualcosa fosse nell’aria e che FAPAV stesse preparandosi al colpo grosso.

Ad aprile dello scorso anno, infatti, Filippo Roviglioni, Presidente di FAPAV raccontava in un’intervista a Gabriele Niola pubblicata proprio su queste pagine, questo aneddoto del quale la vicenda processuale di queste ore costituisce, evidentemente l’epilogo: “Un mese fa con un software trovammo un certo numero di persone che scaricavano film e musica. Andammo dal magistrato molto contenti, con nome e cognome, il magistrato ci chiese come li avevamo ottenuti e visto che ovviamente i pirati in questione non erano consenzienti ci disse che rischiavamo di essere inquisiti per violazione della privacy. Siamo andati allora a parlare con il numero due in materia di privacy che ci ha detto solamente come condivida il nostro senso di impotenza e frustrazione”.
Si tratta, d’altro canto, di dichiarazioni che lo stesso numero uno di FAPAV ribadisce in questo video del quale davo, con sorpresa, notizia in questo post del 26 maggio 2009, profeticamente intitolato “La Confessione”.

Se, come appare ragionevole ritenere, i dati posti a fondamento dell’azione oggi promossa dinanzi al Tribunale di Roma sono i medesimi raccolti da FAPAV nel corso del 2009, dunque, la Federazione antipirateria era, ed è, perfettamente a conoscenza del carattere illecito dell’acquisizione dei dati utilizzati tanto da aver già incassato un diniego all’azione penale da parte della Procura della Repubblica, che anzi le avrebbe paventato il rischio di vedersi costretta ad inquisirla per trattamento illecito di dati personali, ed un parere negativo – sebbene accompagnato da una manifestazione di solidarietà – da parte dell’Ufficio del Garante della Privacy.

In tale contesto sembra agevole concludere che FAPAV ha appena promosso un’azione cautelare dinanzi al Tribunale di Roma ponendo a suo fondamento elementi di prova illegittimamente raccolti.

Se a ciò si aggiunge che, come è ormai noto, nella vicenda Logistep-Peppermint tanto il Preposto Federale per il trattamento dei dati personali svizzero che il nostro Garante per la privacy ritennero illegittima l’attività di monitoraggio di massa posta in essere dagli investigatori dell’etichetta discografica tedesca, pochi dubbi possono residuare sull’illegittimità della condotta della Federazione antipirateria audiovisiva. È vero che il tempo rimargina le ferite ma, salvo prescrizioni, sanatorie e norme “accorcia-processi”, difficilmente rende lecito ciò che è nato illecito.

Sotto tale profilo sta dunque al Tribunale di Roma – auspicabilmente previo intervento dell’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali – decidere se, in nome di un’antipirateria sostanziale ed indiziaria, porre a fondamento di una decisione un’attività di investigazione di massa posta in essere in aperta violazione della disciplina sulla riservatezza. Forse un pugno di autori e l’industria audiovisiva ringrazierebbe ma, così facendo, si sacrificherebbe il diritto alla privacy di milioni di cittadini e, soprattutto, si affermerebbe il principio per il quale chiunque di noi, dinanzi al sospetto di un illecito che riguarda il proprio portafoglio, può sostituirsi all’autorità di polizia ed a quella giudiziaria e dar corso a pedinamenti, perquisizioni ed intercettazioni.

La privacy, tuttavia, è solo uno dei profili dell’iniziativa della FAPAV che non convincono.
Quali sono le prove sulla cui base FAPAV sarebbe in grado di dimostrare che un certo numero di utenti Telecom avrebbero violato la disciplina sul diritto d’autore? Basta davvero un enorme foglio di calcolo con una colonna di indirizzi IP di partenza ed un’altrettanto lunga colonna di indirizzi IP di destinazione per sostenere che un cittadino o, meglio ancora, che proprio l’utente contrattualmente legato a Telecom – e non, piuttosto, un suo familiare o amico – è un pirata? La mia sensazione, francamente, è che non sia così e non possa esserlo almeno sino a quando l’accertamento della condotta non sia compiuto da un pubblico ufficiale nel rispetto delle regole del diritto e, in ogni caso, fino a quando in Italia non sia stata varata una disciplina stile HADOPI attraverso la quale sia posto a carico di ogni titolare di risorse di connettività un obbligo di custodia relativo a tali risorse.

La verità è che, allo stato, FAPAV – come peraltro sembrerebbe esserle già stato fatto presente dalla procura della repubblica di Roma nell’aprile scorso – non è in condizione di provare assolutamente nulla . Niente prova, niente provvedimento, dunque.

