Commissione Europea: no a WhatsApp, sì a Signal

Da Bruxelles una raccomandazione rivolta allo staff della Commissione Europea: utilizzare Signal e non altre applicazioni per le chat.
Da Bruxelles una raccomandazione rivolta allo staff della Commissione Europea: utilizzare Signal e non altre applicazioni per le chat.

Nelle scorse settimane la Commissione Europea ha ordinato con una nota diffusa internamente ai membri del proprio staff di passare a Signal, disinstallando dunque altre applicazioni dedicate alle chat, a partire da WhatsApp. L’obiettivo è chiaro: incrementare la sicurezza delle comunicazioni. Una misura del tutto simile a quella adottata il mese scorso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Così riporta un articolo comparso su POLITICO, citando l’istruzione diramata da Bruxelles.

Signal è stata scelta come applicazione raccomandata per la messaggistica istantanea pubblica.

Signal sì, WhatsApp no: la nota della Commissione Europea

Una linea guida che, va precisato, non riguarda gli scambi interni all’istituzione, ma i rapporti tra i suoi collaboratori e il mondo esterno. Signal è dunque preferito anche a Telegram, altro software da sempre ritenuto più attento a privacy e tutela delle informazioni personali.

Lo sviluppo ha preso il via nel 2013 e può contare sul supporto di Brian Acton, co-fondatore del progetto WhatsApp che ha lasciato l’azienda nel 2017 in conseguenza a divergenze di vedute con la leadership di Facebook. Le due applicazioni si basano sullo stesso protocollo, Open Whisper Systems, ma Signal è ritenuta un’alternativa migliore soprattutto per via della sua natura open source che permette a chiunque, ricercatori compresi, di controllarne nel dettaglio il funzionamento sgombrando il campo da qualsiasi possibile dubbio riguardante privacy e modalità di trattamento dei dati.

Screenshot per la versione Android di Signal

È disponibile per il download nelle versioni destinate ad Android, iOS e alle piattaforme desktop (Windows, macOS e Linux). Tra le funzionalità offerte ci sono chiamate vocali e video, lo scambio di contenuti multimediali, chat di gruppo, sticker e la possibilità di inviare messaggi destinati a scomparire dopo un lasso di tempo predeterminato. Fra i testimonial d’eccezione messi in evidenza sul sito ufficiale anche Edward Snowden, ex tecnico della CIA e whistleblower che ormai anni fa ha diffuso pubblicamente documenti top secret degli Stati Uniti in merito a programmi per la sorveglianza di massa.

Fonte: POLITICO
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