Sicurezza su Internet? Eh? Che roba è?

Internet Explorer 6? Va ancora forte, troppo forte. Tra scarso senza della sicurezza degli utenti e aggiornamenti dimenticati, Google e IBM tracciano linee e numeri dei browser andati a male ma ancora largamente utilizzati

Roma – Microsoft potrà anche strapparsi le vesti nel richiamare la propria utenza all’aggiornamento – teoricamente obbligatorio – di Internet Explorer, ma molti utenti non ne vogliono sapere di passare dalla versione 6 del browser alla più recente 7.0. Il risultato è una minaccia costante alla sicurezza generale della Rete , anche se per i browser open source la situazione appare molto migliore, per quanto la fetta di utenza interessata sia inferiore.

Numeri, nomi e responsabili del disastro dei navigatori costantemente insicuri e bacati sono quelli di uno studio portato alla luce da Google, IBM e Istituto federale di Tecnologia svizzero di Zurigo che, analizzando la sterminata userbase del colosso di Mountain View (precisamente i dati di 1,408 miliardi di navigazioni), hanno messo insieme un quadro dai contorni a dir poco allarmanti , in cui il disastro della sicurezza online non è più un’opinione ma un semplice dato di fatto.

Gli esperti hanno scandagliato il database dei dati raccolti da Google, informazioni non personali e non riconducibili al singolo utente, per misurare il livello di utilizzo dei maggiori browser disponibili (Internet Explorer 7, Mozilla Firefox 2, Opera 9 ed Apple Safari 3).

Dalla ricerca , condotta su un periodo che va da gennaio 2007 a giugno 2008, sono stati esclusi Internet Explorer 6, Firefox 3 e Opera 8 anche se, in particolare nel caso di IE6, è possibile ricavare informazioni indirette sulla perdurante presenza online delle vecchie versioni dei browser. Internet Explorer 7 viene infatti utilizzato da un 47,6% del totale del milione e passa di utenti di tutte le versione di IE individuate, e dunque ne consegue che oltre il 50% degli utenti del navigatore Microsoft non ha ancora abbandonato le vecchie versioni del browser .

I più virtuosi sono gli utenti del panda rosso , visto che oltre il 92% dell’utenza di Firefox 2 utilizza la versione più aggiornata del software disponibile. Non molto distante da Firefox arriva Opera 9 con una percentuale del 90%, mentre Safari 3 finisce in mezzo davanti a IE con il 70,2% degli utenti totali del browser della Mela.

Botnet, malware, rootkit, trojan, exploit hanno dunque gioco facile nello sfruttare Internet Explorer 6 per i loro sordidi scopi , adoperando ancora oggi il vecchio browser come porta privilegiata di penetrazione nei sistemi non aggiornati.

Più che di un problema si potrebbe dunque parlare di un’ecatombe di buone intenzioni – quelle di Microsoft e della sua volontà di fare piazza pulita di IE6 – e di scarsa sensibilità degli utenti a cosa potrebbe realmente accadere, qualora un trojan-keylogger prendesse il controllo del sistema e cominciasse a registrare i numeri della carta di credito e debito usata per fare acquisti online.

Un’ecatombe che, secondo i suggerimenti delle società che hanno contribuito allo studio, andrebbe affrontata con strumenti di comprovata efficacia come la procedura di aggiornamento automatico di Firefox , o magari etichettando i browser con una data di scadenza, come il cibo. Se l’utente venisse avvertito che il software è “andato a male” da un tot di giorni, probabilmente vedrebbe la cosa da una prospettiva diversa e aggiornerebbe con maggior frequenza quella che è la finestra costantemente aperta su Internet dai computer di tutto il mondo.