Ma andiamo avanti perché la circostanza che FAPAV, allo stato, non sia in grado di provare alcunché in ordine all’imputabilità agli utenti Telecom di una condotta illecita, porta con sé un’ulteriore importante conseguenza. Telecom, ricevuta la diffida di FAPAV, non aveva alcun obbligo di fare alcunché perché non si può pretendere che sia sufficiente ipotizzare una violazione di un proprio diritto per pretendere che un intermediario si adoperi per segnalare un illecito che magari non esiste ad un’autorità giudiziaria o, piuttosto, per diffidare un utente che, magari, ha semplicemente subito un furto di risorse di connettività.

A prescindere poi da tutta una serie di altre considerazioni relative alla disciplina degli intermediari della comunicazione che – cavalcando l’ onda lunga della decisione The Pirate Bay e Mediaset c. YouTube – la FAPAV pretenderebbe di travolgere, sembra opportuno formulare un’ultima considerazione sul contenuto del provvedimento richiesto al giudice: l’oscuramento di tutta una serie di siti internet dai quali sarebbero stati scaricati anche taluni film.
È, evidentemente, un provvedimento sproporzionato e privo di qualsivoglia fondamento giuridico.

Il titolare dei diritti, infatti – a prescindere da ogni altra considerazione – può, a tutto voler concedere, esigere che l’autorità giudiziaria ordini all’intermediario di adottare i provvedimenti necessari ad interrompere la prosecuzione della specifica violazione contestata – e dunque l’inibitoria all’accesso ad una singola URL che contraddistingua un determinato contenuto. Ma non può , in alcun caso – tanto più senza neppure convenire in giudizio i titolari dei siti in questione – esigere l’oscuramento di un’intera piattaforma di comunicazione elettronica, determinando così, di fatto, la cessazione dell’altrui attività di impresa ed una forte restrizione dell’altrui esercizio della libertà di manifestazione del pensiero. Un simile provvedimento non è contemplato in alcuna norma di legge, e se lo fosse la relativa norma sarebbe in evidente contrasto con gli articoli 21 e 41 della Costituzione per violazione della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di impresa.

Leggendo questo articolo, forse, qualcuno penserà che si dovrebbe smettere di difendere i pirati per evitare di veder morire la nostra industria dei contenuti ma, in tutta franchezza, credo esistano modi e forme per continuare a riconoscersi in un Ordinamento che non abdica ai principi fondamentali dello Stato di diritto in nome dell’antipirateria senza perciò dover rinunciare a cultura e creatività. Non si tratta di difendere i pirati che, se tali, si appropriano di quanto di più prezioso esiste nella società dell’informazione, ovvero le idee e la creatività nella dimensione immateriale. Si tratta più semplicemente di difendere le regole del diritto ed alcune libertà fondamentali che non possono e non devono cedere il passo ai diritti patrimoniali di un numero sempre più esiguo di soggetti.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
www.guidoscorza.it

