Siemens, licenziamenti a raffica

L'azienda tedesca annuncia il taglio di 15mila posti di lavoro per risparmiare 6 miliardi di euro e colmare il gap con le rivali. Tagli anche per Toshiba sul mercato degli apparecchi TV
L'azienda tedesca annuncia il taglio di 15mila posti di lavoro per risparmiare 6 miliardi di euro e colmare il gap con le rivali. Tagli anche per Toshiba sul mercato degli apparecchi TV

La rabbia dei sindacati tedeschi dopo la decisione del nuovo CEO di Siemens Joe Kaeser, intenzionato a risparmiare un totale di 6 miliardi di euro per chiudere il gap accumulato dallo stesso colosso dell’elettronica con i rivali General Electric e ABB. Dopo aver rimpiazzato Peter Loescher alla guida della conglomerata teutonica, Kaeser ha annunciato il taglio di 15mila dipendenti o il 4 per cento della sua forza lavoro globale .

Nello specifico , oltre il 30 per cento dei licenziamenti riguarderà i lavoratori di Siemens sul mercato tedesco, circa 2mila nella divisione prodotti industriali e quasi 3mila nelle sezioni energia e infrastrutture . Allo stato attuale, l’azienda con base a Monaco di Baviera e Berlino deve gestire una delle forze lavoro più imponenti d’Europa, con un totale di quasi 370mila tra dipendenti e manager.

I tagli annunciati dal nuovo CEO sono comunque in linea con la strategia di snellimento e risparmio già aperta da Loescher, dal momento che numerosi dipendenti tra i 15mila sono già a casa da tempo. L’obiettivo dell’azienda tedesca è di far risalire il volume dei profitti operativi, dal 9,5 al 12 per cento entro il 2014 . Dura la reazione dei sindacati locali: la nuova guida di Siemens dovrebbe incentrarsi sulla forza dei lavoratori e non soltanto sulle voci di bilancio.

Nuovi tagli anche per Toshiba nella divisione legata al mercato televisivo, dove i prezzi continuano a scendere e il livello di concorrenza si impenna. L’azienda nipponica ha annunciato che la produzione di apparecchi verrà esternalizzata – dal 40 al 70 per cento del totale – mentre i dipendenti si preparano ad un’ondata di licenziamenti per circa 3mila unità . Tra Cina, Polonia e Indonesia, due stabilimenti su tre verranno chiusi. Si vuole risparmiare un totale di 10 miliardi di yen (74 milioni di euro) entro l’anno fiscale in corso.

Mauro Vecchio

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01 10 2013
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