Niente App Store, niente Google Play, niente app. Al loro posto, agenti AI che completano i compiti per conto dell’utente. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, noto per le previsioni accurate su Apple, OpenAI starebbe lavorando a uno smartphone in collaborazione con MediaTek e Qualcomm per il chip, e Luxshare come partner di co-design e produzione. La produzione di massa è prevista per il 2028.
Se l’idea sembra radicale, è perché in effetti, lo è. Non è un telefono con ChatGPT preinstallato, ma di uno smartphone in cui l’interazione ruota interamente attorno all’AI, non alle app.
Perché un telefono senza app
Secondo Kuo, la logica di OpenAI è soprattutto una questione di controllo. Su iPhone e dispositivi Android, infatti, sono Apple e Google a stabilire come funzionano le applicazioni e quali permessi possono avere sul sistema, limitando alcune funzioni dell’AI. Sviluppando il proprio smartphone e l’hardware, OpenAI potrebbe usare l’AI per qualsiasi funzione senza restrizioni imposte da terzi.
Il telefono sarebbe progettato per comprendere continuamente il contesto dell’utente, il che significa accesso a più dati sulle abitudini degli utenti di quanto un’app su un telefono altrui potrebbe mai raccogliere. L’architettura prevede un mix di modelli piccoli che funzionano localmente, e modelli cloud per gestire tipi diversi di richieste e compiti.
Con ChatGPT che si avvicina a un miliardo di utenti settimanali, un prodotto hardware per l’uso quotidiano darebbe a OpenAI un canale diretto verso i consumatori, senza dipendere da Apple o Google come intermediari.
Il calendario
Le specifiche e i fornitori di componenti dovrebbero essere svelati entro fine anno o il primo trimestre 2027. La produzione di massa è prevista per il 2028. All’inizio dell’anno, il responsabile affari globali di OpenAI Chris Lehane aveva detto che l’azienda annuncerà il suo primo prodotto hardware nella seconda metà del 2026, ma quel prodotto sembra essere un paio di auricolari, non il telefono.
L’idea di un futuro senza app non è solo di OpenAI. Il CEO di Nothing Carl Pei ha detto al SXSW che le app finiranno per scomparire.
I creatori di strumenti di vibe coding prevedono lo stesso. Se gli agenti AI possono prenotare un ristorante, mandare un messaggio, cercare un volo e compilare un modulo, tutto in linguaggio naturale, il concetto di aprire un’app separata per ogni compito diventa un passaggio in più.
Ma il telefono senza app è un’idea che ha già fallito in passato. Tutto dipende dalla capacità degli agenti AI di essere abbastanza affidabili da sostituire le app, e al momento, nessun agente AI lo è completamente. OpenAI non ha commentato la notizia.