Siemens, licenziamenti a raffica

L'azienda tedesca annuncia il taglio di 15mila posti di lavoro per risparmiare 6 miliardi di euro e colmare il gap con le rivali. Tagli anche per Toshiba sul mercato degli apparecchi TV

Roma – La rabbia dei sindacati tedeschi dopo la decisione del nuovo CEO di Siemens Joe Kaeser, intenzionato a risparmiare un totale di 6 miliardi di euro per chiudere il gap accumulato dallo stesso colosso dell’elettronica con i rivali General Electric e ABB. Dopo aver rimpiazzato Peter Loescher alla guida della conglomerata teutonica, Kaeser ha annunciato il taglio di 15mila dipendenti o il 4 per cento della sua forza lavoro globale .

Nello specifico , oltre il 30 per cento dei licenziamenti riguarderà i lavoratori di Siemens sul mercato tedesco, circa 2mila nella divisione prodotti industriali e quasi 3mila nelle sezioni energia e infrastrutture . Allo stato attuale, l’azienda con base a Monaco di Baviera e Berlino deve gestire una delle forze lavoro più imponenti d’Europa, con un totale di quasi 370mila tra dipendenti e manager.

I tagli annunciati dal nuovo CEO sono comunque in linea con la strategia di snellimento e risparmio già aperta da Loescher, dal momento che numerosi dipendenti tra i 15mila sono già a casa da tempo. L’obiettivo dell’azienda tedesca è di far risalire il volume dei profitti operativi, dal 9,5 al 12 per cento entro il 2014 . Dura la reazione dei sindacati locali: la nuova guida di Siemens dovrebbe incentrarsi sulla forza dei lavoratori e non soltanto sulle voci di bilancio.

Nuovi tagli anche per Toshiba nella divisione legata al mercato televisivo, dove i prezzi continuano a scendere e il livello di concorrenza si impenna. L’azienda nipponica ha annunciato che la produzione di apparecchi verrà esternalizzata – dal 40 al 70 per cento del totale – mentre i dipendenti si preparano ad un’ondata di licenziamenti per circa 3mila unità . Tra Cina, Polonia e Indonesia, due stabilimenti su tre verranno chiusi. Si vuole risparmiare un totale di 10 miliardi di yen (74 milioni di euro) entro l’anno fiscale in corso.

Mauro Vecchio

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  • Carlo scrive:
    Sequestri e multe, unica strada.
    http://www.gdf.gov.it/GdF/it/Stampa/Ultime_Notizie/Anno_2013/Ottobre_2013/info699703136.html
    • krane scrive:
      Re: Sequestri e multe, unica strada.
      - Scritto da: Carlo
      http://www.gdf.gov.it/GdF/it/Stampa/Ultime_NotizieBene, cosi' si tratta chi lucra, la pirateria deve stare lontana dal lucro, viva il mulo !
    • cicciobello scrive:
      Re: Sequestri e multe, unica strada.
      Per curiosità, che siti erano?Perchè dire "è stato chiuso un sito" senza specificare quale non significa molto.
      • cicciobello scrive:
        Re: Sequestri e multe, unica strada.
        Dimenticavo... l'articolo parla di "opere cinematografiche, nonché numerosissimi films" e poi dice che hanno registrato "oltre 80 milioni di opere in violazione al diritto d'autore."Non ha senso.... <b
        non esistono al mondo così tanti film! </b
        • Scialpi scrive:
          Re: Sequestri e multe, unica strada.

          Dimenticavo... l'articolo parla di "opere
          cinematografiche, nonché numerosissimi films" e
          poi dice che hanno registrato "oltre 80 milioni
          di opere in violazione al diritto
          d'autore."

          Non ha senso.... <b
          non esistono al mondo
          così tanti film! </b
          Non è un articolo, è il comunicato ufficiale della Guardia di finanza.La frase completa è: "Considerando che un terzo delle visite genera la visione di un film, che a prima vista per i più sprovveduti può apparire quasi un lecito passatempo, solo con questa operazione della Guardia di Finanza, a fronte di oltre 240 milioni di accessi, è stata registrata la fruizione illegale di oltre 80 milioni di opere in violazione al diritto d'autore". Quindi è un calcolo spannometrico, e nel calcolo si considerano anche le opere viste diverse volte da utenti diversi (o anche dallo stesso, se il film gli era piaciuto ;)).
          • cicciobello scrive:
            Re: Sequestri e multe, unica strada.
            Se fosse come dici tu, avrebbero scritto "80 milioni di fruizioni", non "80 milioni di opere".Se fanno un calcolo spannometrico e sbagliano anche a riportare i risultati, che affidabilità può avere l'articolo?
          • Scialpi scrive:
            Re: Sequestri e multe, unica strada.

            Se fosse come dici tu, avrebbero scritto "80
            milioni di fruizioni", non "80 milioni di
            opere".Sono d'accordo che si sono espressi male, ma altro significato nel contesto di quella frase io personalmente non lo vedo. Magari gli utenti che leggono possono dire la loro.
            Se fanno un calcolo spannometrico e sbagliano
            anche a riportare i risultati, che affidabilità
            può avere
            l'articolo?Ma ripeto, è un comunicato stampa.Ogni corpo, carabinieri, polizia, guardia di finanza, guardia costiera, dice un po' quello che vuole.
  • Attonito scrive:
    Assurdo..
    .. che provvedimenti del genere, incidenti su diritti costituzionalmente garantiti (art. 15 cost.), siano regolati da semplice regolamento adottato da un insulso ente, anziché da legge dello Stato; spero che la UE o, eventualmente, il Giudice delle Leggi, pongano fine a un tale scempio giudirico.
    • ti quoto scrive:
      Re: Assurdo..
      delirio di potere, le authorities esistono per difendere i cittadini dai soprusi delle grandi corporazioni, e dei cartelli, mentre qui sembra esattamente il contrario, sarebbe il caso che il parlamento ne verificasse meglio i limiti di intervento evitando continui e costosi psicodrammi all'italiana. oltretutto le posizioni come riportate dalla stampa sono davvero risibili, oltre all'evidente danno alla sviluppo della cultura, una overprotezione del copyright non gioverebbe granche dal punto di vista economico al nostro paese, ma a chi esporta nel nostro paese.Meglio sarebbe favorire la nascita di nuovi prodotti distributivi, abbonamenti e simili (cosa che verrebbe soffocata da normative di sovradifesa del copyright), e solo poi introdurre (se davvero servisse) altre norme.
  • bubba scrive:
    un anno di lavoro ?!?
    un anno di lavoro per la solita vetusta inutile odiosa cacata??ma non facevano prima a prendere le scartabelle da SIAE e Univideo direttamente, e poi metterci una firmetta? 13 mesi di stipendio risparmiati...
  • Luca Annunziata scrive:
    basta!!
    Mi sono dimesso!! Mi hanno dissattivato il profilo su PI! Avete ragione voi utenti del forum siamo la novella 2000 dell'informatica!! Mi sono dimesso perchè mi ero stufato dei vari lecchini della redazione che si facevano regalare computer e tablet! Mi ero stufato di cancellare a caso messaggi nel forum. Mi sono stufato del T1000.Me ne vado a Tom's Hardware!
    • un chain scrive:
      Re: basta!!
      - Scritto da: Luca Annunziata
      Mi sono dimesso!! Mi hanno dissattivato il
      profilo su PI! Avete ragione voi utenti del forum
      siamo la novella 2000 dell'informatica!!

      Mi sono dimesso perchè mi ero stufato dei vari
      lecchini della redazione che si facevano regalare
      computer e tablet! Mi ero stufato di cancellare a
      caso messaggi nel forum. Mi sono stufato del
      T1000.

      Me ne vado a Tom's Hardware!(rotfl)(rotfl)(rotfl)me la rido per i pochi secondi che impiegherà luca annunziata a censurarti
      • n.1 scrive:
        Re: basta!!
        - Scritto da: un chain
        - Scritto da: Luca Annunziata

        Mi sono dimesso!! Mi hanno dissattivato il

        profilo su PI! Avete ragione voi utenti del
        forum

        siamo la novella 2000 dell'informatica!!



        Mi sono dimesso perchè mi ero stufato dei
        vari

        lecchini della redazione che si facevano
        regalare

        computer e tablet! Mi ero stufato di
        cancellare
        a

        caso messaggi nel forum. Mi sono stufato del

        T1000.



        Me ne vado a Tom's Hardware!

        (rotfl)(rotfl)(rotfl)
        me la rido per i pochi secondi che impiegherà
        luca annunziata a
        censurartiMi sa che la sera non c'è moderazione o è rara. Quindi è il momento giusto per trollare su PI. Troll di tutto il mondo riunitevi la sera su PI! :D
        • un chain scrive:
          Re: basta!!
          - Scritto da: n.1
          Mi sa che la sera non c'è moderazione o è rara.uhm... ma non c'è forse sempre PIRCS (*) in funzione?;-)(*) PIRCS: Punto Informatico Random Censor Script
      • Luca Annunziata scrive:
        Re: basta!!
        - Scritto da: un chain
        - Scritto da: Luca Annunziata

        Mi sono dimesso!! Mi hanno dissattivato il

        profilo su PI! Avete ragione voi utenti del
        forum

        siamo la novella 2000 dell'informatica!!



        Mi sono dimesso perchè mi ero stufato dei
        vari

        lecchini della redazione che si facevano
        regalare

        computer e tablet! Mi ero stufato di
        cancellare
        a

        caso messaggi nel forum. Mi sono stufato del

        T1000.



        Me ne vado a Tom's Hardware!

        (rotfl)(rotfl)(rotfl)
        me la rido per i pochi secondi che impiegherà
        luca annunziata a
        censurartiMagari, ormai mi hanno licenziato e non ho più permessi da mod sono diventato uno di voi magari poi mi registro con un nuovo profilo da comune utente. Ho detto: "da ora in poi scriverò solo articoli obbiettivi e di approfondimento". Mi hanno sbattuto la porta in faccia, sigh :(
        • un chain scrive:
          Re: basta!!
          - Scritto da: Luca Annunziata
          Magari, ormai mi hanno licenziato e non ho più
          permessi da mod sono diventato uno di voi magari
          poi mi registro con un nuovo profilo da comune
          utente. Ho detto: "da ora in poi scriverò solo
          articoli obbiettivi e di approfondimento". Mi
          hanno sbattuto la porta in faccia, sigh :(poverino...però, vista la gravità dell'abuso, anche tu puoi sempre rivolgerti alla corte europea dei diritti dell'uomo...
          • Luca Annunziata scrive:
            Re: basta!!
            - Scritto da: un chain
            - Scritto da: Luca Annunziata


            Magari, ormai mi hanno licenziato e non ho
            più

            permessi da mod sono diventato uno di voi
            magari

            poi mi registro con un nuovo profilo da
            comune

            utente. Ho detto: "da ora in poi scriverò
            solo

            articoli obbiettivi e di approfondimento". Mi

            hanno sbattuto la porta in faccia, sigh :(

            poverino...
            però, vista la gravità dell'abuso, anche tu puoi
            sempre rivolgerti alla corte europea dei diritti
            dell'uomo...Mi sembra cosi strano scrivere da utente normale, non posso neanche bloccare le discussioni quando non so più controbattere e non mi va di discutere con qualcuno che vuole esprimere idee diverse dalle mie. Che nostalgia del lucchetto, in questo momento sento molto la macanza del lucchetto :(
          • Silvio scrive:
            Re: basta!!
            - Scritto da: un chain
            - Scritto da: Luca Annunziata


            Magari, ormai mi hanno licenziato e non ho
            più

            permessi da mod sono diventato uno di voi
            magari

            poi mi registro con un nuovo profilo da
            comune

            utente. Ho detto: "da ora in poi scriverò
            solo

            articoli obbiettivi e di approfondimento". Mi

            hanno sbattuto la porta in faccia, sigh :(

            poverino...
            però, vista la gravità dell'abuso, anche tu puoi
            sempre rivolgerti alla corte europea dei diritti
            dell'uomo...Mi pare il minimo, l'Italia sta a cadendo a pezzi per colpa dei giudici di sinistra!
  • Pinco Panco scrive:
    Non quotatemi!
    violereste il mio copyright, e come già detto in un altro commento che non quoto per non violarne il copyright,... ops, stavo per violare il copyright anch'io!(rotfl)
    • Pinco Panco scrive:
      Re: Non quotatemi!
      - Scritto da: Pinco Panco
      violereste il mio copyright, e come già detto in
      un altro commento che non quoto per non violarne
      il copyright,... ops, stavo per violare il
      copyright
      anch'io!
      (rotfl)Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?
      • pignolo scrive:
        Re: Non quotatemi!
        - Scritto da: Pinco Panco
        - Scritto da: Pinco Panco

        violereste il mio copyright, e come già detto in

        un altro commento che non quoto per non violarne

        il copyright,... ops, stavo per violare il

        copyright

        anch'io!

        (rotfl)

        Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?In fondo alla pagina di PI: <i
        Tutti i contenuti pubblicati, salvo diversa indicazione, sono soggetti alla licenza Creative Commons CC BY_NC_SA. </i
        quindi anche i commenti, o no?
        • copyright scrive:
          Re: Non quotatemi!
          - Scritto da: pignolo
          - Scritto da: Pinco Panco

          - Scritto da: Pinco Panco


          violereste il mio copyright, e come già
          detto
          in


          un altro commento che non quoto per non
          violarne


          il copyright,... ops, stavo per violare
          il


          copyright


          anch'io!


          (rotfl)



          Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?

          In fondo alla pagina di PI:

          <i
          Tutti i contenuti pubblicati, salvo
          diversa indicazione, sono soggetti alla licenza
          Creative Commons CC BY_NC_SA. </i



          quindi anche i commenti, o no?salvo diversa indicazione
        • panda rossa scrive:
          Re: Non quotatemi!
          - Scritto da: pignolo
          - Scritto da: Pinco Panco

          - Scritto da: Pinco Panco


          violereste il mio copyright, e come già
          detto
          in


          un altro commento che non quoto per non
          violarne


          il copyright,... ops, stavo per violare
          il


          copyright


          anch'io!


          (rotfl)



          Io però posso quotarmi. Assurdo, eh?

          In fondo alla pagina di PI:

          <i
          Tutti i contenuti pubblicati, salvo
          diversa indicazione, sono soggetti alla licenza
          Creative Commons CC BY_NC_SA. </i



          quindi anche i commenti, o no?Certo che si.
  • X PI scrive:
    X PI
    PUNTO INFORMATICO = BRANCO DI TESTE DI XXXXX!XXXXXXXX!
  • a b normal scrive:
    torrent
    vorrei fare un bel commento lungo ed interessantema ho tutta la banda occupata dal client torrent!
  • Un signore scrive:
    Per Allibito e altri difensori copyright
    Cari amici, che amici non siete perché considerate gli altri nemici o portafogli da spremere ma non certo interlocutori, il vostro gioire per un regolamento sbagliato è inutile. Il vostro urlare di legalità e illegalità, giustizia e punizioni, funziona solo fra di voi e forse nemmeno visto che i più duri verso la pirateria hanno violato il regolamento e si sono fatti bannare dall'unico forum di settore tuttora in vita.Il download non autorizzato di opere coperte da diritto d'autore non sarà mai essere percepito come un illecito contrario alla società perché non consiste nella sottrazione di beni fisici, è quindi illogico per il cervello ritenerlo sbagliato e infatti è diffuso in tutte le classi sociali e praticato dalla maggior parte delle persone a cui affidate ogni giorno la vostra vita: medici, infermieri, autisti, piloti, sacerdoti, insegnanti fino ai politici che lo ammettono platealmente o condividono tranquillamente nei social network video di canzoni che sentono su youtube.Né voi né i detentori dei diritti né le autorità e men che meno chi probabilmente non ha titolo per imporre questo regolamento potrete cambiare questo stato di cose perché è contro la natura del cervello umano.La sola risposta in un mercato normale è che l'offerta si adegui alla domanda. Dove ci sono servizi di streaming e/o download illimitato a costo fisso la pirateria cala, ma non è perché viene combattuta, è perché l'offerta legale è più comoda e di migliore qualità. Potete adattarvi o perire, ma sappiate che la risposta a questa legge sarà la stessa che ha accolto l'HADOPI: 1) aggirare, 2) boicottare 3) far decadere tramite TAR o intervento di politici più interessati al cittadino e alle libertà di tutti.Per aggirare molti filtri DNS basta impostare i seguenti DNS: 208.67.222.222 e 208.67.220.220 oppure 8.8.8.8 e 4.4.4.4Questo messaggio con l'entrata in vigore del regolamento AGCOM sarà inamissibile.Provate a fare chiudere PI o Google e preparatevi a vivere in Italia a distanza di 16 anni la fallimentare battaglia di Hollywood contro il DeCSS. Auguri! XD
    • zinterme scrive:
      Re: Per Allibito e altri difensori copyright

      Né voi né i detentori dei diritti né le autorità
      e men che meno chi probabilmente non ha titolo
      per imporre questo regolamento potrete cambiare
      questo stato di cose perché è contro la natura
      del cervello
      umano.A parte il fatto che non è che se uno non ci arriva allora ha ragione lui, ma non importa, non è quello il punto, io credo che la storia di George Méliès (http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_M%C3%A9li%C3%A8s) porti dentro di se tutta la logica e la follia del copyright e diritto d'autore e non solo.
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Per Allibito e altri difensori copyright
      Amico caro, sono dieci anni che scrivo queste stesse cose - in forme più o meno simili - in questo forum. E' una battaglia persa: pensaci ... di fronte a interessi ne' più e ne' meno, di bottega - nascosti dietro il comodo paravento della pretesa di legalità - non c'è argomentazione che tenga.Per quanto mi riguarda, il "granaio" è pieno. E anche se fosse vuoto, certi "intermediari dell'intrattenimento" non prenderebbero da me un euro.Il portafoglio bello gonfio ... è l'unica cosa che interessa loro.
      • un chain scrive:
        Re: Per Allibito e altri difensori copyright
        - Scritto da: Joe Tornado
        Amico caro, sono dieci anni che scrivo queste
        stesse cose - in forme più o meno simili - in
        questo forum. E' una battaglia persa: pensaci ...
        di fronte a interessi ne' più e ne' meno, di
        bottega - nascosti dietro il comodo paravento
        della pretesa di legalità - non c'è
        argomentazione che
        tenga.
        Per quanto mi riguarda, il "granaio" è pieno. E
        anche se fosse vuoto, certi "intermediari
        dell'intrattenimento" non prenderebbero da me un
        euro.
        Il portafoglio bello gonfio ... è l'unica cosa
        che interessa loro.infatti le parole non servonoservirebbe ben altroma ignavia, pavidità, servilismo e conformismo prevalgono nei più...
    • Phronesis scrive:
      Re: Per Allibito e altri difensori copyright
      Ciao.- Scritto da: Un signore
      Il download non autorizzato di opere coperte da
      diritto d'autore non sarà mai essere percepito
      come un illecito contrario alla società ...[cut]... è
      quindi illogico per il cervello ritenerlo
      sbagliato Vorrei ampliare questa parte per un solo motivo.Poichè molti cercano di distogliere l'attenzione usando termini che inglobano più concetti, quindi cercano di creare un corto circuito logico.Vorrei quindi aggiungere anche se in breve, una puntualizzazione.Il Diritto di Autore si scinde brevemente in due sezioni.Diritti Morali e Diritti Patrimoniali.I diritti morali semplificando sono- Il diritto alla paternità dell'opera- Il diritto all'integrità dell'opera- Il diritto di pentimento.- Il diritto d'inedito.Chiunque percepisce questi diritti come giusti e intrinsechi poiché servono a tutelare la personalità dell'autore, il suo onore e la sua reputazione. (diritti negativi)I diritti patrimoniali o di commercializzazione sono poi quelli sempre soggetti a queste proposte di legge. (diritti positivi)Come tali dovrebbero essere trattati senza cercare di tirare in ballo in maniera vigliacca la moralità o l'etica della questione, ma discutendo di leggi di mercato in maniera logica. Invece sento sempre le stesse illogiche affermazioni fatte dalle stesse opportunistiche persone.
      • panda rossa scrive:
        Re: Per Allibito e altri difensori copyright
        - Scritto da: Phronesis
        Vorrei quindi aggiungere anche se in breve, una
        puntualizzazione.
        Il Diritto di Autore si scinde brevemente in due
        sezioni.
        Diritti Morali e Diritti Patrimoniali.

        I diritti morali semplificando sono
        - Il diritto alla paternità dell'opera
        - Il diritto all'integrità dell'opera
        - Il diritto di pentimento.
        - Il diritto d'inedito.Diritto di pentimento e' la prima volta che lo sento.Diritto d'inedito invece che cos'e'?
        Chiunque percepisce questi diritti come giusti e
        intrinsechi poiché servono a tutelare la
        personalità dell'autore, il suo onore e la sua
        reputazione. (diritti negativi)Ok.
        I diritti patrimoniali o di commercializzazione
        sono poi quelli sempre soggetti a queste proposte
        di legge. (diritti
        positivi)

        Come tali dovrebbero essere trattati senza
        cercare di tirare in ballo in maniera vigliacca
        la moralità o l'etica della questione, ma
        discutendo di leggi di mercato in maniera logica.Niente affatto.Quelli che tu chiami diritti patrimoniali o di commercializzazione, in realta' NON ESISTONO.Sono concetti costruiti artatamente per sfruttare la tecnologia della stampa a caratteri mobili, del grammofono, del dagherrotipo.Prima di allora nessuno si era mai sognato di impedire o mercificare le copie, anzi, le copie erano stimolate e facilitate.Grazie al lavoro di amanuensi, di pittori di bottega, di musicisti, di copisti, sono state tramandate ai posteri opere che costituiscono le fondamenta della nostra cultura.E il giorno in cui l'invenzione rende agevole e automatico questo immane lavoro di copia, ecco che arriva della gentaglia, totalmente priva di alcuna vena artistica, che e' riuscita a concepire questa meschinita' chiamata copyright.
        Invece sento sempre le stesse illogiche
        affermazioni fatte dalle stesse opportunistiche
        persone.Certo. Sono quei parassiti che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro, ma che sono abituati a ricevere immeritate rendite parassitarie ad emettere queste illogiche ed assurde affermazioni.
        • Phronesis scrive:
          Re: Per Allibito e altri difensori copyright
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Phronesis
          Diritto di pentimento e' la prima volta che lo
          sento.Il diritto di pentimento è il diritto dell'autore di richiedere che l'opera sia ritirata dal mercato (commercio) poichè si pente di averla prodotta.
          Diritto d'inedito invece che cos'e'?è come sopra ma l'opera è inedita (non ancora sul mercato)

          I diritti patrimoniali o di
          commercializzazione

          sono poi quelli sempre soggetti a queste
          proposte

          di legge. (diritti

          positivi)



          Come tali dovrebbero essere trattati senza

          cercare di tirare in ballo in maniera
          vigliacca

          la moralità o l'etica della questione, ma

          discutendo di leggi di mercato in maniera
          logica.

          Niente affatto.
          Quelli che tu chiami diritti patrimoniali o di
          commercializzazione, in realta' NON
          ESISTONO.esistono per la legge, ma sono diritti positivi.Io non credo che la legge non debba esistere.credo che non debba essere strumentalizzata, ossia non deve stravolgere il principio per cui è stata accettata dalla comunità.
          Sono concetti costruiti artatamente per sfruttare
          la tecnologia della stampa a caratteri mobili,
          del grammofono, del
          dagherrotipo.Esatto. Lo specificavo con diritti positivi e negativi.Sono termini legaliSarebbe lunga da spiegare, in questo contesto equivale a quello che intendi tu.Generalizzando (estratto da qui*)-----un diritto negativo è un diritto a non subire qualcosa da qualcun altro,(diritto a non essere ucciso) un diritto positivo è un diritto a qualcosa che richiede l'attiva partecipazione di qualcun altro.-----Quindi presupponendo l'intervento di altri sono soggetti a leggi che possono cambiare, essere cancellate, riadattate, ridiscusse senza tirare in ballo la morale.Ossia fare un discorso logico/sociale/

          Invece sento sempre le stesse illogiche

          affermazioni fatte dalle stesse
          opportunistiche

          persone.

          Certo. Sono quei parassiti che non hanno mai
          lavorato un giorno in vita loro, ma che sono
          abituati a ricevere immeritate rendite
          parassitarie ad emettere queste illogiche ed
          assurde
          affermazioni.La cosa più fastidiosa per ME è che parlano (sfruttando l'ambiguità del termine diritto d'autore) di concetti come innovazione, arte, cultura per mandare la discussione su di un piano personale ed emotivo, e a me da fastidio, da qui il mio intervento.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Phronesis

            Diritto di pentimento e' la prima volta che
            lo

            sento.
            Il diritto di pentimento è il diritto dell'autore
            di richiedere che l'opera sia ritirata dal
            mercato (commercio) poichè si pente di averla
            prodotta.Spiacente, ma io non lo riconosco questo diritto.Cio' che e' stato pubblicato e' stato pubblicato.

            Diritto d'inedito invece che cos'e'?
            è come sopra ma l'opera è inedita (non ancora sul
            mercato)In questo caso l'opera non esiste, non essendo stata pubblicata.Quindi non c'e' alcun diritto, non essendoci alcuna opera.

            Quelli che tu chiami diritti patrimoniali o
            di

            commercializzazione, in realta' NON

            ESISTONO.

            esistono per la legge, ma sono diritti positivi.Legge che non corrisponde ai dettami del vivere civile.
            Io non credo che la legge non debba esistere.
            credo che non debba essere strumentalizzata,
            ossia non deve stravolgere il principio per cui è
            stata accettata dalla comunità.La comunita' non l'ha mai accettata.Semplicemente ha lasciato che gli editori facessero il loro lavoro finche' offrivano un servizio che non era disponibile altrove.Il problema nasce ora, che la tecnologia consente a chiunque di sostituirsi all'editore e farsi le copie da se'.E ora la comunita' si sente vessata da quelle leggi liberticide.La storia insegna che tutte le leggi vessatorie hanno avuto breve durata.

            Sono concetti costruiti artatamente per
            sfruttare

            la tecnologia della stampa a caratteri
            mobili,

            del grammofono, del

            dagherrotipo.

            Esatto. Lo specificavo con diritti positivi e
            negativi.
            Sono termini legali
            Sarebbe lunga da spiegare, in questo contesto
            equivale a quello che intendi
            tu.
            Generalizzando (estratto da qui*)
            -----
            un diritto negativo è un diritto a non subire
            qualcosa da qualcun
            altro,
            (diritto a non essere ucciso)
            un diritto positivo è un diritto a qualcosa che
            richiede l'attiva partecipazione di qualcun
            altro.
            -----

            Quindi presupponendo l'intervento di altri sono
            soggetti a leggi che possono cambiare, essere
            cancellate, riadattate, ridiscusse senza tirare
            in ballo la
            morale.
            Ossia fare un discorso logico/sociale/Siccome il discorso logico sociale porta a delle conclusioni distanti da quello che vorrebbero i parassiti, ecco che tirano fuori il discorso morale quando sono loro stessi i primi a voler vedere l'artista morto per non riconoscergli neanche quella miseria dello 0.5%
            La cosa più fastidiosa per ME è che parlano
            (sfruttando l'ambiguità del termine diritto
            d'autore) di concetti come innovazione, arte,
            cultura per mandare la discussione su di un piano
            personale ed emotivo, e a me da fastidio, da qui
            il mio
            intervento.In questo forum, quella gente li' ha sempre preso delle gran pezze in faccia.Evidentemente altrove trovano pecore belanti.Qua invece ci provano, e poi, visto che trovano pane per le loro dentiere, tergiversano e svicolano, non avendo argomentazioni.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Ciao- Scritto da: panda rossa
            Spiacente, ma io non lo riconosco questo diritto.
            Cio' che e' stato pubblicato e' stato pubblicato.
            In questo caso l'opera non esiste, non essendo
            stata
            pubblicata.Citavo la legge attuale, perchè è di una legge che parla l'articolo.Non esprimevo opinioni personali.Per il resto.A me piace parlare con te poichè abbiamo posizioni simili ma non uguali ( e non trolli sopratutto :) ) quindi lo trovo un modo per arricchirsi culturalmente confrontando due posizioni.Premetto che la situazione attuale mi trova concorde con te e con altri su quale atteggiamento puramente parassitario hanno gli editori e concordo che ci vuole una riforma radicale del diritto d'autore (skywalker ha scritto dei post fantastici sui perchè).Tenendo ben presente quanto detto, voglio sottoporti una domanda.Io credo che un artista debba essere ricompensato per le sue opere anche solo per il fatto di dare al mondo ciò che altri non riescono a produrre.Certamente è difficile stabilire un compenso come si fa per altri lavori, e altrettanto difficile farlo parlando di artista in generale.Skywalker faceva un discorso interessante sui 18mesi come tempo accettabile per lo sfruttamento commerciale di un opera e sul rischio d'impresa, discorso che alla fine si potrebbe condividere.Perchè dato per certo che la rendita parassitaria non è accettabile in qualche modo si dove pur fare.Tu concordi sul fatto che in qualche modo un artista debba essere ricompensato? E se si come bilanceresti questo compenso con la libera diffusione della cultura (aspetto altrettanto importante della questione)?ovviamente tutti (quasi) gli utenti sono i benvenuti nella discussione.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            Tu concordi sul fatto che in qualche modo un
            artista debba essere ricompensato?Naturalmente si.L'artista riceve il suo compenso quando si esibisce DAL VIVO e la gente paga il biglietto per assistere alla performance.Nel caso del cinema, si paga il biglietto per vedere il film in sala, visto che tutti i film sono prodotti per la visione in sala ed e' proprio dall'incasso al botteghino che viene misurato il sucXXXXX di un film.
            E se si come bilanceresti questo compenso con la
            libera diffusione della cultura (aspetto
            altrettanto importante della
            questione)?L'esecuzione dal vivo o al cinema e' quella che genera il profitto.La diffusione delle copie diventa promozionale, esattamente come fanno le radio.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Phronesis


            Tu concordi sul fatto che in qualche modo un

            artista debba essere ricompensato?

            Naturalmente si.
            L'artista riceve il suo compenso quando si
            esibisce DAL VIVO e la gente paga il biglietto
            per assistere alla
            performance.
            Tendenzialmente non difendo gli artisti multimiliardari, ma in questo caso mi sento di intervenire perché credo che tu abbia detto una fesseria.Secondo i tuoi canoni, uno scrittore cosa deve fare? Venire a casa tua a leggerti di persona la sua opera per pretendere di farsi pagare per l'opera che ha scritto?Che poi, pubblicando il proprio libro, diventi miliardario, buon per lui, ma non gliene si può fare una colpa.Il problema, forse, sono tutti i processi intermedi, tra l'artista ed il fruitore finale dell'opera, che caricano troppo. Spesso si arricchiscono più gli intermediari che gli autori. Per carità, se l'autore è sconosciuto, l'editore si prende il rischio finanziario di stampare e distribuire un'opera il cui sucXXXXX è un'incognita (rischio d'impresa).
            Nel caso del cinema, si paga il biglietto per
            vedere il film in sala, visto che tutti i film
            sono prodotti per la visione in sala ed e'
            proprio dall'incasso al botteghino che viene
            misurato il sucXXXXX di un
            film.
            La distribuzione in DVD ed i passaggi televisivi sono parte integrante dei profitti di un film, tanto più che vi sono molte produzioni che saltano completamente la proiezione cinematografica e passano direttamente al mercato home-video e TV. Quelle produzioni non dovrebbero, a tuo parere, essere retribuite?

            E se si come bilanceresti questo compenso
            con
            la

            libera diffusione della cultura (aspetto

            altrettanto importante della

            questione)?

            L'esecuzione dal vivo o al cinema e' quella che
            genera il
            profitto.Come detto prima, esistono le produzioni "direct on video" che al cinema non ci passano proprio. Di cosa dovrebbero campare questi? E se per questi ultimi riconosci un diritto di profitto sui passaggi televisivi e sull'home-video, perché non li riconosci per le grandi produzioni?
            La diffusione delle copie diventa promozionale,
            esattamente come fanno le
            radio.Perché, pensi che le radio non paghino nulla per trasmettere le canzoni?Così come un'emittente televisiva paga i diritti per un film o un format, così la radio paga i diritti per le canzoni che passa. Il consumatore paga l'ascolto o la visione "gratuite" sotto forma di pubblicità.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior

            Tendenzialmente non difendo gli artisti
            multimiliardari, ma in questo caso mi sento di
            intervenire perché credo che tu abbia detto una
            fesseria.

            Secondo i tuoi canoni, uno scrittore cosa deve
            fare? Venire a casa tua a leggerti di persona la
            sua opera per pretendere di farsi pagare per
            l'opera che ha
            scritto?A parte le conferenze che un autore puo' tenere, a pagamento, riempiendo i teatri, io gli ultimi libri che ho acquistato sono tutti AUTOGRAFATI dall'autore medesimo, con dedica.Io ho deciso di non comprare piu' copie, ma pezzi unici.
            Che poi, pubblicando il proprio libro, diventi
            miliardario, buon per lui, ma non gliene si può
            fare una colpa.Io non faccio una colpa all'autore che diventa miliardario.I parassiti non facciano una colpa a me se leggo l'opera dell'autore per canali diversi da quelli dell'acquisto del libro.Tra l'altro le biblioteche esistono da millenni.
            Il problema, forse, sono tutti i processi
            intermedi, tra l'artista ed il fruitore finale
            dell'opera, che caricano troppo.C'e' un termine tecnico specifico per definire tutti i processi intermedi: PARASSITI.
            Spesso si
            arricchiscono più gli intermediari che gli
            autori. Intermediari PARASSITI. Occorre sempre specificare questo concetto fino allo sfinimento.
            Per carità, se l'autore è sconosciuto,
            l'editore si prende il rischio finanziario di
            stampare e distribuire un'opera il cui sucXXXXX è
            un'incognita (rischio
            d'impresa).Se l'autore e' sconosciuto puo' pubblicare in rete la sua opera, e farla conoscere al pubblico.Secondo te, se la Rowling avesse pubblicato in rete il primo volume di Harry Potter, facendolo conoscere, e poi avesse fatto una raccolta di fondi presso il pubblico, per scrivere/pubblicare i rimanenti, sarebbe diventata meno ricca?Io credo di no, ma sarebbero diventati meno ricchi i PARASSITI di cui sopra.

