Sklyarov rischia 25 anni di carcere

L'uomo che osò creare un software che bypassa le protezioni del formato eBook di Adobe ora si trova addosso anche l'accusa di cospirazione. Adobe ha già chiesto, vanamente, l'archiviazione del caso. Siamo all'accanimento
L'uomo che osò creare un software che bypassa le protezioni del formato eBook di Adobe ora si trova addosso anche l'accusa di cospirazione. Adobe ha già chiesto, vanamente, l'archiviazione del caso. Siamo all'accanimento

Washington (USA) – La crociata antipirateria made in USA è la satanica ispiratrice delle incredibili accuse rivolte dai tribunali americani contro il programmatore russo Dmitry Sklyarov. Che la questione stia totalmente sfuggendo di mano alla giustizia USA lo dimostra il fatto che una corte statunitense ha aggiunto alle accuse di infrazione di copyright anche quelle di “cospirazione” mirata al commercio illegale.

Con la decisione di un “Grand Jury” di aggiungere nuove accuse contro Sklyarov, il giovane programmatore ora rischia la bellezza di 25 anni di carcere e una multa da 2,25 milioni di dollari per aver scritto un codice che in Russia è legale. Anche la sua impresa, Elcomsoft, russa come lui, rischia una sanzione dello stesso importo.

Come noto, Sklyarov è l’autore di un sistema, “Advanced eBook Processor”, capace tra le varie cose anche di bypassare le protezioni di copyright poste da Adobe sugli eBook realizzati con le proprie tecnologie. Il programmatore è accusato di aver tentato la commercializzazione del proprio software all’interno degli Stati Uniti, contravvenendo così alle disposizioni del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), la recente legge che ha consentito ai produttori di scatenare una vera e propria crociata antipirateria, spesso attuata in modo violento ed esagerato. E della cosa si era resa conto la stessa Adobe che, dopo le numerosissime proteste per l’arresto di Sklyarov, aveva ritirato le proprie denunce. Ma era troppo tardi, perché il programmatore è accusato dalle autorità federali americane e, pur essendo un cittadino russo, ora rischia di rimanere decenni nelle carceri statunitensi.

La decisione di aggiungere nuove accuse contro Sklyarov ha mandato su tutte le furie quelli della Electronic Frontier Foundation (EFF), che fin da subito hanno manifestato contro l’arresto di Sklyarov e hanno portato il DMCA in tribunale. “È inaccettabile che l’incostituzionale DMCA possa gettare dietro le sbarre questo giovane uomo per così tanto tempo”. “Le azioni di Sklyarov e della Elcomsoft – aggiungono gli avvocati di Sklyarov – non sono azioni che il Congresso intendeva criminalizzare. Contesteremo con forza queste accuse”.

Al momento, Sklyarov è fuori su cauzione di 50mila dollari. Giovedì dovrà presentarsi presso la Corte distrettuale federale di San Jose, in California, nel cuore di Silicon Valley, per ricevere formalmente la lista delle accuse.

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29 08 2001
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