OpenAI ha appena pubblicato un breve comunicato stampa che ha il potenziale di ridefinire gli equilibri nel settore dell’intelligenza artificiale: cambiano i termini della collaborazione che la lega da anni a Microsoft, fin dai tempi in cui ChatGPT muoveva i suoi primi passi. Una nuova fase
, così la descrive l’organizzazione di Sam Altman, spiegando l’esigenza della modifica con il rapido ritmo dell’innovazione
.
Come cambia la partnership tra OpenAI e Microsoft
La variazione più importante riguarda il fatto che Microsoft non avrà più accesso in esclusiva alla tecnologia di OpenAI, vale a dire che anche altre realtà dello stesso ambito come Amazon e Google potrebbero acquisire una licenza per implementare i modelli GPT nei loro prodotti e servizi. Fino a oggi, il gruppo di Redmond li ha sfruttati ad esempio per Copilot. Questi i punti essenziali di quello che può essere chiamato un nuovo accordo.
- Microsoft rimane il partner cloud principale per OpenAI (ma non esclusivo), con quest’ultima che continuerà a distribuire i suoi prodotti inizialmente su Azure;
- l’azienda di Satya Nadella manterrà una licenza per l’accesso alle IP di OpenAI fino al 2032, ma non più in esclusiva e non verserà più una quota dei ricavi a OpenAI.
Staremo a vedere se OpenAI ha già in cantiere di concedere la propria tecnologia ad altri, potremmo saperne di più a breve. Non è difficile immaginare che siano state intavolate trattative prima dell’annuncio di oggi. Dopotutto, abbiamo già visto l’implementazione di ChatGPT in sistemi come Apple Intelligence che con Microsoft non hanno nulla a che fare. Chi lo ha interpretato come un segnale concreto di un cambiamento in arrivo non ha sbagliato.
OpenAI non è più la startup di fine 2022 e sta lavorando per allestire la propria infrastruttura cloud (tra mille problemi, va detto), dunque un giorno non troppo lontano potrebbe non aver nemmeno più bisogno di Azure per far girare i propri sistemi. L’impressione è che il comunicato di oggi rappresenti un passo concreto in questa direzione.