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  • Paolo P. scrive:
    Forse Scorza esagera
    Forse le preoccupazioni di Scorza sono esagerate. I blog e i NG mi sembra non ricadano sotto le limitazioni che colpiscono la TV, nemmeno se contenessero una o due immagini. Se poi ci si mettono dei filmati, che potrebbero avere carattere di documentazione (se non ci si accontenta di una immagine e basta) e che comunque non sono il messaggio, che rimarra' un testo, beh questa e' televisione, televisione via cavo o via satellite, ma pur sempre televisione.Paolo
    • Gato scrive:
      Re: Forse Scorza esagera
      Anche quando è arrivato Mussolini (con Hitler lo stesso), a quelli che li criticavano li rispondevano: "forse le preocupazioni sono esagerate". Non vorrei che tra 20 anni mio figlio mi chieda "papa, cosa facevi quando ci hanno tolto la libertà su Internet?" Signori, il rischio è questo. Stiamo perdendo forse l'ultima libertà rimasta (e non esagero quando dico l'ultima!).
  • univoco scrive:
    mettere a disposizione degli utenti
    se ho capito bene i fornitori di servizi devono astenersi dal mettere a disposizione degli utenti programmi oggetto di diritti di proprietà intellettuale di terzi, senza il consenso di titolari dei diritti......mettere a disposizione?...e che significa?puo' significare qualsiasi cosa: anche un motore di ricerca "mette a disposizione" opere di terzi; anche un semplice link "mette a disposizione" materiale di terzi!(piu' la legge e' ambigua e imprecisa, piu' e' possibile colpire chiunque, in qualunque momento)
  • bugbuster scrive:
    TV 2.0
    Ovvio che il governo stia cercando di censurare la libertà di espressione, è un fatto storico che puntualmente si ripresenta (mussolini per fare un esempio...), come dicevo in un post di 2gg fa: presto approveranno una legge per far chiudere definitivamente i siti che "violano i copyright", scacco matto.Bene, è ora di rendersi conto della reale situazione, un ottimo documento da cui partire per farsi un'idea è 'steal this film' (scaricatevelo pure, è free).I Copyright sono una forma di censura, nessuna protezione per chissà quale diritto d'autore, è solo un altro modo per recintare gratuitamente un'idea e rivenderla (citazione da steal this film, appunto).Mi rendo conto che una società come quella attuale basata sul capitalismo, non può accettare (a livello tecnico) l'assenza dei brevetti, per esempio la penicillina ha avuto problemi a diffondersi poiché le case farmaceutiche non avrebbero potuto farla propria e trarne (grossi) vantaggi dal venderla.Ci sarebbe da fare un enorme e bellissimo discorso sul tema del copyless, ma il post sarebbe troppo lungo.
  • Giovanni Mauri scrive:
    e se trasformassimo la TV in una rete?
    Se il governo avesse realmente a cuore l'istruzione e l'avanzamento tecnologico:- prenderebbe atto (come già fa) dell'età media della nazione,- istituirebbe dei corsi gratuiti (come non fa) per rendere più facile la familiarizzazione con l'elettronica (corsi per terza età),- incentiverebbe la diffusione capillare della rete sul territorio in modo gratuito,- incentiverebbe l'uso della rete elettrica per la trasmissione dati (powerline),- incentiverebbe la creazione di dispositivi (qualche azienda che li produce c'è già) per "trasformare" la TV in un computer capace di navigare (anche solo col telecomando, o con una tastiera remota."Come al solito un ribaltamento della realtà" (mi sembra una citazione familiare, ma non ricordo chi la disse...
    • pippo75 scrive:
      Re: e se trasformassimo la TV in una rete?