Alfonso Maruccia

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  • foxy scrive:
    eppure il governo e' a favore
    Ho usato una parola calda: "il governo" ma evitiamo ogni polemica di tipo squisitamente politico.Anche in Italia ci sono gia' siti da cui si puo' scaricare il PDF scannato di alcuni libri universitari ma, oltre alle questioni legali, c'e' il grosso problema che questi sono inusabili in forma elettronica ma vengono stampati causando uno spreco di carta e inchiostro.Il governo, forse con abile mossa populistica,. recentemente ha scritto:"1. A partire dall'anno scolastico 2008 - 2009, nell'adozione dei libri di testo, in ogni scuola d'ordine e grado nonché nelle Università, a parità di valutazione, si dà la preferenza ai testi che vengono resi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento dei diritti d'autore.Al fine di ampliare la disponibilità e fruibilità, a costi contenuti, di testi, documenti e strumenti didattici, (...) i libri di testo scolastici sono prodotti (...) nella doppia versione, a stampa, e "on line" scaricabile dainternet da parte delle scuole con la modalità prevista dal presente comma."Cosi' dice la bozza del decreto-legge pubblicata il 18/6/08 dal Governohttp://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=84630&idCat=54Sarebbe una cosa fantastica per chi - fatica a manipolare libri ed evidenziatori in seguito a problemi motori - fatica a leggere la carta stampata in seguito a problemi visivi - fatica a ritrovare concetti precedentemente studiati in seguito a problemi cognitivi (memoria e attenzione) - fatica a trasportare chili di carta sulle spalle in seguito al peso di cartelle e zaini ovvero tutti gli studenti - fatica ad acquistare ogni anno decine di costosi testi in seguito a reali difficolta' economiche ovvero la maggior parte delle giovani coppie - fatica a scrivere concetti che possono evolvere in seguito all'evoluzione del sapere umano, ovvero i docenti di discipline innovative (informatica, storia contemporanea, geografia politica) Probabilmente, nella pratica, il numero di testi on-line e con licenza CC qualitativamente paragonabili e quelli cartacei sara' prossimo allo zero. Pero' e' interessante e importante che il problema della digitalizzazione del sapere e del relativo uso venga preso in considerazione.Roberto "Fox"Per maggiori info:http://itlists.org/pipermail/webaccessibile/2008-June/024890.html
  • ninjaverde scrive:
    IlPuntoDiEquilibrio
    Anche per i libri vale quello che è per il software.Un pricipio è che la cultura è un bene per tutti, quindi va condivisa.L'altro principio è quello che il lavoro e lo studio vanno pagati.Quindi occorre trovare un equilibrio tra i due diritti.Per prima cosa (se non erro) i diritti di un Editore si protraggono per 50 anni, che si rinnovano ogni volta che fa una ristampa. Ma se pubblica un'opera e poi non la ristampa, chi la vuole leggere la deve cercare tra le bancarelle dei vecchi libri...e chissà se la trova.Per gli autori valgono i diritti per 70 anni, se muore l'autore i diritti passano agli eredi....Domanda: ma non sono un pò tanti 50 anni per gli editori e 70 per gli autori?Spesso i libri per gli universitari NON si trovano, e gli studenti ricorrono alle fotocopie (ritenute anch'esse illegali!).Se un Editore non stampa, perchè non gli conviene o perchè ha altro da fare, perchè non chiedere il decadimento dei diritti, ed ovviamente per legge ottenerlo se l'Editore si rifuita di stampare?E in ultima analisi, se l'Editore non rientra nei costi con la stampa tradizionale, perchè non lo si potrebbe indurre a digitalizzare il testo e metterlo on-line con un pagamento di un tiket equo?
    • Cappuccetto Rotto scrive:
      Re: IlPuntoDiEquilibrio
