Snapchat si prepara alla quotazione

L'azienda di messaggistica fondata da Evan Spiegel e Bobby Murphy sta per sbarcare in Borsa. Le stime arrivano fino a una valutazione da 25 miliardi di dollari

Roma – Snap, la società che gestisce il servizio di messaggistica Snapchat, sta per sbarcare alla Borsa di Wall Street. Un IPO (Initial Public Offering, o offerta pubblica iniziale) che si annuncia come la più eclatante dopo quella di Alibaba, nel 2014, e di Twitter nel 2013. L’obiettivo di Snap è quello di raccogliere 3 miliardi di dollari, per arrivare a una valutazione di 25 miliardi di dollari.

Nella documentazione depositata presso la SEC, Snap descrive se stessa come una società di “fotocamere” e che “reinventarle è la maggiore opportunità per migliorare le modalità in cui la gente vive e comunica”. I dati dichiarati parlano di 158 milioni di utenti quotidiani attivi al quarto trimestre del 2016, in aumento del 48 per cento rispetto all’anno precedente. Le entrate sono cresciute di circa sette volte, raggiungendo 404,5 milioni nel 2016 rispetto ai 58,7 milioni del 2015. Tuttavia, Snap è ancora in forte perdita: il passivo netto dell’ultimo anno è stato superiore alle vendite: 514,6 milioni, rispetto a 372,89 milioni del 2015.

Di questa passività, nel documento non si fa mistero: “Abbiamo subito una perdita operativa in passato, ci aspettiamo di incorrere in una perdita operativa nel futuro e potremmo non raggiungere mai o mantenere la redditività” si legge. La crescita, però, c’è: nel quarto trimestre i ricavi medi per utente sono stati di 1,05 dollari contro i 31 centesimi dello stesso periodo del 2015. Siamo ancora lontani, però, dai 7 dollari per utente di Facebook. “La nostra raccolta pubblicitaria è ancora giovane ma sta crescendo rapidamente” si legge ancora nella documentazione presentata da Snap a novembre, ma resa nota solo ora in virtù delle regole che esonerano le aziende con meno di un miliardo di dollari di ricavi dall’obbligo di comunicazioni pubbliche (JOBS Act).

 Evan Spiegel e Bobby Murphy

Quella di Snap sarà la prima IPO senza emissione di azioni con diritti di voto. Ciò significa che, anche dopo la quotazione in Borsa, Evan Spiegel e Bobby Murphy, rispettivamente amministratore delegato e direttore tecnologico di Snap, manterranno il controllo della società. I due avranno la stessa quota, pari a 5,5 miliardi di dollari in controvalore. “Creando e distribuendo azioni senza diritto di voto in una IPO, Snap sta facendo qualcosa che non si è mai visto finora” ha commentato il professore della Harvard Law School, Jesse Fried. “Dopo la IPO, Snap potrà distribuire altre azioni senza diritto di voto ai dipendenti o altri soggetti senza erodere i diritti di controllo dei fondatori”.

L’uso di classi multiple di voto è già stato sfruttato da tycoon dei media, come Rupert Murdoch con News Corp, la famiglia Ochs-Sulzberger con il New York Times e Sumner Redstone con CBS e Viacom. Una strategia necessaria a proteggere l’indipendenza editoriale e la libertà espressiva dei colossi della comunicazione.

Snap è stata fondata nel 2011 nell’università di Stanford e si è rapidamente trasformata in un fenomeno sociale. Snapchat ha conquistato la generazione dei cosiddetti “millennials”, nati fra il 1980 e il 2000, soprattutto in virtù di una delle sue più celebri funzioni con i messaggi che scompaiono da soli entro 24 ore. Lo affermano i fondatori della società nel prospetto informativo per gli investitori: “Quando abbiamo iniziato, molti non capivano cosa fosse Snapchat, dicevano che serviva solo per il sexting, ma noi sapevamo che poteva essere usata per molto di più”.

Spiegel e Murphy incontreranno gli investitori nelle prossime settimane, mentre a occuparsi della quotazione sarà una cordata di grandi banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs, JP Morgan, Deutsche Bank, Barclays, Credit Suisse e Allen & Co.