            Nel caso del cinema, si paga il biglietto per

            vedere il film in sala, visto che tutti i
            film

            sono prodotti per la visione in sala ed e'

            proprio dall'incasso al botteghino che viene

            misurato il sucXXXXX di un

            film.



            La distribuzione in DVD ed i passaggi televisivi
            sono parte integrante dei profitti di un film,Ma nessun film e' mai stato prodotto pensando a questi profitti aggiuntivi.Un film e' concepito per la sala e misurato sulla base degli incassi in sala.
            tanto più che vi sono molte produzioni che
            saltano completamente la proiezione
            cinematografica e passano direttamente al mercato
            home-video e TV.E sono delle porcherie commerciali invereconde.
            Quelle produzioni non
            dovrebbero, a tuo parere, essere
            retribuite?Non da me.Le retribuisca la TV.
            Come detto prima, esistono le produzioni "direct
            on video" che al cinema non ci passano proprio.Fammi degli esempi perche' altrimenti non capisco di che cosa parli.
            Di cosa dovrebbero campare questi? E se per
            questi ultimi riconosci un diritto di profitto
            sui passaggi televisivi e sull'home-video, perché
            non li riconosci per le grandi
            produzioni?Perche' non conosco queste produzioni di cui stai parlando.

            La diffusione delle copie diventa
            promozionale,

            esattamente come fanno le

            radio.

            Perché, pensi che le radio non paghino nulla per
            trasmettere le
            canzoni?Che paghino pure.A me la musica arriva gratis.
            Così come un'emittente televisiva paga i diritti
            per un film o un format, Che a me arriva gratis.
            così la radio paga i
            diritti per le canzoni che passa. Il consumatore
            paga l'ascolto o la visione "gratuite" sotto
            forma di pubblicità.Finche' la pubblicita' e facilmente eliminabile, siamo tutti contenti.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: panda rossa


            Io ho deciso di non comprare piu' copie, ma pezzi
            unici.Bene, dopo la sparata da "tu non sai chi sono io" (dopo "compro solo copie uniche" arriveranno anche "vado al cinema solo alla prima riservata alle celebrità", "vado allo stadio solo in tribuna VIP"), vorrei farti notare che se uno scrittore dovesse campare di conferenze e vendita di poche copie autografate, morirebbe di stenti dopo pochi mesi.

            Che poi, pubblicando il proprio libro,
            diventi miliardario, buon per lui, ma non gliene si
            può fare una colpa.

            Io non faccio una colpa all'autore che diventa
            miliardario.
            I parassiti non facciano una colpa a me se leggo
            l'opera dell'autore per canali diversi da quelli
            dell'acquisto del
            libro.

            Tra l'altro le biblioteche esistono da millenni.La biblioteca paga i libri che mette a disposizione (o li riceve in donazione), e tu cittadino, paghi la biblioteca con le tue tasse (se le paghi).


            Il problema, forse, sono tutti i processi

            intermedi, tra l'artista ed il fruitore

            finale dell'opera, che caricano troppo.

            C'e' un termine tecnico specifico per definire
            tutti i processi intermedi:
            PARASSITI.Visione molto miope e superficiale.Come tutte le cose, anche la pubblicazione di un libro ha una filiera fatta di persone che lavorano, non solo di passacarte inutili (ci sono anche quelli, è inevitabile).Purtroppo non viviamo in un mondo magico alla Harry Potter.Un libro non si stampa da solo, non si corregge da solo, non si traduce da solo e non si reca da solo in libreria. Sono tutti lavori svolti da persone che devono essere pagate per la loro opera. O credi di no, solo perché a te non interessa il settore?


            Spesso si arricchiscono più gli intermediari che gli autori.

            Intermediari PARASSITI. Occorre sempre
            specificare questo concetto fino allo
            sfinimento.Ci sono indubbiamente alcune figure più "fortunate" nella suddetta filiera, ma questa fortuna è spesso dettata dal mercato, trattandosi principalmente di un settore privato (non parliamo del settore giornalistico finanziato dallo Stato).Chissà perché nessuno si lamenta del sottobosco che gravita intorno ad altri miliardari: i calciatori.

            Se l'autore e' sconosciuto puo' pubblicare in
            rete la sua opera, e farla conoscere al
            pubblico.Ho un'amica che ci prova da anni, ed è ancora sconosciuta al grande pubblico, pura avendo riscontrato tanti apprezzamenti nei club e nei forum specializzati e avendo anche vinto premi nel settore.Senza una casa editrice che investe fortemente, raramente l'autore riesce a spiccare il volo.

            Secondo te, se la Rowling avesse pubblicato in
            rete il primo volume di Harry Potter, facendolo
            conoscere, e poi avesse fatto una raccolta di
            fondi presso il pubblico, per scrivere/pubblicare
            i rimanenti, sarebbe diventata meno
            ricca?L'esempio della Rowling capita a fagiolo. Lo sai che qualche mese fa ha pubblicato un libro con uno pseudonimo e non se l'è filato nessuno finché "qualcuno" non ha sparso la voce sulla vera identità dell'autore?Quel "qualcuno" si può definire un parassita o è uno che si è meritato lo stipendio, avendo favorito le vendite di un libro che, altrimenti, sarebbe stato destinato al dimenticatoio (soprattutto visto che non se ne dice un gran bene)?

            Io credo di no, ma sarebbero diventati meno
            ricchi i PARASSITI di cui
            sopra.



            Nel caso del cinema, si paga il
            biglietto
            per


            vedere il film in sala, visto che tutti
            i

            film


            sono prodotti per la visione in sala ed
            e'


            proprio dall'incasso al botteghino che
            viene


            misurato il sucXXXXX di un


            film.






            La distribuzione in DVD ed i passaggi televisivi

            sono parte integrante dei profitti di un film,

            Ma nessun film e' mai stato prodotto pensando a
            questi profitti
            aggiuntivi.
            Un film e' concepito per la sala e misurato sulla
            base degli incassi in
            sala.Questo è quello che viene sbandierato, se non altro perché è un dato riconducibile ad un periodo di tempo limitato che funge da termometro per il sucXXXXX di un'opera, ma sono sicuro che nel budget venga anche previsto quanto ci si deve aspettare dai mercati successivi, almeno per una certa finestra temporale.


            tanto più che vi sono molte produzioni che

            saltano completamente la proiezione

            cinematografica e passano direttamente al mercato

            home-video e TV.

            E sono delle porcherie commerciali invereconde.Questo non ha alcuna importanza. Se c'è qualcuno che li guarda, meritano di stare sul mercato alla stregua di prodotti più "blasonati". Ci ha lavorato della gente, e questa gente merita di essere retribuita.Io trovo che il calcio moderno sia una "porcheria commerciale invereconda", cionondimeno ritengo che chi ha un ruolo nel settore, dal fuoriclasse all'ultimo sguattero che lava i calzini dei giocatori, debba essere pagato per ciò che fa. Tanto o poco, lo decida il mercato.


            Quelle produzioni non

            dovrebbero, a tuo parere, essere

            retribuite?

            Non da me.
            Le retribuisca la TV.Scusa, dimenticavo che tu guardi solo opere di primissima scelta intellettuale.


            Come detto prima, esistono le produzioni

            "direct on video" che al cinema non ci passano proprio.

            Fammi degli esempi perche' altrimenti non capisco
            di che cosa
            parli.C'è un settore anche bello fiorente, quello dei cosiddetti "mochbuster", copie spudorate dei grandi Blockbuster che vengono distribuiti in concomitanza con l'uscita del film high-budget, per sfruttarne la scia.


            Di cosa dovrebbero campare questi? E se per

            questi ultimi riconosci un diritto di profitto

            sui passaggi televisivi e sull'home-video, perché

            non li riconosci per le grandi produzioni?

            Perche' non conosco queste produzioni di cui stai
            parlando.Quindi?



            La diffusione delle copie diventa promozionale,


            esattamente come fanno le radio.

            Perché, pensi che le radio non paghino nulla per

            trasmettere le canzoni?

            Così come un'emittente televisiva paga i diritti

            per un film o un format, così la radio paga i

            diritti per le canzoni che passa.
            Che a me arriva gratis.Tu sei un consumatore come tutti gli altri, e paghi con l'aumento del prezzo dei prodotti dovuti alla pubblicità che viene fatta sui media che tu "ascolti gratis".

            Finche' la pubblicita' e facilmente eliminabile,
            siamo tutti contentiE poi dai del "parassita" agli altri! Tu sfrutti il lavoro degli altri e non vuoi pagare una lira, neanche sotto forma di pubblicità.Forse non ti sei accorto che tutti i grandi protagonisti che campano di pubblicità stanno facendo pressione affinché molti strumenti come gli "ad-blocker" vengano banditi?
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior
            - Scritto da: panda rossa





            Io ho deciso di non comprare piu' copie, ma
            pezzi

            unici.

            Bene, dopo la sparata da "tu non sai chi sono io"
            (dopo "compro solo copie uniche" arriveranno
            anche "vado al cinema solo alla prima riservata
            alle celebrità", "vado allo stadio solo in
            tribuna VIP"), vorrei farti notare che se uno
            scrittore dovesse campare di conferenze e vendita
            di poche copie autografate, morirebbe di stenti
            dopo pochi
            mesi.Vuol dire che vende poco. E sarebbe giusto che facesse la fame.Vuole uno stipendio? Passasse 8 ore al giorno a firmare autografi.

            libro.



            Tra l'altro le biblioteche esistono da
            millenni.

            La biblioteca paga i libri che mette a
            disposizione (o li riceve in donazione), e tu
            cittadino, paghi la biblioteca con le tue tasse
            (se le paghi).Quindi siamo a posto.

            C'e' un termine tecnico specifico per
            definire

            tutti i processi intermedi:

            PARASSITI.

            Visione molto miope e superficiale.Visione molto pratica.
            Come tutte le cose, anche la pubblicazione di un
            libro ha una filiera fatta di persone che
            lavorano, non solo di passacarte inutili (ci sono
            anche quelli, è
            inevitabile).Oggi la filiera comincia col word proXXXXXr dello scrittore e finisce col download del lettore.In mezzo nulla.
            Purtroppo non viviamo in un mondo magico alla
            Harry Potter.Una tecnologia sufficientemente avanzata e' indistinguibile dalla magia. (cit.)
            Un libro non si stampa da solo,Stiamo parlando di libri in formato elettronico.Non si stampano.
            non si corregge da solo,Problemi dell'autore correggerselo. Si pagasse un correttore di bozze.Alle universita' li trova per pochi euro l'ora.
            non si traduce da solo Vedi correttore di bozze.
            e non si reca da
            solo in libreria.Librerie eliminate.
            Sono tutti lavori svolti da persone che devono
            essere pagate per la loro opera.Pagate dall'autore UNA VOLTA.
            Ci sono indubbiamente alcune figure più
            "fortunate" nella suddetta filiera, ma questa
            fortuna è spesso dettata dal mercato, trattandosi
            principalmente di un settore privato (non
            parliamo del settore giornalistico finanziato
            dallo Stato).Parliamo anche dell'editoria scolastica imposta dallo stato!
            Chissà perché nessuno si lamenta del sottobosco
            che gravita intorno ad altri miliardari: i
            calciatori.Nessuno mi obbliga a pagarli.E le partite le vedo lo stesso.

            Se l'autore e' sconosciuto puo' pubblicare in

            rete la sua opera, e farla conoscere al

            pubblico.

            Ho un'amica che ci prova da anni, ed è ancora
            sconosciuta al grande pubblico, pura avendo
            riscontrato tanti apprezzamenti nei club e nei
            forum specializzati e avendo anche vinto premi
            nel settore.Si vede che al pubblico non piace.Oppure non la puo' leggere.Dove si possono scaricare le sue opere?
            Senza una casa editrice che investe fortemente,
            raramente l'autore riesce a spiccare il volo.Liberare l'opera prima costa meno, e se piace l'autore diventa famoso.Se non piace, amen, non si fara' illusioni.
            L'esempio della Rowling capita a fagiolo. Lo sai
            che qualche mese fa ha pubblicato un libro con
            uno pseudonimo e non se l'è filato nessuno finché
            "qualcuno" non ha sparso la voce sulla vera
            identità dell'autore?Lo so.Ma ha pubblicato su carta, mica in rete.Avesse pubblicato in rete liberamente scaricabile la gente avrebbe letto di piu'.
            Quel "qualcuno" si può definire un parassita o è
            uno che si è meritato lo stipendio, avendo
            favorito le vendite di un libro che, altrimenti,
            sarebbe stato destinato al dimenticatoio
            (soprattutto visto che non se ne dice un gran
            bene)?Hai presente una certa opera di Piero Manzoni?[img]http://3.bp.blogspot.com/_8V48W-hMxKU/TU6qxqBQwDI/AAAAAAAAAK4/pT3ZFN3Teqg/s1600/piero_manzoni_003_XXXXX_d_artista_1961.jpg[/img]

            Un film e' concepito per la sala e misurato
            sulla

            base degli incassi in

            sala.

            Questo è quello che viene sbandierato, se non
            altro perché è un dato riconducibile ad un
            periodo di tempo limitato che funge da termometro
            per il sucXXXXX di un'opera, ma sono sicuro che
            nel budget venga anche previsto quanto ci si deve
            aspettare dai mercati successivi, almeno per una
            certa finestra temporale.Considerando quanti film sono stati prodotti prima che esistesse l'home video, direi proprio di no.Hanno prodotto film prima dei dvd, continueranno a produrne anche adesso che la gente li scarica.E le sale sono comunque piene.


            tanto più che vi sono molte produzioni
            che


            saltano completamente la proiezione


            cinematografica e passano direttamente
            al
            mercato


            home-video e TV.



            E sono delle porcherie commerciali
            invereconde.

            Questo non ha alcuna importanza. Se c'è qualcuno
            che li guarda, meritano di stare sul mercato alla
            stregua di prodotti più "blasonati". Ci ha
            lavorato della gente, e questa gente merita di
            essere retribuita.La gente che ci ha lavorato e' stata retribuita!
            Io trovo che il calcio moderno sia una "porcheria
            commerciale invereconda", cionondimeno ritengo
            che chi ha un ruolo nel settore, dal fuoriclasse
            all'ultimo sguattero che lava i calzini dei
            giocatori, debba essere pagato per ciò che fa.
            Tanto o poco, lo decida il
            mercato.No. Chi lava i calzini non lo decide il mercato quanto prende: ci sono contratti sindacali.E' chi prende il pedone a pedate che lo decide il mercato.

            Non da me.

            Le retribuisca la TV.

            Scusa, dimenticavo che tu guardi solo opere di
            primissima scelta intellettuale.Sono coerente.

            Fammi degli esempi perche' altrimenti non
            capisco

            di che cosa

            parli.

            C'è un settore anche bello fiorente, quello dei
            cosiddetti "mochbuster", copie spudorate dei
            grandi Blockbuster che vengono distribuiti in
            concomitanza con l'uscita del film high-budget,
            per sfruttarne la scia.Ah, ecco. Cagate invereconde.Quelli meritano proprio di fallire.

            Perche' non conosco queste produzioni di cui
            stai

            parlando.

            Quindi?Quindi forse non sono cosi' grandi.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Non credo sia utile continuare a commentare passo passo qualcuno così convinto che, visto che qualcosa non gli aggrada, allora non merita di esistere.Resta pure nel tuo mondo onirico in cui si vive d'aria e di soddisfazioni...
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior
            Tendenzialmente non difendo gli artisti
            multimiliardari, Ciao.Volevo fare una discussione dando per scontato che i partecipanti considerino (anche se sarebbe meglio dire si rendono conto) che l'attuale sistema è assurdo e limitante oltre che iniquo.Quindi si dovrebbe rendere inutile puntualizzarlo ad ogni post.:)

            Secondo i tuoi canoni, uno scrittore cosa deve
            fare? Venire a casa tua a leggerti di persona la
            sua opera per pretendere di farsi pagare per
            l'opera che ha
            scritto?

            Che poi, pubblicando il proprio libro, diventi
            miliardario, buon per lui, ma non gliene si può
            fare una
            colpa.

            Il problema, forse, sono tutti i processi
            intermedi, tra l'artista ed il fruitore finale
            dell'opera, che caricano troppo. Spesso si
            arricchiscono più gli intermediari che gli
            autori. Per carità, se l'autore è sconosciuto,
            l'editore si prende il rischio finanziario di
            stampare e distribuire un'opera il cui sucXXXXX è
            un'incognita (rischio
            d'impresa).

            La distribuzione in DVD ed i passaggi televisivi
            sono parte integrante dei profitti di un film,
            tanto più che vi sono molte produzioni che
            saltano completamente la proiezione
            cinematografica e passano direttamente al mercato
            home-video e TV. Quelle produzioni non
            dovrebbero, a tuo parere, essere
            retribuite?

            Come detto prima, esistono le produzioni "direct
            on video" che al cinema non ci passano proprio.
            Di cosa dovrebbero campare questi? E se per
            questi ultimi riconosci un diritto di profitto
            sui passaggi televisivi e sull'home-video, perché
            non li riconosci per le grandi
            produzioni?Che ne pensi dell'idea di skywalker (non senior) che riproponevo e che poi è l'idea alla base di alcuni portali anche italiani (scambio etico)sulla possibilità di sfruttamento commerciale di 18/24 mesi?
            Perché, pensi che le radio non paghino nulla per
            trasmettere le
            canzoni?
            Così come un'emittente televisiva paga i diritti
            per un film o un format, così la radio paga i
            diritti per le canzoni che passa. Il consumatore
            paga l'ascolto o la visione "gratuite" sotto
            forma di
            pubblicità.Questo rientra in un discorso più ampio, imho.anche se ho compreso cosa vuoi dire e perchè lo hai introdotto.Poniamo per assurdo che lo sfruttamento commerciale sia di soli 18 mesi.Converrebbe sempre un sito/televisione/radio dove si paga tramite pubblicità o persino tramite abbonamento.Chi paga un abbonamento ad un sito lo farebbe non perchè non può procurarsi l'opera altrove ma anche per il servizio intrinseco nel volersi vedere il film con rapido acXXXXX, senza il bisogno di doverlo immagazzinare.La garanzia però si avrebbe solo se decaduto un certo periodo di tempo l'opera è gratuitamente e liberamente fruibile.Il servizio imho sarebbe però sempre utile.Immagazzinare dati (tera di film) ha un costo.Se con esempio 10 euro al mese io avessi la cinematografia mondiale a disposizione (meno gli ultimi 2 anni) io non vedrei questo servizio inutile.Pagare per ogni singola riproduzione, lo trovo certamente inutile.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            - Scritto da: Skywalkersenior

            Tendenzialmente non difendo gli artisti

            multimiliardari,

            Ciao.
            Volevo fare una discussione dando per scontato
            che i partecipanti considerino (anche se sarebbe
            meglio dire si rendono conto) che l'attuale
            sistema è assurdo e limitante oltre che
            iniquo.
            Quindi si dovrebbe rendere inutile puntualizzarlo
            ad ogni
            post.
            :)Perche'?Invece e' molto utile puntualizzarlo ogni volta.Non puoi pensare che la gente legga tutto.Uno che ha poco tempo e legge solo gli ultimi post di una discussione ha il diritto di sapere che sono in tanti a puntualizzare quella che dovrebbe invece essere una ovvieta'.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: panda rossa
            Perche'?Pensavo che fosse un modo per snellire gli interventi ma conosci il forum meglio di me, accetto l'appunto.Oggettivamente anche se io ho l'abitudine di leggere tutto prima di intervenire, è una pratica poco applicabile.Non volevo certamente comunque influenzare l'opinione o il metodo espositivo di qualcuno se è sembrato così me ne scuso :)
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis

            Che ne pensi dell'idea di skywalker (non senior)
            che riproponevo e che poi è l'idea alla base di
            alcuni portali anche italiani (scambio
            etico)
            sulla possibilità di sfruttamento commerciale di
            18/24
            mesi?Sinceramente mi sembra un periodo un po' troppo limitato.


            Perché, pensi che le radio non paghino nulla
            per

            trasmettere le

            canzoni?

            Così come un'emittente televisiva paga i
            diritti

            per un film o un format, così la radio paga i

            diritti per le canzoni che passa. Il
            consumatore

            paga l'ascolto o la visione "gratuite" sotto

            forma di

            pubblicità.
            Questo rientra in un discorso più ampio, imho.
            anche se ho compreso cosa vuoi dire e perchè lo
            hai
            introdotto.

            Poniamo per assurdo che lo sfruttamento
            commerciale sia di soli 18
            mesi.
            Converrebbe sempre un sito/televisione/radio dove
            si paga tramite pubblicità o persino tramite
            abbonamento.Temo che se ci fosse una sovrabbondanza di materiale gratuito e legale, lo stesso materiale "a pagamento" (anche se sotto forma di pubblicità) verrebbe bistrattato, i costi della pubblicità crollerebbero e, di conseguenza, i media avrebbero molti meno mezzi per la diffusione.Insomma, bisogna sempre trovare un equilibrio alle cose.

            Chi paga un abbonamento ad un sito lo farebbe non
            perchè non può procurarsi l'opera altrove ma
            anche per il servizio intrinseco nel volersi
            vedere il film con rapido acXXXXX, senza il
            bisogno di doverlo
            immagazzinare.Con il continuo abbassamento del costo dello storage e l'aumento delle velocità di internet (almeno, nei Paesi civili), la fruibilità "on demand" si sta diffondendo sempre di più. Se tutti i contenuti fossero scaricabili gratuitamente, chi si sognerebbe mai di pagare, anche solo una cifra simbolica?
            La garanzia però si avrebbe solo se decaduto un
            certo periodo di tempo l'opera è gratuitamente e
            liberamente
            fruibile.
            Il servizio imho sarebbe però sempre utile.
            Immagazzinare dati (tera di film) ha un costo.
            Se con esempio 10 euro al mese io avessi la
            cinematografia mondiale a disposizione (meno gli
            ultimi 2 anni) io non vedrei questo servizio
            inutile.
            Pagare per ogni singola riproduzione, lo trovo
            certamente
            inutile.Una cosa non esclude l'altra, vedi il sucXXXXX delle pay-tv che hanno anche un catalogo anche prodotti pay-per-view.Resta comunque fermo il punto che non si può pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Tradotto, non si possono pretendere buoni prodotti se non si è disposti a pagarli.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior

            Temo che se ci fosse una sovrabbondanza di
            materiale gratuito e legale, lo stesso materiale
            "a pagamento" (anche se sotto forma di
            pubblicità) verrebbe bistrattato, i costi della
            pubblicità crollerebbero e, di conseguenza, i
            media avrebbero molti meno mezzi per la
            diffusione.
            Insomma, bisogna sempre trovare un equilibrio
            alle cose.Prima o poi i diritti di tutte le opere del XX secolo scadranno.Non potranno prorogarle in eterno.Non potranno distruggerle.Quindi non e' rimandando che si risolve il problema.Quando le nuove opere dovranno vincere la concorrenza di quelle i cui diritti sono gia' scaduti, dovranno giocoforza avere una migliore qualita'.Quindi prima avverra' questo momento, migliori opere cominceranno ad essere prodotte.
            Con il continuo abbassamento del costo dello
            storage e l'aumento delle velocità di internet
            (almeno, nei Paesi civili), la fruibilità "on
            demand" si sta diffondendo sempre di più. Se
            tutti i contenuti fossero scaricabili
            gratuitamente, chi si sognerebbe mai di pagare,
            anche solo una cifra
            simbolica?Gli stessi che vanno al cinema, ai concerti, a teatro, alle conferenze, allo stadio, ovunque...Abbiamo gia' dimostrato piu' e piu' volte che la pirateria non fa concorrenza alla vendita, e ancora esce questa tiritera?

            Se con esempio 10 euro al mese io avessi la

            cinematografia mondiale a disposizione (meno
            gli

            ultimi 2 anni) io non vedrei questo servizio

            inutile.

            Pagare per ogni singola riproduzione, lo
            trovo

            certamente

            inutile.

            Una cosa non esclude l'altra, vedi il sucXXXXX
            delle pay-tv che hanno anche un catalogo anche
            prodotti
            pay-per-view.
            Resta comunque fermo il punto che non si può
            pretendere di avere la botte piena e la moglie
            ubriaca. E sono le major ad avere questa pretesa.
            Tradotto, non si possono pretendere
            buoni prodotti se non si è disposti a
            pagarli.No. Non si e' disposti a pagarli se non sono buoni prodotti.E' diverso il punto di vista.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Skywalkersenior




            Temo che se ci fosse una sovrabbondanza di

            materiale gratuito e legale, lo stesso
            materiale

            "a pagamento" (anche se sotto forma di

            pubblicità) verrebbe bistrattato, i costi
            della

            pubblicità crollerebbero e, di conseguenza, i

            media avrebbero molti meno mezzi per la

            diffusione.

            Insomma, bisogna sempre trovare un equilibrio

            alle cose.


            Quando le nuove opere dovranno vincere la
            concorrenza di quelle i cui diritti sono gia'
            scaduti, dovranno giocoforza avere una migliore
            qualita'.Ne è la prova il sucXXXXX di "capolavori" dei nostri tempi come tutti i cinepanettoni dei Vanzina, opere infime (IMHO) che continuano a raccogliere milioni quando ci sono centinaia di grandi classici cinematografici che non vengono degnati di uno sguardo. Non basta la qualità per avere sucXXXXX.


            Con il continuo abbassamento del costo dello

            storage e l'aumento delle velocità di
            internet

            (almeno, nei Paesi civili), la fruibilità "on

            demand" si sta diffondendo sempre di più. Se

            tutti i contenuti fossero scaricabili

            gratuitamente, chi si sognerebbe mai di
            pagare,

            anche solo una cifra

            simbolica?

            Gli stessi che vanno al cinema, ai concerti, a
            teatro, alle conferenze, allo stadio,
            ovunque...Ma ci sono molti che non scaricano l'ultimo blockbuster solo per paura delle eventuali sanzioni. Tolte queste, anche loro preferirebbero il download gratuito rispetto alla visione a pagamento.

            Abbiamo gia' dimostrato piu' e piu' volte che la
            pirateria non fa concorrenza alla vendita, e
            ancora esce questa
            tiritera?Mai detto il contrario, infatti stiamo parlando di un ipotetico futuro in cui le opere possano essere scaricate legalmente.



            Se con esempio 10 euro al mese io
            avessi
            la


            cinematografia mondiale a disposizione
            (meno

            gli


            ultimi 2 anni) io non vedrei questo
            servizio


            inutile.


            Pagare per ogni singola riproduzione, lo

            trovo


            certamente


            inutile.



            Una cosa non esclude l'altra, vedi il
            sucXXXXX

            delle pay-tv che hanno anche un catalogo
            anche

            prodotti

            pay-per-view.

            Resta comunque fermo il punto che non si può

            pretendere di avere la botte piena e la
            moglie

            ubriaca.

            E sono le major ad avere questa pretesa.


            Tradotto, non si possono pretendere

            buoni prodotti se non si è disposti a

            pagarli.

            No.
            Non si e' disposti a pagarli se non sono buoni
            prodotti.
            E' diverso il punto di vista.Balle. Chi scarica film non lo fa quasi mai per "protesta" contro la scarsa qualità, anzi, spesso si accontenta di una qualità inferiore pur di accaparrarsi l'ultima uscita ripresa in sala con un telefonino!
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior

            Ne è la prova il sucXXXXX di "capolavori" dei
            nostri tempi come tutti i cinepanettoni dei
            Vanzina, opere infime (IMHO) che continuano a
            raccogliere milioni quando ci sono centinaia di
            grandi classici cinematografici che non vengono
            degnati di uno sguardo. Non basta la qualità per
            avere
            sucXXXXX.E allora questi grandi classici cinematografici che nessuno si fila, che vengano liberati.Tanto loro non ci perdono nulla che nessuno tanto li guarda, e la cultura ci guadagna.E magari io potrei anche contribuire a diffonderli nelle reti P2P dopo averli rinominati in:Vacanze.di.Natale(Boldi-DeSica-Vanzina)[divx-ITA].avi

            Gli stessi che vanno al cinema, ai concerti,
            a

            teatro, alle conferenze, allo stadio,

            ovunque...

            Ma ci sono molti che non scaricano l'ultimo
            blockbuster solo per paura delle eventuali
            sanzioni.Certo, certo... tutti li' che tremano di paura.
            Tolte queste, anche loro preferirebbero
            il download gratuito rispetto alla visione a
            pagamento.Chi vuole godersi il cinema, va al cinema.Altro che paura delle sanzioni.

            Abbiamo gia' dimostrato piu' e piu' volte
            che
            la

            pirateria non fa concorrenza alla vendita, e

            ancora esce questa

            tiritera?

            Mai detto il contrario, infatti stiamo parlando
            di un ipotetico futuro in cui le opere possano
            essere scaricate legalmente.Manzoni e' scaricabile legalmente, eppure in libreria ancora lo vendono.

            Non si e' disposti a pagarli se non sono
            buoni

            prodotti.

            E' diverso il punto di vista.

            Balle. Chi scarica film non lo fa quasi mai per
            "protesta" contro la scarsa qualità, anzi, spesso
            si accontenta di una qualità inferiore pur di
            accaparrarsi l'ultima uscita ripresa in sala con
            un
            telefonino!L'alternativa per costoro non e' pagarli, ma rinunciarci.Quindi non sono clienti persi.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            Ciao.Non quoto tutto ma sono sostanzialmente d'accordo col tuo punto di vista. Limitando il discorso ai film, anche se capisco che in buona parte dei casi, il passaggio al cinema basta e avanza per remunerare (abbondantemente) gli investitori, ritengo che questo non possa dare adito a pretendere di avere il prodotto gratis o quasi subito dopo la fine delle proiezioni, come pretende Panda Rossa (a cui avevo risposto), accampando come scusa il fatto che ormai i produttori ci hanno già guadagnato. Applicando la stessa logica, si potrebbe pretendere che qualsiasi imprenditore, una volta raggiunta una certa soglia di guadagno, debba prestare la sua opera gratuitamente.IL discorso del "gonfiaggio" dei dati sulla pirateria da parte delle majors è plausibile, ma senza dati di prima mano, restano congetture.Per musica e libri il discorso cambia ulteriormente. Non c'è un periodo di "visione pubblica" come il cinema con il quale stabilire se l'opera è stata un sucXXXXX o un flop.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior
            Applicando la
            stessa logica, si potrebbe pretendere che
            qualsiasi imprenditore, una volta raggiunta una
            certa soglia di guadagno, debba prestare la sua
            opera gratuitamente.Non proprio.Un imprenditore che presta la sua opera deve perderci tempo e risorse.Una copia si puo' benissimo fare senza disturbare l'imprenditore, o perfino ad imprenditore defunto e sua struttura smantellata.Quindi non e' un paragone corretto.
            IL discorso del "gonfiaggio" dei dati sulla
            pirateria da parte delle majors è plausibile, ma
            senza dati di prima mano, restano
            congetture.Congetture sulle quali e' molto facile azzerccarci scegliendo di pensar male.Visto che questi numeri non li mostrano mai.
            Per musica e libri il discorso cambia
            ulteriormente. Non c'è un periodo di "visione
            pubblica" come il cinema con il quale stabilire
            se l'opera è stata un sucXXXXX o un
            flop.La musica si performa dal vivo: vai a vedere l'esibizione dell'artista.Per i libri, basta vedere come per uno stesso libro ci sia l'edizione con copertina rigida e quello in paperback.Significa che c'e' chi e' disposto a pagare di piu' per un oggetto piu' bello.Elimina dal prezzo di copertina tutta la cresta dell'editore (95%) e saranno moltissimi quelli disposti a versare un euro direttamente all'autore: non dimenticare che i lettori di libri sono pochi, piu' intelligenti, e piu' colti; non paragonabili alla massa fruitrice di divx e mp3.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Skywalkersenior
            IL discorso del "gonfiaggio" dei dati sulla
            pirateria da parte delle majors è plausibile, ma
            senza dati di prima mano, restano
            congetture.
            Per musica e libri il discorso cambia
            ulteriormente. Non c'è un periodo di "visione
            pubblica" come il cinema con il quale stabilire
            se l'opera è stata un sucXXXXX o un
            flop.Ciao.Ho compreso il tuo intervento.Volevo solo segnalarti questo.Perchè ne stavamo appunto discutendohttp://www.tomshw.it/cont/news/london-school-of-economics-la-pirateria-non-e-il-male/49671/1.html
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis

            Ciao.
            Ho compreso il tuo intervento.
            Volevo solo segnalarti questo.
            Perchè ne stavamo appunto discutendo
            http://www.tomshw.it/cont/news/london-school-of-ecPurtroppo la semplice logica, che sarebbe a favore del popolo di internet, va a scontrarsi con il potere delle lobby che, a giudicare dal proliferare delle regolamentazioni in materia, non hanno nessuna intenzione di mollare il colpo.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Phronesis


            Tu concordi sul fatto che in qualche modo un

            artista debba essere ricompensato?

            Naturalmente si.
            L'artista riceve il suo compenso quando si
            esibisce DAL VIVO e la gente paga il biglietto
            per assistere alla
            performance.

            Nel caso del cinema, si paga il biglietto per
            vedere il film in sala, visto che tutti i film
            sono prodotti per la visione in sala ed e'
            proprio dall'incasso al botteghino che viene
            misurato il sucXXXXX di un
            film.


            E se si come bilanceresti questo compenso
            con
            la

            libera diffusione della cultura (aspetto

            altrettanto importante della

            questione)?