      Sarebbe logico affrontare la situazione seguendo le tue proposte.Ma le leggi sul diritto d'autore sono vetuste ed illogiche.Qualche anno fa (attorno al 94-95) venne proposto a livello europeo che l'editore che non pubblica l'opera di cui detiene i diritti, li perde: o pubblica o lascia.La proposta rimase una mera proposta...Oggi esistono editori che da lustri non pubblicano le opere (ormai introvabili sul mercato) di cui detengono i diritti e sono pronti a trascinare in tribunale chiunque ne diffonda (gratuitamente) una copia digitale.Questo discorso vale per musica/film/fumetti/ecc...Votate Partito Pirata :-)
      • Wolf01 scrive:
        Re: IlPuntoDiEquilibrio
        Bravo, e adesso voglio una ristampa di "Recuperate il Titanic!" di Clive Cussler, sono 15 anni che non la ristampano ed è introvabile, la libreria (l'unica fornita) dove vado ad acculturarmi non riesce a trovarlo neanche su ebay!!!Ebbene, lo scarico, che ne dite? (non l'ho neanche cercato ancora, quindi non so neanche se ci sia)Piuttosto vado a trovare Cussler, mi faccio vendere una copia in lingua originale, me la faccio autografare e mi scarico quella in Italiano
        • Jorge scrive:
          Re: IlPuntoDiEquilibrio
          ciao wolf..ot ot ma io quel libro lo sto cercando da un millenio, l'ho trovato poi solo in inglese, se vuoi provare (ma comprato in italia..), il titolo é raise the titanic..tra parentesi anche a me il libro di matematica all'universitá m'é costato un settecento e passa euro (poi a dicembre ho cambiato facoltá, quindi la seconda parte della tassa non la conto..)saluti
    • Andonio scrive:
      Re: IlPuntoDiEquilibrio
      Te lo dico io perche': perche si vogliono tenere aperte tutte le porte per i produttori - editori - commercianti e nessuno pensa a che fruisce dell'opera che deve solo essere uan gallina da spennare senza farla gridare troppo.
    • Alessandro scrive:
      Re: IlPuntoDiEquilibrio
      Scusa eh ma...spesso i libri universitari vengono fotocopiati indipendentemente che il libro si trovi o meno!E non mi venite a parlare del caro libri che qui fotocopiano pagando 5/6 euro anche libri che costano 15/18 euro.Perchè? Perchè lo studente medio non ha un soldo e risparmia dove può. E' un impoverimento generale ormai
      • Wolf01 scrive:
        Re: IlPuntoDiEquilibrio
        Ho comprato 1 solo libro per l'università, quello di matematica di base, 1148, si 1100 di tasse universitarie, il libro veniva 56 altrimenti, ma c'erano 8 di sconto con la tessera studente, non potevo perdermelo...Usato mai perchè l'insegnate faceva per i cazzi suoiStudiato per conto mio e bastaNon ho neanche perso tempo a fare le fotocopie di altri testi, ho mollato alla fine del primo anno perchè appunto in matematica non ci arrivavocomunque 56 per un testo tecnico mi sembrano una ladrata, contando che c'erano scritte le stesse cose in quello delle superiori pagato 26 nuovo-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 luglio 2008 13.08-----------------------------------------------------------
      • ninjaverde scrive:
        Re: IlPuntoDiEquilibrio
        - Scritto da: Alessandro
        Scusa eh ma...spesso i libri universitari vengono
        fotocopiati indipendentemente che il libro si
        trovi o
        meno!
        E non mi venite a parlare del caro libri che qui
        fotocopiano pagando 5/6 euro anche libri che
        costano 15/18
        euro.
        Perchè? Perchè lo studente medio non ha un soldo
        e risparmia dove può. E' un impoverimento
        generale
        ormaiGiustamente se tanti testi fossero fruibili in fomato digitale (ovviamente non solo esclusivamente in pdf...) sarebbero fruibili in modo molto più economico per via dell'abbattimento costi carta e stampa tradizionale.Quindi a prezzi inferiori delle fotocopie. Conclusione, la "pirateria" fotocopia non sarebbe più conveniente, a meno di stampare "legalmente" le copie scaricate legalmente da internet.Ma gli Editori, spesso l'avvento di nuove tecnologie "da fastidio" mentre non si infastidiscono o si infastidiscono meno a perseguire chi viola i loro tradizionali diritti.