Pierluigi Sandonnini

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  • prova123 scrive:
    Il problema di fondo è che lo IOT
    per come è stato non gestito sin dall'inizio è un progetto nato morto. Poi di XXXXXXXX è pieno il mondo ...
  • ben10 scrive:
    era imprevedibile lol
    La fondazione Mozilla si è impegnata in tutti i modi possibili per distruggere quel di buono che c'era in Netscape.Firefox prodotto di punta? Si, è il bloatware di punta di Mozilla e sostanzialmente è l'Acrobat Reader del web. Viene sviluppato traendo spunto da Chrome, non dalla filosofia di Netscape (ricordo: il primo grande progetto closed diventato open source e libero). Infatti il risultato si vede: perdita di utenti, lamentele ecc.I grandi miglioramenti di Mozilla sono la perdita di opzioni in firefox senza alcun vantaggio (come la scomparsa della checkbox per disattivare il javascript), geo localizzazione, webgl, media con drm, healtreport, la TELEMETRIA (nella sottocartella del profilo di Firefox ci sono 8000 file, che utilità!), l'invio dei siti che visiti per la "tua sicurezza" a google, in certi casi l'impossibilità di aggiungere eccezioni per i certificati ssl oltre ad aver reso l'interfaccia per gestirli più scomoda, strumenti "social" del piffero, lento e squallido visualizzatore di PDF integrato del tutto inutile, address-bar come casella di ricerca, casella che per i suggerimenti invia ogni carattere che scrivi in rete, memory hog (che neanche se fosse scritto in java...), bug a non finire e altre boiate varie.... e più la boiata è grande più la probabilità che sia attivata di default approccia 1La morte di Firefox arriverà quest'anno (salvo ritardi). Quando Mozilla implementerà esclusivamente le "indispensabili"(a loro dire) WebExtensions per gli addon e improvvisamente la maggioranza degli addon non funzionerà più. Quelli che andranno ancora saranno quelli semplicissimi basilari dove lo sviluppatore (aggratis) si prende la briga di riscriverlo -- sempre che sia possibile, date le limitazioni del nuovo framework-cazzaro leggi http://www.downthemall.net/re-downthemall-and-webextensions-or-why-why-i-am-done-with-mozilla/Ma finalmente i primi licenziamenti. Un altro progettone Mozilla che fallisce ... e i vari sostenitori a tempo perso di Mozilla e dell'open source corrotto dalle multinazionali che ancora non se ne sono accorti che la G di Gozilla è quella di google. Ma ormai quelli devono abituarsi, come la rana che immersa nell'acqua viene cotta lentamente fino a rimanerci bollita viva. E' la libertà di scelta dal punto di vista delle multinazionali come anche Red Hat (i giornalisti la potrebbero chiamare microsoft 2.0) che ha imposto systemd che sarà sempre più obbligatorio per compatibilità. Il W3C (che si sà chi lo gestisce...) impone l'html5 col DRM. Mozilla ha distrutto il suo stesso browser. Non mi pare che ci siano grandi buone notizie dal mondo open quindi non capisco perchè ci siano dei polli (o rane) che festeggiano per i grandi successi di Mozilla, Firefox ecc[img]http://static.fsf.org/dbd/hollywebshare.jpeg[/img]
    • Sg@bbio scrive:
      Re: era imprevedibile lol
      sempre che sia possibile, date le limitazioni del
      nuovo framework-cazzaro leggi
      http://www.downthemall.net/re-downthemall-and-webe
      Ma finalmente i primi licenziamenti. Un altro
      progettone Mozilla che fallisce ... e i vari
      sostenitori a tempo perso di Mozilla e dell'open
      source corrotto dalle multinazionali che ancora
      non se ne sono accorti che la G di Gozilla è
      quella di google. Ma ormai quelli devono
      abituarsi, come la rana che immersa nell'acqua
      viene cotta lentamente fino a rimanerci bollita
      viva. E' la libertà di scelta dal punto di vista
      delle multinazionali come anche Red Hat (i
      giornalisti la potrebbero chiamare microsoft 2.0)
      che ha imposto systemd che sarà sempre più
      obbligatorio per compatibilità. Il W3C (che si sà
      chi lo gestisce...) impone l'html5 col DRM.
      Mozilla ha distrutto il suo stesso browser. Non
      mi pare che ci siano grandi buone notizie dal
      mondo open quindi non capisco perchè ci siano dei
      polli (o rane) che festeggiano per i grandi
      successi di Mozilla, Firefox
      ecc

      [img]http://static.fsf.org/dbd/hollywebshare.jpeg[grande trollata.
    • Il fuddaro scrive:
      Re: era imprevedibile lol
      sempre che sia possibile, date le limitazioni del
      nuovo framework-cazzaro leggi
      http://www.downthemall.net/re-downthemall-and-webe
      Ma finalmente i primi licenziamenti. Un altro
      progettone Mozilla che fallisce ... e i vari
      sostenitori a tempo perso di Mozilla e dell'open
      source corrotto dalle multinazionali che ancora
      non se ne sono accorti che la G di Gozilla è
      quella di google. Ma ormai quelli devono
      abituarsi, come la rana che immersa nell'acqua
      viene cotta lentamente fino a rimanerci bollita
      viva. E' la libertà di scelta dal punto di vista
      delle multinazionali come anche Red Hat (i
      giornalisti la potrebbero chiamare microsoft 2.0)
      che ha imposto systemd che sarà sempre più
      obbligatorio per compatibilità. Il W3C (che si sà
      chi lo gestisce...) impone l'html5 col DRM.
      Mozilla ha distrutto il suo stesso browser. Non
      mi pare che ci siano grandi buone notizie dal
      mondo open quindi non capisco perchè ci siano dei
      polli (o rane) che festeggiano per i grandi
      successi di Mozilla, Firefox
      ecc

      [img]http://static.fsf.org/dbd/hollywebshare.jpeg[Da quanto letto, vedo che sei una mezzacalzetta che non è buona a 'farsi' proprio un browser e di conseguenza scalcia come un poppante a cui i genitori hanno tolto la playstation! SUICIDATI!!
    • ... scrive:
      Re: era imprevedibile lol
      - Scritto da: ben10...
      sottocartella del profilo di Firefox ci sono 8000
      file, che utilità!...Come ci sei arrivato alla cifra di 8000 file?find . -type f | wc -l al massimo me ne da 75. Non sarà per caso la cache tutta quella monnezza?...
      E' la libertà di scelta dal punto di vista
      delle multinazionali come anche Red Hat (i
      giornalisti la potrebbero chiamare microsoft 2.0)Concordo.
      • xte scrive:
        Re: era imprevedibile lol
        Se ci limitiamo alle telemetrie find ~/.mozilla/firefox/*.default/datareporting/ -type f | wc -lper me la risposta è 92 (e non li ripulisco con bleachbit)...Poi che l'evoluzione delle tecnologie web, non necessariamente di Firefox, sia veramente assurda... Qui sfondi una porta aperta! Ma cosa faresti se fossi uno sviluppatore di FF? Rigetteresti il supporto alle tecnologie che non ti piacciono? Potresti certo farlo (e molti browser minimali lo fanno e molti anche li usano) ma alla fine otterresti solo di far passar più gente a Chrome.IMVHO fan bene a passare a Rust e se lavoreran bene potranno in qualche anno ri-sorpassare Chrome. Per come va il mondo... Bé non sono loro al timone :-)
    • Mao99 scrive:
      Re: era imprevedibile lol