            L'esecuzione dal vivo o al cinema e' quella che
            genera il
            profitto.
            La diffusione delle copie diventa promozionale,
            esattamente come fanno le
            radio.Alla fine concordo che potrebbe essere una soluzione equa per tutti.E sulla questione sfrutamento commerciale per 18/24 mesi?Mi spiego.Oggettivamente guardano le CC a me viene da pensare anche a considerare i proventi indotti.In che senso.Se io produco esempio un film e una televisione come sky vuole guadagnare con il pacchetto cinema introducendo dei film miei, dovrebbe rendere un piccolo corrispettivo.Questo però io lo legherei comunque a qualcosa di temporale.ossia nei famosi 18/24 mesi.Dopo dei quali diviene di libero sfruttamento.Potrebbe essere un buon compromesso.anche se già comprendo che qui nasce un problema pratico.Il problema infati resta sempre lo stesso, ossia che la legge potrebbe, come quella attuale essere estesa a "mentula canis".Quindi la teoria (tutelare l'autore e dargli un equo compesno) si trasforma in pratica in una zozzeria (abuso degli intermediari).Sarebbe interessante provare a proporre una specie di "normativa".Mi rendo conto che l'overflow delle informazioni (ogni giorno escono nuove news) renderebbe vana la cosa.Comunque è sempre un piacere discutere :)ciao
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis

            Alla fine concordo che potrebbe essere una
            soluzione equa per
            tutti.

            E sulla questione sfrutamento commerciale per
            18/24
            mesi?Io sarei per scrivere chiaramente una data di scadenza dei diritti, come c'e' su tutti i prodotti che scadono.In assenza di data di scadenza, consideriamo i diritti gia' scaduti.E questo dovrebbe essere il punto di partenza per fare chiarezza e pulizia di tutto il pregresso.Poi, una volta accettato da tutti questi principio sacrosanto, discutiamo su che data scrivere.
            Mi spiego.
            Oggettivamente guardano le CC a me viene da
            pensare anche a considerare i proventi
            indotti.

            In che senso.
            Se io produco esempio un film e una televisione
            come sky vuole guadagnare con il pacchetto cinema
            introducendo dei film miei, dovrebbe rendere un
            piccolo corrispettivo.

            Questo però io lo legherei comunque a qualcosa di
            temporale.
            ossia nei famosi 18/24 mesi.Io invece stabilirei due precise destinazioni d'uso.Quella di uso personale e quella di uso commerciale.Su quella di uso commerciale (in cui rientrano i casi che hai ipotizzato), facciano un po' quello che vogliono.Ma sull'uso personale dove non c'e' lucro, non c'e' sfruttamento commerciale ma solo fruizione, la scadenza deve essere bassa.Tolto il periodo di lancio, dove i prezzi sono alti e dove ci sono vendite, lo sanno anche loro quando il prodotto comincia a non vendere piu'.
            Dopo dei quali diviene di libero sfruttamento.

            Potrebbe essere un buon compromesso.Tutto e' un buon compromesso rispetto allo schifo attuale.
            anche se già comprendo che qui nasce un problema
            pratico.
            Il problema infati resta sempre lo stesso, ossia
            che la legge potrebbe, come quella attuale essere
            estesa a "mentula
            canis".

            Quindi la teoria (tutelare l'autore e dargli un
            equo compesno) si trasforma in pratica in una
            zozzeria (abuso degli
            intermediari).Gli intermediari VANNO ELIMINATI.L'autore che necessita di una societa' che gli tutela la promozione, la paga lui, una volta, come fa con l'imbianchino o l'idraulico, o anche l'avvocato.
            Sarebbe interessante provare a proporre una
            specie di
            "normativa".
            Mi rendo conto che l'overflow delle informazioni
            (ogni giorno escono nuove news) renderebbe vana
            la
            cosa.

            Comunque è sempre un piacere discutere :)Questo e' il forum migliore della rete!
          • PaoloP scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Finalmente una discussione seria sull'argomento.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: PaoloP
            Finalmente una discussione seria sull'argomento.CiaoPartecipa anche tu.Tu come la vedi, come equilibreresti le due cose?
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Se non ti spiace, mi intrometto anche io

            Io credo che un artista debba essere ricompensato
            per le sue opere anche solo per il fatto di dare
            al mondo ciò che altri non riescono a
            produrre.Ok: a questo punto, la domanda è: in cosa consistono le sue opere?Per un pittore, ad esempio, ricompensarlo non è difficile: vende il quadro. Idem per uno scultore: vende la statua.L'artista riceve i soldi, e ne fa quello che vuole; l'acquirente riceve il quadro (o la statua) e ne fa quello che vuole: se vuole fotografare il quadro, farne dei poster e venderli può farlo.
            Certamente è difficile stabilire un compenso come
            si fa per altri lavori, e altrettanto difficile
            farlo parlando di artista in
            generale.Non esiste "l'artista in generale" perchè nessun artista è uguale a un altro. Parliamo di casi specifici: come ti ho detto, mi sembra che un pittore o uno scultore non abbiano grossi problemi a trovare un giusto modo di essere finanziati.Tu a quale tipo di artista ti riferivi? Attore? Musicista? Poeta?
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello
            Se non ti spiace, mi intrometto anche ioPer carità non mi spiace.

            farlo parlando di artista in

            generale.

            Non esiste "l'artista in generale" perchè nessun
            artista è uguale a un altro.
            Tu a quale tipo di artista ti riferivi? Attore?
            Musicista?
            Poeta?Rileggi con attenzione l'intervento.lo riscrivo se dovessi essere stato io quello poco chiaro.Dicevo che l'eventuale risposta data alla domanda dava per scontato che non è facile sintetizzarla parlando di "artista" in generale proprio perchè "nessun artista è uguale a un altro".Io non ho dispiacere (cit) a l'intervento di chiunque, ma l'intervento deve essere finalizzato a portare idee, non ha far caciara smembrando (fare le pulci) o meno l'intervento di altri, ma ponendo <b
            opinioni ed obiezioni </b
            .Ti sintetizzo il mio intervento.Tu (ndr: cicciobello) come imposteresti una legge una norma una direttiva che bilanci sia gli autori che i fruitori, sia la che la sua diffusione?
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            Ti sintetizzo il mio intervento.
            Tu (ndr: cicciobello) come imposteresti una legge
            una norma una direttiva che bilanci sia gli
            autori che i fruitori, sia la cultura che la sua
            diffusione?
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Ti sintetizzo il mio intervento.
            Tu (ndr: cicciobello) come imposteresti una legge
            una norma una direttiva che bilanci sia gli
            autori che i fruitori, sia la che la sua
            diffusione?Dubito che una legge possa funzionare, proprio perchè la legge deve essere applicabile in generale, non potrebbe essere modificata per ogni singolo caso.Io dicevo: per un pittore o uno scultore, già adesso il problema non sussiste, e non c'è bisogno di nessuna legge particolare: l'artista realizza la sua opera, e la vende (se vuole la vende direttamente, se vuole può rivolgersi a un gallerista che gli trova i clienti). Fine: non ci sono altri contratti, non ci sono condizioni sulla vendita.Per un brano di musica, basterebbe fare lo stesso: il musicista lo realizza, e poi lo vende a chi vuole ascoltarlo, e chi lo compra è libero di farne cosa vuole (metterlo sul p2p, incidere dischi, tenerselo lui...)Ovviamente, a queste condizioni ci possiamo scordare di comprare un brano di musica a 1 euro; se il musicista ci ha messo un mese a produrlo, ed ha pure dovuto affittare uno studio per inciderlo, il brano potrà costare 5-10000 euro. Se non si trova un singolo utente disposto a sborsare quella cifra, si può ripartirla tra più utenti, ad esempio con kickstarter. L'artista vende la sua opera, viene pagato, e chi l'ha finanziato diventa comproprietario dell'opera, e ne riceve una copia, di cui può disporre come vuole. Non sarebbe necessaria nessuna legge in più di quelle che ci sono già.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Ti sintetizzo il mio intervento.

            Tu (ndr: cicciobello) come imposteresti una
            legge

            una norma una direttiva che bilanci sia gli

            autori che i fruitori, sia la che la sua

            diffusione?

            Dubito che una legge possa funzionare, proprio
            perchè la legge deve essere applicabile in
            generale, non potrebbe essere modificata per ogni
            singolo
            caso.Guarda, leggendo gli altri interventi una proposta generalizzata sembra delinearsi.Quindi non posso concordare che una legge non sia auspicabile.Leggi gli altri interventi e poni le tue obiezioni a riguardo.

            Io dicevo: per un pittore o uno scultore, già
            adesso il problema non sussiste, e non c'è
            bisogno di nessuna legge particolare: l'artista
            realizza la sua opera, e la vende (se vuole la
            vende direttamente, se vuole può rivolgersi a un
            gallerista che gli trova i clienti). Fine: non ci
            sono altri contratti, non ci sono condizioni
            sulla
            vendita.Certamente. I problemi non nasco con l'unicità delle opere.Panda faceva l'esempio di un libro autografato come dell'oggetto fisico che alcuni vogliono comprare (vinile o posto ad un concerto)Io ad esempio posso non avere i soldi o l'interesse per l'artista tali da comprare o partecipare ad una asta di un oggetto unico come un quadro.Posso però volerlo vedere scannerizzato o fotografato in alta risoluzione.Come dicevo nel primissimo intervento.Si parla di come regolamentare lo sfruttamento commerciale. :)

            Per un brano di musica, basterebbe fare lo
            stesso: il musicista lo realizza, e poi lo vende
            a chi vuole ascoltarlo, e chi lo compra è libero
            di farne cosa vuole (metterlo sul p2p, incidere
            dischi, tenerselo
            lui...)Non concordo. Nel senso è inapplicabile. penso sia più corrette (intese come applicabile) le proposte già discusse.Proposte che considerano lo sfruttamento commerciale limitato nel tempo e/o fanno distinzioni tra l'uso commerciale e l'uso privato.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Non concordo.
            Nel senso è inapplicabile. Perchè ritieni che sia inapplicabile?
            penso sia più corrette
            (intese come applicabile) le proposte già
            discusse.
            Proposte che considerano lo sfruttamento
            commerciale limitato nel tempo e/o fanno
            distinzioni tra l'uso commerciale e l'uso
            privato.Lo sfruttamento commerciale è già limitato nel tempo (anche se con un limite assurdo, 70 anni). Limitarsi a modificare tale limite non risolverebbe il problema.Inoltre, se l'uso privato gratuito è possibile per tutti, l'uso commerciale semplicemente non esisterebbe più.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Non concordo.

            Nel senso è inapplicabile.

            Perchè ritieni che sia inapplicabile?Tu dicevi se non ho compreso male- Scritto da: cicciobello
            Per un brano di musica, basterebbe fare lo
            stesso: il musicista lo realizza, e poi lo vende
            a chi vuole ascoltarlo, e chi lo compra è libero
            di farne cosa vuole (metterlo sul p2p, incidere
            dischi, tenerselo
            lui...)Semplicemente si forza (tramite legge) a considerare un brano come un oggetto unico come una statua (non duplicabile senza perderne valore)Non è così tecnicamente, è inutile considerarlo teoricamente.Quindi un idea che non tiene conto di una realtà tecnica non è applicabile. imho.Che scenario si potrebbe auspicare?quello attuale. Un editore (tizio coi soldi) compra un opera musicale e poi ci marcia.oppure. che nessuno compra il brano finché l'autore lo rilascia a 20 centesimi, poiché il duplicato ha lo stesso valore dell'originale.
            Lo sfruttamento commerciale è già limitato nel
            tempo (anche se con un limite assurdo, 70 anni).Il problema nasce imho non dal limite temporale ma dalla sua assurdità, non so se riesco a farmi comprendere.Panda esempio diceva questo http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3899047&m=3900162#p3900162E non è una analisi assurda.
            Limitarsi a modificare tale limite non
            risolverebbe il
            problema.Penso anche io che sia non risolutivo.Ma sarebbe certamente una tale rivoluzione da portare il concetto a qualcosa di evolutivo.Quindi, per dirlo in maniera ironica, certamente un <i
            buon inizio </i
            .
            Inoltre, se l'uso privato gratuito è possibile
            per tutti, l'uso commerciale semplicemente non
            esisterebbe
            più.Su questo non concordo.Spiegavo in un altro post le mie considerazioni su questo aspetto, pagare per un servizio (attività commerciale) sarà sempre conveniente se il produttore del servizio non crea artificialmente (tramite cartelli di mercato o leggi) il bisogno della sua esistenza.http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3899047&m=3900154#p3900154- Scritto da: Phronesis
            Poniamo per assurdo che lo sfruttamento
            commerciale sia di soli 18
            mesi.
            Converrebbe sempre un sito/televisione/radio dove
            si paga tramite pubblicità o persino tramite
            abbonamento.

            Chi paga un abbonamento ad un sito lo farebbe non
            perchè non può procurarsi l'opera altrove ma
            per il servizio intrinseco nel volersi
            vedere il film con rapido acXXXXX, senza il
            bisogno di doverlo
            immagazzinare.
            La garanzia però si avrebbe solo se decaduto un
            certo periodo di tempo l'opera è gratuitamente e
            liberamente
            fruibile.
            Il servizio imho sarebbe però sempre utile.
            Immagazzinare dati (tera di film) ha un costo.
            Se con esempio 10 euro al mese io avessi la
            cinematografia mondiale a disposizione (meno gli
            ultimi 2 anni) io non vedrei questo servizio
            inutile.
            Pagare per ogni singola riproduzione, lo trovo
            certamente
            inutile.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Tu dicevi se non ho compreso male
            - Scritto da: cicciobello

            Per un brano di musica, basterebbe fare lo

            stesso: il musicista lo realizza, e poi lo
            vende

            a chi vuole ascoltarlo, e chi lo compra è
            libero

            di farne cosa vuole (metterlo sul p2p,
            incidere

            dischi, tenerselo

            lui...)

            Semplicemente si forza (tramite legge)Non si forza un bel niente; è già così.
            a
            considerare un brano come un oggetto unico come
            una statuaIn origine il brano è unico, perchè ne esiste una sola copia in mano all'autore.
            (non duplicabile senza perderne
            valore)Infatti duplicandolo perde di valore: se ne esiste una sola copia, l'autore la può vendere al prezzo che vuole (o accetti il suo prezzo, o niente). Se ne esistono milioni di copie, una copia non vale nulla (ti basta chiedere, e troverai sicuramente qualcuno disposto a passartela gratis).
            Non è così tecnicamente, è inutile considerarlo
            teoricamente.Praticamente è così; se un brano di musica si trova sul p2p, chiunque può averne una copia, e quindi è invendibile.
            Quindi un idea che non tiene conto di una realtà
            tecnica non è applicabile.Le copie non possono essere limitate (se posso vederlo posso copiarlo): questa è una realtà tecnica. Quindi, a non essere applicabile è qualunque idea che comporti una limitazione al permesso di copiare e ridistribuire: la mia idea, appunto, non comporta tale limitazione, mentre qualunque idea basata sul copyright (e ciò include tutte le proposte che comportano una semplice riduzione della durata del copyright), in base a quanto dici non è applicabile.
            imho.
            Che scenario si potrebbe auspicare?
            quello attuale. Un editore (tizio coi soldi)
            compra un opera musicale e poi ci
            marcia.E si ritrova con il cerino acceso in mano: se compra l'opera musicale, poi si ritrova esattamente nella situazione dell'artista: se prova a vendere le copie a 1 euro l'una, ne venderà solo una e chi la compra la metterà sul p2p, dove tutti gli altri la scaricheranno gratis (così, a rimetterci sarà l'editore e non l'artista, ma il problema è solo spostato).Questo scenario aveva senso quando la distribuzione era difficile, occorrevano certi mezzi (fabbrica per stampare i dischi in vinile, catene di negozi) e solo l'editore li aveva. Oggi la situazione è diversa.
            oppure. che nessuno compra il brano finché
            l'autore lo rilascia a 20 centesimi, poiché il
            duplicato ha lo stesso valore
            dell'originale.Allora l'autore cambierà mestiere: dopo tutto, è un musicista fallito se a nessuno interessano le sue opere.



            Lo sfruttamento commerciale è già limitato
            nel

            tempo (anche se con un limite assurdo, 70
            anni).
            Il problema nasce imho non dal limite temporale
            ma dalla sua assurdità, non so se riesco a farmi
            comprendere.E allora perchè un limite allo sfruttamento commerciale di un solo anno dovrebbe essere meno assurdo?

            Panda esempio diceva questo
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3899047&m=390
            E non è una analisi assurda.Mettere una "data di scadenza" servirebbe a poco: se metto la scadenza nel 2547, cosa fai?E anche lo sfruttamento commerciale.... chi andrebbe ad abbonarsi a sky, se può guardarsi il film gratis (l'uso personale è gratuito)? Sky avrebbe molti meno abbonamenti, e quindi la possibilità di "sfruttare commercialmente" un film varrebbe ben poco


            Limitarsi a modificare tale limite non

            risolverebbe il

            problema.
            Penso anche io che sia non risolutivo.
            Ma sarebbe certamente una tale rivoluzione da
            portare il concetto a qualcosa di
            evolutivo.
            Quindi, per dirlo in maniera ironica, certamente
            un <i
            buon inizio </i
            Più che altro una fine....
            .


            Inoltre, se l'uso privato gratuito è
            possibile

            per tutti, l'uso commerciale semplicemente
            non

            esisterebbe

            più.

            Su questo non concordo.
            Spiegavo in un altro post le mie considerazioni
            su questo aspetto, pagare per un servizio
            (attività commerciale) sarà sempre convenienteConveniente rispetto a cosa?
            se
            il produttore del servizio non crea
            artificialmente (tramite cartelli di mercato o
            leggi) il bisogno della sua
            esistenza.In tal caso, però, esisterebbe molta concorrenza: se io posso offrire lo stesso servizio che offri tu, a parità di altre condizioni gli utenti andranno dove costa meno: e se io offro un servizio facendomi pagare (con abbonamenti o anche solo con sponsorizzazione) poco di più di quanto mi costa mantenere il servizio attivo, tu dovrai fare lo stesso se non vuoi che io ti porti via tutti i clienti: e questo significa che i margini di guadagno saranno praticamente nulli, sia per me che per te.
            - Scritto da: Phronesis

            Poniamo per assurdo che lo sfruttamento

            commerciale sia di soli 18

            mesi.

            Converrebbe sempre un sito/televisione/radio
            dove

            si paga tramite pubblicità o persino tramite

            abbonamento.



            Chi paga un abbonamento ad un sito lo
            farebbe
            non

            perchè non può procurarsi l'opera altrove ma

            per il servizio intrinseco nel volersi

            vedere il film con rapido acXXXXX, senza il

            bisogno di doverlo

            immagazzinare.Guarda che sui siti di streaming pirata è già così da anni. Megavideo era anche così.

            La garanzia però si avrebbe solo se decaduto
            un

            certo periodo di tempo l'opera è
            gratuitamente
            e

            liberamente

            fruibile.

            Il servizio imho sarebbe però sempre utile.

            Immagazzinare dati (tera di film) ha un
            costo.Costo che è inferiore alla connessione ad alta velocità che ti servirebbe per vedere quegli stessi film in streaming. Oltre tutto, non ci sono solo i film: per la musica, come la mettiamo? Una chiavetta da 16 giga potrebbe immagazzinare più musica di quanta non riusciresti ad ascoltare in un anno.E per gli ebook? In un paio di giga hai un'intera biblioteca, quanto ci metterai a leggerla tutta?

            Se con esempio 10 euro al mese io avessi la

            cinematografia mondiale a disposizione (meno
            gli

            ultimi 2 anni) io non vedrei questo servizio

            inutile.E se ti offrissero lo stesso servizio con 5 euro al mese? O con 2?
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Ciao hai spezzettato le frasi del mio intervento senza comprenderne il significato per intero.Provo a riavvolgere il nastro, non ho (certamente colpa mia) molte possibilità di spiegarlo altrimenti.Cicciobello dice
            - Scritto da: cicciobello

            Per un brano di musica, basterebbe fare lo

            stesso (ndr. come per una statua o un quadro): il musicista lo realizza, e poi lo
            vendeNon puoi considerare attuabile lo stesso discorso che fai per il pittore scultore semplicemente perchè praticamente non è così.Una statua o un quadro hanno il valore intrinseco nella propria unicità, le copie anche se identiche non sono di pari valore.Un brano prodotto non ha un valore intrinseco nella propria unicità poichè le copie anche se identiche sono di pari valore.Quindi la tua proposta di fare lo stesso per un brano di musica non è, secondo la mia opinione espressa tramite obiezioni, attuabile perchè è una forzatura della realtà. è se vogliamo ragionare per assurdo.Cicciobello dice- Scritto da: cicciobello
            Non si forza un bel niente; è già così. (ndr. associare tramite regolamentazione il valore di un brano all'unicità dello stesso ).Infatti l'attuale associazione (forzata tramite legge) è una XXXXXXX, poichè vuole introdurre il concetto di copia/originale a qualcosa che non lo ha per sua natura fisica, e dimostra la sua non attuabilità, non sanno come dare un reale valore alle copie.Ora, se volevi dirmi qualcos'altro che non ho compreso sono ben lieto di leggere e partecipare e imparare qualcosa.Ti chiedo un personale piacere, se vorrai accontentarmi.Un periodo esprime un concetto. quotare un periodo serve a chiarire a quale concetto si risponde. Spezzare un periodo e rispondere a singole frasi, a cosa serve?! credo a nulla.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Non puoi considerare attuabile lo stesso discorso
            che fai per il pittore scultore semplicemente
            perchè praticamente non è
            così.
            Una statua o un quadro hanno il valore intrinseco
            nella propria unicità, le copie anche se
            identiche non sono di pari
            valore.Ok: il problema è: come calcoli il valore dell'originale? Questo è un punto essenziale, per andare avanti nel ragionamento.
            Un brano prodotto non ha un valore intrinseco
            nella propria unicità poichè le copie anche se
            identiche sono di pari
            valore.Il valore di una copia, però, come si può valutare? Secondo me, tale valore cambia se le copie sono poche, o se sono tante: il valore è inversamente proporzionale al numero di copie circolanti (approssimativamente, è ovvio)
            Quindi la tua proposta di fare lo stesso per un
            brano di musica non è, secondo la mia opinione
            espressa tramite obiezioni, attuabile perchè è
            una forzatura della realtà.Può darsi: ma è meno forzata, secondo me, di ogni alternativa.
            è se vogliamo
            ragionare per
            assurdo.Alle volte una "dimostrazione per assurdo" è l'unica soluzione.

            Cicciobello dice
            - Scritto da: cicciobello

            Non si forza un bel niente; è già così.
            (ndr. associare tramite regolamentazione il
            valore di un brano all'unicità dello stesso
            ).

            Infatti l'attuale associazione (forzata tramite
            legge) è una XXXXXXX, poichè vuole introdurre il
            concetto di copia/originale a qualcosa che non lo
            ha per sua natura fisica, e dimostra la sua non
            attuabilità, non sanno come dare un reale valore
            alle
            copie.Stesso problema che ponevo io: quanto vale una copia? In base a cosa?E secondo me, non ha senso rispondere se prima non si risponde alla domanda "quanto vale l'originale?"; per questo avevo fatto l'esempio dello scultore, che vende solo l'originale.

            Ora, se volevi dirmi qualcos'altro che non ho
            compreso sono ben lieto di leggere e partecipare
            e imparare
            qualcosa.Spero di averti chiarito perché ho fatto certi esempi. Per andare avanti con il ragionamento, occorre stabilire come valutare il valore di un'opera: potrei dirti come farei io... ma prima preferirei sentire come la valuti tu.

            Ti chiedo un personale piacere, se vorrai
            accontentarmi.
            Un periodo esprime un concetto. quotare un
            periodo serve a chiarire a quale concetto si
            risponde. Spezzare un periodo e rispondere a
            singole frasi, a cosa serve?! credo a
            nulla.Un periodo può esprimere più di un concetto, e un concetto può essere formato da tanti concetti più semplici: personalmente, quando affronto un concetto complesso, preferisco dividerlo in tanti concetti più semplici ed affrontarli uno per uno.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello
            Ok: il problema è: come calcoli il valore
            dell'originale? Questo è un punto essenziale, per
            andare avanti nel
            ragionamento.Costo orario per il tempo impiegatoci + costo del materiale.Esattamente lo stesso modo con cui valuti qualunque opera, dall'idraulico, all'avvocato.

            Un brano prodotto non ha un valore intrinseco

            nella propria unicità poichè le copie anche
            se

            identiche sono di pari

            valore.

            Il valore di una copia, però, come si può
            valutare?Costo della creazione diviso numero di copie.Se numero di copie -
            infinito, allora valore di una copia -
            zero.
            Secondo me, tale valore cambia se le copie sono
            poche, o se sono tante: il valore è inversamente
            proporzionale al numero di copie circolanti
            (approssimativamente, è
            ovvio)Esatto.Per questo per un'opera copiabile il costo di una copia e' zero.L'artista non deve piu' guadagnare sulle copie, ma esibirsi.Il lucro sulle copie e' una invenzione degli editori parassiti.L'artista puo' anche farne a meno ed esibirsi dal vivo, come per altro ha sempre fatto prima di Edison, prima di Gutemberg.
            E secondo me, non ha senso rispondere se prima
            non si risponde alla domanda "quanto vale
            l'originale?"; per questo avevo fatto l'esempio
            dello scultore, che vende solo l'originale.Si parte da una base d'asta come ho detto sopra, tempo + materiale, e poi chi offre di piu'?
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Costo orario per il tempo impiegatoci + costo del
            materiale.Ehm... questo lo diceva Marx nel Capitale. Non è così semplice, in realtà.
            Esattamente lo stesso modo con cui valuti
            qualunque opera, dall'idraulico,
            all'avvocato.Non proprio: magari, per lo stesso guasto, un idraulico incapace impiega sei ore a venirne a capo, un idraulico bravo lo ripara in mezz'ora. Ti pare giusto che l'idraulico incapace venga pagato di più? Lo incoraggi a lavorare lentamente apposta. Sarebbe anzi più giusto pagare entrambi gli idraulici la stessa cifra: l'idraulico bravo in un giorno può fare più riparazioni, e quindi guadagnerà di più di quello incapace.
            Costo della creazione diviso numero di copie.
            Se numero di copie -
            infinito, allora valore
            di una copia -

            zero.Sono d'accordo su questo; tuttavia, quando l'opera è stata appena prodotta di copia ce n'è solo una, quindi costa la cifra completa. Quando l'autore te la vende, ce ne sono due: quella in mano a te, e quella in mano all'autore: quindi, devi pagarla la cifra completa (o almeno metà di essa). Poi, l'autore può venderne altre copie, ma si farà pagare di meno perchè ci sei tu che puoi fargli concorrenza (lui ha ancora metà del costo da recuperare... e tu anche, visto che hai pagato la stessa cifra).Un po' complicato, ma attuabile.


            Secondo me, tale valore cambia se le copie
            sono

            poche, o se sono tante: il valore è
            inversamente

            proporzionale al numero di copie circolanti

            (approssimativamente, è

            ovvio)

            Esatto.
            Per questo per un'opera copiabile il costo di una
            copia e'
            zero.Diciamo, più precisamente, che tende a zero; se conosci l'analisi matematica (e immagino di sì) saprai che le divisioni per zero o per infinito non hanno senso; ha senso calcolare a quando tende il limite quando un valore tende a infinito o a zero (il numero delle copie circolanti potenzialmente potrebbe essere infinito, ma non sarà mai realmente infinito, perchè non esiste un numero infinito di persone sulla terra)Quindi, il prezzo potrà scendere all'infinito, fino a diventare così basso che anche un banner pubblicitario, o un click su un "mi piace" basta a ripagarlo, ma non sarà mai realmente zero (anche se per l'utente non cambia, perchè il prezzo viene arrotondato a zero)
            L'artista non deve piu' guadagnare sulle copie,
            ma
            esibirsi.E sta già accadendo. Presto per la musica o si andrà ai concerti, o si useranno le registrazioni fatte coi telefonini durante i concerti. L'artista non si prende nemmeno più la briga di andare in studio per registrare il brano.

            Il lucro sulle copie e' una invenzione degli
            editori
            parassiti.
            L'artista puo' anche farne a meno ed esibirsi dal
            vivo, come per altro ha sempre fatto prima di
            Edison, prima di
            Gutemberg.Per la musica, distinguiamo: l'esecutore può guadagnarsi da vivere così; il compositore (che non sempre è la stessa persona) si farà pagare vendendo gli spartiti scritti da lui agli esecutori (che hanno bisogno di aggiungere brani nuovi al loro repertorio, ed hanno quindi interesse a finanziare il lavoro del compositore).E chi comprava lo spartito si guardava bene dal "condividerlo": non voleva che altri musicisti suonassero lo stesso brano, soffiandogli gli spettatori; ma un altro musicista poteva, ascoltando semplicemente la canzone, trascrivere la melodia, e suonarla poi per il proprio pubblico; il copyright in origine serviva a vietare cose del genere, e metteva dei divieti solo ai musicisti, non agli spettatori.Con la registrazione, è stato travisato.
            Si parte da una base d'asta come ho detto sopra,
            tempo + materiale, e poi chi offre di
            piu'?Ecco, adesso ci siamo; tu prima avevi solo detto tempo+materiale, ma avevi tralasciato il fatto che poi ci sono diverse offerte, e scegli la più alta.Quando ci sono tante copie identiche, nessuno offrirà di più: se non riesci ad aggiudicarti una copia, te ne puoi sempre aggiudicare un'altra.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Costo orario per il tempo impiegatoci +
            costo
            del

            materiale.

            Ehm... questo lo diceva Marx nel Capitale. Non è
            così semplice, in
            realtà.Perche' no? A me pare semplicissimo.E' un sistema che uso pure io per fare le stime: ci vogliono tot ore quindi costa tot*costo orario.

            Esattamente lo stesso modo con cui valuti

            qualunque opera, dall'idraulico,

            all'avvocato.

            Non proprio: magari, per lo stesso guasto, un
            idraulico incapace impiega sei ore a venirne a
            capo, un idraulico bravo lo ripara in mezz'ora.L'idraulico capace ha una tariffa piu' alta.
            Ti pare giusto che l'idraulico incapace venga
            pagato di più? Certo che no, ma io posso saperlo solo dopo, se e' incapace.Se e' incapace lavora solo una volta per me, e poi spargo la voce.
            Lo incoraggi a lavorare lentamente
            apposta.
            Sarebbe anzi più giusto pagare entrambi
            gli idraulici la stessa cifra: l'idraulico bravo
            in un giorno può fare più riparazioni, e quindi
            guadagnerà di più di quello
            incapace.C'e' anche il costo dell'uscita.L'idraulico capace, in un giorno fa 4 uscite, mentre l'imbranato ne fa una, e deve pure tornare il giorno dopo a finire.

            Costo della creazione diviso numero di copie.

            Se numero di copie -
            infinito, allora
            valore

            di una copia -


            zero.

            Sono d'accordo su questo; tuttavia, quando
            l'opera è stata appena prodotta di copia ce n'è
            solo una, quindi costa la cifra completa. Quando
            l'autore te la vende, ce ne sono due: quella in
            mano a te, e quella in mano all'autore: quindi,
            devi pagarla la cifra completa (o almeno metà di
            essa). Poi, l'autore può venderne altre copie, ma
            si farà pagare di meno perchè ci sei tu che puoi
            fargli concorrenza (lui ha ancora metà del costo
            da recuperare... e tu anche, visto che hai pagato
            la stessa
            cifra).Esatto.Come la catena di Sant'Antonio.Sai, quella cosa che devi mandare 10 euro ai primi della lista, scrivere il tuo nome in fondo alla lista e poi vendere la lista ad altre 4 persone?
            Un po' complicato, ma attuabile.Non e' complicato per niente.

            Esatto.

            Per questo per un'opera copiabile il costo
            di
            una

            copia e'

            zero.

            Diciamo, più precisamente, che tende a zero; se
            conosci l'analisi matematica (e immagino di sì)
            saprai che le divisioni per zero o per infinito
            non hanno senso;
            ha senso calcolare a quando
            tende il limite quando un valore tende a infinito
            o a zero (il numero delle copie circolanti
            potenzialmente potrebbe essere infinito, ma non
            sarà mai realmente infinito, perchè non esiste un
            numero infinito di persone sulla
            terra)

            Quindi, il prezzo potrà scendere all'infinito,
            fino a diventare così basso che anche un banner
            pubblicitario, o un click su un "mi piace" basta
            a ripagarlo, ma non sarà mai realmente zero
            (anche se per l'utente non cambia, perchè il
            prezzo viene arrotondato a
            zero)La monetina piu' piccola e' di 1 centesimo.Per meno di un centesimo i prezzi si arrotondano a zero.

            L'artista non deve piu' guadagnare sulle
            copie,

            ma

            esibirsi.

            E sta già accadendo.E accadra' molto spesso in futuro.
            Presto per la musica o si
            andrà ai concerti, o si useranno le registrazioni
            fatte coi telefonini durante i concerti.E siccome le registrazioni fatte coi telefonini fanno schifo, la gente sara' sempre piu' invogliata ad andare a sentire il concerto dal vivo.
            L'artista non si prende nemmeno più la briga di
            andare in studio per registrare il
            brano.Altri parassiti che si estingueranno.

            Il lucro sulle copie e' una invenzione degli

            editori

            parassiti.

            L'artista puo' anche farne a meno ed
            esibirsi
            dal

            vivo, come per altro ha sempre fatto prima di

            Edison, prima di

            Gutemberg.

            Per la musica, distinguiamo: l'esecutore può
            guadagnarsi da vivere così; il compositore (che
            non sempre è la stessa persona) si farà pagare
            vendendo gli spartiti scritti da lui agli
            esecutori (che hanno bisogno di aggiungere brani
            nuovi al loro repertorio, ed hanno quindi
            interesse a finanziare il lavoro del
            compositore).Gia'.Il rapporto avviene solo tra di loro che si consorzieranno.
            E chi comprava lo spartito si guardava bene dal
            "condividerlo": non voleva che altri musicisti
            suonassero lo stesso brano, soffiandogli gli
            spettatori; ma un altro musicista poteva,
            ascoltando semplicemente la canzone, trascrivere
            la melodia, e suonarla poi per il proprio
            pubblico; Un musicista BRAVO. Non e' da tutti trascrivere uno spartito ad orecchio.
            il copyright in origine serviva a
            vietare cose del genere, e metteva dei divieti
            solo ai musicisti, non agli
            spettatori.Lo sai che il primo DRM della storia e' stato crackato da un ragazzino di 14 anni?
            Con la registrazione, è stato travisato.E abusato.