      - prenderebbe atto (come già fa) dell'età media
      della nazione,infatti ne prende atto, forse informarsi.
      - istituirebbe dei corsi gratuiti (come non fa)
      per rendere più facile la familiarizzazione con
      l'elettronica (corsi per terza età),incominciamo con la legge di ohm.
      - incentiverebbe la diffusione capillare della
      rete sul territorio in modo gratuito,a chi paga?
      - incentiverebbe l'uso della rete elettrica per
      la trasmissione dati (powerline),qui sembra che sia un problema di politiche commerciali di ditte.
      - incentiverebbe la creazione di dispositivi
      (qualche azienda che li produce c'è già) per
      "trasformare" la TV in un computer capace di
      navigare (anche solo col telecomando, o con una
      tastiera remota. se non sbaglio questo esperimento è fallito negli anni 80 e poi successivamente negli anni 90.
      • Giovanni Mauri scrive:
        Re: e se trasformassimo la TV in una rete?
        1_ non ho detto che tu non hai preso atto dell'età media italiana2_ la legge di ohm è una legge fisica, nulla a che fare con i corsi da me menzionati. Se era una battuta ti è venuta molto male.3_ ovviamente noi, con le nostre tasse.. non c'è bisogno di rendere subito tutta la rete capillare, ma un gesto concreto sarebbe quantomeno iniziare4_ non mi pare.. enel (che è statale) potrebbe acquistare licenze o brevetti e incentivarne l'uso, invece se ne disinteressa.. negli stati uniti molte zone sono coperte da anni.5_ qui probabilmente hai ragione, ma ti ricordo che negli anni 80 e 90 la rete non era sviluppata come ora, basterebbe semplicemente creare una infrastruttura (tipo pay tv) con i film on demand e la possibilità di guardarli in streaming. Non so se lo sai, ma ad esempio Mediobanca (non è la mia banca) tramite un "dispositivo collegato al telefono e alla tv" permette di accedere al proprio conto dalla tv. Questo in termini di sicurezza è male, ma tende ad avvicinare la terza età alle nuove tecnologie in modo non traumatico.
  • Nome e cognome scrive:
    La TV è vecchia
    La televisione è vecchia, fatta per i vecchi, ha contenuti o "format" vecchi, piace ai vecchi e non ai giovani.E' vero che in Itaglia (banana republic) sono sempre più i vecchi dei giovani, e allora?Continuano a far programmi per i vecchietti, con tutto il rispetto parlando per le persone anziane, ma sinchè proporranno sempre le medesime cose e le stesse facce ammuffite viste e riviste che non sanno altro che dire "che dio vi benedica" al termine della trasmissione...Ma vi rendete conto?E l'informazione? Dov'è l'informazione? I TG informano e poi smentiscono, all'interno della stessa notizia!Queste cose funzionavano decenni fa, quando la gente si imbambolava davanti allo "scatolone spara elettroni".Adesso c'è il digitale, ma cosa cambia? Nulla! Sempre le stesse facce ammuffite, che mandano benedizioni, che mandano la "scossa", il grande fratello... sempre le stesse cose.Ma basta, reinventatevi invece di rompere i XXXXXXXX a internet, retrogradi ignoranti.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: La TV è vecchia
      rallenta giovincello......l'uccello va usato per la riproduzione...non per sparare sperma nel blu dipinto di blu.Meno seghe al pc e piu fatti.....ti ritroverai con un Italia più giovane.
  • beebox scrive:
    beh, se c'è di mezzo il garante ...
    ... allora possiamo stare tranquilli, tanto non farà assolutamente nulla.
  • Violatrix scrive:
    Ma... il testo?
    Potreste darmi un link al testo dello schema di decreto legislativo delegato? Perché finché se ne leggono le interpretazioni... E sul sito del governo non siamo riusciti a trovarne menzione.
    • bubba scrive:
      Re: Ma... il testo?
      - Scritto da: Violatrix
      Potreste darmi un link al testo dello schema di
      decreto legislativo delegato? Perché finché se ne
      leggono le interpretazioni... E sul sito del
      governo non siamo riusciti a trovarne
      menzione.credo sia questo : http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2004_2009/documents/dt/618/618091/618091it.pdfE la pagina generale questa http://europa.eu/legislation_summaries/audiovisual_and_media/l24101a_it.htmnaturalmente si trattava di governo europeo poiche', a quanto capisco, "Il Parlamento italiano sta per esprimere il proprio parere sullo schema del decreto legislativo con il quale nelle prossime settimane il Governo dovrà dare attuazione in Italia alla Direttiva UE 2007/65/CE " cioe non c'e' ancora una norma italiana... c'e' una bozza sulla quale poi proporre un DDL
      • bubba scrive:
        Re: Ma... il testo?
        ah no mi sa che ho "smaronato" l'interpretazione iniziale..c'e' proprio una bozza alla Camerahttp://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/TR0163.htm
      • Violatrix scrive:
        Re: Ma... il testo?
        Ti ringrazio molto...Ma, scusate, un DECRETO LEGGE non dovrebbe essere usato solo in caso di eccezionalità e/o urgenza? E qui dove starebbe l'urgenza? O_O Questo comportamento non sarebbe incostituzionale? Chiedo, eh... ne stiamo discutendo sul forum che amministro (e che tratterebbe di tutt'altra cosa) e pochi hanno formazione in materia di Diritto.
  • giustino scrive:
    Re: Solo leggi inutili e inapplicabili
    In Italia le leggi non esistono per essere applicate.Esistono per essere utilizzate al momento opportuno, quando fa comodo.Nessuno monitorerà tutti i blog esistenti, ma se il tuo blog dà fastidio, allora quella legge verrà usata contro di te.
    • paolinovaiv aivai scrive:
      Re: Solo leggi inutili e inapplicabili
      Se è per questo la querela è uno strumento già ampiamente usato per far tacere la stampa e funziona molto di più di queste leggi che intasano la burocrazia italiana.
      • Tom scrive:
        Re: Solo leggi inutili e inapplicabili
        Non sarei così sicuro di questo. Se qualcuno ad esempio ospita un video in cui un Presidente del Consiglio invita mezza Africa a venire in Italia, non può essere querelato - non si tratta di opinioni dell'ospitante, ma un video che non può essere male interpretato.Invece, in questo modo lo si può bloccare per diritti d'autore o similari e quindi evitare che la "mezza Italia col telecomando" lo veda.E' un esempio come un altro. Ci sono migliaia di video del passato che non si vuole che vengano ricordati nel presente, soprattutto nella politica e non solo da un lato.
        • zip scrive:
          Re: Solo leggi inutili e inapplicabili