      [img]http://static.fsf.org/dbd/hollywebshare.jpeg[Beh se si legge che coi DRM video è facile trovare l'IP del Tor e probabilmente anche della VPN, tutto potrebbe avere un senso.Dico potrebbe.Per chi ama l'anonimato avete disattivato il WebRTC? Su chrome non si può, su Firefox si (per ora?) mentre IE ed Edge non sanno cosa sia (per ora?)La nota positiva (si spera) è che con WinXP presto non avrò più Firefox aggiornato e SE veramente aggiungeranno "pezzi" negativi per la mia privacy ecc.. beh, a WinXP non lo metteranno.
  • xte scrive:
    Stan migrando l'intera codebase a Rust
    È un lavoro assai lungo, normale che non possano dedicarsi a progetti marginali (e di scarso interesse, oggettivamente).In effetti se avran sucXXXXX saranno i primi mostri sacri ad aver ufficializzato l'opportunità di ripartire da linguaggi più moderni, aprendo di fatto la strada ad altri mostri sacri che per dimensione/mancanza di coraggio/risorse ecc ancora non han osato.
  • Eliso scrive:
    Ennesimo fallimento dei progetti open
    Ce ne fosse uno di progetto che va a buon fine, dico uno... Tra fork e fallimenti vari, il mondo open è un caos
    • xte scrive:
      Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
      Hum... Hai presente Internet? Bé è un progetto open... Google? Gira su GNU/Linux, si dice una variante di Ubuntu... Praticamente tutti i sistemi critici, la stragrande maggioranza dei server, la quasi totalità dei dispositivi embedded girano su software open...Il fallimento dov'è? Non apparire in pubblicità come fanno Microsoft/Apple ecc?
      • aphex_twin scrive:
        Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
        - Scritto da: xte
        Hum... Hai presente Internet? Bé è un progetto
        open... Google? Gira su GNU/Linux, si dice una
        variante di Ubuntu... Praticamente tutti i
        sistemi critici, la stragrande maggioranza dei
        server, la quasi totalità dei dispositivi
        embedded girano su software
        open...

        Il fallimento dov'è? Non apparire in pubblicità
        come fanno Microsoft/Apple
        ecc?E dov'è il codice sorgente di "Google" ? Sarà mica a fianco alla scatola di Internet ? (rotfl)
        • bubba scrive:
          Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
          - Scritto da: aphex_twin
          - Scritto da: xte

          Hum... Hai presente Internet? Bé è un
          progetto

          open... Google? Gira su GNU/Linux, si dice
          una

          variante di Ubuntu... Praticamente tutti i

          sistemi critici, la stragrande maggioranza
          dei

          server, la quasi totalità dei dispositivi

          embedded girano su software

          open...



          Il fallimento dov'è? Non apparire in
          pubblicità

          come fanno Microsoft/Apple

          ecc?

          E dov'è il codice sorgente di "Google" ?beh, sparso, ce n'e'... per es kubernetes ..
          Sarà mica a fianco alla scatola di Internet ?
          (rotfl)LOL
        • xte scrive:
          Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
          Prova a cercare "google open source contributions", al primo link hai una lista di alcuni progetti open by Google, robetta tipo Android, TensorFlow, Kubernetes, Chromium, Go, WebM/P, ... se poi guardi i commit del kernel Linux trovi che un tal Andrew Morton lavora a tempo pieno su Linux, pagato da Google, un tal Guido van Rossum su Python, pagato da Google, scopri anche che il creatore dello stack TCP/IP, tal Vint Cerf lavora per loro. Se vai avanti scopri che Intel è uno dei più grandi contributors di Linux e posso continuare. Ad oggi vedrai che il sole kernel è sviluppato da più o meno 12000 persone, l'80% delle quali pagata per farlo a tempo pieno da circa 1200 aziende diverse (dati TheLinuxFoundation, 2015)...Vuoi che continui? Potresti cercare ad es. Bind, l'implementazione DNS usata dai root server e in genere la più diffusa, progetto open di un tal Internet consortium, gli stessi che han scritto dhcp (server/client)... Vado avanti?
          • aphex_twin scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Prova a cercare "google open source
            contributions",Quasi quasi temevo che tu volessi farmi cercare Google in Google , non ci casco piú , l'ultima volta ho tirato giú l'intera Internet. :)
            al primo link hai una lista di
            alcuni progetti open by Google, robetta tipo
            Android, TensorFlow, Kubernetes, Chromium, Go,
            WebM/P, ... se poi guardi i commit del kernel
            Linux trovi che un tal Andrew Morton lavora a
            tempo pieno su Linux, pagato da Google, un tal
            Guido van Rossum su Python, pagato da Google,
            scopri anche che il creatore dello stack TCP/IP,
            tal Vint Cerf lavora per loro. Se vai avanti
            scopri che Intel è uno dei più grandi
            contributors di Linux e posso continuare. Ad oggi
            vedrai che il sole kernel è sviluppato da più o
            meno 12000 persone, l'80% delle quali pagata per
            farlo a tempo pieno da circa 1200 aziende diverse
            (dati TheLinuxFoundation,
            2015)...

            Vuoi che continui? Potresti cercare ad es. Bind,
            l'implementazione DNS usata dai root server e in
            genere la più diffusa, progetto open di un tal
            Internet consortium, gli stessi che han scritto
            dhcp (server/client)... Vado
            avanti?No no va bene cosí , era solo per rimarcare il troppo generico ed impreciso "Google" gira su GNU/Linux.
          • Il fuddaro scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: aphex_twin
            - Scritto da: xte

            Prova a cercare "google open source

            contributions",

            Quasi quasi temevo che tu volessi farmi cercare
            Google in Google , non ci casco piú ,
            l'ultima volta ho tirato giú l'intera
            Internet.
            :)


            al primo link hai una lista di

            alcuni progetti open by Google, robetta tipo

            Android, TensorFlow, Kubernetes, Chromium,
            Go,

            WebM/P, ... se poi guardi i commit del kernel

            Linux trovi che un tal Andrew Morton lavora a

            tempo pieno su Linux, pagato da Google, un
            tal

            Guido van Rossum su Python, pagato da Google,

            scopri anche che il creatore dello stack
            TCP/IP,

            tal Vint Cerf lavora per loro. Se vai avanti

            scopri che Intel è uno dei più grandi

            contributors di Linux e posso continuare. Ad
            oggi

            vedrai che il sole kernel è sviluppato da
            più
            o

            meno 12000 persone, l'80% delle quali pagata
            per

            farlo a tempo pieno da circa 1200 aziende
            diverse

            (dati TheLinuxFoundation,

            2015)...