            Si parte da una base d'asta come ho detto
            sopra,

            tempo + materiale, e poi chi offre di

            piu'?

            Ecco, adesso ci siamo; tu prima avevi solo detto
            tempo+materiale, ma avevi tralasciato il fatto
            che poi ci sono diverse offerte, e scegli la più
            alta.
            Quando ci sono tante copie identiche, nessuno
            offrirà di più: se non riesci ad aggiudicarti una
            copia, te ne puoi sempre aggiudicare
            un'altra.Sempre che ne venga messa all'asta un'altra.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Perche' no? A me pare semplicissimo.
            E' un sistema che uso pure io per fare le stime:
            ci vogliono tot ore quindi costa tot*costo
            orario.Ok: e a quel punto siamo da capo: quanto è il giusto costo orario?

            L'idraulico capace ha una tariffa piu' alta.
            Un costo orario più alto, quindi? Ma come lo decidi? Evidentemente non può esistere una tariffa oraria per ogni mestiere, perchè tutti e due gli idraulici fanno lo stesso mestiere e tu ammetti che dovrebbero avere tariffe diverse.
            Esatto.
            Come la catena di Sant'Antonio.
            Sai, quella cosa che devi mandare 10 euro ai
            primi della lista, scrivere il tuo nome in fondo
            alla lista e poi vendere la lista ad altre 4
            persone?Peccato che non funzionano molto bene.


            Un po' complicato, ma attuabile.

            Non e' complicato per niente.Non sarebbe più semplice una raccolta fondi su kickstarter? Si raccoglie la cifra subito, si paga una volta sola, e il problema è risolto.
            La monetina piu' piccola e' di 1 centesimo.
            Per meno di un centesimo i prezzi si arrotondano
            a
            zero.Esistono altri tipi di moneta; quanto valgono, ad esempio, 5 secondi del tuo tempo spesi per guardare un banner pubblicitario con la coda dell'occhio? Qualcosa valgono (se hanno messo il banner, qualcosa ci guadagnano), ma probabilmente è meno di un centesimo.
            E siccome le registrazioni fatte coi telefonini
            fanno schifo, la gente sara' sempre piu'
            invogliata ad andare a sentire il concerto dal
            vivo.Quindi, lo stereo diventerà obsoleto?


            L'artista non si prende nemmeno più la briga
            di

            andare in studio per registrare il

            brano.

            Altri parassiti che si estingueranno.Un tecnico del suono non mi sembra un parassita. Se vuoi fare una registrazione di qualità potresti aver bisogno di professionisti.Consideri per caso un tipografo un parassita, solo perchè tu sei capace di stamparti due fogli in casa? Non direi, se devi stampare un poster o un manifesto sarai ben contento che esistano ancora le tipografie (o intendi comprarti un plotter per usarlo una volta sola?). Per l'audio è lo stesso: magari di solito non hai bisogno di una registrazione fatta a regola d'arte, ma se per caso un giorno ti servisse non è bello insultare chi potrebbe aiutarti.
            Un musicista BRAVO.
            Non e' da tutti trascrivere uno spartito ad
            orecchio.Magari uno è bravissimo in quello... ma suona male, oppure non ha la minima fantasia e non è in grado di comporre nulla di suo.C'è anche gente che è in grado di trascrivere un discorso molto in fretta, mentre lo sta sentendo... ma questo non significa che sia un bravo scrittore.

            Quando ci sono tante copie identiche, nessuno

            offrirà di più: se non riesci ad
            aggiudicarti
            una

            copia, te ne puoi sempre aggiudicare

            un'altra.

            Sempre che ne venga messa all'asta un'altra.E che ci vuole a fare una copia in più? Chiunque ne ha comprata una potrebbe farlo... e qualcuno facilmente lo farà.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Perche' no? A me pare semplicissimo.

            E' un sistema che uso pure io per fare le
            stime:

            ci vogliono tot ore quindi costa tot*costo

            orario.

            Ok: e a quel punto siamo da capo: quanto è il
            giusto costo
            orario?Io sparo una cifra, poi si tratta.Di solito si arriva ad un compromesso che accontenta entrambe le parti.Del resto chi mi chiama ha un problema e vuole una soluzione.Prima gli arriva la soluzione, prima gli sparisce il problema e tutti i danni che questo comporta.

            L'idraulico capace ha una tariffa piu' alta.



            Un costo orario più alto, quindi? Ma come lo
            decidi? Evidentemente non può esistere una
            tariffa oraria per ogni mestiere, perchè tutti e
            due gli idraulici fanno lo stesso mestiere e tu
            ammetti che dovrebbero avere tariffe
            diverse.Gli idraulici non so.Io so che sono piu' di 20 anni che faccio il mio mestiere e sono ancora qui.Altri che ho visto passare sono scomparsi.Evidentemente al di la' delle tariffe, i clienti sanno anche valutare la qualita' del lavoro.Io oggi posso permettermi di chiedere una tariffa oraria doppia rispetto all'ultimo arrivato, e fornire garanzia di qualita' e rapidita', ed espormi pure con una specie di garanzia post-vendita perche' conosco la qualita' del mio lavoro e so che non succedera' nessun problema dopo.

            Esatto.

            Come la catena di Sant'Antonio.

            Sai, quella cosa che devi mandare 10 euro ai

            primi della lista, scrivere il tuo nome in
            fondo

            alla lista e poi vendere la lista ad altre 4

            persone?

            Peccato che non funzionano molto bene.Qualcuno ci guadagna.


            Un po' complicato, ma attuabile.



            Non e' complicato per niente.


            Non sarebbe più semplice una raccolta fondi su
            kickstarter? Si raccoglie la cifra subito, si
            paga una volta sola, e il problema è
            risolto.Anche.Sono mille i modi.E non sono io quello che deve suggerirli.

            La monetina piu' piccola e' di 1 centesimo.

            Per meno di un centesimo i prezzi si
            arrotondano

            a

            zero.

            Esistono altri tipi di moneta; quanto valgono, ad
            esempio, 5 secondi del tuo tempo spesi per
            guardare un banner pubblicitario con la coda
            dell'occhio?Valgono la stessa cifra che ho speso per installare ADBlock e risolvere il problema alla radice.
            Qualcosa valgono (se hanno messo il banner,
            qualcosa ci guadagnano), ma probabilmente è meno
            di un centesimo.Sicuramente non esce dalle mie tasche.

            E siccome le registrazioni fatte coi
            telefonini

            fanno schifo, la gente sara' sempre piu'

            invogliata ad andare a sentire il concerto
            dal

            vivo.

            Quindi, lo stereo diventerà obsoleto? Oppure perfezioneranno il sistema di registrazione dei telefonini per ottenere una qualita' dolby surround anche registrando un concerto dal vivo.Non porre limiti alla tecnologia.Ruppolo sostiene che con un iphone fai delle foto che al confronto, quelle fatte con una nikon reflex con ottiche da 1000 e passa euro, fanno XXXXXX.Quindi e' molto probabile che una registrazione fatta con iphone dal vivo abbia una qualita' che non si raggiunge neppure registrando in sala con il top delle apparecchiature.


            L'artista non si prende nemmeno più la
            briga

            di


            andare in studio per registrare il


            brano.



            Altri parassiti che si estingueranno.

            Un tecnico del suono non mi sembra un parassita.
            Se vuoi fare una registrazione di qualità
            potresti aver bisogno di
            professionisti.Tutti quelli che vengono pagati per la prestazione che svolgono e poi basta, sono lavoratori.I parassiti sono quelli che pretendono di incassare anche dopo anni e anni.Non so il tecnico del suono in che categoria rientri.Se rientra nella prima, e' un lavoro rispettabile.
            Consideri per caso un tipografo un parassita,
            solo perchè tu sei capace di stamparti due fogli
            in casa?Vedi sopra il tecnico del suono.
            Non direi, se devi stampare un poster o
            un manifesto sarai ben contento che esistano
            ancora le tipografie (o intendi comprarti un
            plotter per usarlo una volta sola?). Se pago una volta sola va bene il tipografo.
            Per l'audio
            è lo stesso: magari di solito non hai bisogno di
            una registrazione fatta a regola d'arte, ma se
            per caso un giorno ti servisse non è bello
            insultare chi potrebbe aiutarti.Aiutarmi?Pensavo che si facesse pagare.

            Un musicista BRAVO.

            Non e' da tutti trascrivere uno spartito ad

            orecchio.

            Magari uno è bravissimo in quello... ma suona
            male, oppure non ha la minima fantasia e non è in
            grado di comporre nulla di suo.Suonera' musica di altri.
            C'è anche gente che è in grado di trascrivere un
            discorso molto in fretta, mentre lo sta
            sentendo... ma questo non significa che sia un
            bravo scrittore.No, ma che c'entra?Sono cose divese.


            Quando ci sono tante copie identiche,
            nessuno


            offrirà di più: se non riesci ad

            aggiudicarti

            una


            copia, te ne puoi sempre aggiudicare


            un'altra.



            Sempre che ne venga messa all'asta un'altra.

            E che ci vuole a fare una copia in più? Chiunque
            ne ha comprata una potrebbe farlo... e qualcuno
            facilmente lo farà.Certo.Ma perche' dovrebbe essere un problema?
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: cicciobello


            Perche' no? A me pare semplicissimo.


            E' un sistema che uso pure io per fare
            le

            stime:


            ci vogliono tot ore quindi costa
            tot*costo


            orario.



            Ok: e a quel punto siamo da capo: quanto è il

            giusto costo

            orario?

            Io sparo una cifra, poi si tratta.Ecco: quindi il vero prezzo del tuo lavoro non è dato da costo orario*tempo, ma da un compromesso tra quanto tu chiedi e quanto il cliente è disposto a pagare.
            Gli idraulici non so.
            Io so che sono piu' di 20 anni che faccio il mio
            mestiere e sono ancora
            qui.
            Altri che ho visto passare sono scomparsi.
            Evidentemente al di la' delle tariffe, i clienti
            sanno anche valutare la qualita' del
            lavoro.
            Io oggi posso permettermi di chiedere una tariffa
            oraria doppia rispetto all'ultimo arrivato,Ma non puoi chiedere una tariffa doppia rispetto a qualche tuo collega che sia abile quanto te, o lui ti porterebbe via i clienti. Quindi: il prezzo dipende anche da quanta concorrenza hai, da quante altre persone ci sono in grado di offrire prestazioni analoghe alle tue (se ci sei solo tu, puoi mettere il prezzo che vuoi)

            Peccato che non funzionano molto bene.

            Qualcuno ci guadagna.Anche alla roulette, se è per questo, ma di solito si perde.

            Non sarebbe più semplice una raccolta fondi
            su

            kickstarter? Si raccoglie la cifra subito, si

            paga una volta sola, e il problema è

            risolto.

            Anche.
            Sono mille i modi.
            E non sono io quello che deve suggerirli.In realtà sì; visto che nel thread si chiedeva proprio questo (suggerire quali sono i modi per finanziare l'autore), se tu rispondi si suppone che tu ne abbia qualcuno da suggerire, e ci si aspetta che lo faccia. Comunque,l'hai fatto, quindi siamo a posto.
            Valgono la stessa cifra che ho speso per
            installare ADBlock e risolvere il problema alla
            radice.Peccato che ADBlock non ti risolverà mai il problema alla radice: se sei un informatico saprai meglio di me che non si può realizzare un adblocker perfettamente efficace, per lo stesso motivo per cui nessuno è mai riuscito a realizzare un filtro antispam efficace al 100%: i contenuti indesiderati possono essere perfettamente indistinguibili da quelli desiderati.Esempio: se io ti scrivo un messaggio pubblicitario qui (BEVI COCA COLA), il tuo adblock lo lascia passare.


            Qualcosa valgono (se hanno messo il banner,

            qualcosa ci guadagnano), ma probabilmente è
            meno

            di un centesimo.

            Sicuramente non esce dalle mie tasche.Non puoi saperlo: gli sponsor caricano i costi della pubblicità sui loro prodotti, e se tu li compri (sia che tu abbia visto la pubblicità o meno), pagherai anche per quella pubblicità. E, se non vedi la pubblicità, non puoi nemmeno sapere quali prodotti sono e non puoi scegliere consapevolmente di non comprarli.Comunque, è irrilevante, visto che sono soldi che avresti speso in ogni caso.

            Quindi, lo stereo diventerà obsoleto?

            Oppure perfezioneranno il sistema di
            registrazione dei telefonini per ottenere una
            qualita' dolby surround anche registrando un
            concerto dal
            vivo.
            Non porre limiti alla tecnologia.

            Ruppolo sostiene che con un iphone fai delle foto
            che al confronto, quelle fatte con una nikon
            reflex con ottiche da 1000 e passa euro, fanno
            XXXXXX.E da quando in qua ruppolo dice qualcosa di sensato?
            Tutti quelli che vengono pagati per la
            prestazione che svolgono e poi basta, sono
            lavoratori.
            I parassiti sono quelli che pretendono di
            incassare anche dopo anni e
            anni.
            Non so il tecnico del suono in che categoria
            rientri.Per quanto ne so, il tecnico del suono incassa solo quando viene fatta la registrazione. I diritti vanno all'autore e all'editore, non ai collaboratori esterni.Il tecnico del suono non è un discografico, esattamente come un tipografo non è un editore: sono pagati per il lavoro che fanno (poi, può darsi che siano dipendenti e che lavorino per un discografico o un editore... ma spesso discografici e editori sono solo i loro clienti)


            Non direi, se devi stampare un poster o

            un manifesto sarai ben contento che esistano

            ancora le tipografie (o intendi comprarti un

            plotter per usarlo una volta sola?).

            Se pago una volta sola va bene il tipografo.Certo che se stampi una volta sola paghi una volta sola (non hai mai avuto bisogno di fare un poster o un manifesto per il tuo lavoro?).


            Per l'audio

            è lo stesso: magari di solito non hai
            bisogno
            di

            una registrazione fatta a regola d'arte, ma
            se

            per caso un giorno ti servisse non è bello

            insultare chi potrebbe aiutarti.

            Aiutarmi?
            Pensavo che si facesse pagare.È lo stesso. Se un tuo cliente prima ti insulta, poi ti chiama perchè ha bisogno di te, tu faresti finta di nulla? Come minimo, penso che gli chiederesti un prezzo più alto.


            Sempre che ne venga messa all'asta
            un'altra.



            E che ci vuole a fare una copia in più?
            Chiunque

            ne ha comprata una potrebbe farlo... e
            qualcuno

            facilmente lo farà.

            Certo.
            Ma perche' dovrebbe essere un problema?Non ho mai detto che fosse un problema. Solo, tu hai detto "sempre che ne venga messa all'asta un'altra", quindi mi sembrava che fossi tu a preoccuparti che non lo facessero.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Lo sai che il primo DRM della storia e' stato
            crackato da un ragazzino di 14
            anni?Dimenticavo.... qual'è il primo DRM della storia? Perchè è da anni che esistono (e tutti vengono craccati)... non saprei dire quale è il primo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Lo sai che il primo DRM della storia e' stato

            crackato da un ragazzino di 14

            anni?

            Dimenticavo.... qual'è il primo DRM della storia?
            Perchè è da anni che esistono (e tutti vengono
            craccati)... non saprei dire quale è il
            primo.Risale al 1500 ed e' durato per circa 2 secoli prima che venisse fatto saltare.http://it.wikipedia.org/wiki/Miserere_%28Allegri%29
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            2 secoli è tanto... comunque a cosa ti riferivi quando parlavi del ragazzino di 14 anni? Non a questo, suppongo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello
            2 secoli è tanto... comunque a cosa ti riferivi
            quando parlavi del ragazzino di 14 anni? Non a
            questo,
            suppongo.Certo che si'!15 anni aveva quando ha aggirato il DRM.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            L'ho visto adesso, mi era sfuggito quel particolare.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello
            Ok: il problema è: come calcoli il valore
            dell'originale? Questo è un punto essenziale, per
            andare avanti nel
            ragionamento.Il valore dell'originale (statua) sta nell'unicità stessa del pezzo. il prezzo (che mi par di capire è quello che chiedi) sta in quante persone vogliono quel pezzo unico che ha valore in quanto unico.

            Il valore di una copia, però, come si può
            valutare?Ed è qui il punto. Che sarebbe la deduzione logica del ragionamento.Una copia non ha nessun valore intrinseco.Nessuno ha mai pagato (o meglio ha mai attribuito) un valore ad una copia (se non il valore materiale che ha).Quindi non si può voler attribuire un prezzo a qualcosa che non ha valore per gli altri. o meglio lo si può fare ma non si può crearne un commercio (non te lo compra nessuno se non per motivi personali slegati dal mercato)Scendendo terra terra.Se un cantante X si esibisse solo dal vivo, ogni sua esibizione varrebbe oro (se è bravo) perchè l'esibizione è un pezzo unico, irripetibile non riproducibile.Un video di quella esibizione non te lo pagherebbe nessuno.A meno che, come è stato per i cd musicali negli anni passati, l'oggetto che tu mi vendi è un servizio (ascolto il concerto non essendoci potuto andare), un ricordo (oggetto fisico legato all'evento) o gli si aggiunge del valore personale (autografo del cantante di cui sono fan).
            Secondo me, tale valore cambia se le copie sono
            poche, o se sono tante: il valore è inversamente
            proporzionale al numero di copie circolanti
            (approssimativamente, è
            ovvio)Questa è una legge economica classica anche applicabile.Ma non è il vero punto della discussione, paradossalmente è sviante.In che senso.Se le copie (intese come prive di valore) circolanti sono indotte artificialmente (esempio i diamanti) si parla di cartello.I cartelli servono proprio per dare un prezzo a qualcosa che altrimenti prezzo non ha (oppure lo ha estremamente inferiore).
            Alle volte una "dimostrazione per assurdo" è
            l'unica
            soluzione.Questa è una quisquilia, quindi non prenderla come parte integrante e o importante, e che sai la logica a me piace. XDUna dimostrazione per assurdo deve arrivare ad un assurdo affinché la tesi da voler dimostrare si riveli corretta.Quindi prendendo l'argomento in discussione, tu dovresti dimostrare che una scultura ha lo stesso valore della copia (concetto assurdo) per poter affermare che una canzone live (espressione unica) ha lo stesso valore della copia.
            Spero di averti chiarito perché ho fatto certi
            esempi. Per andare avanti con il ragionamento,
            occorre stabilire come valutare il valore di
            un'opera: potrei dirti come farei io... ma prima
            preferirei sentire come la valuti
            tu.Spero di aver risposto.Ciao.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Il valore dell'originale (statua) sta
            nell'unicità stessa del pezzo. il prezzo (che mi
            par di capire è quello che chiedi) sta in quante
            persone vogliono quel pezzo unico che ha valore
            in quanto
            unico.Ok: quindi, quando parliamo di come ricompensare l'artista, occorre distinguere: se l'artista produce pezzi unici, il problema semplicemente non esiste (li vende, e dovrebbe essere a posto).Il problema si pone solo quando l'artista produce beni duplicabili.



            Il valore di una copia, però, come si può

            valutare?

            Ed è qui il punto. Che sarebbe la deduzione
            logica del
            ragionamento.
            Una copia non ha nessun valore intrinseco.......Ok: quindi non ha senso un mercato delle registrazioni.Se nessuno compra una copia, non è possibile lo sfruttamento commerciale; e pertanto qualunque norma per tutelare tale sfruttamento (non importa se per 70 anni, per 2 anni o anche solo per 2 minuti) servirebbe a ben poco.

            Scendendo terra terra.
            Se un cantante X si esibisse solo dal vivo, ogni
            sua esibizione varrebbe oro (se è bravo) perchè
            l'esibizione è un pezzo unico, irripetibile non
            riproducibile.
            Un video di quella esibizione non te lo
            pagherebbe
            nessuno.Infatti si sta andando in quella direzione: la principale fonte di guadagno di un musicista sono i concerti
            A meno che, come è stato per i cd musicali negli
            anni passati, l'oggetto che tu mi vendi è un
            servizio (ascolto il concerto non essendoci
            potuto andare), un ricordo (oggetto fisico legato
            all'evento) o gli si aggiunge del valore
            personale (autografo del cantante di cui sono
            fan).Ma chi ti offre tale servizio? Il musicista... o il "pirata" che ha registrato la canzone e l'ha messa su internet?
            Se le copie (intese come prive di valore)
            circolanti sono indotte artificialmente (esempio
            i diamanti) si parla di
            cartello.Copie di diamanti? Cosa intendi dire?
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Il problema si pone solo quando l'artista produce
            beni
            duplicabili.Quindi rivediamo la cosa da un'altra angolazione: quali sono gli artisti che producono beni duplicabili?E come si puo' fare per rendere unici anche questi?Io per esempio mi faccio autografare i libri con dedica.
            Ok: quindi non ha senso un mercato delle
            registrazioni.

            Se nessuno compra una copia, non è possibile lo
            sfruttamento commerciale; e pertanto qualunque
            norma per tutelare tale sfruttamento (non importa
            se per 70 anni, per 2 anni o anche solo per 2
            minuti) servirebbe a ben
            poco.Infatti.Se fosse stato possibile fin da subito fare le copie, a nessuno sarebbe mai venuto in mente di fare un mercato di copie.Oggi che tutti possono farsi le copie, invece di prendere atto questa realta', si preferisce ordinare alla pioggia di non cadere per difendere privilegi medievali.

            A meno che, come è stato per i cd musicali
            negli

            anni passati, l'oggetto che tu mi vendi è un

            servizio (ascolto il concerto non essendoci

            potuto andare), un ricordo (oggetto fisico
            legato

            all'evento) o gli si aggiunge del valore

            personale (autografo del cantante di cui sono

            fan).

            Ma chi ti offre tale servizio? Il musicista... o
            il "pirata" che ha registrato la canzone e l'ha
            messa su
            internet?Ovviamente il musicista.Se non e' l'artista a firmare, non vale niente.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Quindi rivediamo la cosa da un'altra angolazione:
            quali sono gli artisti che producono beni
            duplicabili?
            E come si puo' fare per rendere unici anche
            questi?
            Io per esempio mi faccio autografare i libri con
            dedica.Puoi farlo finchè il libro è di carta. Quando sarà un ebook, come farai? L'autografo digitale non sarebbe affatto unico.
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Quindi rivediamo la cosa da un'altra
            angolazione:

            quali sono gli artisti che producono beni

            duplicabili?

            E come si puo' fare per rendere unici anche

            questi?

            Io per esempio mi faccio autografare i libri
            con

            dedica.

            Puoi farlo finchè il libro è di carta. Quando
            sarà un ebook, come farai? L'autografo digitale
            non sarebbe affatto
            unico.Infatti l'ebook non verra' venduto.L'autore scrivera le prime opere distribuendole gratis, e se incontrera' il favore del pubblico, sara' il pubblico a finanziare la scrittura di nuove opere.Tutto questo in ebook.Verranno date alle stampe solo edizioni pregiate, autografate a mano dall'autore, con dedica personalizzata, solo per chi ne fara' richiesta.A quel punto te la paghi anche 100 euro, per dire.E acquistera' valore nel tempo, come per tutte le opere autografe.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Infatti l'ebook non verra' venduto.
            L'autore scrivera le prime opere distribuendole
            gratis, e se incontrera' il favore del pubblico,
            sara' il pubblico a finanziare la scrittura di
            nuove
            opere.In che modo? I sistemi che mi vengono in mente sono le donazioni e/o kickstarter (o simili)
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            Infatti l'ebook non verra' venduto.

            L'autore scrivera le prime opere
            distribuendole

            gratis, e se incontrera' il favore del
            pubblico,

            sara' il pubblico a finanziare la scrittura
            di

            nuove

            opere.

            In che modo? I sistemi che mi vengono in mente
            sono le donazioni e/o kickstarter (o
            simili)Crowdfunding.Un ipotetico autore scrive il primo libro di una trilogia e lo distribuisce gratis e vede come va.Se la gente e' interessata e comincia a chiedere quando esce il secondo volume, l'autore apre una bella sottoscrizione e dice: "Esce quando raggiungo la cifra x. Avete 6 mesi di tempo."Se in 6 mesi si arriva alla cifra, esce il secondo volume.Se non si arriva, ognuno si riprende la sua quota e il secondo volume non uscira' mai.Tanto semplice.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright


            In che modo? I sistemi che mi vengono in
            mente

            sono le donazioni e/o kickstarter (o

            simili)

            Crowdfunding.È esattamente a questo che serve kickstarter.
            Un ipotetico autore scrive il primo libro di una
            trilogia e lo distribuisce gratis e vede come
            va.
            Se la gente e' interessata e comincia a chiedere
            quando esce il secondo volume, l'autore apre una
            bella sottoscrizione e dice: "Esce quando
            raggiungo la cifra x. Avete 6 mesi di
            tempo."

            Se in 6 mesi si arriva alla cifra, esce il
            secondo
            volume.
            Se non si arriva, ognuno si riprende la sua quota
            e il secondo volume non uscira'
            mai.Perfetto; oppure, se pubblichi online, puoi anche pubblicare i singoli capitoli, invece che tutto il volume (il vantaggio? Se vedi che non ha sucXXXXX, per lo meno non hai scritto tutto il libro per niente)
            Tanto semplice.Quindi, per il cinema... meno film e più serie televisive? (il modello descritto va benissimo anche per una serie a puntate)Può andare (la serie "Game of thrones", ad esempio, è migliore di molti film)
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello
            Ok: quindi non ha senso un mercato delle
            registrazioni.

            Se nessuno compra una copia, non è possibile lo
            sfruttamento commerciale; e pertanto qualunque
            norma per tutelare tale sfruttamento (non importa
            se per 70 anni, per 2 anni o anche solo per 2
            minuti) servirebbe a ben
            poco.Non è corretto.Ho meglio non raggiunge un equilibrio per l'artista. secondo me.Se io non tutelo l'artista dallo sfruttamento commerciale non ho nessun modo per far ricavare del denaro del suo lavoro.Cosa che io trovo giusta, come dicevo nel primissimo post.Facciamo un esempio di un concerto.XXXXXXX si esibisce a Milano.XXXXXXX ha lo sfruttamento commerciale della sua immagine e delle sue canzoni.Vende i biglietti del concerto, ma vende anche i diritti televisivi a chi li vuole comprare.La Tv compra i diritti del live (copia digitalizzata) perchè calcola un certo share e valuta se rientra della spesa+guadagno rivendendo la platea televisiva agli inserzionisti pubblicitari.Come ami questa copia digitalizzata ha valore?Perchè non ha valore in sè, ha valore come servizio!Il liveTV è si tecnicamente una copia dell'evento ma ha un valore stesso nella sua unicità temporale, domani la ritrasmissione in onda non avrà lo stesso valore della diretta, non potrà essere commercializzata alla stessa maniera. Togliere i diritti di sfruttamento annullandoli nel tempo non è equo per l'artista.Limitarli nel tempo o a certe condizioni è vantaggioso per tutti tranne per chi vive di rendita.Se io (cantante X) voglio vendere un pezzo ad una radio, oppure mi pagano per usarlo in una colonna sonora, devo fornirgli un pezzo registrato, una registrazione professionale digitale (quella sarà copiabile all'infinito).Eppure la radio o il regista me lo paga, perchè?Perchè io ne detengo ii diritti di sfruttamento e lui ci guadagna.Si chiama mercato, si chiama lavoro.Il punto nasce quando qualcuno (l'artista o molto spesso il cravattaro che lo tiene per le palle) vuole vendere qualcosa a chi a quella cosa non attribuisce un valore.Come può essere un brano di cui tu non mi vendi la proprietà o lo sfruttamento commerciale ma semplicemente la possibilità di ascoltarlo.Nessuno da valore a questo.Ecco perché quando trova alternative gratuite le usa.Non c'è valore intrinseco in quello che vogliono vendere c'è solo un prezzo.E' come voler vendere ghiaccio agli esquimesi.Sai che in america nei market vendono il ghiaccio?Eppure tutti possono farselo a casa.Pagano per avere il ghiaccio già pronto (servizio) non per il ghiaccio in se.Torniamo sempre allo stesso punto.Non è "la pirateria" che toglie da mangiare agli artisti.Sul sistema industria lobbistico creato si può discutere anche se non è di mio interesse, cacciassero le palle gli artisti.

            A meno che, come è stato per i cd musicali
            negli

            anni passati, l'oggetto che tu mi vendi è un

            servizio (ascolto il concerto non essendoci

            potuto andare), un ricordo (oggetto fisico
            legato

            all'evento) o gli si aggiunge del valore

            personale (autografo del cantante di cui sono

            fan).

            Ma chi ti offre tale servizio? Il musicista... o
            il "pirata" che ha registrato la canzone e l'ha
            messa su
            internet?Forse non riesco a spiegarmi.Parlavamo di cd. (quindi internet non centra un fico secco)Chi ha la necessità di comprare il cd _OGGI_ lo fa per qualcosa che non è il supporto fisico in se. Lo fa per motivi personali (ricordo, autografo) che sono legati ad un oggetto ufficiale.Chi si compra il cd alla bancarella come ricordo di un concerto?

            Se le copie (intese come prive di valore)

            circolanti sono indotte artificialmente
            (esempio

            i diamanti) si parla di

            cartello.

            Copie di diamanti? Cosa intendi dire?Mi sono espresso in maniera scorretta.Intendevo i diamanti come esempio di cartelloSi estraggono più diamanti di quelli che si mettono sul mercato (gli altri li chiudono nelle casseforti) per mantenere alto il valore in maniera artificiale. (nel mondo digitale è come il DRM ossia si condizione il mercato riducendo artificialmente il bene)Volevo fare un esempio di cartello indotto.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            Ho meglioperdonami questo. ed altri eventuali errori
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            Non è corretto.
            o meglio non raggiunge un equilibrio per
            l'artista. secondo
            me.
            Se io non tutelo l'artista dallo sfruttamento
            commerciale non ho nessun modo per far ricavare
            del denaro del suo
            lavoro.
            Cosa che io trovo giusta, come dicevo nel
            primissimo
            post.La questione non è di cosa trovi giusto, o corretto, o quello che vuoi.La questione è su cosa è possibile in pratica; e tu stesso hai appena dimostrato, con argomenti validi, che lo sfruttamento commerciale di qualcosa che esiste in innumerevoli copie che si possono fare a costo zero NON È POSSIBILE.
            Facciamo un esempio di un concerto.
            XXXXXXX si esibisce a Milano.
            XXXXXXX ha lo sfruttamento commerciale della sua
            immagine e delle sue
            canzoni.
            Vende i biglietti del concerto, ma vende anche i
            diritti televisivi a chi li vuole
            comprare.
            La Tv compra i diritti del live (copia
            digitalizzata) perchè calcola un certo share e
            valuta se rientra della spesa+guadagno rivendendo
            la platea televisiva agli inserzionisti
            pubblicitari.Una pay tv o una tv in chiaro? Perchè una pay tv verrebbe subito fregata dal primo ragazzino che collega il decoder al computer e spedisce il video in streaming in rete.
            Il liveTV è si tecnicamente una copia dell'evento
            ma ha un valore stesso nella sua unicità
            temporale, domani la ritrasmissione in onda non
            avrà lo stesso valore della diretta, non potrà
            essere commercializzata alla stessa maniera.Puoi farlo (o almeno provarci) per un concerto o un evento sportivo. Per un film come fai?
            Come può essere un brano di cui tu non mi vendi
            la proprietà o lo sfruttamento commerciale ma
            semplicemente la possibilità di
            ascoltarlo.
            Nessuno da valore a questo.Parole sante. Quoto in pieno.
            E' come voler vendere ghiaccio agli esquimesi.
            Sai che in america nei market vendono il ghiaccio?
            Eppure tutti possono farselo a casa.
            Pagano per avere il ghiaccio già pronto
            (servizio) non per il ghiaccio in
            se.E i venditori di ghiaccio hanno fatto lobbying per impedire la diffusione di frigoriferi e condizionatori d'aria?Risposta: sìhttp://www.cracked.com/article_20612_5-seemingly-harmless-groups-that-wield-terrifying-power_p2.htmlTi pare giusto?
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello
            La questione è su cosa è possibile in pratica; e
            tu stesso hai appena dimostrato, con argomenti
            validi, che lo sfruttamento commerciale di
            qualcosa che esiste in innumerevoli copie che si
            possono fare a costo zero NON È POSSIBILE.In realtà io cercavo di "dimostrare" che non è possibile dare un valore alla copia in se. Ostinandosi quindi a vendere le singole copie è solamente assurdo.Se intendevi questo, si l'ho dimostrato. :)Un artista con una canzone (che può esistere in innumerevoli copie) può far soldi.Una major che vende solo le singole copie deve fare tutto quello che vediamo ogni giorno (drm, copyright, lobbismo, lotta alla condivisione) per dare valore ad una copia.
            Una pay tv o una tv in chiaro?
            Perchè una pay tv
            verrebbe subito fregata dal primo ragazzino che
            collega il decoder al computer e spedisce il
            video in streaming in
            rete.Ma anche una TV (network) in streming sul pc.e' il servizio in se che vale.Guardare in streaming mtv.network (esempio non so se esiste) mi assicura un servizio anche qualitativo.Mi da la certezza che quell'evento pubblicizzato partirà a tale ore del tale giorno, con una buona qualità e non salterà perchè il "primo ragazzino" che lo manda sul sito cinese deve andare a mangiare e stacca tutto.Quando offri un servizio non temi queste cose.E quando si vuole lucrare su un (dis)servizio, che iniziano i problemi.
            Perchè una pay tvLe pay-tv vendono i pacchetti.Ossia un offerta.Si paga per quello. per i servizi sky esempio (HD registrazione, serie televisive complete e presenti") oltre a tutto il resto.Non è detto che quel servizio un giorno non sarà più utile, per ora è diffuso perché serve.La tv è come il CD, prima o poi verrà soppiantato, è un mezzo per offrire un servizio.Confondere le cose porterà sempre ad un corto circuito logico
            Per un film come
            fai?Ricominciamo? :)é proprio qui il punto. non tutto può essere commercializzato alla stessa maniera.L'esempio di avatar che abbiamo fatto doveva essere esplicativo. <b
            <u
            L'unica cosa che è costante è che la copia non ha valore in se. </u
            </b
            Se io con un film faccio 2.8miliardi e diciamo altri 200milioni tra vendita alle tv (che ne fanno i pacchetti) o i 200 li faccio solo di merchandising che cambia?