  • constatazio ne scrive:
    I blogger parlano troppo
    A volte capita che un semisconosciuto sito venga preso come oggetto da un blogger che deve sempre e comunque scrivere qualcosa su qualcosa...se no che blogger sarebbe. Ma tante' che i detentori del copyright ( che orrenda parola ) scoprono questo semisconosciuto sito proprio leggendo il post del blogger e dali parte la richiesta di cancellazione dall indice dei titoli che loro pubblicano e scommettiamo che altri editori faranno la loro richiesta e cosi finisce quella splendida risorsa che era quel ormai non piu semisconosciuto sito.Colpa degli editori o del blogger...?
    • rockroll scrive:
      Re: I blogger parlano troppo
      Qundo scarichiamo contenuti da internet spesso ci giustifichiamo affermando che si tratta di circolazione di cultura, mentre altri (evidentemente interessati) ci tacciano di essere dei volgari ladri (senza pensare che i ladri sottraggono materiale con effrazione e/o con violenza fisica, privandone del possesso la vittima, e non duplicano il virtuale senza nulla asportare).Almeno in questo caso la giustificazione addotta (diffusione della cultura) regge pienamente-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 luglio 2008 04.24-----------------------------------------------------------
      • Alessandro scrive:
        Re: I blogger parlano troppo
        Diffusione della cultura?La solita scusa...al cinema lo paghi il biglietto? Al Museo lo paghi il biglietto? Ai concerti lo paghi il biglietto? All'Uni paghi la retta? In libreria paghi i libri che compri? ecc ecc ecc ecc
    • Zeus8 scrive:
      Re: I blogger parlano troppo
      Forse è anche colpa di chi non vuole capire che, chi si appropria di una qualsiasi cosa, che sia un libro, un film, un brano musicale o un pacco di caramelle senza pagare, solo perchè ritiene giusto così sta comunque commettendo un reato. Io non so se lavori e che lavora fai eventualmente, però sono certo che se un giorno vengono da te, ti dicono che ti licenziano perchè il tuo prodotto è ormai facilmente reperibile senza sborsare un centesimo, forse riusciresti a capire che non è poi così bello vedere il proprio lavoro distribuito a gratis.Buona Giornata.
      • Andonio scrive:
        Re: I blogger parlano troppo
        E' un po' diverso: io devo guadagnarmi da vivere tutti i giorni e non e' perche' un giorno di 65 anni fa ho lavorato una volta che adesso devo far pagare agli altri il privilegio di vivere.Hanno fatto un test in USA, dove la cultura della proprieta' intellettuale e' molto forte: dei burloni sono riuciti a far brevettare il cerchio, descivendolo con parole difficili e concetti tortuosi: quindi , volendo potevano farsi pagare le royalties sulle ruote delle macchine (4+1 di scorta per ogni automobile). Questo dimostra che il meccanismo e' fatto per i saccheggiatori di cultura. La cosa richiede anche tanta ignoranza negli enti che devono riconoscere i brevetti. Puoi pensare che brevettare un doppio click del mouse e' come brevettare l'acqua calda.Se poi pensi che nel campo dei libri, La Divina Commedia o I Promessi Sposi sono stati scritti centinaia di anni fa eppure oggi con nuove edizioni che escono ogni anno li si fa pagare come una novita' editoriali, allora non puoi fare a meno di pensare che dietro alla proprieta' intellettuale si nasconda una vera e propria PIRATERIA CULTURALE e sfruttamento dell'ignoranza.A proposito, il PI GRECO (3.14) non e' ancora stato brevettato: chi arriva primo e' suo, e fara' pagare per ogni calcolo che lo coinvolge.
        • Zeus8 scrive:
          Re: I blogger parlano troppo