            Vuoi che continui? Potresti cercare ad es.
            Bind,

            l'implementazione DNS usata dai root server
            e
            in

            genere la più diffusa, progetto open di un
            tal

            Internet consortium, gli stessi che han
            scritto

            dhcp (server/client)... Vado

            avanti?

            No no va bene cosí , era solo per rimarcare
            il troppo generico ed impreciso "Google" gira su
            GNU/Linux.Psssss... ti svelo un segreto, se potessimo visionare l'ecosistema dell'apple tv, sicuramente lo troveremmo pure là il codice open. Garantito!
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Te lo dico abbastanza per certo: codice di FreeBSD :-)Se vai su apple.com/opensource trovi un lungo elenco.
          • ... scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: Il fuddaro
            Psssss... ti svelo un segreto, se potessimo
            visionare all'interno della tua testa troveremmo il nulla, vuoto pneumatico
            Garantito!
          • Il fuddaro scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: Il fuddaro

            Psssss... ti svelo un segreto, se potessimo

            visionare
            all'interno della tua testa troveremmo il nulla,
            vuoto
            pneumatico

            Garantito!Cotanta abbondanza di cervello di sicuro e nella tua testolina da 0,25grammi. Facendo due conti il tuo corpo ... /. la tua testolina ==0,25grammi!
          • ... scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: Il fuddaro
            Cotanta abbondanza di cervello di sicuro e nella
            tua testolina da 0,25grammi. Facendo due conti il
            tuo corpo ... /. la tua testolina
            ==0,25grammi!Quanta invidia da chi non arriva neanche a quei 0,25 grammi (rotfl)
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Bé non è che si possa andar di percentuali precise tipo: l'x% del software in uso da parte di Alphabet inc, con x tendente a 100 è un software che gira su GNU/Linux... Già son prolisso di mio, se scrivessi così farebbero dei filtri apposta per XXXXrmi :D
        • Il fuddaro scrive:
          Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
          - Scritto da: aphex_twin
          - Scritto da: xte

          Hum... Hai presente Internet? Bé è un
          progetto

          open... Google? Gira su GNU/Linux, si dice
          una

          variante di Ubuntu... Praticamente tutti i

          sistemi critici, la stragrande maggioranza
          dei

          server, la quasi totalità dei dispositivi

          embedded girano su software

          open...



          Il fallimento dov'è? Non apparire in
          pubblicità

          come fanno Microsoft/Apple

          ecc?