            Come può essere un brano di cui tu non mi
            vendi

            la proprietà o lo sfruttamento commerciale ma

            semplicemente la possibilità di

            ascoltarlo.

            Nessuno da valore a questo.

            Parole sante. Quoto in pieno.Ma ti dirò di più, le major lo sanno benissimo che una copia non ha valore in sè.Poichè la gente non glie lo ha mai dato. MAI. M-A-I.Altrimenti non avrebbero bisogno di creare lobbisticamente delle leggi.
            Risposta: sì
            http://www.cracked.com/article_20612_5-seemingly-h

            Ti pare giusto?Questa non la sapevo.Tutti gli atteggiamenti lobbistici sono sbagliati, perchè si basano sulla legge del più forte (potente), bloccano il mercato e l'innovazione per creare quel surplus di valore da intascarsi (è la loro fonte di guadagno).Produttori di beni e servizi e consumatori sono sulla stessa barca del mercato. e' chi porta avanti un sistema parassitario che cerca di speronare la barca per "piratarla". XDOra esprimo una esperienza personale che non ha nulla a che vedere con l'applicazione della logica precedentemente discussa.Noi abbiamo parlato dei grandi musicisti.Io adoro ascoltare musica dal vico, anche di piccoli gruppi che si esibiscono nei pub, nei jazz.bar o in locali simili. Indipendenti diciamo.Adoro anche bere dei buoni cocktail, quindi non di rado mi trattengo oltre il concerto e mi ritrovo a dialogare con gli artisti.Il piccolo non è soggetto alla pirateria, troppo poco conosciuto.Quindi il discorso non centra.Quando gli chiedo quali sono le difficoltà a inseristi nel mercato musicale italiano e se le difficoltà derivano dall'essere poco commerciali. Sai cosa mi rispondono in genere?Mi dicono che la più grande difficoltà è dovuta da chi detiene il mercato discografico attuale che ti offre contratti capestro da accettare (perchè non sei nessuno) o ti taglia fuori letteralmente.Sono "rischiosi" da un punto di vista di mercato, non gli garantiscono un ritorno certo (che imprenditori eh!)Il "commerciale" è il modo per rendere il mercato meno soggetto alle forme artistiche, per non dare potere contrattuale agli artisti.Paradossalmente chi dovrebbe difendere il mercato dell'arte lo boicotta per tenerne il controllo.E lo fanno con i soldi. ;)
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Allora direi proprio che alla fine siamo d'accordo: vendere le copie non ha senso, occorre trovare un modello diverso.E non si può pensare di "riaggiustare un poco" il modello attuale (ad esempio, accorciando la durata del copyright, abbassando i prezzi o facendo cose del genere); occorre proprio cambiarlo drasticamente. Come convincere chi è abituato al modello attuale a cambiare? Forse non accadrà: semplicemente, chi è abituato a lavorare col copyright non cambierà, verrà rimpiazzato.
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            Te lo segnalo solo perchè ne stavamo parlando.http://www.tomshw.it/cont/news/sky-italia-in-streaming-senza-contratto-sat-dal-2014/49710/1.html
          • prinz verde scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            In questo forum, quella gente li' ha sempre preso
            delle gran pezze in
            faccia.
            Evidentemente altrove trovano pecore belanti.
            Qua invece ci provano, e poi, visto che trovano
            pane per le loro dentiere, tergiversano e
            svicolano, non avendo
            argomentazioni.Un vero uomo !!! (ovviamente nascosto in cantina al riparo dietro ad un monitor)
    • Allibito scrive:
      Re: Per Allibito e altri difensori copyright
      - Scritto da: Un signore
      Cari amici, che amici non siete perché
      considerate gli altri nemici o portafogli da
      spremere ma non certo interlocutori, il vostro
      gioire per un regolamento sbagliato è inutile. Il
      vostro urlare di legalità e illegalità, giustizia
      e punizioni, funziona solo fra di voi e forse
      nemmeno visto che i più duri verso la pirateria
      hanno violato il regolamento e si sono fatti
      bannare dall'unico forum di settore tuttora in
      vita.
      L'unica cosa sensata che hai scritto é che non siamo amici e aggiungo che non ci tengo affatto.Se il regolamento sarà inutile, avremo tempo per scoprirlo, se tu ne fossi veramente certo non staresti nemmeno a parlarne.La tua idea di cliente é quantomeno bizzarra, ma nel mondo reale, fuori dai videogiochi, esiste un produttore, un operaio e un distributore prima di arrivare al cliente finale. Dove non serve il produttore può rivolgersi direttamente al cliente ma molto spesso ha bisogno di intermediari. Anche tu che credi di sapere tutto ma ignori la realtà, usufruisci di intermediari per vederti il tuo filetto XXXXX, la sola differenza che alcuni intermediari pagano le opere all'avente diritto e pagano le tasse, altri, come quelli scelti da te non pagano n'è uno ne l'altra. A te questo non interessa, ti basta vedere il filmetto gratis, se poi anche per merito tuo chi si arricchisce é un delinquente che c'importa, siamo in Italia.Se chi produce e chi distribuisce licenzia gli operai, che ci frega, abbiamo la nostra canzoncina. Sei padrone di pensarla così, ma non devi permetterti di dare del parassita a chi lavora e paga i diritti, perché i parassiti sono quelli come te che vorrebbero avere le cose che non possono permettersi di comprare come se fossero di prima necessità.
      Il download non autorizzato di opere coperte da
      diritto d'autore non sarà mai essere percepito
      come un illecito contrario alla società perché
      non consiste nella sottrazione di beni fisici, è
      quindi illogico per il cervello ritenerlo
      sbagliato e infatti è diffuso in tutte le classi
      sociali e praticato dalla maggior parte delle
      persone a cui affidate ogni giorno la vostra
      vita: medici, infermieri, autisti, piloti,
      sacerdoti, insegnanti fino ai politici che lo
      ammettono platealmente o condividono
      tranquillamente nei social network video di
      canzoni che sentono su
      youtube.
      questa é gran fesseria. La maggior parte delle persone adulte e sensate lo avverte come illegale, é solo la scarsa guerra che si fa a convincere che "tanto non succede nulla" . Tra i mocciosi é diverso, ma sono giustificati, non si può pretendere che capiscano cosa giusto e cosa non lo sia.
      Né voi né i detentori dei diritti né le autorità
      e men che meno chi probabilmente non ha titolo
      per imporre questo regolamento potrete cambiare
      questo stato di cose perché è contro la natura
      del cervello
      umano.
      cervello bacato semmai, una persona dotata di cervello riconosce cosa é giusto e cosa non lo sia, lo fa perché ne trae convenienza, ma non basta per stravolgere la realtà.
      La sola risposta in un mercato normale è che
      l'offerta si adegui alla domanda. Dove ci sono
      servizi di streaming e/o download illimitato a
      costo fisso la pirateria cala, ma non è perché
      viene combattuta, è perché l'offerta legale è più
      comoda e di migliore qualità. Potete adattarvi o
      perire, ma sappiate che la risposta a questa
      legge sarà la stessa che ha accolto l'HADOPI: 1)
      aggirare, 2) boicottare 3) far decadere tramite
      TAR o intervento di politici più interessati al
      cittadino e alle libertà di
      tutti.
      su una cosa tua sei tu che decidi come e se distribuirla, chiunque altro si prenda questa libertà lo fa infrangendo la legge. Non sta a te decidere come debbano essere divulgate le opere, tu puoi solo accettare o rifiutare... O rubare, non hai altre strade.
      Per aggirare molti filtri DNS basta impostare i
      seguenti DNS: 208.67.222.222 e 208.67.220.220
      oppure 8.8.8.8 e
      4.4.4.4
      Questo messaggio con l'entrata in vigore del
      regolamento AGCOM sarà
      inamissibile.
      Provate a fare chiudere PI o Google e preparatevi
      a vivere in Italia a distanza di 16 anni la
      fallimentare battaglia di Hollywood contro il
      DeCSS. Auguri!
      XDNessuno ha mai pensato che sia una passeggiata, ma sembra che si stiano accorgendo della difficoltà in cui vive tutta la filiera, hanno sentito il minor gettito e stanno contando le imprese chiuse e dipendenti licenziati, qualcosa si dovrà pur tentare per arginare la piaga.
      • cicciobello scrive:
        Re: Per Allibito e altri difensori copyright

        questa é gran fesseria. La maggior parte delle
        persone adulte e sensate lo avverte come
        illegaleA giudicare da quanti adulti piratano, avrei dei dubbi
        , é solo la scarsa guerra che si fa a
        convincere che "tanto non succede nulla" .In realtà la "guerra", fatta con i drm, ha solo peggiorato la situazione.
        Tra i
        mocciosi é diverso, ma sono giustificati, non si
        può pretendere che capiscano cosa giusto e cosa
        non lo
        sia.I mocciosi di oggi sono gli adulti di domani. Ormai siamo in una generazione cresciuta abituandosi a copiare: gli adulti di oggi, quando erano ragazzini, erano abituati a copiare la cassetta di musica dell'amico, o a noleggiare una videocassetta e copiarsela (il videonoleggio ha contribuito moltissimo a creare questa mentalità: la copia fa risparmiare)
        cervello bacato semmai, una persona dotata di
        cervello riconosce cosa é giusto e cosa non lo
        sia,Ok, solo che il concetto di proprietà intellettuale non è così intuitivo, ed inoltre spesso è spiegato male.Non è così ovvio che se hai comprato qualcosa, appartiene a qualcun altro.
        su una cosa tua sei tu che decidi come e se
        distribuirla,Vero: ma dopo che l'hai distribuita è ancora tua o è di qualcun altro?
        Non sta a te
        decidere come debbano essere divulgate le opere,
        tu puoi solo accettare o rifiutare... Il fatto è che la gente rifiuta, sta rifiutando di comprare da anni. E le conseguenze iniziano a vedersi.
        Nessuno ha mai pensato che sia una passeggiata,
        ma sembra che si stiano accorgendo della
        difficoltà in cui vive tutta la filieraVive? A me sembra che la filiera stia venendo completamente smantellata. Ormai i musicisti puntano ai concerti, le case cinematografiche al cinema. Lo vedi anche dai film che escono: pieni di effetti speciali, fatti per fare colpo sul grande schermo, e trame banali, che saranno dimenticate in pochi giorni. Non puntano a fare dei film da vendere in dvd, ma solo da vedere al cinema. Secondo me, Avatar è stato il punto di svolta: doveva essere l'occasione per far decollare il bluray, perchè aveva caratteristiche (in particolare il 3d) sfruttabili appieno solo col bluray, e doveva segnare la fine della pirateria, perchè era pieno di protezioni. Ebbe sucXXXXX solo a metà: non riuscì a far decollare il bluray, e le protezioni fallirono (avatar detiene il record di film più piratato); tuttavia, incassò parecchio al cinema. Le case cinematografiche hanno fatto la mossa più ovvia: visto che potevano rilanciare il cinema, l'hanno fatto, e visto che il settore home video continuava a rendere poco, hanno iniziato a potare i rami secchi.
        , hanno
        sentito il minor gettito e stanno contando le
        imprese chiuse e dipendenti licenziati, qualcosa
        si dovrà pur tentare per arginare la
        piaga.Già: trovare posti di lavoro in altri settori: sono tanti i settori in difficoltà.
        • panda rossa scrive:
          Re: Per Allibito e altri difensori copyright
          - Scritto da: cicciobello
          Secondo me, Avatar è stato il punto di svolta:
          doveva essere l'occasione per far decollare il
          bluray, perchè aveva caratteristiche (in
          particolare il 3d) sfruttabili appieno solo col
          bluray, e doveva segnare la fine della pirateria,
          perchè era pieno di protezioni. Ebbe sucXXXXX
          solo a metà: non riuscì a far decollare il
          bluray, e le protezioni fallirono (avatar detiene
          il record di film più piratato); tuttavia,
          incassò parecchio al cinema. Le case
          cinematografiche hanno fatto la mossa più ovvia:
          visto che potevano rilanciare il cinema, l'hanno
          fatto, e visto che il settore home video
          continuava a rendere poco, hanno iniziato a
          potare i rami
          secchi.Vero.La gente va al cinema a vedersi il film con gli occhialini.E poi se lo scarica per rivederselo a casa.Tanto ha gia' dato pagando il cinema quindi e' moralmente a posto.

          Già: trovare posti di lavoro in altri settori:
          sono tanti i settori in
          difficoltà.Il kebab e' in piena crescita.La dove c'era una videoteca ora c'e' un kebab.
        • Phronesis scrive:
          Re: Per Allibito e altri difensori copyright
          Ciao.Non vorrei parlare con una persone che ha preso una decisione irremovibile.Non mi è sembrato e quindi rispondo volentieri.Se mi sbaglio, dimmelo.- Scritto da: cicciobello
          Ok, solo che il concetto di proprietà
          intellettuale non è così intuitivo, ed inoltre
          spesso è spiegato
          male.Il concetto di proprietà intellettuale è semplicemente illogico.è artificiale, è indotto.Non è difficile capirlo, è difficile sostenerne la validità.Cito da wikipedia per non sembrare di parte.-----------------------Con proprietà intellettuale si indica l'apparato di principi <b
          giuridici </b
          che mirano a tutelare i frutti dell'inventiva e dell'ingegno umani; sulla base di questi principi, la legge attribuisce a creatori e inventori un <b
          vero e proprio monopolio </b
          nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati.---------------------------------------Faccio sempre quest'esempio.Un idea è come un segreto.I segreti non sono più tuoi appena li dici ad altri.Così è l'idea.Qui si parla di sfruttamento commerciale.E di quello si può discutere.
          Non è così ovvio che se hai comprato qualcosa,
          appartiene a qualcun
          altro.Non sono non è ovvio, è illogico. è artificiale, è indotto.Se avessimo espresso questi concetti nell'antica Roma o nel Rinascimento (e non si può dire che non ci siano stati artisti) ci avrebbero riso dietro.Non credi?
          Ormai i musicisti
          puntano ai concerti, le case cinematografiche al
          cinema.Nell'altro 3d ti spiegavo perché questi eventi sono remunerativi ma addirittura reputati meritevoli di corrispettivo.
          Lo vedi anche dai film che escono: pieni
          di effetti speciali, fatti per fare colpo sul
          grande schermo, e trame banali, che saranno
          dimenticate in pochi giorni. Non puntano a fare
          dei film da vendere in dvd, ma solo da vedere al
          cinema.Questo non centra ma rispondo per sfatare un triste mito.Gli effetti speciali, l'azione, i culi e le tette (film che sbancano insomma) non sono adoperati per invogliare la gente ad andare al cinema, semplicemente è quello che la gente (cinematograficamente e culturalmente sempre più appiattita IMHO) vuole vedere.Esempio.I cinepanettoni. Effetti speciali zero. botteghino assicurato.Per dire che non c'entra nulla in questo discorso sul copyright.
          Secondo me, Avatar è stato il punto di svolta:
          doveva essere l'occasione per far decollare il
          bluray, perchè aveva caratteristiche (in
          particolare il 3d) sfruttabili appieno solo col
          bluray, Abbi pazienza. Non concordo. Usi una logica impropria, IMHO.Parti da una posizione errata, inverti causa ed effetto.Come ti spiegavo nel famoso 3d "teorico" (chiamiamolo così) il bluray non è decollato per colpa o meno della pirateria.Il blurey è un supporto fisico, nell'era digitale nasce morto.I vantaggi che tu citi (il 3d) sono troppo piccoli per essere un valore aggiunto poichè il 3d è semplicemente una tecnologia immatura per una versione casalinga. Hanno il limite degli occhiali e della posizione rispetto al televisore.
          (avatar detiene
          il record di film più piratato); tuttavia,
          incassò parecchio al cinema. Avatar è del 2009 ed è stato il film più piratato (fonte te stesso)maAnche il film più costoso mai prodotto al tempo circa 400milioni di dollari (fonte wikipedia)maanche il quello che ha avuto più incassi fino ad allora 2.8Miliardi di dollariSolo al cinema 700% del costo di produzione ad agosto 2010.In un anno quindi.Questo applicando un discorso logico dimostra che "la pirateria" non solo non ferma le grandi produzioni (400milioni) ma nemmeno gli incassi (2.8Miliardi)
          Le case
          cinematografiche hanno fatto la mossa più ovvia:
          visto che potevano rilanciare il cinema, l'hanno
          fatto, e visto che il settore home video
          continuava a rendere poco, hanno iniziato a
          potare i rami
          secchi.



          , hanno

          sentito il minor gettito e stanno contando le

          imprese chiuse e dipendenti licenziati,
          qualcosa

          si dovrà pur tentare per arginare la

          piaga.I fatti del tuo esempio dimostrano semplicemente il contrario.che accusano la pirateria di minor introiti scaricandogli il fardello morale "della potatura di rami secchi" ossia della morte di una filiare che semplicemente non gli serve poichè non utile per raggiungere il consumatore, filiera che sarebbe comunque stata soppiantata da altre tecnologie anche nella loro logica.La pirateria è una risposta ad un problema (problema indotto) non la causa del problema.
          Già: trovare posti di lavoro in altri settori:
          sono tanti i settori in
          difficoltà.questa possiamo risparmiarcela.Intervengo, aimhe, ancora in discorsi sulla pirateria solo perchè ci sono questi aspetti morali che si sbandierano ai quattro venti.psSei l'utente Ruppolo?Io sono un lurker. sei l'unico che cita sempre avatar e il 3d.
          • cicciobello scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright

            ps
            Sei l'utente Ruppolo?Stai scherzando, vero? Non hai notato che ruppolo è un fanboy apple e io sono un apple hater? Mi sembra di avere punti di vista opposti a ruppolo.
            Io sono un lurker. E abbastanza ingenuo, se mi confondi con ruppolo.
            sei l'unico che cita sempre
            avatar e il
            3d.Evidentemente non sono l'unico...
          • Phronesis scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: cicciobello

            ps

            Sei l'utente Ruppolo?

            Stai scherzando, vero? Non hai notato che ruppolo
            è un fanboy apple e io sono un apple hater? Mi
            sembra di avere punti di vista opposti a
            ruppolo.Scusa non volevo offenderti.(non pensavo fosse neanche un'offesa)Purtroppo non leggo i commenti su Apple/MS/Google/Samsung con particolare interesse o attenzione mi sarebbe stato difficile delinearvi per questo.:)
          • panda rossa scrive:
            Re: Per Allibito e altri difensori copyright
            - Scritto da: Phronesis
            - Scritto da: cicciobello


            ps


            Sei l'utente Ruppolo?



            Stai scherzando, vero? Non hai notato che
            ruppolo

            è un fanboy apple e io sono un apple hater?
            Mi

            sembra di avere punti di vista opposti a

            ruppolo.

            Scusa non volevo offenderti.
            (non pensavo fosse neanche un'offesa)In questo forum si usa dare del ruppolo per offendere, perche' cosi' si evita che il post venga censurato per turpiloquio o bestemmie.Del resto ti basta leggere solo un paio di post di ruppolo a caso per renderti conto...
            Purtroppo non leggo i commenti su
            Apple/MS/Google/Samsung con particolare interesse
            o attenzione mi sarebbe stato difficile
            delinearvi per
            questo.Non sai che cosa ti perdi! (rotfl)
        • krane scrive:
          Re: Per Allibito e altri difensori copyright
          - Scritto da: cicciobello
          Già: trovare posti di lavoro in altri
          settori: sono tanti i settori in
          difficoltà.La tecnologia va avanti e toglie lavoro, non puoi inventare qualcosa che allevi la fatica e poi lamentarti che ti ha tolto il lavoro.Delle due l'una.
      • ziovax scrive:
        Re: Per Allibito e altri difensori copyright
        - Scritto da: Allibito
        Nessuno ha mai pensato che sia una passeggiata,
        ma sembra che si stiano accorgendo della
        difficoltà in cui vive tutta la filiera, hanno
        sentito il minor gettito e stanno contando le
        imprese chiuse e dipendenti licenziati, Ma che non funzioni qualcosa in questa filiera, nessuno c'ha mai pensato?E' ampiamente dimostrato che la pirateria incide solo in minima parte, anche da esempi di produzioni ben riuscite ed ultra piratate, non solo da studi del settore.Il mercato è, inoltre, in recessione per tutti: i tempi sono cambiati, è ora di cambiare l'offerta, non difendere a spada tratta un sistema sbagliato.
        qualcosa
        si dovrà pur tentare Appunto. La musica s'è già mossa e fra deezer, spotify e google play, scaricare un disco non interessa più a nessuno.
        per arginare la
        piaga.La pirateria non è la piaga, è la risposta ovvia ad un mercato che non funziona.
  • Marco Ravich scrive:
    ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
    Queste normative non cozzano fra loro ?Oppure comunque gli operatori "no profit" saranno comunque liberi di condividere ?
    • Allibito scrive:
      Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
      No profit vuol dire senza pubblicità e la condivisione è consentita solo per le opere libere e non quelle protette da copyright. Quante ne conosci??
      • un chain scrive:
        Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
        - Scritto da: Allibito
        No profit vuol dire senza pubblicità e la
        condivisione è consentita solo per le opere
        libere e non quelle protette da copyright. Quante
        ne conosci??forse non lo sai, ma *tutte* le opere sono "protette" dalle norme sul diritto d'autore...detto questo, ci sono anche opere in "pubblico dominio", ma sono molto poche in italia visto che per la legge italiana il detentore dei diritti *non* può rilasciare l'opera al pubblico dominio nenache se lo vuole...e poi ci sono opere rilasciate con una (o più) licenza più o meno "libera" (nel senso che la licenza stessa ne consente "ampi" utilizzi) e di queste opere c'è ne è una quantità *ENORME*...
        • Allibito scrive:
          Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
          - Scritto da: un chain
          - Scritto da: Allibito

          No profit vuol dire senza pubblicità e la

          condivisione è consentita solo per le opere

          libere e non quelle protette da copyright.
          Quante

          ne conosci??

          forse non lo sai, ma *tutte* le opere sono
          "protette" dalle norme sul diritto
          d'autore...

          detto questo, ci sono anche opere in "pubblico
          dominio", ma sono molto poche in italia visto che
          per la legge italiana il detentore dei diritti
          *non* può rilasciare l'opera al pubblico dominio
          nenache se lo
          vuole...

          e poi ci sono opere rilasciate con una (o più)
          licenza più o meno "libera" (nel senso che la
          licenza stessa ne consente "ampi" utilizzi) e di
          queste opere c'è ne è una quantità
          *ENORME*...Qualsiasi scelta dell'avente diritto é rispettabile, non sono pochi gli artisti che pubblicano in rete un'opera liberamente. Il problema nasce quando é l'utente finale che vorrebbe scegliere come sia diffusa l'opera...
          • ziovax scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Allibito
            Qualsiasi scelta dell'avente diritto é
            rispettabile, non sono pochi gli artisti che
            pubblicano in rete un'opera liberamente. Il
            problema nasce quando é l'utente finale che
            vorrebbe scegliere come sia diffusa
            l'opera...Voi dimenticate che l'utente finale è quello che dovrebbe comprare, ossia quello che vi fa guadagnare: se voi gli offrite un prodotto di XXXXX, difficilmente reperibile, difficilmente fruibile, troppo costoso, etc. l'utente finale col cacchio che ve lo compra.Pensate a come creare un buon prodotto, venderlo meglio, farlo trovare con facilità, farlo fruire semza patemi, ad un prezzo onesto e accessibile e vedrai che il tuo "spauracchio" pirateria diventerà ininfluente sui tuoi guadagni.Conosci per caso netflix, spotify, google play, etc.?
      • Skywalker scrive:
        Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
        - Scritto da: Allibito
        No profit vuol dire senza pubblicità e la
        condivisione è consentita solo per le opere
        libere e non quelle protette da copyright. Quante
        ne conosci??Opere sviluppate da persone morte da meno di 71 anni (+4 anni di prima guerra mondiale + 5 di seconda se francese), nessuna.Perché anche quelle "free" nel senso di CC & simili sono protette da copyright, visto che, stante l'attuale legislazione, qualunque cosa è BY DEFAULT protetta da copyright, persino i disegni della Scuola Materna di mio figlio buttati nel cestino.Ed anche per quelle di autori morti da più di 71 anni, bisogna fare attenzione a recuperare l'opera da un supporto che abbia almeno 95 anni, altrimenti rischi di incappare in copyright sull'impaginazione, o su sottili modifiche del testo (la norma ad esempio per gli Editori USA di opere UK: persino le poesie alterano ad hoc!), o in diritti connessi.Ed attenzione che sia come era 95 anni fa, perché se c'è stato un restauro ci sono altri 50 anni di diritti connessi al restauro. E attenzione a non prendere un'opera tradotta, altrimenti i 71 anni sono dalla morte anche del traduttore. Se poi è un'opera multimediale, occhio, perché devi andare a cercare le date di morte di un bel gruzzolo di persone (autori, sceneggiatori, registi, autori ed esecutori della musica, scenografi...).Quanto aveva ragione Lessig già nel 2002:http://randomfoo.net/oscon/2002/lessig/free.htmlUna presentazione che dovrebbe essere obbligatoria in ogni scuola del Regno...In 11 anni lo spazio "unregulated" è ormai stato completamente cannibalizzato da quello Copyrighted.E questi continuano a parlare di "soluzione che bilancia gli interessi degli Editori con quelli dei Clienti". Alla faccia de "Il Cliente ha sempre ragione". (e lasciamo perdere la favola degli "Autori", ai quali, se non sono abbastanza famosi, gli Editori chiedono ormai la cessione dei diritti di sfruttamento economico prima di iniziare le campagne di Marketing. Guardate in piccolo sui dischi:"Copyright Sony-BMG", mica "Copyright Franco Cantautore").
        • Ricky Portera scrive:
          Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

          Quante

          ne conosci??
          Opere sviluppate da persone morte da meno di 71
          anni (+4 anni di prima guerra mondiale + 5 di
          seconda se francese),
          nessuna.Io ne conosco diverse:Canto degli italiani di Mameli-Novaro (entrambi morti da oltre 70 anni).Luigi Pirandello - Uno, nessuno, centomila.
          Perché anche quelle "free" nel senso di CC &
          simili sono protette da copyright, visto che,
          stante l'attuale legislazione, qualunque cosa è
          BY DEFAULT protetta da copyright, persino i
          disegni della Scuola Materna di mio figlio
          buttati nel
          cestino.Esistono procedure per la rinuncia ai diritti, eh?!?
          Ed anche per quelle di autori morti da più di 71
          anni, bisogna fare attenzione a recuperare
          l'opera da un supporto che abbia almeno 95 anni,Perché 95 anni?C'è una norma speciale che prevale su quella generale della morte dell'autore?
          altrimenti rischi di incappare in copyright
          sull'impaginazione, Anche il grafico deve mangiare.
          o su sottili modifiche del
          testo (la norma ad esempio per gli Editori USA di
          opere UK: persino le poesie alterano ad hoc!), Anche l'adattatore alla grafia americana, in pratica un correttore di bozze, deve mangiare.
          o
          in diritti
          connessi.Che possono benissimo non esserci. Anzi, spesso non ci sono.
          Ed attenzione che sia come era 95 anni fa, perché
          se c'è stato un restauro ci sono altri 50 anni di
          diritti connessi al restauro. Anche i restauratori devono mangiare.
          E attenzione a non
          prendere un'opera tradotta, altrimenti i 71 anni
          sono dalla morte anche del traduttore. Anche i traduttori devono mangiare.
          Se poi è
          un'opera multimediale, occhio, perché devi andare
          a cercare le date di morte di un bel gruzzolo di
          persone (autori, sceneggiatori, registi, autori
          ed esecutori della musica,
          scenografi...).In pratica stai parlando di un film.Il termine a partire dalla morte si considera solo per quanto riguarda queste persone: 1) il direttore artistico, 2) gli autori della sceneggiatura, ivi compreso l'autore del dialogo, 3) l'autore della musica specificamente creata per il film.Ora sei più contento?[e già sento la risposta: Una pasqua!].
          (e lasciamo perdere la favola degli "Autori", ai
          quali, se non sono abbastanza famosi, gli Editori
          chiedono ormai la cessione dei diritti di
          sfruttamento economico prima di iniziare le
          campagne di Marketing. Il punto è che senza passare dagli editori, cioè dalle case cinematografiche o discografiche, è impossibile diventare famosi. Ormai funziona così. :|
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Il punto è che senza passare dagli editori, cioè
            dalle case cinematografiche o discografiche, è
            impossibile diventare famosi. Ormai funziona
            così.
            :|Il fatto è che anche passando dai discografici non lo diventi... a loro costa troppo creare un nuovo personaggio, preferiscono investire su quelli che hanno già (i "mostri sacri").E comunque, diventare famoso non è necessariamente un vantaggio... se tu sei un cantante, ed hai 1000 fan che vengono ai tuoi concerti e pagano il biglietto, ti serve di più farti conoscere dagli amici di questi fan (che verranno ai tuoi concerti e pagheranno anche loro), o preferiresti farti conoscere da 10 milioni di persone sparse in tutto il mondo, che mai verranno al tuo concerto, e scaricheranno la tua musica gratis? Se chi scarica non avesse mai sentito parlare di te, non ti cambiava proprio nulla.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?


            Il punto è che senza passare dagli editori,
            cioè

            dalle case cinematografiche o discografiche,
            è

            impossibile diventare famosi. Ormai funziona

            così.

            :|

            Il fatto è che anche passando dai discografici
            non lo diventi... a loro costa troppo creare un
            nuovo personaggio, preferiscono investire su
            quelli che hanno già (i "mostri
            sacri").Ti stai contraddicendo. :-)Se un gruppo o un cantante è diventato un mostro sacro, è perché prima non era nessuno. Il salto lo ha fatto l'editore/casa discografica/casa cinematografica.
            E comunque, diventare famoso non è
            necessariamente un vantaggio... se tu sei un
            cantante, ed hai 1000 fan che vengono ai tuoi
            concerti e pagano il biglietto, ti serve di più
            farti conoscere dagli amici di questi fan (che
            verranno ai tuoi concerti e pagheranno anche
            loro), o preferiresti farti conoscere da 10
            milioni di persone sparse in tutto il mondo, che
            mai verranno al tuo concerto, e scaricheranno la
            tua musica gratis? No no, al concerto vengono. Altroché se vengono.http://zimmer483th.forumcommunity.net/?t=18687535http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/settembre/3_5marco.htmHo rispetto per coloro che si esibiscono per strada o nei centri sociali. Semplicemente ho qualche dubbio che i soldi guadagnati compensino gli sforzi fatti. è per questo che ci si affida a terzi.Sono scelte da fare, e nessuna delle due è indolore.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Ti stai contraddicendo. :-)
            Se un gruppo o un cantante è diventato un mostro
            sacro, è perché prima non era nessuno. Il salto
            lo ha fatto l'editore/casa discografica/casa
            cinematografica.Non mi sono contraddetto: un "mostro sacro" è un investimento a lungo termine: sul momento costa molto, poi però rende per anni. In passato le case discografiche ne creavano, perchè avevano tanti soldi da investire. Ora ne hanno meno, e quindi preferiscono sfruttare quelli che hanno già.È come dire... se per alcuni anni un campo non produce, il contadino per mangiare userà il grano destinato alla semina: sul momento non cambia nulla, ma l'anno dopo il campo produrrà ancora meno.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: cicciobello

            Ti stai contraddicendo. :-)

            Se un gruppo o un cantante è diventato un
            mostro

            sacro, è perché prima non era nessuno. Il
            salto

            lo ha fatto l'editore/casa discografica/casa

            cinematografica.

            Non mi sono contraddetto: un "mostro sacro" è un
            investimento a lungo termine: sul momento costa
            molto, poi però rende per anni.Mah, sai, molti mostri sacri, come i Rolling Stones e in italia i Pooh, hanno una casa discografica tutta loro. Non hanno più bisogno di terze persone.E un contratto con l'artista non può durare all'infinito. Alla casa discografica rimangono i diritti sulle incisioni dei vecchi brani, e solo quelli.
            In passato le
            case discografiche ne creavano, perchè avevano
            tanti soldi da investire. Ora ne hanno meno, e
            quindi preferiscono sfruttare quelli che hanno
            già.Se non sono scappati, sì.Comunque fenomeni come i Tokyo Hotel e gli One Direction son lì a mostrare che si riescono ancora a creare dal nulla, ogni tanto. E si guadagna, oh se si guadagna.
            È come dire... se per alcuni anni un campo
            non produce, il contadino per mangiare userà il
            grano destinato alla semina: sul momento non
            cambia nulla, ma l'anno dopo il campo produrrà
            ancora
            meno.Boh...Io so che gli artisti, potendo scegliere, fra un concerto al centro sociale e un contratto con la Sony preferiscono quest'ultimo. Nel 99,9 % dei casi.Non sarà così all'infinito, ma per ora la situazione è questa.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?


            Mah, sai, molti mostri sacri, come i Rolling
            Stones e in italia i Pooh, hanno una casa
            discografica tutta loro. Non hanno più bisogno di
            terze
            persone.Erano altri tempi, la pirateria era meno diffusa.
            E un contratto con l'artista non può durare
            all'infinito. Alla casa discografica rimangono i
            diritti sulle incisioni dei vecchi brani, e solo
            quelli.
            Che spesso sono quelli più di sucXXXXX

            Se non sono scappati, sì.
            Comunque fenomeni come i Tokyo Hotel e gli One
            Direction son lì a mostrare che si riescono
            ancora a creare dal nulla, ogni tanto.Ogni tanto, appunto. E dubito che dureranno quanto i pooh...