          Se qualcuno ad esempio ospita un video in cui
          un Presidente del Consiglio invita mezza Africa
          a venire in Italia,[yt]sLEVGnQOjv4[/yt][yt]Ppoh8yHKZRE[/yt]
  • no drm scrive:
    Attacco a Internet
    http://www.beppegrillo.it/2010/01/lattacco_a_inte Attacco a Internet L'attacco a Internet è ormai spudorato. Il Governo, quindi il proprietario di Mediaset, ha deciso che il diritto di informazione in Rete deve essere sanzionato. Che il copyright sia usato per chiudere siti e eliminare video da YouTube. Che la ripresa in diretta con una web cam fatta da un cittadino in streaming sia valutata al pari di una diretta televisiva. Che i siti che fanno informazione su Internet debbano provvedere a rettifiche equiparabili ai telegiornali nazionali. Tutto questo è XXXXX che va restituita al mittente. La Rete deve fare opera di disobbedienza civile, a partire da questo blog, di fronte a una legge confezionata per Mediaset e per la RAI.Berlusconi paga solo l'uno per cento dei ricavi per tre concessioni televisive nazionali, è ricco grazie a D'Alema che gli confezionò una legge su misura nel 1999 quando era presidente del Consiglio. Provate a dare un vostro bene, un appartamento ad esempio, in concessione a qualcuno e pretendere solo l'uno per cento dell'affitto. Questo ha fatto il Pdmenoelle. Propongo almeno il 30% per mantenere le concessioni a Mediaset e una sola rete e, insieme, le dimissioni immediate di Berlusconi. Un concessionario dello Stato non può avere, infatti, ruoli di Governo. Violante ricordò in Parlamento che i dirigenti del Pdmenoelle garantirono (in privato) a Berlusconi che le sue televisioni non sarebbero mai state toccate. Inoltre, il Pdmenoelle, nell'ultimo governo Prodi, seguì i consigli di Arcore e fece nominare Paolo Gentiloni come ministro delle Telecomunicazioni al posto di Antonio Di Pietro. Quel Gentiloni, "sorpreso" da questa legge, che come ministro, non mosse un dito per fare applicare le sentenze a favore di Europa 7 e spostare Rete4 sul satellite. Il Garante delle Comunicazioni dovrà far rispettare la legge su Internet, la "loro" legge, quella di chi ha il controllo dell'informazione e usa un Minzolini per disonorare la RAI e avvilire gli italiani in ascolto con la celebrazione del ladro Bottino Craxi. Clito Minzolini venga in Rete, in diretta, a raccontare le sue balle e capirà come la pensano gli italiani, legga i commenti, ascolti le chat e prenoti l'elicottero.Dobbiamo portarci avanti con il lavoro. Eliminare i rifiuti tossici nocivi dalla Rete. Cancellate, non pubblicate più nessun programma Mediaset. Inizio io, da oggi, rendiamo la Rete un luogo migliore. Denunciate Mediaset e la RAI ogni volta che utilizzano, nei loro programmi infarciti di pubblicità, un vostro video o un vostro articolo pubblicati in Rete.
    • mr_caos scrive:
      Re: Attacco a Internet
      Adesso Beppe Grillo ti denuncerà per aver impropriamente riporatato dei contenuti dal suo blog.
      • Sgabbio scrive:
        Re: Attacco a Internet
        (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)con tanto di link che cita la fonte ???(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
      • zip scrive:
        Re: Attacco a Internet


        http://www.beppegrillo.it/2010/01/lattacco_a_inte
        Adesso Beppe Grillo ti denuncerà per aver
        impropriamente riporatato dei contenuti dal suo
        blog.Almeno ti fossi degnato di verificare sotto quali condizioni sono pubblicati i suoi post.Vabbè, per questa volta ti aiuto io (comunque le trovi in fondo alla pagina del post):http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it
  • Eugenio Odorifero scrive:
    Beppe Grillo
    Non meravigliamoci che si poi si scrivano cose del genere.http://www.beppegrillo.it/2010/01/lattacco_a_inte/index.html
    • Sgabbio scrive:
      Re: Beppe Grillo
      E' paradossale infatti:Se qualcuno pubblica un fatto accaduto in rai o mediaset sacca la violazione del copyright.Se una rete televisiva prende un video di youtube o un contenuto su internet riguardante qualcuno per mero profitto, non è violazione di copyright ma diritto di cronaca.2 pesi, due misure.
      • Franky scrive:
        Re: Beppe Grillo
        - Scritto da: Sgabbio
        E' paradossale infatti:

        Se qualcuno pubblica un fatto accaduto in rai o
        mediaset sacca la violazione del
        copyright.

        Se una rete televisiva prende un video di youtube
        o un contenuto su internet riguardante qualcuno
        per mero profitto, non è violazione di copyright
        ma diritto di
        cronaca.