          E dov'è il codice sorgente di "Google" ? Sarà
          mica a fianco alla scatola di Internet ?
          (rotfl)Certamente non lo vedrai nelle 'fuffose' e 'platinate' cose del Mondo del marketing. Già siete abituati a più è luccicante una cosa tanto è migliore!Ecco il perché vi siete bruciati il cervello, al troppo bagliore.
      • fdbd scrive:
        Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
        - Scritto da: xte
        Hum... Hai presente Internet? Bé è un progetto
        open... Google? Gira su GNU/Linux, si dice una
        variante di Ubuntu... Praticamente tutti i
        sistemi critici, la stragrande maggioranza dei
        server, la quasi totalità dei dispositivi
        embedded girano su software
        open...Si, dicevi nell'altro 3d che il 99.9999999% del sw si basa su prodotti open.Ma da dove arrivano questi numeri ?
        Il fallimento dov'è? Non apparire in pubblicità
        come fanno Microsoft/Apple
        ecc?Guarda che Microsoft è una delle aziende che nell'open ci mette risorse.
        • xte scrive:
          Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
          Bé la percentuale esatta non posso dartela ma guarda le licenze di tutto ciò che hai intorno o cerca il nome di un prodotto ed opensource. TomTom è un GNU/Linux embedded come la sostanziale totalità dei modem/router ADSL/fibra in commercio, gli Android sono GNU/Linux con Android sopra l'userland, guarda su netcraft le statistiche dei server che controllano (73-74% GNU/Linux, 14-15% altri unix, 8-9% Microsoft, il resto ignoto), la quasi totalità dei prodotti Apple è in parte open (ed Apple stessa ha contribuito con progetti opensource nati al suo interno), vedi su apple.com/opensource, guarda se hai un navigatore nella macchina la sua licenza, vedrai che c'è la GPL e qualche altra, sono anche loro quasi tutti GNU/Linux con un'app proprietaria sopra, guarda l'elenco dei supercomputer nel mondo (è carino su top500.org/statistics/treemaps se visualizzi per famiglia di OS, vedi Linux e bon), c'è un articolo su ZDnet "It's an open-source world" dove il succo è che, secondo uno studio di Black Duck Software, il 78% delle aziende si basa su codice open, meno del 3% non ha alcun codice open nella propria infrastruttura/nei propri prodotti...
          • Il fuddaro scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Bé la percentuale esatta non posso dartela ma
            guarda le licenze di tutto ciò che hai intorno o
            cerca il nome di un prodotto ed opensource.
            TomTom è un GNU/Linux embedded come la
            sostanziale totalità dei modem/router ADSL/fibra
            in commercio, gli Android sono GNU/Linux con
            Android sopra l'userland, guarda su netcraft le
            statistiche dei server che controllano (73-74%
            GNU/Linux, 14-15% altri unix, 8-9% Microsoft, il
            resto ignoto), la quasi totalità dei prodotti
            Apple è in parte open (ed Apple stessa ha
            contribuito con progetti opensource nati al suo
            interno), vedi su apple.com/opensource, guarda se
            hai un navigatore nella macchina la sua licenza,
            vedrai che c'è la GPL e qualche altra, sono anche
            loro quasi tutti GNU/Linux con un'app
            proprietaria sopra, guarda l'elenco dei
            supercomputer nel mondo (è carino su
            top500.org/statistics/treemaps se visualizzi per
            famiglia di OS, vedi Linux e bon), c'è un
            articolo su ZDnet "It's an open-source world"
            dove il succo è che, secondo uno studio di Black
            Duck Software, il 78% delle aziende si basa su
            codice open, meno del 3% non ha alcun codice open
            nella propria infrastruttura/nei propri
            prodotti...E proprio quello che intendevo fare capire all'uomo della propaganda del sorgente closed == migliore!Se chiudi-nascondi quello open, puoi fartene vanto quanto vuoi del sorgente chiuso.
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Non è esattamente vero, un binario compilato si analizza, a runtime si traccia. Non puoi distinguere una decina di righe di codice di solito, ma impiegare un progetto open "di nascosto" su qualcosa che non sia irrilevante, bé è estremamente difficile: se ci riesci c'hai messo tanto impegno che facevi prima a scrivertelo da solo...
          • Hopf scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            guarda se hai un navigatore nella macchina la sua licenza,
            vedrai che c'è la GPL e qualche altra, sono anche
            loro quasi tutti GNU/Linux con un'app
            proprietaria sopra...Guarda tutti gli altri computer che hai a bordo e NESSUNO è open source :D
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Mi fai qualche esempio? Il mio cellofono (come quello di un'enorme fetta della popolazione) è Android, chi usa iOS usa comunque una base open, idem OSX, molti componenti dei firmware UEFI sono open (cerca il nome del produttore della modo più opensource) ecc. Windows stesso ha componenti open.Dov'è tutto il resto che non lo è? Quello che non mettendo la scritta "uso sw open" viene classificato superficialmente come completamente closed?
          • Hopf scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Mi fai qualche esempio?Centralina motore, centralina abs, guida automatica...
            Il mio cellofono (come
            quello di un'enorme fetta della popolazione) è
            Androidil modem è CLOSED e c'è in tutti i cell, il SO della SIM è CLOSED è c'è in tutti i cell...
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            È vero, il tuo smartphone Android senza la radio e la sim serve a ben poco, ma con esse e senza l'OS non è che ci fai qualcosa...Non ho detto che *tutto* è open bensì che il codice open è alla base di un'enormità di prodotti e servizi da internet al controllo del volo dei vettori spaziali passando per il termostato di casa ed è *presente* nella quasi totalità dei prodotti sw esistenti. È diverso da dire che ogni cosa è completamente open.Il trend poi è che non si riesce più a gestire soluzioni proprietarie e pescare nel mondo open fa comodo quindi più andiamo avanti più la percentuale "open" di ogni progetto sarà sempre maggiore.
          • fdbd scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Bé la percentuale esatta non posso dartela ma