            Boh...
            Io so che gli artisti, potendo scegliere, fra un
            concerto al centro sociale e un contratto con la
            Sony preferiscono quest'ultimo. E tra un concerto con vendita di migliaia e migliaia di biglietti, e un contratto con una casa discografica semisconosciuta?Stai confrontando situazioni molto diverse, su livelli diversi.
            Non sarà così all'infinito, ma per ora la
            situazione è
            questa.Già meno di dieci anni fa.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?


            Mah, sai, molti mostri sacri, come i Rolling

            Stones e in italia i Pooh, hanno una casa

            discografica tutta loro. Non hanno più
            bisogno
            di

            terze

            persone.

            Erano altri tempi, la pirateria era meno diffusa.La pirateria colpisce in maniera identica sia le grandi multinazionali del disco, sia le etichette autoprodotte. Le perdite sono in proporzione in entrambi i casi.Piccolo errore riguardo ai Pooh: non hanno un'etichetta propria. Mi confondevo con Mina e la sua PDU.
            Che spesso sono quelli più di sucXXXXXQuello sì. Ma non si possono vendere all'infinito, il numero di fan è finito.

            Se non sono scappati, sì.

            Comunque fenomeni come i Tokyo Hotel e gli
            One

            Direction son lì a mostrare che si riescono

            ancora a creare dal nulla, ogni tanto.

            Ogni tanto, appunto. E dubito che dureranno
            quanto i
            pooh...Ah, quello sicuramente! (rotfl)Cara grazia se fra tre anni ci ricorderemo ancora del nome. In effetti credo che li stiano spremendo a più non posso consci della circostanza che scompariranno con la stessa rapidità con cui sono comparsi.

            Boh...

            Io so che gli artisti, potendo scegliere,
            fra
            un

            concerto al centro sociale e un contratto
            con
            la

            Sony preferiscono quest'ultimo.

            E tra un concerto con vendita di migliaia e
            migliaia di biglietti, e un contratto con una
            casa discografica
            semisconosciuta?Il primo.Ma ormai le etichette semisconosciute non ci sono più, almeno in Italia. Sono tutte fallite, o acquisite da multinazionali. L'ultima è stata la Ricordi, acquistata dalla BMG nel 1993.Le etichette sconosciute di oggi sono quelle che hanno un mercato di nicchia (ad esempio: musica folk, oppure per bambini, o cover di successi...), che per definizione non si interessa al lancio di artisti.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?


            Che spesso sono quelli più di sucXXXXX

            Quello sì. Ma non si possono vendere
            all'infinito, il numero di fan è finito.
            Possono provarci... vendendoti la stessa cosa più volte: prima il vinile, poi la cassetta, poi il cd, poi il brano su itunes... e nel frattempo la compilation, con molti brani che hai già


            Ah, quello sicuramente! (rotfl)
            Cara grazia se fra tre anni ci ricorderemo ancora
            del nome. In effetti credo che li stiano
            spremendo a più non posso consci della
            circostanza che scompariranno con la stessa
            rapidità con cui sono
            comparsi.Dunque, ammetterai che creare un personaggio durevole come quelli di un tempo oggi non è più possibile.
            Il primo.
            Ma ormai le etichette semisconosciute non ci sono
            più, almeno in Italia. Sono tutte fallite, o
            acquisite da multinazionali. L'ultima è stata la
            Ricordi, acquistata dalla BMG nel
            1993.
            Le etichette sconosciute di oggi sono quelle che
            hanno un mercato di nicchia (ad esempio: musica
            folk, oppure per bambini, o cover di
            successi...), che per definizione non si
            interessa al lancio di
            artisti.E quindi lo vedi da te che non funzionano.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Possono provarci... vendendoti la stessa cosa più
            volte: prima il vinile, poi la cassetta, poi il
            cd, poi il brano su itunes... e nel frattempo la
            compilation, con molti brani che hai
            giàSe uno è scemo le compra.Il grosso del pubblico le converte. Oppure se le trova tali e quali su Youtube, e le ascolta lì.

            Ah, quello sicuramente! (rotfl)

            Cara grazia se fra tre anni ci ricorderemo
            ancora

            del nome. In effetti credo che li stiano

            spremendo a più non posso consci della

            circostanza che scompariranno con la stessa

            rapidità con cui sono

            comparsi.


            Dunque, ammetterai che creare un personaggio
            durevole come quelli di un tempo oggi non è più
            possibile.È matematica. Il fine è il profitto. Guadagnare 100 all'anno per due anni equivale a guadagnare 10 all'anno per 20 anni. Sapendo che il sucXXXXX oggi dura due anni, fanno gli investimenti di conseguenza. :|

            Il primo.

            Ma ormai le etichette semisconosciute non ci
            sono

            più, almeno in Italia. Sono tutte fallite, o

            acquisite da multinazionali. L'ultima è
            stata
            la

            Ricordi, acquistata dalla BMG nel

            1993.

            Le etichette sconosciute di oggi sono quelle
            che

            hanno un mercato di nicchia (ad esempio:
            musica

            folk, oppure per bambini, o cover di

            successi...), che per definizione non si

            interessa al lancio di

            artisti.

            E quindi lo vedi da te che non funzionano.Le etichette semisconosciute non funzionano, e nemmeno è quello i loro scopo. Si occupano d'altro.Funzionano le grandi etichette, che sono ormai una manciata in tutto il mondo. Ti sei mai chiesto come mai c'é una coda così per partecipare a X Factor, quando il premio non è in denaro, ma sotto forma di contratto con la Sony? La risposta mi pare facilissima.
          • Skywalker scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Possono provarci... vendendoti la stessa

            cosa più volte: prima il vinile, poi la cassetta, poi

            il cd, poi il brano su itunes... e nel

            frattempo la compilation, con molti brani che hai

            già

            Se uno è scemo le compra.
            Il grosso del pubblico le converte. Oppure se le
            trova tali e quali su Youtube, e le ascolta
            lì.Ovviamente sai che in massima parte stai parlando di attività in violanzione dei Diritto d'Autore. Perché VHS, DVD, BluRay e molti CD (tutti quelli Sony) hanno blandi sistemi anticopia. Che non servono ad impedire la duplicazione, ma creare un quadro legale in cui vietare:- la copia privata perché implicherebbe la circonvenzione di un sitema anticopia. Legalmente sei autorizzato solo ad una copia "analogica": ti riprendi il video con una videocamera per VHS, DVD e Bluray, ti registri CD e AAC su una cassetta (a trovarla). La copia in digitale non è tutelata in presenza di meccanismi anticopia.- la rimozione dei Region Code, che consentono di praticare la Discriminazione di Prezzo in regime di Monopolio (si studiava a Microeconomia già trent'anni fa)Non è carino da parte loro, soprattutto considerando che sono io che pago.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?



            Possono provarci... vendendoti la stessa


            cosa più volte: prima il vinile, poi la
            cassetta,
            poi


            il cd, poi il brano su itunes... e nel


            frattempo la compilation, con molti brani
            che
            hai


            già



            Se uno è scemo le compra.

            Il grosso del pubblico le converte. Oppure
            se
            le

            trova tali e quali su Youtube, e le ascolta

            lì.

            Ovviamente sai che in massima parte stai parlando
            di attività in violanzione dei Diritto d'Autore.E perché?!?!?
            Perché VHS, DVD, BluRay e molti CD (tutti quelli
            Sony) hanno blandi sistemi anticopia. Atteniamoci ai CD, perché stavamo parlando solo di audio.
            Che non
            servono ad impedire la duplicazione, ma creare un
            quadro legale in cui
            vietare:
            - la copia privata perché implicherebbe la
            circonvenzione di un sitema anticopia. Legalmente
            sei autorizzato solo ad una copia "analogica": Guarda che è accettabile, quando non si possiedono impianti hi-fi da appasionati. La copia da CD analogica di prima generazione è comunque buona. In più io pensavo soprattutto alla conversione da disco 45 o 33, o musicassetta, in mp3. Un Cd di musica del passato che possiedo perché dovrei convertirlo, alla fine? Il lettore CD mica è diventato obsoleto.
            - la rimozione dei Region Code, che consentono di
            praticare la Discriminazione di Prezzo in regime
            di Monopolio (si studiava a Microeconomia già
            trent'anni
            fa)La rimozione di quel codice non è reato in nessuna parte del mondo, a parte, forse, dove lo hanno inventatO: negli Usa.Addirittura alcuni negozi, anni fa, proponevano lettori DVD che questa protezione l'avevano già tolta, oppure dicevano che con un piccolo sovrapprezzo la toglievano su richiesta. Figurati.Ti invito a commentare dall'inizio, cioè dalla mia risposta qui: :-)http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3899047&m=3899294#p3899294
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Ovviamente sai che in massima parte stai parlando
            di attività in violanzione dei Diritto d'Autore.In realtà no. Se io ho un vinile e ne faccio una copia in cassetta o cd per ascoltarla in macchina, è un uso perfettamente lecito.
            Perché VHS, DVD, BluRay e molti CD (tutti quelli
            Sony) hanno blandi sistemi anticopia. Già: mentre i file scaricati gratis da internet no. Questo ha paradossalmente reso più appetibile le fonti non ufficiali rispetto a quelle ufficiali.
            Che non
            servono ad impedire la duplicazione, ma creare un
            quadro legale in cui
            vietare:
            - la copia privata perché implicherebbe la
            circonvenzione di un sitema anticopia.......
            - la rimozione dei Region Code, che consentono di
            praticare la Discriminazione di Prezzo in regime
            di Monopolio (si studiava a Microeconomia già
            trent'anni
            fa)
            E questo è il risultato:[img]http://imgs.xkcd.com/comics/steal_this_comic.png[/img]
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Se uno è scemo le compra.
            Il grosso del pubblico le converte. Oppure se le
            trova tali e quali su Youtube, e le ascolta
            lì.Appunto: il risultato è un calo dei margini (e quindi dei soldi da reinvestire)

            Dunque, ammetterai che creare un personaggio

            durevole come quelli di un tempo oggi non è
            più

            possibile.


            È matematica. Il fine è il profitto.
            Guadagnare 100 all'anno per due anni equivale a
            guadagnare 10 all'anno per 20 anni.Prima riuscivano a guadagnare 100 per 20 anni. Ora non riescono più.

            Sapendo che il sucXXXXX oggi dura due anni, fanno
            gli investimenti di conseguenza.
            :|Appunto: non riescono a far durare di più il sucXXXXX (mentre in passato ci riuscivano)

            E quindi lo vedi da te che non funzionano.

            Le etichette semisconosciute non funzionano, e
            nemmeno è quello i loro scopo. Si occupano
            d'altro.
            Funzionano le grandi etichette, che sono ormai
            una manciata in tutto il mondo.E ti sei mai chiesto perchè ne siano rimaste solo più una manciata? Sono rimaste le più grandi, che hanno maggiore forza di inerzia e quindi possono andare avanti più a lungo.
          • krane scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: cicciobello

            Se uno è scemo le compra.

            Il grosso del pubblico le converte.

            Oppure se le trova tali e quali su

            Youtube, e le ascolta lì.
            Appunto: il risultato è un calo dei
            margini (e quindi dei soldi da
            reinvestire)Di quali margini parli ? Perche' qualcuno qua spiego' che il 60% della spesa era dovuta alle spese di distribuzione e logistica che sono diminuite enormemente con la vendita degli mp3.


            Dunque, ammetterai che

            creare un personaggio durevole

            come quelli di un tempo oggi non

            è più possibile.

            È matematica. Il fine è il

            profitto. Guadagnare 100 all'anno

            per due anni equivale a guadagnare

            10 all'anno per 20 anni.
            Prima riuscivano a guadagnare 100 per
            20 anni. Ora non riescono più.Potresti fornire qualche prova di questa tua affermazione ?

            Sapendo che il sucXXXXX oggi dura

            due anni, fanno gli investimenti di

            conseguenza.

            :|
            Appunto: non riescono a far durare di più
            il sucXXXXX (mentre in passato ci
            riuscivano)1 su 1000, gli altri sono meteore, potrai dirlo tra 20 anni se qualche sucXXXXX attuale sia duraturo o meno.


            E quindi lo vedi da te

            che non funzionano.

            Le etichette semisconosciute non

            funzionano, e nemmeno è quello i

            loro scopo. Si occupano d'altro.

            Funzionano le grandi etichette, che

            sono ormai una manciata in tutto il

            mondo.
            E ti sei mai chiesto perchè ne siano
            rimaste solo più una manciata? Perche' non e' piu' necessario gestire la logistica della distribuzione, prendiamo questi: http://www.jamendo.com/it/list/a105041/shareA che servirebbe loro una major quando per registrare possono affittare uno studio e per distribuire si affidano a jamendo ?
            Sono rimaste le più grandi, che hanno
            maggiore forza di inerzia e quindi
            possono andare avanti più a
            lungo.Esatto, l'unica loro speranza e' diminuire fortemente di dimensioni e trasformarsi in ditte di servizi e consulenze per gli artisti.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?


            Appunto: non riescono a far durare di più

            il sucXXXXX (mentre in passato ci

            riuscivano)

            1 su 1000, gli altri sono meteorePotresti fornire qualche prova di questa tua affermazione ? ;)

            E ti sei mai chiesto perchè ne siano

            rimaste solo più una manciata?

            Perche' non e' piu' necessario gestire la
            logistica della distribuzione, prendiamo questi:
            http://www.jamendo.com/it/list/a105041/share

            A che servirebbe loro una major quando per
            registrare possono affittare uno studio e per
            distribuire si affidano a jamendo
            ?Forse è meglio se guardi il thread dall'inizio... si parlava della promozione di un personaggio, non della registrazione e distribuzione.


            Sono rimaste le più grandi, che hanno

            maggiore forza di inerzia e quindi

            possono andare avanti più a

            lungo.

            Esatto, l'unica loro speranza e' diminuire
            fortemente di dimensioni e trasformarsi in ditte
            di servizi e consulenze per gli
            artisti.Quello era possibile per le ditte piccole. Se hai migliaia di dipendenti, che sanno fare solo un certo lavoro, non è facile rimpiazzarli o insegnare loro a fare un lavoro diverso. L'inerzia rallenta anche la possibilità di adattarsi.
          • panda rossa scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: cicciobello


            Appunto: non riescono a far durare di
            più



            il sucXXXXX (mentre in passato ci


            riuscivano)



            1 su 1000, gli altri sono meteore

            Potresti fornire qualche prova di questa tua
            affermazione
            ?

            ;)La testimonianza di Gianni Morandi ti basta?[yt]gKo9naVHg2Q[/yt]
          • krane scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: cicciobello


            Appunto: non riescono a far


            durare di più il sucXXXXX


            (mentre in passato ci riuscivano)

            1 su 1000, gli altri sono meteore
            Potresti fornire qualche prova di questa tua
            affermazione ?
            ;)Naturalmente, prendiamo questa pagina:http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Gruppi_musicali_per_anno_di_costituzioneVai a vedere le varie sotto pagine, quanti di questi sono rimasti famosi ?


            E ti sei mai chiesto perchè ne siano


            rimaste solo più una manciata?

            Perche' non e' piu' necessario gestire la

            logistica della distribuzione, prendiamo

            questi:

            http://www.jamendo.com/it/list/a105041/share

            A che servirebbe loro una major quando per

            registrare possono affittare uno studio e per

            distribuire si affidano a jamendo

            ?
            Forse è meglio se guardi il thread dall'inizio...
            si parlava della promozione di un personaggio,
            non della registrazione e distribuzione.La promozione non e' che un servizio come un altro.


            Sono rimaste le più grandi, che hanno


            maggiore forza di inerzia e quindi


            possono andare avanti più a


            lungo.

            Esatto, l'unica loro speranza e' diminuire

            fortemente di dimensioni e trasformarsi in

            ditte di servizi e consulenze per gli

            artisti.
            Quello era possibile per le ditte piccole. Se hai
            migliaia di dipendenti, che sanno fare solo un
            certo lavoro, non è facile rimpiazzarli o
            insegnare loro a fare un lavoro diverso.
            L'inerzia rallenta anche la possibilità di
            adattarsi.Allora sono fregati, speriamo smettano al piu' presto di agonizzare che il loro agitarsi agita le acque come fossero coccodrilli feriti a morte.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Allora sono fregati, speriamo smettano al piu'
            presto di agonizzare che il loro agitarsi agita
            le acque come fossero coccodrilli feriti a
            morte.Agitare le acque attira i piranha.
          • krane scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: cicciobello

            Allora sono fregati, speriamo smettano al
            piu'

            presto di agonizzare che il loro agitarsi
            agita

            le acque come fossero coccodrilli feriti a

            morte.

            Agitare le acque attira i piranha.Infatti stanno arrivando dei MEGA pirania, e son solo i primi...
          • panda rossa scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Che spesso sono quelli più di sucXXXXX

            Quello sì. Ma non si possono vendere
            all'infinito, il numero di fan è finito.Ti svelero' una cosa che probabilmente ti stupira': le persone si riproducono.E a causa di questa strana usanza, gente come Beethoven ancora vende.


            Se non sono scappati, sì.


            Comunque fenomeni come i Tokyo Hotel e
            gli

            One


            Direction son lì a mostrare che si
            riescono


            ancora a creare dal nulla, ogni tanto.



            Ogni tanto, appunto. E dubito che dureranno

            quanto i

            pooh...

            Ah, quello sicuramente! (rotfl)
            Cara grazia se fra tre anni ci ricorderemo ancora
            del nome. In effetti credo che li stiano
            spremendo a più non posso consci della
            circostanza che scompariranno con la stessa
            rapidità con cui sono
            comparsi.Facile che entro 3 anni compariranno sui palchi altri burattini senza alcun merito artistico, ma che verranno pure loro prodotti e spremuti.Come quelli che hai elencato, e come altri prima di questi.
            Ma ormai le etichette semisconosciute non ci sono
            più, almeno in Italia. Sono tutte fallite, o
            acquisite da multinazionali. L'ultima è stata la
            Ricordi, acquistata dalla BMG nel
            1993.Giusta fine per tutti gli inutili editori.Le etichette sono un retaggio del passato.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?



            Che spesso sono quelli più di sucXXXXX



            Quello sì. Ma non si possono vendere

            all'infinito, il numero di fan è finito.

            Ti svelero' una cosa che probabilmente ti
            stupira': le persone si
            riproducono.In Italia sempre di meno, a dire il vero.Se il bilancio da un censimento all'altro non è stato negativo è solo perché gli immigrati si riproducono più della media.
            E a causa di questa strana usanza, gente come
            Beethoven ancora
            vende.Alla fine è marketing anche quello. Non credo che la poca gente che lo sa apprezzare musicalmente costituisce da sola un mercato. Si segue una moda.E intanto Muzio Clementi, che ha ispirato Ivan Graziani e Phil Collins, è ignoto ai più. :

            Ah, quello sicuramente! (rotfl)

            Cara grazia se fra tre anni ci ricorderemo
            ancora

            del nome. In effetti credo che li stiano

            spremendo a più non posso consci della

            circostanza che scompariranno con la stessa

            rapidità con cui sono

            comparsi.

            Facile che entro 3 anni compariranno sui palchi
            altri burattini senza alcun merito artistico, ma
            che verranno pure loro prodotti e
            spremuti.Eh sì, è probabile. I giovani non hanno senso critico, e impazziscono per le mode.
            Come quelli che hai elencato, e come altri prima
            di
            questi.Chi? Gli Aqua? Quelli di barbie Girl?

            Ma ormai le etichette semisconosciute non ci
            sono

            più, almeno in Italia. Sono tutte fallite, o

            acquisite da multinazionali. L'ultima è
            stata
            la

            Ricordi, acquistata dalla BMG nel

            1993.

            Giusta fine per tutti gli inutili editori.
            Le etichette sono un retaggio del passato.No, le piccole etichette sono cose del passato.Le grandi, come la Sony, la Warner, la Universal, la Virgin... sono multinazionali che hanno i mezzi per lanciare un fenomeno musicale, e per abbandonarlo appena in tempo prima perché la sua parabola discendente non trascini nell'abisso anche loro.
          • uno che sa tratteners i scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Ti svelero' una cosa che probabilmente ti

            stupira': le persone si

            riproducono.

            In Italia sempre di meno, a dire il vero.
            Se il bilancio da un censimento all'altro non è
            stato negativo è solo perché gli immigrati si
            riproducono più della
            media.MA CHE XXXXX C'ENTRA? CHE XXXXX C'ENTRA?????????LE PERSONE SI RIPRODUCONO, QUINDI CI SONO SEMPRE PERSONE NUOVE, QUINDI CLIENTI NUOVI.DELLE TUE SEGHE MENTALI DA RITARDATO NON GLIENE FOTTE UNA XXXXXXX XXXXXXXSSIMA A UN XXXXX DI XXXXXXX NESSUNO.
          • panda rossa scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera



            Che spesso sono quelli più di
            sucXXXXX





            Quello sì. Ma non si possono vendere


            all'infinito, il numero di fan è finito.



            Ti svelero' una cosa che probabilmente ti

            stupira': le persone si

            riproducono.

            In Italia sempre di meno, a dire il vero.
            Se il bilancio da un censimento all'altro non è
            stato negativo è solo perché gli immigrati si
            riproducono più della
            media.Io la mia parte l'ho fatta.

            E a causa di questa strana usanza, gente come

            Beethoven ancora

            vende.

            Alla fine è marketing anche quello.No. Essendo i diritti esauriti, Beethoven e' liberamente ascoltabile, eseguibile, scambiabile.
            Non credo che
            la poca gente che lo sa apprezzare musicalmente
            costituisce da sola un mercato. Si segue una
            moda.Nessuna moda. La musica classica la seguono solo gli appassionati.E sono tanti. E saranno sempre tanti.E sono ovunque.
            E intanto Muzio Clementi, che ha ispirato Ivan
            Graziani e Phil Collins, è ignoto ai più.
            :E chissenefrega dei piu'.E' noto a chi si interessa degli artisti che segue.


            Ah, quello sicuramente! (rotfl)


            Cara grazia se fra tre anni ci
            ricorderemo

            ancora


            del nome. In effetti credo che li stiano


            spremendo a più non posso consci della


            circostanza che scompariranno con la
            stessa


            rapidità con cui sono


            comparsi.



            Facile che entro 3 anni compariranno sui
            palchi

            altri burattini senza alcun merito
            artistico,
            ma

            che verranno pure loro prodotti e

            spremuti.

            Eh sì, è probabile. I giovani non hanno senso
            critico, e impazziscono per le mode. <i
            Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. </i


            Come quelli che hai elencato, e come altri
            prima

            di

            questi.

            Chi? Gli Aqua? Quelli di barbie Girl?(newbie)Credo di aver sentito per caso quel brano anni fa...Si chiamano Aqua quelli che lo cantavano?


            Ma ormai le etichette semisconosciute
            non
            ci

            sono


            più, almeno in Italia. Sono tutte
            fallite,
            o


            acquisite da multinazionali. L'ultima è

            stata

            la


            Ricordi, acquistata dalla BMG nel


            1993.



            Giusta fine per tutti gli inutili editori.

            Le etichette sono un retaggio del passato.

            No, le piccole etichette sono cose del passato.
            Le grandi, come la Sony, la Warner, la Universal,
            la Virgin... sono multinazionali che hanno i
            mezzi per lanciare un fenomeno musicale, e per
            abbandonarlo appena in tempo prima perché la sua
            parabola discendente non trascini nell'abisso
            anche loro.Quindi nulla a che vedere con l'arte e quindi totalmente OT in questo discorso.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?



            E a causa di questa strana usanza,
            gente
            come


            Beethoven ancora


            vende.



            Alla fine è marketing anche quello.

            No. Essendo i diritti esauriti, Beethoven e'
            liberamente ascoltabile, eseguibile,
            scambiabile.Infatti.Chi decide di comprarlo - e lo dici tu, non io, con "Beethoven ancora vende" - è influenzato dal marketing.
            Nessuna moda. La musica classica la seguono solo
            gli
            appassionati.
            E sono tanti. E saranno sempre tanti.
            E sono ovunque.Un conto è seguirla, andando ai concerti, ad esempio.Un conto acquistare i CD per metterli nella libreria e fare scena. Perché quelli di Monteverdi fanno meno fino.


            Come quelli che hai elencato, e come
            altri

            prima


            di


            questi.



            Chi? Gli Aqua? Quelli di barbie Girl?

            (newbie)
            Credo di aver sentito per caso quel brano anni
            fa...
            Si chiamano Aqua quelli che lo cantavano?Eh sì.Però si sono riuniti e hanno ricominciato a cantare, nel 2007. Ci tentano sempre. A onor del vero, senza grande sucXXXXX: la minestra riscaldata non è mai come quella appena scodellata.

            No, le piccole etichette sono cose del
            passato.

            Le grandi, come la Sony, la Warner, la
            Universal,

            la Virgin... sono multinazionali che hanno i

            mezzi per lanciare un fenomeno musicale, e
            per

            abbandonarlo appena in tempo prima perché la
            sua

            parabola discendente non trascini nell'abisso

            anche loro.

            Quindi nulla a che vedere con l'arte e quindi
            totalmente OT in questo
            discorso.Guarda che ti sei inserito nel discorso fra me e cicciobello, e in quel momento parlavamo solo di etichette. Non di arte. Rileggi la discussione, se vuoi.
          • panda rossa scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera



            E a causa di questa strana usanza,

            gente

            come



            Beethoven ancora



            vende.





            Alla fine è marketing anche quello.



            No. Essendo i diritti esauriti, Beethoven e'

            liberamente ascoltabile, eseguibile,

            scambiabile.

            Infatti.
            Chi decide di comprarlo - e lo dici tu, non io,
            con "Beethoven ancora vende" - è influenzato dal
            marketing.Con "Beethoven ancora vende" intendo dire che c'e' qualcuno che lo vende.Sia negozi fisici, che negozi online come amazon.Io mi accontento di quello che passa su youtube o i flac che si trovano in rete.

            Nessuna moda. La musica classica la seguono
            solo

            gli

            appassionati.

            E sono tanti. E saranno sempre tanti.

            E sono ovunque.

            Un conto è seguirla, andando ai concerti, ad
            esempio.
            Un conto acquistare i CD per metterli nella
            libreria e fare scena. Perché quelli di
            Monteverdi fanno meno fino.Quelli che comprano i cd per metterli nella libreria a far scena non li considero.Potrebbero benissimo acquistare solo le custodie vuote, che fanno la stessa scena ma costano due centesimi.Io la musica la ascolto, non la espongo.


            Chi? Gli Aqua? Quelli di barbie Girl?



            (newbie)

            Credo di aver sentito per caso quel brano
            anni

            fa...

            Si chiamano Aqua quelli che lo cantavano?

            Eh sì.
            Però si sono riuniti e hanno ricominciato a
            cantare, nel 2007. Ci tentano sempre. A onor del
            vero, senza grande sucXXXXX: la minestra
            riscaldata non è mai come quella appena
            scodellata.Sapranno loro quello che fanno.Magari semplicemente si annoiano e cantano per passare il tempo.Sei il loro manager per caso?

            Quindi nulla a che vedere con l'arte e quindi

            totalmente OT in questo

            discorso.

            Guarda che ti sei inserito nel discorso fra me e
            cicciobello, e in quel momento parlavamo solo di
            etichette. Non di arte.

            Rileggi la discussione, se vuoi.Siccome questo e' un forum e non e' vietato inserirsi, io mi inserisco.E una volta inserito, si parla del piu' e del meno.Il giorno che terrai una conferenza sul tema, verro' ad ascoltarti, sempre che sia gratis.Altrimenti la guardero' sul tubo.E se non sara' neanche sul tubo vorra' dire che ho fatto bene a non perdere tempo.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            No. Essendo i diritti esauriti, Beethoven e'
            liberamente ascoltabile, eseguibile,
            scambiabile.Sono scaduti i diritti sullo spartito (che infatti è di pubblico dominio), non sull'esecuzione: i musicisti che hanno suonato la musica quando è stato registrato il disco potrebbero anche essere ancora vivi.Tu puoi suonare la musica di uno spartito di pubblico dominio senza chiedere il permesso a nessuno, ma la musica che viene fuori (e che puoi registrare) è un'opera tua (anche se è un'opera derivata), ed è soggetta ai tuoi diritti d'autore.Naturalmente, può anche esserci il musicista che ha suonato la musica di Beethoven e ha rilasciato la registrazione con una licenza libera (ad esempio la Creative Commons); puoi trovare dei brani così con la musica di Beethoven: se tale musica fosse già di pubblico dominio, la licenza libera sarebbe superflua.
          • cicciobello scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?

            Ti svelero' una cosa che probabilmente ti
            stupira': le persone si
            riproducono.Anch'io ti svelerò una cosa che ti stupirà: i figli possono ereditare la collezione di dischi dei genitori senza bisogno di ricomprarli. Ho ancora dei dischi a 78 giri di mio nonno, se è per questo.
          • sbrotfl scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Se non sono scappati, sì.
            Comunque fenomeni come i Tokyo Hotel e gli One
            Direction (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • se serve scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera

            In passato le

            case discografiche ne creavano, perchè
            avevano

            tanti soldi da investire. Ora ne hanno meno,
            e

            quindi preferiscono sfruttare quelli che
            hanno

            già.

            Se non sono scappati, sì.
            Comunque fenomeni come i Tokyo Hotel e gli One
            Direction son lì a mostrare che si riescono
            ancora a creare dal nulla, ogni tanto. E si
            guadagna, oh se si
            guadagna.
            questa peerla mi era sfuggita!Se scaricare le loro discografie serve a estinguere questi <b
            grandissimi fenomeni </b
            cerco subito i torrent (rotfl)
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: cicciobello

            Ti stai contraddicendo. :-)

            Se un gruppo o un cantante è diventato un
            mostro

            sacro, è perché prima non era nessuno. Il
            salto

            lo ha fatto l'editore/casa discografica/casa

            cinematografica.

            Non mi sono contraddetto: un "mostro sacro" è un
            investimento a lungo termine: sul momento costa
            molto, poi però rende per anni. In passato le
            case discografiche ne creavano, perchè avevano
            tanti soldi da investire. Ora ne hanno meno, e
            quindi preferiscono sfruttare quelli che hanno
            già.
            Un "mostro sacro" è, di base, un artista di grande talento che è arrivato al punto da potersi, volendo, sganciare dalla casa discografica (infatti molti fondano etichette proprie).Negli ultimi anni la tendenza delle case è, invece, quella di creare a tavolino una boy-band nella speranza che uno o più membri emergano e diventino "macchine da soldi" (Robbie Williams, Justin Timberlake, ecc...). La spesa iniziale è proporzionalmente minore rispetto al lancio di artisti singoli.
          • un chain scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Perché anche quelle "free" nel senso di CC &

            simili sono protette da copyright, visto che,

            stante l'attuale legislazione, qualunque cosa è

            BY DEFAULT protetta da copyright, persino i

            disegni della Scuola Materna di mio figlio

            buttati nel cestino.

            Esistono procedure per la rinuncia ai diritti, eh?!?ah sì? tenendo ben presente che rinuncia e cessione o vendita NON sono la stessa cosa e in ogni caso il trasferimento dei diritti NON li estingue, puoi dire (documentando) quali sarebbero queste procedure, di grazia?

            altrimenti rischi di incappare in copyright

            sull'impaginazione,

            Anche il grafico deve mangiare.ah bhe... anche io ho fame e devo mangiare, quindi posso venire a servirmi a casa tua?

            o su sottili modifiche del

            testo (la norma ad esempio per gli Editori USA
            di

            opere UK: persino le poesie alterano ad hoc!),


            Anche l'adattatore alla grafia americana, in
            pratica un correttore di bozze, deve mangiare.ah bhe... anche io ho fame e devo mangiare, quindi posso venire a servirmi a casa tua?

            o in diritti connessi.

            Che possono benissimo non esserci. Anzi, spesso
            non ci sono.tu non sai di cosa parli

            Ed attenzione che sia come era 95 anni fa, perché

            se c'è stato un restauro ci sono altri 50 anni di

            diritti connessi al restauro.

            Anche i restauratori devono mangiare.ah bhe... anche io ho fame e devo mangiare, quindi posso venire a servirmi a casa tua?

            E attenzione a non prendere un'opera tradotta, altrimenti i 71 anni

            sono dalla morte anche del traduttore.

            Anche i traduttori devono mangiare.ah bhe... anche io ho fame e devo mangiare, quindi posso venire a servirmi a casa tua?
            In pratica stai parlando di un film.
            Il termine a partire dalla morte si considera
            solo per quanto riguarda queste persone:

            1) il direttore artistico,
            2) gli autori della sceneggiatura, ivi compreso
            l'autore del dialogo,

            3) l'autore della musica specificamente creata per il film.il film tu te lo fai nella testa...ma ti capisco: cosa non si fa pur di vivere alle spalle degli altri...

            (e lasciamo perdere la favola degli "Autori", ai

            quali, se non sono abbastanza famosi, gli Editori

            chiedono ormai la cessione dei diritti di

            sfruttamento economico prima di iniziare le

            campagne di Marketing.

            Il punto è che senza passare dagli editori, cioè
            dalle case cinematografiche o discografiche, è
            impossibile diventare famosi. Ormai funziona così.e con ciò?
          • panda rossa scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Il punto è che senza passare dagli editori, cioè
            dalle case cinematografiche o discografiche, è
            impossibile diventare famosi. Ormai funziona
            così.
            :|Ok. Adesso che te ne sei uscito con la XXXXXXccia del martedi mattina, vado subito a sbatterti in faccia tutti quelli che si sono ritagliati una fama senza passare da quei parassiti che tu tanto incensi, e che sono diventati famosi solo grazie alle proprie capacita'.http://2much.tv/2013/02/youtubers-italiani-top-11/Youtube e' li' a dimostrartelo.
          • machestaiad i scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Ricky Portera




            Il punto è che senza passare dagli editori,
            cioè

            dalle case cinematografiche o discografiche,
            è

            impossibile diventare famosi. Ormai funziona

            così.

