S'infila nel WiFi e poi ricatta

Un cracker californiano ancora anonimo minaccia di pubblicare su web email riservate inviate dagli ospiti di un celebre albergo di lusso. Qualcuno ha dimenticato una porta aperta. Clienti sui carboni ardenti
Un cracker californiano ancora anonimo minaccia di pubblicare su web email riservate inviate dagli ospiti di un celebre albergo di lusso. Qualcuno ha dimenticato una porta aperta. Clienti sui carboni ardenti

“Se non pagate pubblicherò online le email più imbarazzanti del vostro personale e dei vostri clienti”. Questa è la minaccia piovuta sul capo dei gestori di un albergo di lusso del Thompson Group nei pressi di San Francisco. Una minaccia proveniente da un cracker che si è infilato nella rete dell’hotel .

Per dar corpo alle proprie parole, l’anonimo smanettone ha trasmesso via email agli amministratori della struttura i dettagli di alcune email e da quanto si è saputo anche i contenuti di almeno un messaggio partito da uno degli ospiti dell’albergo, che oltre all’imbarazzo subisce ora il rischio di una denuncia da parte dei propri clienti, qualora i contenuti delle loro email finissero su Internet.

Non è chiaro quanto il cracker abbia chiesto ma appare invece evidente che si è trattato dell’accesso non autorizzato in una rete WiFi tutt’altro che protetta adeguatamente, tanto che Thompson Group ha già trasmesso un invito agli altri alberghi che controlla affinché rivedano immediatamente le procedure di sicurezza delle proprie reti.

Secondo alcuni esperti di sicurezza, quanto accaduto in quell’albergo rischia di essere tutto meno che un evento isolato . Secondo David Hobson, a capo della Global Secure Systems , “molti ospiti di alberghi utilizzano le webmail anziché il client email tradizionale perché è più comodo. Se un cracker riesce ad entrare in una rete aperta WiFi di un albergo, può facilmente intercettare le sessioni di Webmail, con conseguenze potenzialmente imbarazzanti per gli ospiti e per l’hotel stesso”.

L’invito ad una maggiore attenzione evidentemente è rivolto a tutte le strutture alberghiere e non certo solo a quelle statunitensi. “Usare password WiFi non è poi così difficile – ironizza l’esperto – si tratta di buon senso”.

I manager dell’albergo hanno fatto sapere di aver sporto denuncia: “Non sappiamo esattamente l’ampiezza dell’intrusione né cosa sia stato realmente intercettato ma da quanto abbiamo visto sembrano informazioni non recentissime”.

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14 10 2008
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