            guarda le licenze di tutto ciò che hai intorno o
            cerca il nome di un prodotto ed opensource.
            TomTom è un GNU/Linux embedded come la
            sostanziale totalità dei modem/router ADSL/fibra
            in commercio, gli Android sono GNU/Linux con
            Android sopra l'userland, guarda su netcraft le
            statistiche dei server che controllano (73-74%
            GNU/Linux, 14-15% altri unix, 8-9% Microsoft, il
            resto ignoto), la quasi totalità dei prodotti
            Apple è in parte open (ed Apple stessa ha
            contribuito con progetti opensource nati al suo
            interno), vedi su apple.com/opensource, guarda se
            hai un navigatore nella macchina la sua licenza,
            vedrai che c'è la GPL e qualche altra, sono anche
            loro quasi tutti GNU/Linux con un'app
            proprietaria sopra, guarda l'elenco dei
            supercomputer nel mondo (è carino su
            top500.org/statistics/treemaps se visualizzi per
            famiglia di OS, vedi Linux e bon), c'è un
            articolo su ZDnet "It's an open-source world"
            dove il succo è che, secondo uno studio di Black
            Duck Software, il 78% delle aziende si basa su
            codice open, meno del 3% non ha alcun codice open
            nella propria infrastruttura/nei propri
            prodotti...Quindi la tua è una stima spannometrica "a sensazione".Se parliamo di prodotti sw derivati dall'open quelli che hai citato si possono contare con le dita delle mani.In merito all'articolo invece l'avevo letto...a parte che è vecchio ma è il risultato di un survey, da parte di una compagnia che vende sw e servizi open source, quindi non proprio un ente terzo al di sopra delle parti; il survey è stato condotto su circa 1500 aziende dove non viene specificato come sono state selezionate e non viene specificato il settore tecnologico specifico.Invece si può dedurre che la zona geografica sono gli USA.Quindi il numero 78% si riferisce agli intervistati in quel survey, non a tutte le aziende del mondo.
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Hai forse stime contrarie più rigorose?Ps il 78% è relativo ad aziende i cui prodotti *si basano* su tecnologie open, solo il 3% ha dichiarato di *non aver nulla* di open, manco in parti dei loro prodotti. Giusto per aggiungere una notizia all'imprecisa percentuale: Windows viene sviluppato via Git (Ars Technica di oggi)...Del resto guarda i prodotti intorno a te, ognuno può guardare i suoi e decidere in proprio, la "certezza" è una merce rara ed in genere quando arriva è già diventata irrilevane.
          • fdbd scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Hai forse stime contrarie più rigorose?Se fossi sicuro di quelle stime le linkerei, non amo molto la strategia: "ho letto in quell'articolo che...", senza averlo letto bene e sottoposto a giudizio critico, oppure dire che: "a sensazione spannometricamente la maggior parte del sw che circola è closed", seguito da argomentazioni tipo: "bhè guarda i pc che le aziende usano, i pc che stanno nelle case cosa usano, i programmi che normalmente gli utenti e le aziende usano, senza parlare di tutto il FW embedded di cui la maggioranza non è derivato da Linux, ecc ecc", seguito da: "hai numeri che dicono il contrario ? Se non ce li hai è vero quello che dico io"
            Ps il 78% è relativo ad aziende i cui prodotti
            *si basano* su tecnologie open, solo il 3% ha
            dichiarato di *non aver nulla* di open, manco in
            parti dei loro prodotti. Quella percentuale ho spiegato prima a cosa si riferisce, se a te fa piacere pensare che è il dato oggettivo e completo che si riferisce a TUTTE le aziende del mondo, che ti devo dire ? Fai pure...
            Giusto per aggiungere
            una notizia all'imprecisa percentuale: Windows
            viene sviluppato via Git (Ars Technica di
            oggi)...Git che è open...quindi ? Non capisco la conclusione quale sarebbe...che windows è open ? Che, dopo questa notizia, tutto il sw del mondo diventa open ?Ci sono realtà di aziende in cui si sviluppa sw closed che usano svn, questo fa diventare il loro sw open ? Non so, chiedo per capire cosa intendi quando dici che: "il 99.9999999% del sw si basa su prodotti open"
            Del resto guarda i prodotti intorno a te, ognuno
            può guardare i suoi e decidere in proprio, Vedi punto 1.
            la
            "certezza" è una merce rara Senza offesa ma leggendoti sembrerebbe il contrario.
            ed in genere quando
            arriva è già diventata
            irrilevane.Vuol dire che le stime che hai riportato sono irrilevanti ?
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Mi spiace, la tua linea ricalca il classico FUD di cert'uni markettari: siccome non esistono imponenti & rigorosi studi che sostengano quanto affermi allora quanto affermi è falso e si usa il non dire (non disponendo comunque di argomenti utili) nella speranza che la controparte si "fidi" del tizio che parla bene, benvestito e rappresentante di una grande azienda...Le mie statistiche spannometriche, come quelle di qualsiasi essere razionale, non hanno valore universale ma "dipingono una gaussiana", se la metti insieme ad altre che senti tra amici, conoscenti ecc non arrivi comunque ad un'analisi rigorosa ma che si avvicina parecchio ai risultati di questo studio ipotetico che nessuno, per quanto mi consta ha mai realizzato.Ti faccio un banale esempio: quante riviste a tema Ubuntu, dedicate ad un pubblico di nuovi&inesperti utenti trovi in giro? Da quanto tempo esistono? Hai guardato nei dispositivi che usi che sw montano? Hai una tua posizione a tema?
          • fdbd scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Mi spiace, la tua linea ricalca il classico FUD
            di cert'uni markettari: siccome non esistono
            imponenti & rigorosi studi che sostengano quanto
            affermi allora quanto affermi è falso e si usa il
            non dire (non disponendo comunque di argomenti
            utili) nella speranza che la controparte si
            "fidi" del tizio che parla bene, benvestito e
            rappresentante di una grande
            azienda...Ah si ? Peccato che non ti voglio vendere niente, mentre invece in questo forum molte persone vogliono "vendere" un sacco di certezze.