            :|

            Ok. Adesso che te ne sei uscito con la XXXXXXccia
            del martedi mattina, vado subito a sbatterti in
            faccia tutti quelli che si sono ritagliati una
            fama senza passare da quei parassiti che tu tanto
            incensi, e che sono diventati famosi solo grazie
            alle proprie
            capacita'.

            http://2much.tv/2013/02/youtubers-italiani-top-11/

            Youtube e' li' a dimostrartelo.Ma sei fuori? sta robaccia è famosa? ma anche se lo fosse sarebbe proprio la dimostrazione che è meglio che ci sia un editore che controlli!!!
          • krane scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: machestaiad i
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Ricky Portera


            Il punto è che senza passare


            dagli editori, cioè dalle case


            cinematografiche o discografiche,


            è impossibile diventare famosi.


            Ormai funziona così.


            :|

            Ok. Adesso che te ne sei uscito

            con la XXXXXXccia del martedi

            mattina, vado subito a sbatterti

            in faccia tutti quelli che si

            sono ritagliati una fama senza

            passare da quei parassiti che tu

            tanto incensi, e che sono diventati

            famosi solo grazie alle proprie

            capacita'.
            http://2much.tv/2013/02/youtubers-italiani-top-11/

            Youtube e' li' a dimostrartelo.
            Ma sei fuori? sta robaccia è famosa ?Se questa e' robaccia gli OneDirection come li definisci ??? :o
            ma anche se lo fosse sarebbe
            proprio la dimostrazione che è
            meglio che ci sia un editore
            che controlli!!!Per tirare fuori roba come gli Onedirection ? Ma vai al @^ va'...
          • machestaiad i scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?


            Se questa e' robaccia gli OneDirection come li
            definisci
            ???
            :o


            ma anche se lo fosse sarebbe

            proprio la dimostrazione che è

            meglio che ci sia un editore

            che controlli!!!

            Per tirare fuori roba come gli Onedirection ? Ma
            vai al @^
            va'...A parte il fatto che gli onedirection non li ho mai sentiti neppure per sbaglio, credo che se si tratta di una boy band con musica pop ritmata anche banalissima, sarebbe comunque meglio di questi fantastici top 11 youtuber.Ecco, se mi dici che un qualsiasi gruppo preso a caso da jamendo sia meglio degli onedirection posso anche crederci, ma sta robaccia postata da panda rossa è un autogol, non si può proprio vedere!
          • tucumcari scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Anche il grafico deve mangiare.Anche io ma vedi non è un gran problema... c'è un soluzione semplice a questo problema....Basta lavorare. :D
          • Skywalker scrive:
            Re: ...e la Folena/Luxuria è ancora vigore ?
            Non ti avevo risposto perché non è mia abitudine commentare le opinioni. Di solito sono preferisco commentare i fatti.Ma visto che in un altro post dici che ci tieni, essendo notte fonda e non avendo sonno, per una volta non ho nulla in contrario ad accontentarti.- Scritto da: Ricky Portera

            Opere sviluppate da persone morte da meno di 71

            Io ne conosco diverse:
            Canto degli italiani di Mameli-Novaro (entrambi
            morti da oltre 70 anni).
            Luigi Pirandello - Uno, nessuno, centomila.Da quando "Oltre 70" è minore di 71?
            Esistono procedure per la rinuncia ai diritti,
            eh?!?Ah si? Me le indicheresti, grazie? Perché a me risulta che non puoi cedere i diritti morali mentre puoi cedere, anche gratuitamente i diritti di sfruttamento economico. Ma in nessuna parte né della EUCD né della 633/41 sia prevista la RINUNCIA dei diritti, che anzi sono assegnati in automatico anche se non li vuoi. Tanto che la SIAE si arroga di esigere anche per chi non è suo Socio (senza poi redistribuire, ovviamente)
            Perché 95 anni?
            C'è una norma speciale che prevale su quella
            generale della morte
            dell'autore?Se pensi di utilizzare opere prodotte negli USA, si. Per le opere USA il cui copyright è assegnato ad una società, questo scade 95 anni dalla pubblicazione o 120 dalla produzione. Biancaneve ed i Sette Nani, Copyright Disney Inc. andrà nel pubblico dominio nel 2033, indipendentemente dal fatto che Walt Disney a quella data sarà morto da soli 67 anni. E nel 2032 sarebbe stato ancora sotto Copyright anche se Walt fosse morto negli anni '50.
            Anche il grafico deve mangiare.
            Anche l'adattatore alla grafia americana, in
            pratica un correttore di bozze, deve
            mangiare.
            Anche i restauratori devono mangiare.
            Anche i traduttori devono mangiare.Se per questo anche i programmatori od i muratori.Quello che non si capisce è perché un Imprenditore che ha commissionato un lavoro ad un grafico, ad un correttore di bozze, dd un restauratore ed ad un traduttore, pagandoli una tantum, poi possa continuare a estrarre profitto da quel lavoro per 50 anni. Nel caso delle registrazioni 70 anni.Perché il povero impresario edile, pagati i muratori e venduta la casa, non posso continuare a ricevere un quid per ogni casa costruita ed utilizzata nei successivi 50 anni? E perché non i costruttori di ferrovie?Vuoi fare l'imprenditore? Rischia. Non vuoi rischiare? Fai l'operaio.Citando un autore Savonese:"Aho, son tutti finocchi col XXXX degli altri!".

            o in diritti connessi.

            Che possono benissimo non esserci. Anzi, spesso
            non ci
            sono.Ma dove? I diritti di restauro sono diritti connessi. I diritti di registrazione, giusto giusto estesi a 70 anni due anni fa, sono diritti connessi. L'adattamento grafico è un diritto connesso.Vaglielo a dire alla SCF che i diritti connessi possono non esserci e che anzi spesso non ci sono.
            In pratica stai parlando di un film.
            Il termine a partire dalla morte si considera
            solo per quanto riguarda queste persone:

            1) il direttore artistico,
            2) gli autori della sceneggiatura, ivi compreso
            l'autore del dialogo,

            3) l'autore della musica specificamente creata
            per il film.
            Ora sei più contento?
            [e già sento la risposta: Una pasqua!].Hai copiato bene, ma dovresti aver imparato che quando si parla di Copyright non è mai bene copiare.Quello che hai riportato è il caso da manuale, citato nella 633.Ma nella realtà è più complesso: gli sceneggiatori potrebbero aver ricavato la sceneggiatura adattando un racconto. Nel qual caso anche gli autori del racconto originale devo essere morti da 71 anni.Se invece di creare una colonna sonora specifica per il film, viene usata una collezione di canzoni esistenti, devono essere morti da 70 anni anche tutti gli autori di tutte le canzoni, altrimenti il film lo puoi proiettare, ma senza musica (o almeno senza quelle canzoni che non sono ancora in pubblico dominio).Attenzione che come sceneggiatori e autori dei dialoghi contano quelli effettivi, non quelli indicati nei titoli di coda. Se uno è riconosciuto autore ma non è elencato, conta anche lui. Ah, se gli sceneggiatori del film avessero riadattato una precedente sceneggiatura o avessero preso in licenza per il film alcune battute/dialoghi di altri, il film nel suo insieme diventa di pubblico dominio dopo che sono morti da 71 anni anche questi.C'è un intero campionario di questi casi. Basta che ti cerchi una lista di film nel Pubblico Dominio per imparare da solo che nessuno osa giurare che un film sia veramente e completamente nel Pubblico Dominio: troppe le variabili e troppo complesso l'insieme delle legislazioni internazionali.
            Il punto è che senza passare dagli editori, cioè
            dalle case cinematografiche o discografiche, è
            impossibile diventare famosi. Ormai funziona
            così.
            :|Si certo. Infatti l'Album con il quale Elio e le Storie Tese sono diventati famosi è "Live in Borgomanero". Del 1987. Che è un bootleg. Duplicato decine di migliaia di volte di cassetta in cassetta.Il loro primo Album edito da un Editore è "Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu" che malgrado riproponesse buona parte dei "Vecchi Classici" di Live in Borgomanero vendette 100.000 copie. Ed infatti vedi cosa ne pensa Faso... https://www.youtube.com/watch?v=2fbiwt4mmc4Davide Van de Sfroos ha fatto sette album praticamente in proprio prima che all'ottavo, già famoso, la Universal si mettesse a dostribuirgli i dischi.Giusto per fare due esempi di peso ed italiani di gente che prima ha dovuto trovare il sucXXXXX e poi le case discografiche si sono offerte di vendergli i dischi.Certo che un Copyright meno Editore-centrico aiuterebbe gli indipendenti. Hai presente ad esempio come viene distribuito l'indistinto dalla SIAE?
  • trullo scrive:
    si occupassero dei veri problemi
    l'autorità garante delle comunicazioni, delle comunicazioni si deve occupare non del contenuto delle comunicazioni.Pensassero a punire quei provider che ancora addebitano spese quando si cambia gestore o si disdice un abbonamento.si occupassero dei tempi biblici per avere una linea del telefono o adsl (sia nuova linea che traslocco).si occupassero della qualità penosa dei servizi che spesso i provider propinano.Si occupassero dei call center dei vari provider, spesso impossibile parlare con un essere umano, se non pagando profumatamente chiamando numeri a sovraprezzo (già ho un problema e poi devo pure pagare perchè tu provider me lo sistemi...)Mi piacerebbe sapere da dove arrivano i membri del AGCOM, che cosa facevano prima ? chi li ha scelti ? sono superpartes ?
    • Ricky Portera scrive:
      Re: si occupassero dei veri problemi

      l'autorità garante delle comunicazioni, delle
      comunicazioni si deve occupare non del contenuto
      delle
      comunicazioni.Ha anche quella delega.Se pensi che le multe inflitte a Rai e Mediaset per mancato rispetto della par condicio le ha inflitte l'Agcom.
      Pensassero a punire quei provider che ancora
      addebitano spese quando si cambia gestore o si
      disdice un
      abbonamento.Se poi ci pensassero un pochino anche i consumatori male non farebbe. ;-)Comunque di multe ne sono fioccate, eh?!?http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/multa-telefonia/multa-telefonia/multa-telefonia.htmlPurtroppo col sistema dei ricorsi al TAR e gli anni fra una sentenza e l'altra questo strumento non è un deterrente. Ma siamo in Italia, funziona tutto così...
      Si occupassero dei call center dei vari provider,
      spesso impossibile parlare con un essere umano,
      se non pagando profumatamente chiamando numeri a
      sovraprezzo (già ho un problema e poi devo pure
      pagare perchè tu provider me lo
      sistemi...)L'Agcom ha sanzionato anche questo:http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/20687_agcom-multa-gli-operatori-call-center-scadenti.htm
      Mi piacerebbe sapere da dove arrivano i membri
      del AGCOM, che cosa facevano prima ? chi li ha
      scelti ? sono superpartes
      ?Comincio dall'ultima domanda: non sono super partes, né potrebbero esserlo, essendo di nomina politica. Forse è super partes il presidente, ma giusto lui. E questo vale per tutte le autorità in Italia, non solo quella sulle comunicazioni.Per quanto riguarda i loro curricula, li puoi leggere sul sito:http://www2.agcom.it/intro_/membr_.htmClicca sui nomi per ogni curiosità.
  • unaDuraLezione scrive:
    "Alimentare l'innovazione"?
    contenuto non disponibile
    • thebecker scrive:
      Re: "Alimentare l'innovazione"?
      - Scritto da: unaDuraLezione
      lascino operare netflix in Italia: quella è
      innovazione.

      Però così non solo la pirateria sparirebbe, ma
      anche le pay TV.
      OPS...

      Non ci si può lamentare della pirateria quando
      altrove la pirateria è stata limitata dalla bontà
      dell'offerta ma ostinatamente non si vuole
      proporre un'offerta
      analoga.Quotohttps://signup.netflix.com/global Intanto la nostra classe politica ha permesso l'ennessimo aumento dell'IVA dal 21% al 22%. Quanto ci scometti che aumentano i prezzi anche di Film ed ebook per poi lamentarsi che nessuno compra.
      • Ricky Portera scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?

        Intanto la nostra classe politica ha permesso
        l'ennessimo aumento dell'IVA dal 21% al 22%.
        Quanto ci scometti che aumentano i prezzi anche
        di Film ed ebook per poi lamentarsi che nessuno
        compra.L'Iva in Ungheria è del 27 %, in Islanda del 25,5 %, in Danimarca Svezia e Norvegia del 25 %. Dici che in questi Paesi si vendono ancor meno film ed ebook che in Italia, in proporzione alla popolazione?
        • Star scrive:
          Re: "Alimentare l'innovazione"?
          Quanto guadagna in media un operaio o un impiegato in Danimarca o in Svezia ? O)
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Star
            Quanto guadagna in media un operaio o un
            impiegato in Danimarca o in Svezia ?
            O)Più che in Italia, ma non ho le cifre sottomano.Cambia qualcosa?
          • pensatore scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera
            - Scritto da: Star

            Quanto guadagna in media un operaio o un

            impiegato in Danimarca o in Svezia ?

            O)

            Più che in Italia, ma non ho le cifre sottomano.
            Cambia qualcosa?direi di si.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?


            - Scritto da: Star


            Quanto guadagna in media un operaio o un


            impiegato in Danimarca o in Svezia ?


            O)



            Più che in Italia, ma non ho le cifre sottomano.

            Cambia qualcosa?

            direi di si.Io ho qualche dubbio che un punto percentuale sul DVD o sull'ebook incida sugli acquisti degli italiani. I quali hanno pochi soldi in tasca, è vero, ma se i Paesi del Nordeuropa ne hanno di più va a loro merito (e quindi a demerito dell'italia). Non è che hanno datori di lavoro più umani di quelli italiani. Storicamente hanno avuto sindacati che puntavano al sodo, anziché a dividersi sulla linea politica.
          • picicci scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Un punto percentuale?Un punto percentuale per ogni singolo passaggio. Alla fine l'aumento sarà sul cliente finale molto più di un punto percentuale.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: picicci
            Un punto percentuale?
            Un punto percentuale per ogni singolo passaggio. Quanti passaggi ha l'Iva? Non sono un esperto di contabilità fiscale.Io so che l'aumento di un punto percentuale fa guadagnare all'erario un punto percentuale in più.
            Alla fine l'aumento sarà sul cliente finale molto
            più di un punto
            percentuale.E chi si incamera il resto?
          • Avenger scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            guarda che al precedente aumento iva il gettito fiscale è diminuito.Questo significa che non si può cavare sangue da una rapa.Il ritorno fiscale dell'iva può aumentare solo se aumenta la distribuzione della ricchezza (dato che non possiamo stampare i soldi), nota bene: distribuzione. Perché molte persone con un po' di soldi in tasca costruiscono un mercato. Poche persone con troppi soldi in tasca non cotruiscono nulla di buono.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            guarda che al precedente aumento iva il gettito
            fiscale è
            diminuito.È possibile.Ma ti riferisci solo al gettito fiscale derivante dall'Iva, o a quello complessivo? Sono due cose diverse.
          • Funz scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera

            guarda che al precedente aumento iva il
            gettito

            fiscale è

            diminuito.

            È possibile.
            Ma ti riferisci solo al gettito fiscale derivante
            dall'Iva, o a quello complessivo? Sono due cose
            diverse.è proprio così, si riferiva al gettito dell'IVA.
          • ponsatore scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: picicci
            Un punto percentuale?
            Un punto percentuale per ogni singolo passaggio.
            Alla fine l'aumento sarà sul cliente finale molto
            più di un punto
            percentuale.[facepalm]
          • Stefano Lavori scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Io ho qualche dubbio che un punto percentuale sul
            DVD o sull'ebook incida sugli acquisti degli
            italiani. Un punto percentuale di qua e uno di là, alla fine risultano un bel po' di quattrini...
          • ponsatore scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Io ho qualche dubbio che un punto percentuale sul
            DVD o sull'ebook incida sugli acquisti degli
            italiani. I quali hanno pochi soldi in tasca, èun punto oggi, uno domani e uno dopodomani.Io rimpiango ancora l'IVA al 19%.Ma ad ogni modo il problema più grosso è che le imposte indirette colpiscono (in percentuale sul reddito) di più i morti di fame che le persone ricche che, in un contesto di equità sociale, dovrebbero pagare percentualmente di più.
            vero, ma se i Paesi del Nordeuropa ne hanno di
            più va a loro merito (e quindi a demerito
            dell'italia). Non è che hanno datori di lavoro
            più umani di quelli italiani. Storicamente hanno
            avuto sindacati che puntavano al sodo, anziché a
            dividersi sulla linea
            politica.chi lo sa come fanno i paesi del nord europa, i veri alieni sono loro, mica quelli sulle navicelle spaziali.
          • MacGeek scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: ponsatore
            - Scritto da: Ricky Portera

            Io ho qualche dubbio che un punto percentuale
            sul

            DVD o sull'ebook incida sugli acquisti degli

            italiani. I quali hanno pochi soldi in tasca, è

            un punto oggi, uno domani e uno dopodomani.
            Io rimpiango ancora l'IVA al 19%.L'IGE (quella che c'era prima dell'IVA) era al 4%. E ci hanno ricostruito l'Italia con quelle poche tasse. Hanno fatto autostrade, dighe innovative, rete telefonica, ripetitori TV, l'immondizia non si pagava, l'acqua quasi zero...Ora siamo arrivati al 22% e lo stato non fa più infrastrutture da anni, non da più un servizio che sia uno che non sia a (CARO) pagamento.Basterebbe questo comprendere come ormai questo stato non funziona più da tempo e sarebbe ora di una versione 2.0, riscritta da ZERO.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Basterebbe questo comprendere come ormai questo
            stato non funziona più da tempo e sarebbe ora di
            una versione 2.0, riscritta da
            ZERO.Intendi dire un'operazione come quella che auspicava Jovanotti per alcuni paesi indebitati, a Sanremo nel 2000, "Cancella il debito"?Così l'Italia non dovrebbe più restituire tutti quei soldi, e gli interessi su quesi soldi?
          • MacGeek scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Basterebbe questo comprendere come ormai
            questo

            stato non funziona più da tempo e sarebbe
            ora
            di

            una versione 2.0, riscritta da

            ZERO.

            Intendi dire un'operazione come quella che
            auspicava Jovanotti per alcuni paesi indebitati,
            a Sanremo nel 2000, "Cancella il
            debito"?Ho parlato di debito?
            Così l'Italia non dovrebbe più restituire tutti
            quei soldi, e gli interessi su quesi
            soldi?Torna nel mondo dei tui sogni...
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?



            Basterebbe questo comprendere come ormai

            questo


            stato non funziona più da tempo e
            sarebbe

            ora

            di


            una versione 2.0, riscritta da


            ZERO.



            Intendi dire un'operazione come quella che

            auspicava Jovanotti per alcuni paesi
            indebitati,

            a Sanremo nel 2000, "Cancella il

            debito"?

            Ho parlato di debito?No. Ma per ripartire da (2).0 qualcosa bisogna pur azzerare. E il debito mi pare adatto.

            Così l'Italia non dovrebbe più restituire
            tutti

            quei soldi, e gli interessi su quesi

            soldi?

            Torna nel mondo dei tui sogni...Va bene. Sognerò un nuovo Piano Marshall, o ERP, come quello che fece piovere nelle casse italiane 1 miliardo e 204 milioni di dollari (di allora). Però il suffisso 2.0 ancora non era di moda. :-)
          • MacGeek scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera



            Basterebbe questo comprendere come
            ormai


            questo



            stato non funziona più da tempo e

            sarebbe


            ora


            di



            una versione 2.0, riscritta da



            ZERO.





            Intendi dire un'operazione come quella
            che


            auspicava Jovanotti per alcuni paesi

            indebitati,


            a Sanremo nel 2000, "Cancella il


            debito"?



            Ho parlato di debito?


            No. Ma per ripartire da (2).0 qualcosa bisogna
            pur azzerare. E il debito mi pare
            adatto.Azzerare lo STATO LADRO.Il debito non si può azzerare, ma si può riportare in Italia, tra gli italiani e lontano dagli speculatori internazionali. Solo così possiamo essere artefici del nostro destino.(certo sequestrei tutto il sequestrabile ai responsabili che l'hanno creato, ma sarebbero comunque briciole).
            Va bene. Sognerò un nuovo Piano Marshall, o ERP,
            come quello che fece piovere nelle casse italiane
            1 miliardo e 204 milioni di dollari (di allora).I soldi per uno stato non sono un problema. L'importante è che ci siano le risorse e le capacità e quelle le abbiamo (anzi, ce ne sono anche troppe a spasso di risorse).
          • Trollollero scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera
            - Scritto da: Star

            Quanto guadagna in media un operaio o un

            impiegato in Danimarca o in Svezia ?

            O)

            Più che in Italia, ma non ho le cifre sottomano.
            Cambia qualcosa?Nooooo, il reddito disponibile non influisce sull'impatto di un'imposta che viene applicato a praticamente TUTTO, quando mai.Per capirci, questo bel +2% secco in due anni non ha (STRANAMENTE) coinciso con un +2% sul mio stipendio.......
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?



            Quanto guadagna in media un operaio o un


            impiegato in Danimarca o in Svezia ?


            O)



            Più che in Italia, ma non ho le cifre
            sottomano.

            Cambia qualcosa?

            Nooooo, il reddito disponibile non influisce
            sull'impatto di un'imposta che viene applicato a
            praticamente TUTTO, quando
            mai.

            Per capirci, questo bel +2% secco in due anni non
            ha (STRANAMENTE) coinciso con un +2% sul mio
            stipendio.......In Ungheria l'Iva non È sempre stata al 27 %, in Islanda non é sempre stata al 25,5 %, sono state aumentate pure lì. E l'aumento non si è accompagnato a un aumento dei salari, nel senso che gli aumenti ci saranno pur stati, ma non sincroni.Hai dati sull'improvviso crollo della spesa per DVD e per ebook in concomitanza con questi aumenti?Perché io qui ho l'impressione che la storia delle tasse sia un comodo alibi. Ci sono Stati come Andorra e il Principato di Monaco che di tasse personali non ne hanno, ma la pirateria esisterà anche lì.
          • Trollollero scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera



            Quanto guadagna in media un
            operaio o
            un



            impiegato in Danimarca o in Svezia
            ?




            O)





            Più che in Italia, ma non ho le cifre

            sottomano.


            Cambia qualcosa?



            Nooooo, il reddito disponibile non influisce

            sull'impatto di un'imposta che viene
            applicato
            a

            praticamente TUTTO, quando

            mai.



            Per capirci, questo bel +2% secco in due
            anni
            non

            ha (STRANAMENTE) coinciso con un +2% sul mio

            stipendio.......

            In Ungheria l'Iva non È sempre stata al 27
            %, in Islanda non é sempre stata al 25,5 %, sono
            state aumentate pure lì. E l'aumento non si è
            accompagnato a un aumento dei salari, nel senso
            che gli aumenti ci saranno pur stati, ma non
            sincroni.Ho il sospetto che tu il lavoro stipendiato lo veda solo da molto, molto lontano....
            Hai dati sull'improvviso crollo della spesa per
            DVD e per ebook in concomitanza con questi
            aumenti?No, e nemmeno tu.Dobbiamo dedurre quindi che:a) Il fenomeno non esiste.b) Non sono stati compiuti studi in merito.c) La domanda e' priva di senso.Barra la risposta che preferisci.
            Perché io qui ho l'impressione che la storia
            delle tasse sia un comodo alibi. Ci sono Stati
            come Andorra e il Principato di Monaco che di
            tasse personali non ne hanno, ma la pirateria
            esisterà anche
            lì.Ah, di quello si parlava ?Non dei generali effetti negativi legati all'aumento di un'imposta generalizzata senza un corrispondente aumento delle retribuzioni ?
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?


            Perché io qui ho l'impressione che la storia

            delle tasse sia un comodo alibi. Ci sono
            Stati

            come Andorra e il Principato di Monaco che di

            tasse personali non ne hanno, ma la pirateria

            esisterà anche

            lì.

            Ah, di quello si parlava ?
            Non dei generali effetti negativi legati
            all'aumento di un'imposta generalizzata senza un
            corrispondente aumento delle retribuzioni
            ?Si parlava solo di questo. Siamo su un forum di informatica e di contenuti digitali.Per lagnarti dell'aumento dell'IVA hai tutto il web a disposizione.
          • ginnasta scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera


            Perché io qui ho l'impressione che la
            storia


            delle tasse sia un comodo alibi. Ci sono

            Stati


            come Andorra e il Principato di Monaco
            che
            di


            tasse personali non ne hanno, ma la
            pirateria


            esisterà anche


            lì.



            Ah, di quello si parlava ?

            Non dei generali effetti negativi legati

            all'aumento di un'imposta generalizzata
            senza
            un

            corrispondente aumento delle retribuzioni

            ?

            Si parlava solo di questo. Siamo su un forum di
            informatica e di contenuti
            digitali.
            Per lagnarti dell'aumento dell'IVA hai tutto il
            web a
            disposizione.non serve una laurea per capire che a parità di stipendio se aumenta l'IVA puoi comprare meno beni.O forse serve? Avrai da ridire anche su questo immagino.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?


            Si parlava solo di questo. Siamo su un forum di

            informatica e di contenuti

            digitali.

            Per lagnarti dell'aumento dell'IVA hai tutto il

            web a

            disposizione.

            non serve una laurea per capire che a parità di
            stipendio se aumenta l'IVA puoi comprare meno
            beni.Musica e film sono beni voluttuari. Se la gente ha le pezze al XXXX, e molti in Italia sono in questa situazione, non se li poteva permettere nemmeno prima. Vai di P2P, quindi, ma molto prima dell'incremento dell'Iva.Però qualcuno vuole a tutti i costi vedere correlazione fra le due cose.
          • cineasta scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera


            Si parlava solo di questo. Siamo su un
            forum
            di


            informatica e di contenuti


            digitali.


            Per lagnarti dell'aumento dell'IVA hai
            tutto
            il


            web a


            disposizione.



            non serve una laurea per capire che a parità
            di

            stipendio se aumenta l'IVA puoi comprare meno

            beni.

            Musica e film sono beni voluttuari. Se la gente
            ha le pezze al XXXX, e molti in Italia sono in
            questa situazione, non se li poteva permettere
            nemmeno prima. Vai di P2P, quindi, ma molto prima
            dell'incremento
            dell'Iva.
            Però qualcuno vuole a tutti i costi vedere
            correlazione fra le due
            cose.se uno ha "le pezze al XXXX" (spera di non trovarti mai in questa situazione) invece di due pagnotte ne compra una.Se invece prima stava così così invece di due pagnotte e un dvd compra solo le due pagnotte.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?


            Musica e film sono beni voluttuari. Se la gente

            ha le pezze al XXXX, e molti in Italia sono in

            questa situazione, non se li poteva permettere

            nemmeno prima. Vai di P2P, quindi, ma molto
            prima

            dell'incremento

            dell'Iva.

            Però qualcuno vuole a tutti i costi vedere

            correlazione fra le due

            cose.

            se uno ha "le pezze al XXXX" (spera di non
            trovarti mai in questa situazione)Cerco di spezzare un tabù. Quello dei termini relativi alla povertà.La povertà, ci insegnavano al catechismo, e pure a educazione civica, non è una vergogna. :| invece di due
            pagnotte ne compra
            una.

            Se invece prima stava così così invece di due
            pagnotte e un dvd compra solo le due
            pagnotte.Vedi che l'economia domestica la conosci?Quindi torniamo a parlare di informatica e di contenuti digitali, e chiudiamo questa parentesi, che non mi sembra fra le più interessanti. :-P
          • cineasta scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Cerco di spezzare un tabù. Quello dei termini
            relativi alla
            povertà.
            La povertà, ci insegnavano al catechismo, e pure
            a educazione civica, non è una vergogna.
            :|sia lodato gesù cristo.



            invece di due

            pagnotte ne compra

            una.



            Se invece prima stava così così invece di due

            pagnotte e un dvd compra solo le due

            pagnotte.

            Vedi che l'economia domestica la conosci?ma tu evidentemente no, eppure hai detto di aver studiato...
          • Trollollero scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera


            Perché io qui ho l'impressione che la
            storia


            delle tasse sia un comodo alibi. Ci sono

            Stati


            come Andorra e il Principato di Monaco
            che
            di


            tasse personali non ne hanno, ma la
            pirateria


            esisterà anche


            lì.



            Ah, di quello si parlava ?

            Non dei generali effetti negativi legati

            all'aumento di un'imposta generalizzata
            senza
            un

            corrispondente aumento delle retribuzioni

            ?

            Si parlava solo di questo. Siamo su un forum di
            informatica e di contenuti
            digitali.Quindi, Leguleio mio bello, che ci fai ancora qui, tu che ti occupi solo di grammatica e giurisprudenza ?
            Per lagnarti dell'aumento dell'IVA hai tutto il
            web a
            disposizione.E tu hai il tuo weblog.Ora vai.
          • Trollollero scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera


            Perché io qui ho l'impressione che la
            storia


            delle tasse sia un comodo alibi. Ci sono

            Stati


            come Andorra e il Principato di Monaco
            che
            di


            tasse personali non ne hanno, ma la
            pirateria


            esisterà anche


            lì.



            Ah, di quello si parlava ?

            Non dei generali effetti negativi legati

            all'aumento di un'imposta generalizzata
            senza
            un

            corrispondente aumento delle retribuzioni

            ?

            Si parlava solo di questo. Siamo su un forum di
            informatica e di contenuti
            digitali.
            Per lagnarti dell'aumento dell'IVA hai tutto il
            web a
            disposizione.Ancora non hai capito come funzionano queste cose, vero Leguleio ?
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Ancora non hai capito come funzionano queste
            cose, vero Leguleio
            ?Ah, guarda, vado a farmele spiegare da te, lo scemo di PI.Ma per favore!
          • The Dude scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Per capirci, questo bel +2% secco in due anni non
            ha (STRANAMENTE) coinciso con un +2% sul mio
            stipendio.......Apri una partita iva e lavora come consulente così l'IVA la scarichi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 ottobre 2013 13.12-----------------------------------------------------------
          • Trollollero scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: The Dude

            Per capirci, questo bel +2% secco in due
            anni
            non

            ha (STRANAMENTE) coinciso con un +2% sul mio

            stipendio.......

            Apri una partita iva e lavora come consulente
            così l'IVA la
            scarichi.
            --------------------------------------------------
            Modificato dall' autore il 02 ottobre 2013 13.12
            --------------------------------------------------Ecco perche' provo un sincero disgusto per l'italia (minuscolo d'obbligo) e gli italiani. Disgusto ancor piu' accentuato dal fatto di non potermene andare da questo stramaledetto paese....Problema generale (mancato adeguamento degli stipendi al reale costo della vita) ?Soluzione personale (sistemati tu, e 'fanXXXX gli altri) !Davvero, una risposta piu' idiota di questa non poteva esserci......
          • The Dude scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: The Dude


            Per capirci, questo bel +2% secco in due

            anni

            non


            ha (STRANAMENTE) coinciso con un +2%
            sul
            mio


            stipendio.......



            Apri una partita iva e lavora come consulente

            così l'IVA la

            scarichi.


            --------------------------------------------------

            Modificato dall' autore il 02 ottobre 2013
            13.12


            --------------------------------------------------

            Ecco perche' provo un sincero disgusto per
            l'italia (minuscolo d'obbligo) e gli italiani.
            Disgusto ancor piu' accentuato dal fatto di non
            potermene andare da questo stramaledetto
            paese....

            Problema generale (mancato adeguamento degli
            stipendi al reale costo della vita)
            ?
            Soluzione personale (sistemati tu, e 'fanXXXX gli
            altri)
            !