        2 pesi, due misure.Questo perche' gli utenti di youtube privati del loro leggittimo dirittodi autori non hanno mai denunciato i tg che hanno fatto uso dei loro video senza che loro percepissero alcun guadagno....e senza chiederne l'autorizzazione... dovrebbero iniziare a farlo...!!!! Perche' loro (le tv) hanno il diritto di fare profitti a nostre spese con i nostri video....(diritto di cronaca ?) e noi non abbiamo il diritto di commentare un loro servizio su youtube postandolo senza trarne alcun profitto ? (diritto di critica di opinione di condivisione della cultura ?)
        • Stefano scrive:
          Re: Beppe Grillo
          Infatti ci pensavo anch'io da un po' di tempo, ma perchè in televisione continuano a proporre video ripresi dalla rete mentre la rete non puo' riproporre video ripresi dalla "TIVU' :)", in fin dei conti è la stessa menata, in effetti due pesi due misure...
          • Sgabbio scrive:
            Re: Beppe Grillo
            Almeno il programma "blog" su Rai 4 (prima di essere ucciso dai difensori dei pargoli...) mostrava video dalla rete, ma citava le fonti...
          • anonimo scrive:
            Re: Beppe Grillo
            - Scritto da: Stefano
            Infatti ci pensavo anch'io da un po' di tempo, ma
            perchè in televisione continuano a proporre video
            ripresi dalla rete mentre la rete non puo'
            riproporre video ripresi dalla "TIVU' :)", in fin
            dei conti è la stessa menata, in effetti due pesi
            due
            misure...Andando ad intuito (perche' non sono esperto del campo) io credo che il motivo sia il seguente:Le televisioni in quanto tali rientrano in una cornice normativa che.."norma" il loro comportamento.. (ad esempio il rispetto di fascie orarie per la pubblicazioni di programmi o immagini "dure" e tutti gli altri regolamenti di questo tipo).Internet per sua natura (e attuale mancanza/carenza di regolamenti) non ha tali vincoli di rispetto regolamentare.Non puo' quindi succedere, ad esempio, che la TV prenda un filmato di YouTube e lo pubblichi come gli pare, ma deve sempre farlo rispettando i regolamenti televisivi.Internet invece puo' non rispettarli appunto perche' non e' vincolata da regolamenti.Non so se sono stato chiaro.. secondo me si tende a regolare la TV perche' essa ha sempre avuto e ha attualmente un impatto "totalizzante" sulla popolazione e si possono controllare 10-12 canali..Regolare Internet e' praticamente impossibile sia per il numero di "canali" sia perche' ..al momento.. e' comunque meno diffusa della TV.Vedrete che quando il Web avra' un tasso di penetrazione pari a quello della TV si inventeranno un modo per regolare/responsabilizzare/censurare anche i contenuti sul Web.
          • lele1086 scrive:
            Re: Beppe Grillo
            per me la tv di oggi non è affatto regolamentata, vedo più tette e culi del tubo, violenze varie che su internet se ci sono è per denuncia non per imbabolare.
          • XYZ scrive:
            Re: Beppe Grillo
            - Scritto da: Stefano
            Infatti ci pensavo anch'io da un po' di tempo, ma
            perchè in televisione continuano a proporre video
            ripresi dalla rete mentre la rete non puo'
            riproporre video ripresi dalla "TIVU' :)", in fin
            dei conti è la stessa menata, in effetti due pesi
            due
            misure...Scusate ma i privati intesi come "comuni cittadini" non possono avvalersi anch essi del diritto di cronaca? Serve essere registrati negli albi come giornalisti per farlo?Se Si: Non è forse una gravissima carenza ben delineata e innegabile nelle libertà di tutti noi?Class Action? :)
  • Left scrive:
    Ma cosa volete che gliene freghi...
    approccio pantelevisivo del nostro Governo all'attuazione della Direttiva AVMS rischia di far trasferire l'imprenditoria e la creatività multimediali italiane al di là delle Alpi Come se questo questo potesse XXXXXXX qualcosa a berlusconi...L'Italia e gli italiani non fanno parte dei suoi interessi, anzi, spesso lo infastidiscono perché hanno addirittura l'arroganza di non pensarla come lui...
    • Fragy scrive:
      Re: Ma cosa volete che gliene freghi...