            Le mie statistiche spannometriche, come quelle di
            qualsiasi essere razionale, non hanno valore
            universale ma "dipingono una gaussiana", se la
            metti insieme ad altre che senti tra amici,
            conoscenti ecc non arrivi comunque ad un'analisi
            rigorosa ma che si avvicina parecchio ai
            risultati di questo studio ipotetico che nessuno,
            per quanto mi consta ha mai
            realizzato.Quindi dipende dal "mondo" in cui vivi. E quindi di certezze non ce ne sono, a meno che uno non creda che il "mondo" in cui vive sia il solo "mondo" possibile.
            Ti faccio un banale esempio: quante riviste a
            tema Ubuntu, dedicate ad un pubblico di
            nuovi&inesperti utenti trovi in giro? Da quanto
            tempo esistono? Compravo riviste sul mondo open e Linux una 15ina di anni fa, alcune erano anche in inglese.Ho smesso di farlo qualche anno fa e quindi ora sinceramente non sono molto informato, soprattutto sulle riviste che parlano di Ubuntu. Immagino che per te sia un parametro per misurare l'interesse per Linux e il mondo open.
            Hai guardato nei dispositivi che
            usi che sw montano? Hai una tua posizione a
            tema?Se intendi dire se gli ho smontati e ci ho fatto il reverse engineering, la risposta è no.Però siccome lavoro nel campo tecnologico la mia posizione è questa: è difficile fare una stima della natura del sw che circola e mi sorprendo quando qualcuno invece pubblica dati come se fossero cose risapute e consolidate.In genere a questi soggetti chiedo dove prendono quei numeri perchè la cosa mi interessa.
          • xte scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            Hum, allora sei di quelli che se non han la misura precisa al millesimo di millemetro non son sicuri che il mobile stia nel posto della stanza dove voglion metterlo. Son d'accordo che aver dati "precisi", qualsiasi cosa questo voglia dire, è un'operazione mooolto difficile ma volere questa "precisione" a che serve? Mi viene in mente un collega tempo fa che si agitava sul discorso rimborsi chilometrici ISTAT, gli dissi che il prezzo è la misura dell'entità di un lavoro che fai, il cliente vuole il lavoro, tu esser pagato, se non hai l'euro di margine secondo l'ISTAT allora cerca qualcos'altro perché sei già finito. Credo non si sia ancora convinto adesso.Per me le riviste sono un parametro: anch'io compravo ;login:, HN (una pregevole rivista italiana, durata troppo poco) ecc e la maggior parte di quelli che conoscevo manco sapeva che esistessero. Oggi passando da un'edicola vedi LinuxPro, Linux&c, LinuxFacile, UbuntuFacile, ... secondo te se queste pubblicazioni esistono, sono comparse da poco tempo e continuano a vivere non vuol dir nulla? Se giri per datacenter e vedi quasi solo GNU/Linux, qualche FreeBSD, qualche OpenBSD e Solaris (ancora dell'era SUN/OpenSolaris, per lo più) e se c'è l'area Windows è tutta da una parte non vuol dir nulla? Se vedi ad ogni anno aumentare il numero di partecipanti alle conferenze a tema opensource e nonostante la crisi ci son sempre buffet di prim'ordine mentre eventi come il Cabling Milano&c son quasi spariti non vuol dir nulla? Ok, non è tutto il mondo, io posso parlare per il nord Italia, Sophia Antipolis e Linköping, sento gento un po' sparsa per il mondo che lavora in settori simili, non è un campione abbastanza vasto ed eterogeneo, ma il mondo è abbastanza piramidale e non abbiamo così tante differenze, per quanto non sia un'osservazione precisa è IMVHO significativa.Quanto agli oggetti intorno a te, no non chiedo un'analisi approfondita, solo guarda il tuo router, cerca marca+opensource e vedi se risulta qualcosa, magari se hai una licenza in qualche UI guarda se parla di opensource. Vedrai che nella stragrande maggioranza dei dispositivi troverai che c'è codice open, lasciando perdere la percentuale di esso od il numero di righe presenti. Se poi mi parli dei PLC di un certo vendor o del middlewire di una certa smartcard, ok, quelli nella maggior parte dei casi non sono open, il loro sw è cucito ad un livello tale con l'hw che averlo generico è difficile, lo sarà in futuro comunque. Non tutti i settori evolvono alla stessa velocità.
          • fdbd scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Hum, allora sei di quelli che se non han la
            misura precisa al millesimo di millemetro non son
            sicuri che il mobile stia nel posto della stanza
            dove voglion metterlo. Ah si ? Non lo sapevo, pensavo invece di essere uno di quelli che se gli dicono che c'è un mobile in una stanza vuota, va a vedere se è vero.
            Son d'accordo che aver
            dati "precisi", qualsiasi cosa questo voglia
            dire, è un'operazione mooolto difficile ma volere
            questa "precisione" a che serve? In genere nel campo informatico serve sempre: più precisi sono i dati e meglio riesce il modello matematico o il calcolo.Invece in questo caso serve perchè altrimenti si può dire tutto e il contrario di tutto.
            Mi viene in
            mente un collega tempo fa che si agitava sul
            discorso rimborsi chilometrici ISTAT, gli dissi
            che il prezzo è la misura dell'entità di un
            lavoro che fai, il cliente vuole il lavoro, tu
            esser pagato, se non hai l'euro di margine
            secondo l'ISTAT allora cerca qualcos'altro perché
            sei già finito. Credo non si sia ancora convinto
            adesso.Forse perchè le tue argomentazioni non sono state abbastanza convincenti.
            Per me le riviste sono un parametro: anch'io
            compravo ;login:, HN (una pregevole rivista
            italiana, durata troppo poco) ecc e la maggior
            parte di quelli che conoscevo manco sapeva che
            esistessero. Oggi passando da un'edicola vedi
            LinuxPro, Linux&c, LinuxFacile, UbuntuFacile, ...
            secondo te se queste pubblicazioni esistono, sono
            comparse da poco tempo e continuano a vivere non
            vuol dir nulla? Sicuramente vuol dire che c'è un bacino di utenza.Ma il fatto che tu le noti e un altro no, forse vuol dire che a te servono per confermare delle certezze che hai e che altri invece non hanno.
            Se giri per datacenter e vedi
            quasi solo GNU/Linux, qualche FreeBSD, qualche
            OpenBSD e Solaris (ancora dell'era
            SUN/OpenSolaris, per lo più) e se c'è l'area
            Windows è tutta da una parte non vuol dir nulla?Alla fine uno vede quel che vuol vedere.La mia esperienza è diversa, non nega la tua.
            Se vedi ad ogni anno aumentare il numero di
            partecipanti alle conferenze a tema opensource e
            nonostante la crisi ci son sempre buffet di
            prim'ordine mentre eventi come il Cabling
            Milano&c son quasi spariti non vuol dir nulla?
            Ok, non è tutto il mondo, io posso parlare per il
            nord Italia, Sophia Antipolis e Linköping, sento
            gento un po' sparsa per il mondo che lavora in
            settori simili, non è un campione abbastanza
            vasto ed eterogeneo, ma il mondo è abbastanza
            piramidale e non abbiamo così tante differenze,
            per quanto non sia un'osservazione precisa è
            IMVHO
            significativa.Il fatto è che il "mondo" potrebbe essere quello che uno vuol vedere.Guarda quello che scrivi sotto:
            Quanto agli oggetti intorno a te, no non chiedo
            un'analisi approfondita, solo guarda il tuo
            router, cerca marca+opensource e vedi se risulta
            qualcosa, magari se hai una licenza in qualche UI
            guarda se parla di opensource. Vedrai che nella
            stragrande maggioranza dei dispositivi troverai
            che c'è codice open, lasciando perdere la
            percentuale di esso od il numero di righe
            presenti. <b
            Se poi mi parli dei PLC di un certo
            vendor o del middlewire di una certa smartcard,
            ok, quelli nella maggior parte dei casi non sono
            open, il loro sw è cucito ad un livello tale con
            l'hw che averlo generico è difficile, lo sarà in
            futuro comunque </b
            . Non tutti i settori evolvono
            alla stessa
            velocità.Alla fine uno vede quello che vuole vedere.
          • Hopf scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte
            Osservo per
            esempio anche che la velocità media su strada è
            diminuita negli anni e mi azzardo a supporre che
            sia per risparmiare carburante.Io invece azzardo che le strade siano sempre più INTASATE!Vedi stesse osservazioni ma conclusioni COMPLETAMENTE diverse, senza dati restano opinioni, sei liberissimo di tenerti le tue, ma non di spacciarle come fatti
          • Hopf scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: xte