            Davvero, una risposta piu' idiota di questa non
            poteva
            esserci......Bravo, stai li ad aspettare il solito aiuto assistenzialistico statale.Sistemati tu e fanXXXX gli altri???? TUTTI dovrebbero fare così. Poi mi spieghi a cosa serve l'IVA allo stato.Ma siccome gli italiani sono una massa di pecoroni con il bisogno di un padrone che pensa per loro, allora meglio fare il dipendente!!!!!Aumentano l'IVA e tu, invece di vedere QUANTO E' ASSURDO il fatto che i privati la paghino e le partite iva no, ti lamenti perchè non ti aumentano lo stipendio????
      • Star scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        L'Italia è l'unico Paese al mondo se si escludono quelli in cui vi è una dittatura che pensa solo a punire i cittadini e le loro libertà e mai ad innovare ed offre loro valide alternative legali.
        • Allibito scrive:
          Re: "Alimentare l'innovazione"?
          - Scritto da: Star
          L'Italia è l'unico Paese al mondo se si escludono
          quelli in cui vi è una dittatura che pensa solo a
          punire i cittadini e le loro libertà e mai ad
          innovare ed offre loro valide alternative
          legali.Non è esatto, nessuno punisce i cittadini come dici, semmai si tenta di punire un comportamento illecito. le offerte legali arriveranno solo dopo l'inizio della lotta. Inoltre esistono moltissimi paesi civili dove questa lotta è già iniziata con risultati buoni e cattivi ma almeno esiste un tentativo di arginare un cancro che distrugge le creatività e l'industria.
          • cicciobello scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Non è esatto, nessuno punisce i cittadini come
            dici, semmai si tenta di punire un comportamento
            illecito. le offerte legali arriveranno solo dopo
            l'inizio della lotta.Così intanto i cittadini si saranno abituati alle altre offerte. Bel lavoro, complimenti!
            Inoltre esistono moltissimi
            paesi civili dove questa lotta è già iniziata con
            risultati buoni e cattiviA me sembra solo con risultati cattivi (anzi, pessimi)Citami solo un esempio di risultato "buono"
            ma almeno esiste un
            tentativo di arginare un cancro che distrugge le
            creatività e
            l'industria.Quale creatività? L'industria non è affatto creativa, non può esserlo (non più, almeno).La qualità di film e musica è scesa drasticamente negli ultimi anni (quanti film che escono ogni anno sono sequel/prequel/remake?), e questo perchè non si può più pensare a recuperare gli investimenti nel lungo termine, occorre qualcosa che renda subito e poi venga dimenticato.
          • Skywalker scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Allibito
            nessuno punisce i cittadini come
            dici, semmai si tenta di punire un comportamento
            illecito.Stai parlando della Direttiva del 93/98/EEC del 29 Ottobre 1993, dove, senza una sola riga in nessun telegiornale, la durata del Copyright è passata di colpo da 50 a 70 anni. E gente che aveva pubblicato gli scritto di Joyce, ormai nel pubblico dominio, ha dovuto ritirarli.Stai sicuramente parlando del 12 Settembre 2011, quando, senza una sola sillaba in qualunque telegiornale, i DIRITTI CONNESSI delle REGISTRAZIONI (gli Autori erano già compresi) sono passati da 50 anni dalla pubblicazione a 70 ANNI. Una REGISTRAZIONE!Stai sicuramente parlando della Direttiva 92/100/EEC del 19 Novembre 1992, quando, senza una parola su nessun quotidiano, LE BIBLIOTECHE PUBBLICHE sono state costrette a PAGARE LA SIAE per PRESTARE GRATUITAMENTE i libri!Forse ti sei perso un po' l'evoluzione legislativa della materia negli ultimi 40 anni. Ti suggerisco un veloce ripasso:http://randomfoo.net/oscon/2002/lessig/free.htmlE non è neppure aggiornato agli ultimi 11 anni, che hanno avuto una accelerazione impressionante. Forse perché il dibattito comincia ad allargarsi e, visto che dove c'è stata informativa pubblica le estensioni non sono passate (vedi: Proposta di direttiva COM(2002)92 sulla brevettabilità del software, rigettata dal Parlamento Europeo 648 a 14. Onore alla FFII e.V.) si cerca di blindare il blindabile nel trattati WIPO/WTO (che come noto non solo sono sovranazionali, ma non prevedeno alcuna procedura DEMOCRATICA di uscita. Se anche l'intero parlamento EU votasse per tornare ai 50 anni dopo la morte, il Messico potrebbe chiedere il deferimento all'arbitrato WTO. Che non è un organismo eletto)A studiare a fondo la materia e la storia ce n'è di che rimanere "Allibito".
            le offerte legali arriveranno solo dopo
            l'inizio della lotta.Mi sfugge: lotta a cosa? Lotta all'ultimo MONOPOLIO ASSOLUTO blindato in trattati internazionali non modificabili nemmeno con un ipotetico Referendum Europeo vinto con il 75% di adesioni, e continuamente allargato da 100 anni a questa parte?
            un cancro che distrugge le
            creatività e l'industria.Stai sicuramente parlando degli intermediari che, consci di essere dei maniscalchi in un epoca di automobili, stanno chiedendo ed ottenendo l'approvazione di un nuovo "Red Flag Act" per impedire all'innovazione "auto" di marciare a più di 6 km/h.Stai sicuramente parlando degli Studios Hollywoodiani, che dopo esserso spostati ad Hollywood proprio per cercare di sfuggire alle grinfie legali del Monopolio della Motion Picture Patents Company ed aver fatto la loro fortuna innovando a colpi di pirateria contro l'Edison Trust, ora cercano di ottenere per se quello che nel 1918 lo Sherman Antitrust Act permise loro di rottamare.La domanda, semplice, è sempre la stessa: come fa l'estensione dei diritti di sfruttamento economico delle opere di un "Autore" a DOPO la morte dell'Autore ad incentivare la creatività dell'Autore MORTO?Quale incentivo ad impegnarsi a produrre altre Opere produce una legislazione che permette ad un giovane brillante autore ed a due generazioni di suoi eredi di vivere di rendità sulla fortuna di una brillante opera giovanile?E volendo essere proprio pignolo: perché in una legge sul DIRITTO D'AUTORE è concessa la CESSIONE COMPLETA dei diritti di sfruttamento economico a persone diverse dall'Autore ed ai suoi Eredi? Quale incentivo a produrre nuove opere ha un ex-direttore della SACEM (la SIAE francese) se entra il possesso dell'intero catalogo di Manuel Ravel, morto nel 1937, ma ancora protetto da Copyright in Francia fino al 2035.Una buona lettura per capire a chi serve VERAMENTE l'attuale Copyright:http://www.theguardian.com/education/2001/apr/25/arts.highereducationMa la vera domanda è: QUALE INCENTIVO HANNO GLI ATTUALI MIRACOLATI dall'attuale struttura totalmente Monopolista del Copyright a "bilanciare" il "loro" DIRITTI TUTTI RISERVATI con gli ascoltatori/mecenati(perché i VERI mecenati sono QUESTI che PAGANO! Non gli INDUSTRIALI del copyright, interessati al Soldo, non all'Arte o alla Creatività)? Avendo ora una legislatura che RISERVA TUTTI I DIRITTI qualunque bilanciamento è per definizione una diminuzione. QUAL'E' l'incentivo LEGALE ATTUALE a farlo?Roba da restare "Allibiti".
          • Izio01 scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Skywalker
            (...)
            Roba da restare "Allibiti".Un'ottima disamina di quello che i vari signori del copyright e i loro lacché nell'AGCOM evitano accuratamente di discutere.Come si suol dire, un'ora di applausi. Anzi, facciamo quattro!
          • nunzio scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Skywalker
            - ......Skywalker, non è la prima volta che leggo i tuoi commenti e devo dire che sei molto chiaro, diretto ed hai argomenti convincenti che condivido i toto.Tuttavia anche io avrei un cosa sulla quale vorrei farti riflettere. Lavoro da anni nel settore dell'assistenza informatica a clienti privati, con molti di loro ho modo di parlare, per altri ho il permesso di accedere ai loro file per motivi personali (non spio per codice deontologico, sono propri loro che mi chiedono di salvare certe cartelle piuttosto che altri, richiesta abbastanza comune quando ci sono problemi di disco fisso e non si riesce a fare una copia totale).Dalla mia personale e certamente limitata esperienza, noto che tali utenti, 99 volte su 100, si preoccupano si scaricare musica e film di autori attuali e uscite contemporanee, non certo di autori morti o di opere di 20/30 anni fa.Che si scaricava musica classica ne avrò trovato solo uno a memoria, qualcuno che aveva raccolte di gruppi sconosciuti con musica resa liberamente. Per i film uguale, a parte qualche vecchio documentario tipo quello sull'erba e roba di nicchia, quasi tutti hanno i maggiori titoli delle sale.Adesso io dico, sono più che d'accordo con quello che scrivi, in senso assoluto, ma a volte mi sembra di voler dare perle ai porci.ciao
          • cicciobello scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Dalla mia personale e certamente limitata
            esperienza, noto che tali utenti, 99 volte su
            100, si preoccupano si scaricare musica e film di
            autori attuali e uscite contemporanee, non certo
            di autori morti o di opere di 20/30 anni
            fa.Magari li avevano già scaricati prima...E comunque, se continua così presto non ci saranno più "uscite contemporanee" decenti, e il problema si risolverà da solo.
          • nunzio scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: cicciobello

            Dalla mia personale e certamente limitata

            esperienza, noto che tali utenti, 99 volte su

            100, si preoccupano si scaricare musica e
            film
            di

            autori attuali e uscite contemporanee, non
            certo

            di autori morti o di opere di 20/30 anni

            fa.

            Magari li avevano già scaricati prima...

            E comunque, se continua così presto non ci
            saranno più "uscite contemporanee" decenti, e il
            problema si risolverà da
            solo.Dipende, ti dirò di più: il "contemporaneo" dipende dall'età, nel senso che (ripeto che mi baso sulla MIA esperienza) in un PC di un 50-60enne mi ritrovo celentano e morandi con opere vecchiette, anche se non sono morti ovviamente, mentre tra i giovani la maggior parte vedo che è roba più o meno attuale.Ci sono poi casi di giovani che hanno discografie complete di musica del "passato", tipo LedZeppelin o Beatles ecc, ma sono casi relativamente rari. Su ebook non so dire perchè sono pochi quelli che posseggono un reader, per i film non ne parliamo, si va dai puffi a ironman e tutte queste storie qua, mai visto un "palombella rossa" o un "2001 odissea nello spazio" ;-)Non giudico nessuno pe carità, ognuno guardi e ascolti quello che gli pare, volevo solo dire che il problema del copyright è giusto ed attuale nel senso che c'è una evidente storpiatura del concetto, che però non creo che riducendolo anche a solo 20 anni cambi qualcosa nelle richieste della gente.
          • Skywalker scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Al contrario: stai ulteriormente confermando che la dove è necessario investire, il grosso dello "sfruttamento economico" si esaurisce in 18 mesi dalla nuova uscita.Se un "nuovo prodotto" non sfonda entro i 18 mesi, viene accantonato e si punta su un altro "prodotto" (che poi questi "prodotti" siano persone, autori o interpreti, è marginale per il Business in questione).In un Copyright "ragionevole", il grosso delle "restrizioni" per sfruttamento economico dovrebbero esaurirsi in 18 mesi. Ma c'è un dettaglio non secondario: i maggiori introiti si fanno con i Diritti di Sfruttamento di Autori ormai nella Leggenda. Costi di produzione nulli, ricavi stellari. Soprattutto per le royalties a fini commerciali. Non che le vendite ai privati siano poche.I Diritti su Manuel Ravel, fino a quando qualche anno fa è entrato nel Pubblico Dominio (ma non in Francia), era l'autore che raccattava più royalties alla SACEM (a favore di Arema, di proprietà di un ex-direttore SACEM. Neanche agli eredi di Ravel). La produzione di Beatles è ferma da 43 anni, ma i profitti continuano macinare stellari e da Maggio 1969 vanno ad ATV, dal 1982 all'australiano Robert Holmes, dal 1985 a Michael Jackson, dal 1995 a metà tra Jackson e Sony.Sony/ATV_Music_Publishing (Sony+Eredi Jackson) gestisce i diritti di circa 2.000.000 di canzoni per un ricavo annuo di circa 1,26 miliardi di dollari all'anno. Il 99.99% da canzoni ben oltre i 18 mesi. Qualche esempio oltre i 25 anni: Beatles (pre 1971), Jailhouse Rock (1957), Stand by me, (1960), Moonriver (1961), Star Trek (1966), Mission Impossible (1967), Footloose (1984), Take My Breath Away (1986).Scommetto che su quegli hard disk hai trovato molte di queste canzoni.Se andiamo tra i film cambiano in parte i nomi ma i numeri, sia come importi che come anni, non cambiano. Biancaneve ed i Sette Nani è del 1937, Pinocchio è del 1940, Fantasia del 1940, Dumbo del 1941, Bambi del 1942, Cenerentola del 1950, Alice nel Paese delle Meraviglie del 1951, Peter Pan del 1953, Lilli ed il vagabondo del 1954, La Bella Addormentata del 1959, La carica dei 101 del 1961, La Spada nella Roccia del 1963, Gli Aristogatti del 1970, Robin Hood del 1973.Scommettiamo che se c'erano dei figli, su quegli hard disk questi li hai trovati quasi tutti?Ora ti meraviglierebbe se il "Sonny Bono Copyright Extension Act", che nel 1988 estese il Copyright USA da Vita+50 per gli autori fisici/75 anni per le opere con copyright assegnato ad una azienda A vita+70/120 dalla creazione o 95 dalla pubblicazione, sia passato alla storia come "Mickey Mouse Copyright Act"?Non che Sonny Bono, artista marito di Cher, non avvesse il suo interesse.Senza l'estensione del 1988, quest'anno Biancaneve ed i Sette Nani sarebbe nel Pubblico Dominio. Fra 3 anni, il personaggio di Topolino sarebbe stato nel Pubblico Dominio, dato che Walt Disney è morto nel 1966.Sono questi "soldi senza rischio" che portano al Copyright attuale.Sono perle, di valore. Che raccolgono volentieri. Anche dovessero assumersi la nomea di "Porci".Data questa situazione io Major che oggi HO GIA' una concessione per circa 140 anni (vita media + 70 anni), devo solo scrivere bene il contratto, perché dovrei rinunciare agli altri 138,25 anni? Solo perché è ingiusto ed iniquo? Allo stato attuale solo un "cambiamento drastico", che azzeri questi privilegi, porterà gli Editori ad un tavolo per discutere concessioni eque e giuste. Di loro sponte andranno avanti a richiedere l'estensione di Tutti i Diritti Riservati a "per sempre meno un giorno" (Copyright Jack Valenti).Per le opere con meno di 18 mesi di vita venduti ai privati, per quanto lo portino ad esempio, il problema è più di distribuzione che di Copyright. Rilasciando in tutto il mondo su tutte le piattaforme contemporaneamente, chi è disposto a comprare compra. Chi non vuole comprare registra dalla radio o si fa invitare a casa di un amico. Funziona così anche per le partite di calcio, che nessuno ha interesse a copiare. I duplicatori di cassette a doppia velocità esistevano anche 40 anni fa. Ma come vedi questi sono temi di Antitrust, non di Copyright. Sono temi in cui il Libero Mercato e la Globalizzazione darebbe torto ai Detentori dei Diritti, i quali in questi casi lo dimenticano. Ed io che non demonizzo il mercato, qualche domanda me la faccio.Aggiungi poi che oggi le Major non voglio più "vendere", ma "noleggiare".Sul digitale hanno già ottenuto che la First Sale Doctrine/Exhaustion of Rights non abbia valore legale: quale incentivo ho a "comprare" una cosa sulla quale comunque non avrò nessun diritto? Mi sfugge la differenza di diritti che mi viene concessa tra acquistare un MP3 su Mars Music, che dopo un paio di anni fallisce ed i suoi server con i miei acqusiti vanno al macero, e scaricare lo stesso MP3 via P2P. Se mi ferma la SIAE mentre sono in auto con il mio lettore MP3, ho in mano le stesse chances di dimostrare che ho pagato per la "mia copia", che comunque non andrà mai ai miei figli.Ad oggi, per me, la differenza è puramente economica: in un caso hai zero diritti versando dei soldi, nell'altro hai zero diritti senza versarli.Ma anche se, come me, scelgo di non pagare e non scaricare, devo comunque pagare la SIAE quando prendo in prestito un libro od un DVD in Biblioteca. Devo pagare la SIAE per le SD-HC dei miei filmati. Non solo. Quando faccio delle locandine per alcune delle Associazioni Non Profit con cui collaboro, nel dubbio, devo limitarmi ad utilizzare le immagini in commons.wikipedia.org, per evitare qualunque rischio di denuncia. Quindi si, cambia molto riducendo a 20 anni dalla pubblicazione. Cambia che devi investire molto di più su quei 18 mesi di novità e non puoi sederti sugli allori del 1937. Cambia che il mercato punterebbe sugli eventi, sul live, sui fans' club.E la semplice "registrazione" perderebbe l'importanza attuale e con essa il problema ontologicamente irrisolvibile della "copia" di un "originale" che di originale non ha nulla.Tu vedi dei comuni privati che riempono i proprio hard disk di gigabyte di musica e film che non avranno mai il tempo di ascoltare per intero.Io vedo altri artisti che vorrebbero fare cose nuove, potendo attingere ad una cultura che non sia di 140 anni fa. Vedo professionisti che non debbano aver paura di una denuncia per violazione di un Copyright congeniato in modo da lasciare nel limbo tutto quanto non sia espressamente e preventivamente autorizzato dietro compenso.Si cambia molto. Soprattutto per chi è moralmente onesto, ma non tollera l'ingiusto e non cerca scorciatoie.Ne sono convinto. Cambierebbe molto.
          • bubba scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Skywalker
            Al contrario: stai ulteriormente confermando che
            la dove è necessario investire, il grosso dello
            "sfruttamento economico" si esaurisce in 18 mesi
            dalla nuova
            uscita.

            Se un "nuovo prodotto" non sfonda entro i 18
            mesi, viene accantonato e si punta su un altro
            "prodotto" (che poi questi "prodotti" siano <cut
            stavolta non sono neanche intervenuto nella discussione, perche sembri al 100% me, nelle argomentazioni :DVolevo solo aggiungere che poco tempo dopo aver proposto l'infamia Sonny Bono mori' in un "strampalato" incidente(?) [spiaccicato su un albero mentre sciava].. una piccola deliziosa inutile soddisfazione... perche la moglie lo porto' avanti e divenne legge.
          • Sg@bbio scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Guarda un pò, è sparito allibito :D
          • Phronesis scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Skywalker
            Roba da restare "Allibiti".Che intervento. Complimenti.Me lo copio.Sotto quale licenza lo rilasci? XD
          • Funz scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Applausi
    • cicciobello scrive:
      Re: "Alimentare l'innovazione"?
      - Scritto da: unaDuraLezione
      lascino operare netflix in Italia: quella è
      innovazione.
      Pensi che avrebbe sucXXXXX? È già pieno di siti di streaming gratuito...
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        contenuto non disponibile
        • cicciobello scrive:
          Re: "Alimentare l'innovazione"?
          - Scritto da: unaDuraLezione
          - Scritto da: cicciobello


          Pensi che avrebbe sucXXXXX? È già pieno
          di

          siti di streaming

          gratuito...

          nessun sito ti offre semplicità,Clicchi sulla pagina, parte il film. Più semplice di così...
          garanzia di
          trovare un'infinità di cose, il sito a pagamento offre meno scelta (molti produttori hanno contratti in esclusiva con altri)
          qualità costante,vero
          fruizione immediata,I siti di streaming non ufficiale sono immediati
          fruzione si tutti i device
          di casa, compresi i telefoni e le
          console.I siti che permettono il download in chiaro sì; i siti come netflix no.Per questo i siti ufficiali sono indietro di anni rispetto agli altri.Se continuano a illudersi che il loro servizio sia migliore, sbatteranno il naso molto presto.
    • Allibito scrive:
      Re: "Alimentare l'innovazione"?
      - Scritto da: unaDuraLezione
      lascino operare netflix in Italia: quella è
      innovazione.

      Però così non solo la pirateria sparirebbe, ma
      anche le pay TV.
      OPS...

      Non ci si può lamentare della pirateria quando
      altrove la pirateria è stata limitata dalla bontà
      dell'offerta ma ostinatamente non si vuole
      proporre un'offerta
      analoga.Netfix esiste per volere dei detentori dei diritti, non certo per opera dello spirito santo. L'offerta legale è possibile solo in paesi dove la lotta alla pirateria sia almeno iniziata, nessuno investirebbe capitali per vendere prodotti offerti gratuitamente e impunemente in maniera illegale.
      • thebecker scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        - Scritto da: Allibito
        - Scritto da: unaDuraLezione

        lascino operare netflix in Italia: quella è

        innovazione.



        Però così non solo la pirateria sparirebbe, ma

        anche le pay TV.

        OPS...



        Non ci si può lamentare della pirateria quando

        altrove la pirateria è stata limitata dalla
        bontà

        dell'offerta ma <b
        ostinatamente </b
        non si
        vuole

        proporre un'offerta

        analoga.

        Netfix esiste per volere dei detentori dei
        diritti, non certo per opera dello spirito santo.
        L'offerta legale è possibile solo in paesi dove
        la lotta alla pirateria sia almeno iniziata,
        nessuno investirebbe capitali per vendere
        prodotti offerti gratuitamente e impunemente in
        maniera
        illegale.Per quanto rigurda la musica in streaming anche se tardi comunque Spotify ha investito anche in Italia per non parlare di Itunes per il download che esiste da anni anche in Italia, GooglePlay..ecc. Per gli ebook Amazon, Kobobooks, di nuovo GooglePlay..ecc. (io gli ebook in fascia economica li acquisto se il prezzo è conveniente i soldi li esco). I distributori di film in Italia invece stanno a guardare e vogliono mantenere lo status quo, gli operatori italiani non investono in servizi/store online..e poi piangono per la pirateria o perchè Amazon, Google, Kobo, Apple...guadagnano, fanno sconti..ecc.Intanto in Italia si pensa solo a regolamenti da azzeccacarbugli..
      • cicciobello scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        Quindi, stai dicendo che in italia ci saranno i siti di streaming no ufficiale, al posto di netflix? Per l'utente finale cambia poco; anzi, potrebbe essere un vantaggio, se consideriamo quello che diceva l'utente Crazy (che, vivendo in america, ha netflix): netflix ha infatti delle restrizioni che impediscono, ad esempio, di vedere i film sul televisore... gli altri siti non ce l'hanno.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: "Alimentare l'innovazione"?
          contenuto non disponibile
          • cicciobello scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Con l'offerta in abbonamento puoi, ad esempio, salvarti il file su chiavetta per vederlo in tv senza bisogno di collegarci il computer?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            contenuto non disponibile
          • cicciobello scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?


            Netflix è streaming.
            Se stai cercando di spostare il discorso da
            streaming a file riproducibile stai barando: è
            ovvio che non possa permetterti di girare con un
            USB ed il file in chiaro.Quindi stanno offrendo un servizio castrato, rispetto al sito non ufficiale. Qui non stiamo parlando
            di acquisto ma di
            servizio.

            Le Tv recenti comunque credo possano fare da
            client Netflix anche senza altri
            device.Quindi dovrei cambiare televisore?Offrono un servizio castrato, più costoso, non compatibile con l'hardware attuale... e si stupiscono se non decolla?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: cicciobello
            Quininutile perdere tempo, Cicciobello.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 01 ottobre 2013 18.37-----------------------------------------------------------
      • Skywalker scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        - Scritto da: Allibito
        nessuno investirebbe capitali per vendere
        prodotti offerti gratuitamente e impunemente in
        maniera illegale.Definizione di Imprenditore: Colui che RISCHIA capitali in una impresa. Se aspetta che ci sia una situazione legislativa che gli GARANTISCA la remunerazione del Capitale, eliminando il rischio, non è più un IMPRENDITORE. A scelta può essere definito un Monopolista, un Garantito, un Parassita, un Amico degli Amici, una cordata di Capitani Coraggiosi.Ma non un IMPRENDITORE e tantomeno un INNOVATORE.Youtube non è nato per volontà dei "Detentori dei Diritti (NdA: di sfruttamento economico, cosa ben diversa dagli Autori)", anzi. iTunes non è nato per volontà dei "Detentori dei Diritti", che anzi hanno cercato in tutti i modi di affossarlo. Spotify non è nato per volontà dei "Detentori dei Diritti", anzi. Sono tutti esempi di IMPRENDITORI che hanno RISCHIATO I LORO SOLDI per INNOVARE l'offerta digitale MALGRADO IL MONOPOLIO DEI DETENTORI, con OFFERTE LEGALI che sono rimaste tali solo grazie al loro IMMENSO SUCXXXXX che li ha dotati di robuste spalle economiche e di FORTE POTERE CONTRATTUALE. Se era per i "Detentori dei Diritti" eravamo ancora fermi al CD ed al DVD su dispositivi Tivoizzati e con Region Code.Se Google Web Search e YouTube non avessero avuto alle spalle Google Inc., se iTunes non avesse avuto alle spalle Apple Inc., se il Kindle Marketplace non avesse avuto alla spalle Amazon Inc., se Netflix Streaming Service nel 2008 non avesse avuto alle spalle Netflix Inc. (forte di dieci anni di successi nel DVDbyMail Rental) avrebbero fatto tutti la fine di WTV Systems e del suo servizio Zediva (per chi non lo avesse conosciuto: compravano stock di DVD, poi tu li compravi da loro con impegno a rivenderlo (singolarmente, o un tot al mese), loro te lo mettevano a tua richeista in un Lettore di DVD fisico che, via internet, ti mandava il filmato sul tuo televisore. Di fatto prendevi dei DVD in leasing, e loro si occupavano tecnicamente di gestirti la parte "fisica" per conto tuo. Quindi pagavano, eccome se pagavano. Ma non abbastanza, perché stante la First Sale Doctrine, pagavano una tantum, non ad ogni visione. Al limite ogni tanto dovevamo sostituire i DVD usurati. Non avendo alle spalle una Google, sono stati fatti chiudere per "violazione del Copyright". Non avendo mai duplicato un solo video e non avendo mai favorito alcun tipo di duplicazione. Ed avendoci pure acquistato tonnellate di DVD.Per "Volontà dei Detentori" l'unica Innovazione possibile è l'estensione della durata del Copyright. Su quello negli ultimi 100 anni sono stati volitivamente di sucXXXXX.
      • Sg@bbio scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        (rotfl)(rotfl)(rotfl)Il festival delle idiozie.
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        contenuto non disponibile
    • un chain scrive:
      Re: "Alimentare l'innovazione"?
      - Scritto da: unaDuraLezionequalsiasi forma di diritto d'autore / copyright è *ANTITETICA* rispetto alla innovazione
      • Ricky Portera scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        - Scritto da: un chain
        - Scritto da: unaDuraLezione

        qualsiasi forma di diritto d'autore / copyright è
        *ANTITETICA* rispetto alla
        innovazioneInteressante. In Italia la protezione del diritto d'autore, almeno per quanto riguarda la musica e i testi letterari, esiste dal 1801: Legge 19 fiorile anno IX repubblicano, Repubblica Cisalpina. Quindi da quell'anno in poi di innovazione non se n'è più vista?
        • un chain scrive:
          Re: "Alimentare l'innovazione"?
          - Scritto da: Ricky Portera
          - Scritto da: un chain

          - Scritto da: unaDuraLezione



          qualsiasi forma di diritto d'autore /
          copyright
          è

          *ANTITETICA* rispetto alla

          innovazione

          Interessante. In Italia la protezione del diritto
          d'autore, almeno per quanto riguarda la musica e
          i testi letterari, esiste dal 1801: Legge 19
          fiorile anno IX repubblicano, Repubblica
          Cisalpina. Quindi da quell'anno in poi di
          innovazione non se n'è più vista?più interessante sarebbe vedere in faccia chi (come te) ha il coraggio di dire che diritto d'autore / copyright non sono (oltre che un FURTO ai danni della collettività) un gravissimo ostacolo all'innovazione, alla diffusione della conoscenza e, più in generale, alla libertà
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Quindi da quell'anno in poi di

            innovazione non se n'è più vista?

            più interessante sarebbe vedere in faccia chi
            (come te) ha il coraggio di dire che diritto
            d'autore / copyright non sono (oltre che un FURTO
            ai danni della collettività) un gravissimo
            ostacolo all'innovazione, alla diffusione della
            conoscenza e, più in generale, alla
            libertàNon l'ho mai detto.In compenso questa reazione scomposta dice molto sul tuo retroterra e sul tuo modo di rapportarti con gli altri. ;-)Continua così, a farti riconoscere.
          • un chain scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Quindi da quell'anno in poi di


            innovazione non se n'è più vista?



            più interessante sarebbe vedere in faccia chi

            (come te) ha il coraggio di dire che diritto

            d'autore / copyright non sono (oltre che un
            FURTO

            ai danni della collettività) un gravissimo

            ostacolo all'innovazione, alla diffusione
            della

            conoscenza e, più in generale, alla

            libertà

            Non l'ho mai detto.
            In compenso questa reazione scomposta scomposta? questa reazione è *NULLA* rispetto a quella che sarebbe una reazione davvero appropriata...
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?



            più interessante sarebbe vedere in
            faccia
            chi


            (come te) ha il coraggio di dire che
            diritto


            d'autore / copyright non sono (oltre
            che
            un

            FURTO


            ai danni della collettività) un
            gravissimo


            ostacolo all'innovazione, alla
            diffusione

            della


            conoscenza e, più in generale, alla


            libertà



            Non l'ho mai detto.

            In compenso questa reazione scomposta

            scomposta? questa reazione è *NULLA* rispetto a
            quella che sarebbe una reazione davvero
            appropriata...Continua con le reazioni appropriate, e la moderazione inizia a interessarsi ai tuoi messaggi. 8-)
          • cicciobello scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Continua con le reazioni appropriate, e la
            moderazione inizia a interessarsi ai tuoi
            messaggi.
            8-)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Sei nuovo, qui, non è vero?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: cicciobello
            Sei nuovo, qui, non è vero?No. In compenso ha dimenticato di cambiare nickname stamattina...
          • Ricky Portera scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?



            Quindi da quell'anno in poi di



            innovazione non se n'è più vista?





            più interessante sarebbe vedere in
            faccia
            chi


            (come te) ha il coraggio di dire che
            diritto


            d'autore / copyright non sono (oltre
            che
            un

            FURTO


            ai danni della collettività) un
            gravissimo


            ostacolo all'innovazione, alla
            diffusione

            della


            conoscenza e, più in generale, alla


            libertà



            Non l'ho mai detto.

            In compenso questa reazione scomposta

            scomposta? questa reazione è *NULLA* rispetto a
            quella che sarebbe una reazione davvero
            appropriata...Rispondere a una domanda posta con gentilezza con un attacco personale, e senza dare risposta, è una reazione scomposta.Se poi aumenterai la dose oltrepasserai i limiti della policy di PI. Contento tu...
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: Ricky Portera



            Quindi da quell'anno in poi di




            innovazione non se n'è più
            vista?







            più interessante sarebbe vedere in

            faccia

            chi



            (come te) ha il coraggio di dire
            che

            diritto



            d'autore / copyright non sono
            (oltre

            che

            un


            FURTO



            ai danni della collettività) un

            gravissimo



            ostacolo all'innovazione, alla

            diffusione


            della



            conoscenza e, più in generale, alla



            libertà





            Non l'ho mai detto.


            In compenso questa reazione scomposta



            scomposta? questa reazione è *NULLA*
            rispetto
            a

            quella che sarebbe una reazione davvero

            appropriata...

            Rispondere a una domanda posta con gentilezza con
            un attacco personale, e senza dare risposta, è
            una reazione
            scomposta.
            Se poi aumenterai la dose oltrepasserai i limiti
            della policy di PI. Contento
            tu...cioè?cita dove e come la affermazione che ha fatto :"più interessante sarebbe vedere in faccia chi (come te) ha il coraggio di dire che diritto d'autore / copyright non sono (oltre che un FURTO ai danni della collettività) un gravissimo ostacolo all'innovazione, alla diffusione della conoscenza e, più in generale, alla libertà"Sarebbe contrario alla policy di P.I.Problematico vero?Il punto caro Leguleio che a differenza di quanto tu sembri pensare il darti torto non è ne particolarmente "scomposto" e neppure contrario ad alcuna policy.È piuttosto semplice sai? ;)Capisco che le tue condizioni (totalmente fuori norma) ti impediscano di vederlo con chiarezza, ma è difficile pretendere che sia così anche per la gente normale.
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Quando parli di XENIX sei più divertente: :-)http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3885908&m=3886233Se clone ha da essere, perlomeno che faccia ridere. 8-)8-)
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: tucumcari
            Quando parli di XENIX sei più divertente: :-)

            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3885908&m=388

            Se clone ha da essere, perlomeno che faccia
            ridere.
            8-)8-)Certo Xenix è proprio il top io ho sempre adorato i veri supporter del free software come SCO e Microsoft!Sono queste uscite a renderti credibile Legù..(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?


            Quando parli di XENIX sei più divertente: :-)




            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3885908&m=388



            Se clone ha da essere, perlomeno che faccia

            ridere.

            8-)8-)
            Certo Xenix è proprio il top io ho sempre adorato
            i veri supporter del free software come SCO e
            Microsoft!Hai cambiato casacca ogni volta che c'era da fare il troll con qualcuno, le convizioni non contano. Del resto altro non sai fare, nella vita e nei forum.
        • tucumcari scrive:
          Re: "Alimentare l'innovazione"?
          - Scritto da: Ricky Portera
          - Scritto da: un chain

          - Scritto da: unaDuraLezione



          qualsiasi forma di diritto d'autore /
          copyright
          è

          *ANTITETICA* rispetto alla

          innovazione

          Interessante. In Italia la protezione del diritto
          d'autore, almeno per quanto riguarda la musica e
          i testi letterari, esiste dal 1801: Legge 19
          fiorile anno IX repubblicano, Repubblica
          Cisalpina. Quindi da quell'anno in poi di
          innovazione non se n'è più
          vista?Si è vista ma si è vista ostacolata.L'innovazione non è sopprimibile per legge.Obiezione respinta! :D
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?

            Obiezione respinta!
            :DChe obiezione respinta??!? Credi di essere in un proXXXXX con Perry Mason? (rotfl)In Italia si dice: "mi oppongo a questa domanda", "si metta a verbale che questa domanda non è rilevante", e simili. :-D
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: tucumcari

            Obiezione respinta!

            :D

            Che obiezione respinta??!? Credi di essere in un
            proXXXXX con Perry Mason?
            (rotfl)
            In Italia si dice: "mi oppongo a questa domanda",
            "si metta a verbale che questa domanda non è
            rilevante", e simili.
            :-DAh riki portera (Leguleio) o come diavolo voi "nikarti" fammi il piacere..L'argomento è irrilevante (come tutti quelli che usi) ripeto la obiezione è respinta ulteriormente.Dire che c'è una legge che vieta l'ecXXXXX di velocità non elimina l'ecXXXXX di velocità così come una legge che ostacola la innovazione non la elimina...Il mondo (quello reale) non è quello che descrivi tu e neppure quello che descrive un codice (che peraltro già conosci pochino).Quando te ne renderai conto sarà sempre troppo tardi.
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            E le rondini sfioravano il grano,garrivano e sfioravano il grano....
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            - Scritto da: tucumcari
            E le rondini sfioravano il grano,
            garrivano e sfioravano il grano....Ma poi arrivò Leguleio che le multò tutte per ecXXXXX di velocità (rotfl)(rotfl)Ma poichè le rondini non pagavano ottenne una ingiunzione di pagamento dal tribunale.Da lì in poi le rondini cessarono di garrire non ci riuscivano più perchè si scomXXXXXXvano dalle risate.Una reazione palesemente "scomposta" e contraria alla "policy"..(rotfl)(rotfl)
          • tucumcari scrive:
            Re: "Alimentare l'innovazione"?
            Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia, che crea falsi miti di progresso...
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: "Alimentare l'innovazione"?
        contenuto non disponibile
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