      L'Italia e gli italiani non fanno parte
      dei suoi interessi, anzi, spesso lo
      infastidiscono perché hanno addirittura
      l'arroganza di non pensarla come
      lui...Hai sbagliato alla grande ;-) dovevi scrivere:hanno l'arroganza di pensare ... Cosa molto sgradita perchè se usi la testa sei difficilmente controllabile
  • Uto Uti scrive:
    aiti
    ma avete visto quei poveri aitiani che iella? Poveri in canna, negri e pure terremotati: tutte loro le sventure! E nemmeno hanno berlusconi e bertolaso per fargli le casette con lo sciampagnino in frigo...speriamo che bertolaso almeno qualcuno avanzato ce l'ha da mandarglielo, va'.
    • Left scrive:
      Re: aiti

      negriEssere nero ( non XXXXX ) non è una sventura, come non è una sventura avere gli occhi verdi invece che marroni.
  • McHollyons scrive:
    Temono youtube e compagnia
    videoblog di Grillo..etc...ad esmepio tanti video su Palermo e l immondizia che brucia nei tg censura totale perche farebbe fare brutta figura al governo..li vedi solo su youtube e cosi via come...leggetevi i commenti sulla sviolinata di MInzolini a craxxo su iutubbo
  • Touring scrive:
    che tristezza
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/14/news/video_su_internet_stretta_del_governo_rispettare_il_diritto_d_autore-1941563/
  • Massimo scrive:
    basta che qualcuno la violi
    Leggi come questa, (se e quando vedrà l'approvazione definitiva) vanno a mio parere semplicemente violate (da chi magari ha i soldi e il potere per farlo, vedi YouTube cioè Google), in modo da poter portare un'eventuale sanzione di fronte alla Corte di Giustizia Europea che, suppongo, darà ragione al sanzionato. Se possono sfidare la Grande Cina immagino non temano particolarmente la piccola italia...
    • sxs scrive:
      Re: basta che qualcuno la violi
      inciti all'odio e a commettere reati forse?!? ;-)
      • pierob scrive:
        Re: basta che qualcuno la violi
        penso che sia in senso ironico oppure hai qualche problema di comprensione di quello che dice Massimo
        • Stefano scrive:
          Re: basta che qualcuno la violi
          Pensate se per un'attimo Google si incavolasse e decidesse di rimuovere tutti i link che conducono a mediaset o rai, e non fosse nemmeno più possibile trovarli in rete... he he che danno :)
          • euthymos scrive:
            Re: basta che qualcuno la violi
            - Scritto da: Stefano
            Pensate se per un'attimo Google si incavolasse e
            decidesse di rimuovere tutti i link che conducono
            a mediaset o rai, e non fosse nemmeno più
            possibile trovarli in rete... he he che danno
            :)Non troppo, perché i mediasettari sanno prendere in mano a malapena il telecomando. Hai visto il sito Internet di Mediaset? 'na XXXXX...
          • Giovanni Mauri scrive:
            Re: basta che qualcuno la violi
            Beh, italia.it ora è fatto bene..
          • pippo75 scrive:
            Re: basta che qualcuno la violi
            - Scritto da: Stefano
            Pensate se per un'attimo Google si incavolasse e
            decidesse di rimuovere tutti i link che conducono
            a mediaset o rai, e non fosse nemmeno più
            possibile trovarli in rete... he he che danno
            :)penso che se google dovesse rimuovere tutti i filmati di mediaset sia un danno per google stessa.La TV è vecchia, brutta e per vecchi, meglio Internet.Poi vado su YT e mi becco gli stessi filmati che girano in TV :)
        • sxs scrive:
          Re: basta che qualcuno la violi

