Siti porno: verifica dell'età nel Regno Unito

Siti porno: verifica dell'età nel Regno Unito

Il governo del Regno Unito tenta nuovamente di approvare una legge per obbligare i siti porno ad introdurre una tecnologia per la verifica dell'età.
Il governo del Regno Unito tenta nuovamente di approvare una legge per obbligare i siti porno ad introdurre una tecnologia per la verifica dell'età.

A distanza di quasi tre anni dal precedente tentativo (fallito ad ottobre 2019), il governo del Regno Unito prova nuovamente ad impedire ai minorenni di accedere ai siti porno. La proposta di legge denominata Online Safety Bill copre un numero maggiore di fonti rispetto al precedente Digital Economy Act, ma rimangono i problemi relativi alle tecnologie usate per la verifica dell’età.

Secondo tentativo per proteggere i minori

Chris Philp, Vice Ministro per la tecnologia e l’economia digitale, ha scelto il Safer Internet Day per annunciare le novità della proposta di legge, in base alla quale tutti i siti che ospitano contenuti pornografici devono implementare soluzioni tecniche adeguate per verificare l’età dei visitatori. La precedente bozza prevedeva l’obbligo solo per i siti che pubblicano contenuti generati dagli utenti. L’ultima versione estende l’obbligo anche ai social media, alle piattaforme di video sharing e ai motori di ricerca.

I proprietari dei siti possono scegliere la soluzione che ritengono più adatte per la verifica dell’età. Ofcom potrà suggerire l’uso di alcune tecnologie che limitano la raccolta dei dati degli utenti. È possibile chiedere il caricamento di un documento di identità, ma la quantità di informazioni da conservare deve essere minima. Altre opzioni sono la carta di credito o il passaporto. Secondo la Age Verification Providers Association è possibile sfruttare l’intelligenza artificiale per stimare l’età da un selfie.

Ovviamente tutte le tecnologie devono rispettare le leggi sulla privacy. Jim Killoc, Presidente del gruppo Open Rights, crede che la proposta consentirà di creare profili degli utenti. I provider devono inoltre garantire la massima sicurezza per evitare che i dati finiscano nelle mani sbagliate in caso di data breach.

Fonte: Gov.uk
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Pubblicato il 8 feb 2022
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