La Commissione europea ha avviato un’indagine su Snapchat per verificare il rispetto del Digital Services Act, in particolare delle disposizioni relative alla protezione dei minori. L’azienda californiana non avrebbe implementato adeguate misure per impedire l’accesso a contenuti e prodotti non adatti all’età e per bloccare l’adescamento online. Il procedimento terrà conto anche dell’indagine avviata dall’autorità antitrust olandese all’inizio di settembre 2025.
Indagine su cinque possibili violazioni
La prima richiesta di informazioni in merito alla protezione dei minori era stata inviata il 10 novembre 2023. La seconda e ultima risale al 10 ottobre 2025. L’indagine su Snapchat è stata avviata sulla base della risposta a quest’ultima richiesta, considerando anche i report sulla valutazione dei rischi del 2023, 2024 e 2025.
Il procedimento copre cinque aspetti. Il primo riguarda la verifica dell’età. L’accesso alla piattaforma è vietato ai minori di 13 anni, ma c’è il sospetto che Snapchat utilizzi solo un autodichiarazione e quindi non impedisca l’accesso ai minori di 13 anni. Non ci sarebbe inoltre nell’app un tool che permette di segnalare la presenza dei minori di 13 anni.
Secondo la Commissione, Snapchat non impedisce agli adulti di contattare i minori per scopi pericolosi, come lo sfruttamento sessuale o il reclutamento per attività criminali. L’azienda permetterebbe agli adulti di non rivelare la vera età al momento della registrazione o di modificarla successivamente per fingersi minori.
La Commissione sospetta inoltre che le impostazioni predefinite di Snapchat non siano sufficienti in termini di privacy, sicurezza e protezione per i minori. Gli account di bambini e adolescenti vengono automaticamente consigliati ad altri utenti tramite il sistema “Trova amici” e le notifiche push rimangono attive per impostazione predefinita.
Gli strumenti di moderazione dei contenuti non sembrano essere efficaci nel prevenire la diffusione di informazioni che indirizzano gli utenti alla vendita di prodotti illegali, come droghe o articoli soggetti a restrizioni di età, tra cui sigarette elettroniche e alcolici. Su questo aspetto verranno considerate anche le informazioni raccolte dalla Authority for Consumers and Markets olandese durante la sua indagine.
La Commissione sospetta inoltre che gli attuali meccanismi per la segnalazione dei contenuti illegali non siano facilmente accessibili e intuitivi, quindi sarebbero stati utilizzati “dark patterns” durante la progettazione. Infine, Snapchat non avrebbe informato gli utenti sulle possibilità di ricorso attraverso il sistema interno di gestione dei reclami.
Se verranno confermate le violazioni, Snapchat rischia una sanzione fino al 6% delle entrate globali annuali. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato:
La sicurezza e il benessere di tutti gli utenti di Snapchat sono una priorità assoluta e Snapchat è stato progettato con la privacy e la sicurezza integrate fin dall’inizio, comprese le protezioni aggiuntive per gli adolescenti. Con l’evolversi dei rischi online, rivediamo, rafforziamo e investiamo continuamente in queste misure di sicurezza. Abbiamo collaborato pienamente con la Commissione fino ad oggi e continueremo a farlo per tutta la durata dell’indagine.