          Di fatto sta che l'utente medio non si scarica solo la "Divina Commedia" o comunque opere storiche della cultura internazionale.Dietro il libro, che tu denunci il fatto che ti facciano pagare, c'è da mettere in conto il lavoro dello scrittore, l'editore, il trasportatore, il negoziante ecc ecc. Comunque tutta gente che non fa quello che fa per niente. Il non pagare un opera culturale è di per sè un freno alla cultura stessa. Non conosco molti scrittori che scrivono solo per il gusto di scrivere, o molti registi che fanno film solo per il gusto di farli, quindi automaticamente, il giorno che tutta la "cultura" sarà divulgata gratuitamente, saranno ben pochi quelli che metteranno a disposizione di tutte le opere del proprio ingegno solo per il gusto di farlo.Ancora Buona Giornata
        • kuger scrive:
          Re: I blogger parlano troppo
          - Scritto da: Andonio
          Se poi pensi che nel campo dei libri, La Divina
          Commedia o I Promessi Sposi sono stati scritti
          centinaia di anni fa eppure oggi con nuove
          edizioni che escono ogni anno li si fa pagare
          come una novita' editoriali, allora non puoi fare
          a meno di pensare che dietro alla proprieta'
          intellettuale si nasconda una vera e propria
          PIRATERIA CULTURALE e sfruttamento
          dell'ignoranza.Dimentichi che quei libri sono pieni di note a margine. La divina commedia senza le note non è che sia molto comprensibile per l'essere umano medio. Quelle note sono frutto di lavoro di ricerca che è durato anni ed anni da parte di chi le ha scritte.
          • dan80 scrive:
            Re: I blogger parlano troppo
            L'apparato critico della Divina commedia costituisce un'opera autonoma, protetta indipendentemente dalla Divina Commedia stessa. Questo significa che l'autore dei commenti dispone dei relativi diritti per 70 anni dopo la morte, diritti acquistati automaticamente dall'editore grazie al contratto con l'autore. Naturalmente la Divina Commedia senza commenti è liberamente distribuibile e riproducibile
          • Andonio scrive:
            Re: I blogger parlano troppo
            Io penso che abbiano fatto copia e incolla anche loro: i commenti e le note a margine alla divina commedia vanno avanti da tre secoli e penso che ormai abbiano detto tutto in proposito. Comunque io non sostengo che i letterati, artisti, autori ecc non debbano essere pagati; io sono contrario al saccheggio commerciale fatto dalle aziende editrici/distributrici. E sono favorevolissimo a cercare forme di compensazione che incentivino il lavoro creativo. Sono dell'idea che l'attuale sistema serva solo a soffcarlo.
          • zefiro scrive:
            Re: I blogger parlano troppo
            Secondo me bisogna distinguere;Il primo problema è giuridico:nn ne capisco molto in materia ma credo che nn possiamo mettere sullo stesso piano il "rubare" (nel senso tradizionale del termine) con lo scaricare contenuti protetti:chi ruba si appropria di qualcosa di materiale e a scapito del proprietario(poveraccio);nel caso del file sharing penso che magari abbiamo il diritto di fare quello che vogliamo dei nostri bit,quindi anche di condividerli.Altro punto,valutiamo il problema al contrario:se compro un'auto ho la possibilità di provarla,so cosa compro e a cosa vado incontro;compro un cd,lo pago 16,90euro(se va bene e già è vergognoso) e poi mi ritrovo con 10 tracce di cui 8 tarocche...Chi lucra di più?noi a condividere o le grandi aziende che ci rifilano prodotti a bassa qualità e altissssssimo prezzo(il mio è un discorso generale ovviamente)E poi:come mai finchè la rete serviva alle multinazionali per farsi pubblicità o per vendere prodotti online tutto era perfetto ed invece da quando è nato un servizio dal basso come il p2p è diventata il nemico pubblico numero 1? Meditate gente meditate
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