          penso che sia in senso ironico oppure hai qualche
          problema di comprensione di quello che diceTu si che sai riconoscere l'ironia...
      • Massimo scrive:
        Re: basta che qualcuno la violi
        - Scritto da: sxs
        inciti all'odio e a commettere reati forse?!? ;-)Forse... se un "messaggio" rivolto a Google può essere un'istigazione a delinquere... a parte gli scherzi non c'è come sollevare il caso e tirarsi addosso la sanzione a volte per poter porre il problema. Ma non c'è bisogno che a Google (ma anche a Beppe Grillo) lo spieghi io come si devono muovere ;-)Ciò detto, e anche se vado un po' fuoritema, ho l'impressione che questo governo cerchi continuamente, sparandoloe grosse, di capire fin dove può arrivare, per poi magari tirarsi indietro e rettificare: vedasi lo strano tiramolla del ministro Maroni sulla regolamentazione del Web all'indomani dell'attentato a Berlusconi... saggiano il terreno, spostano sempre più in là il paletto, magari in là di poco.... minacciano mille perché così se poi fanno solo cento sembra di poter dire: ok dai, tutto sommato è andata bene... e di passettino in passettino, dove si ariverà?
        • ninjaverde scrive:
          Re: basta che qualcuno la violi
          minacciano mille perché
          così se poi fanno solo cento sembra di poter
          dire: ok dai, tutto sommato è andata bene... e di
          passettino in passettino, dove si
          ariverà?E' vero, ma ciò somiglia di più ad ignoranza che non a vere intenzioni ponderate.Per caso ho visto oggi i processi in TV (non so se si chiama così poichè sono ostico alla TV in genere). La tipa ad un certo punto legge mail su FaceBook in cui i blogger (quasi sicuramente dei burloni) scrivono mai descrivendo la loro felicità sui morti ad Haiti....e "smargiassate" varie.E la tipa dice: "Ma allora avvertiamo la Polizia Postale che impedisca a questo sito di pubblicare queste mail!..."Insomma la gran parte del pubblico pensano ancora che la polizia postale possa censurare chi scrive corbellerie e cattiverie...e magari punirli (forse con delle frustate poichè le carceri sono piene).E poi ci stupiamo se qualcuno al governo propone delle leggi "del cavolo" poichè è spinto da qualche interesse di parte come lo è la TV pubblica... :(-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 gennaio 2010 13.38-----------------------------------------------------------
          • Massimo scrive:
            Re: basta che qualcuno la violi
            Modificato dall' autore il 15 gennaio 2010 13.38
            --------------------------------------------------Infatti il bello (e brutto) di internet è che è un po' come la vita... piena di persone che dicono stupidaggini o anche cose disgustose, e che devono essere se possibile isolate (ad esempio non facendogli pubblicità, segnalando il gruppo agli amministratori) ma non è che si può pensare di "punire" qualcuno perché scrive "W il terremoto di Haiti"... che reato avrebbe commesso? apologia di terremoto? istigazione a disastro naturale? la libertà di espressione comporta un prezzo da pagare... ogni libertà comporta un prezzo... l'idea che evidentemente si vorrebbe far passare è che questo prezzo è troppo alto, e che pur di impedire a qualche XXXXXXXXXX di scrivere idiozie vale la pena irregimentare la rete... far intervenire polizie, autorità, censure, punizioni. per tutelare CHI da COSA?
          • Fragy scrive:
            Re: basta che qualcuno la violi
            - Scritto da: Massimo
            - Scritto da: ninjaverde

            minacciano mille perché


            così se poi fanno solo cento sembra di poter


            dire: ok dai, tutto sommato è andata bene... e

            di passettino in passettino, dove si arriverà?Di questo passo, come tanti altri hanno citato si arriverà alla censura modello stato totalitario (ne abbiamo tanti esempi in giro per il modo)

            E' vero, ma ciò somiglia di più ad ignoranza che

            non a vere intenzioni ponderate.

            Per caso ho visto oggi i processi in TV (non so

            se si chiama così poichè sono ostico alla TV in

            genere). La tipa ad un certo punto legge mail su

            FaceBook in cui i blogger (quasi sicuramente dei

            burloni) scrivono mai descrivendo la loro

            felicità sui morti ad Haiti....e "smargiassate"

            varie.

            E la tipa dice: "Ma allora avvertiamo la Polizia

            Postale che impedisca a questo sito di

            pubblicare queste

            mail!..."Non è importante che la Polizia censuri, l'importante è che non prosegua sulle indagini seria, perda tempo e poersonale dietro a cavolate per non perseguire i soliti noti (vedi mafie varie, assassini amici degli amici ecc.)

            E poi ci stupiamo se qualcuno al governo propone

            delle leggi "del cavolo" poichè è spinto da

            qualche interesse di parte come lo è la TV

            pubblica...

            :(E la tv privata non ha interessi in materia? Certo che si, tutto ciò che è in qualche modo libero non porta introiti e non è controllabile. Tu potresti con i tuoi filmati confutare le loro affermazioni ... evidenziando una verità che non sta comeoda
            Infatti il bello (e brutto) di internet è che è
            un po' come la vita... piena di persone che
            dicono stupidaggini Il cretino che parla in piazza non viene sentito al di fuori della piazza, purtroppo internet è un grande amplificatore.Fortunatamente oltre ai cretini la maggioranza sono ancora persone valide(io non entro nel conteggio dei validi)
        • ruppolo scrive:
          Re: basta che qualcuno la violi
          - Scritto da: Massimo
          e di
          passettino in passettino, dove si
          ariverà?Ai forconi.
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