            Per me le riviste sono un parametro:Io vedo sempre meno XXXXX in edicola: vuoi dire che la patata non tira più? :D
          • ... scrive:
            Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
            - Scritto da: Hopf
            - Scritto da: xte



            Per me le riviste sono un parametro:
            Io vedo sempre meno XXXXX in edicola: vuoi dire
            che la patata non tira più? :DNe vedi sempre meno semplicemente perché ne è vietata la messa in evidenza e ... perché ti è calata la tua vista (menu pugnette e risolvi)
    • Shiba scrive:
      Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
      - Scritto da: Eliso
      Ce ne fosse uno di progetto che va a buon fine,
      dico uno... Tra fork e fallimenti vari, il mondo
      open è un caosI progetti nascono e muoiono, in tutti i mondi. Niente è eterno.
    • Il fuddaro scrive:
      Re: Ennesimo fallimento dei progetti open
      - Scritto da: Eliso
      Ce ne fosse uno di progetto che va a buon fine,
      dico uno... Tra fork e fallimenti vari, il mondo
      open è un
      caosSi come lo è il Mondo vario, ma per presenze come la tua è avariato!Ritenta XXXXXXXX che la prossima forse ti viene buona.
  • Shiba scrive:
    Ottimo
    Tagliare via i rami inutili e concentrarsi su ciò che sanno fare bene. Mi dispiace per i futuri ex dipendenti, ma è stata una scelta sbagliata fin dal principio.
    • Il fuddaro scrive:
      Re: Ottimo
      - Scritto da: Shiba
      Tagliare via i rami inutili e concentrarsi su ciò
      che sanno fare bene. Mi dispiace per i futuri ex
      dipendenti, ma è stata una scelta sbagliata fin
      dal
      principio.E SEMPRE sbagliato quando in un 'progetto' open arriva qualche nuovo dirigente cialtrone, che vuole andare dietro alle mode del momento!
      • xte scrive:
        Re: Ottimo
        In un progetto open un "dirigente" può esser inteso come uno sviluppatore importante e capita spesso che nei progetti open quando si arriva ad un disaccordo di fork-a e nella maggior parte dei casi uno dei due soccombe dopo poco tempo. I dipendenti della Mozilla foundation non sono il progetto opensource della loro fondazione, sono *parte* di quel progetto, pagati per farlo.Se altri crederanno in esso prenderanno la codebase e andran avanti. Non è che se un progetto è comunitario tutti i partecipanti debbano mettere ai voti il loro lavoro eh. Quando è nata per esempio LibreOffice non è che è nata perché qualcuno non voleva la nuova UI proposta per svecchiare la suite e spingere non mi ricordo quale parte di Java8... Idem quando chessò han fork-ato OwnCloud in NextCloud o pfSense in OpnSense ecc non è che facevano votazioni, qualcuno ha detto io farò così e qualcun'altro ha detto e io non ci stò, proseguo per i fatti miei.La sicurezza per l'utente che l'opensource dà è che il codice è e resta disponibile, quale che sia il destino dei suoi presenti o passati sviluppatori e che se un progetto ha un certo interesse potrà cambiare lo sviluppo ma il progetto non morirà come può invece morire un'azienda.
        • Il fuddaro scrive:
          Re: Ottimo
          - Scritto da: xte
          In un progetto open un "dirigente" può esser
          inteso come uno sviluppatore importante e capita
          spesso che nei progetti open quando si arriva ad
          un disaccordo di fork-a e nella maggior parte dei
          casi uno dei due soccombe dopo poco tempo. I
          dipendenti della Mozilla foundation non sono il
          progetto opensource della loro fondazione, sono
          *parte* di quel progetto, pagati per
          farlo.

          Se altri crederanno in esso prenderanno la
          codebase e andran avanti. Non è che se un
          progetto è comunitario tutti i partecipanti
          debbano mettere ai voti il loro lavoro eh. Quando
          è nata per esempio LibreOffice non è che è nata
          perché qualcuno non voleva la nuova UI proposta
          per svecchiare la suite e spingere non mi ricordo
          quale parte di Java8... Idem quando chessò han
          fork-ato OwnCloud in NextCloud o pfSense in
          OpnSense ecc non è che facevano votazioni,
          qualcuno ha detto io farò così e qualcun'altro ha
          detto e io non ci stò, proseguo per i fatti
          miei.

          La sicurezza per l'utente che l'opensource dà è
          che il codice è e resta disponibile, quale che
          sia il destino dei suoi presenti o passati
          sviluppatori e che se un progetto ha un certo
          interesse potrà cambiare lo sviluppo ma il
          progetto non morirà come può invece morire
          un'azienda.Tutto giusto e corrispondende alla realtà il tuo discorso, ma cambia un tantino quando la 'biada'( soldini) per la maggiore stanno nel contenitore firefox!E guarda caso il 'dirigente-sviluppatore' e proprio a capo di tale progetto della fondazione. :)
          • xte scrive:
            Re: Ottimo
            Hem, no, "dirigente" non era nel senso di amministrativo ma nel senso di colui che "dirige" materialmente. In un progetto opensource chi dirige realmente il progetto è chi lo sviluppa. La Mozilla foundation può benissimo cancellare il progetto, ma non il codice. Se questo progetto interessa a qualcuno continuerà, altrimenti era già un morto che ancora camminava.Un esempio migliore lo hai con progetti più "distribuiti", per esempio la zsh è sviluppata da vari soggetti, appassionati, gente che lavora per Yahoo, altri che lavorano per varie università e contribuiscono per loro ricerche, qualcuno lavora per Siemens, per Apple ecc. se uno di questi esce dal progetto questo non si ferma, magari rallenta, magari si modifica ma continua. Muore solo se l'interesse della comunità muore. Ovviamente non tutti i progetti sono così, ci sono gli one-man-show, ci sono progetti guidati da una manciata di persone ed altri da decine di migliaia ed anche questo fa parte del modello: un one-man-show se ha larga diffusione o è semplice (e quindi altri possono portarlo avanti facilmente se serve) o è di scarsa rilevanza per l'ecosistema nel suo complesso; progetti gestiti da pochi sono relativamente piccoli e magari talmente maturi da non aver più una grande evoluzione (la zsh è un buon esempio); progetti da migliaia di persone sono di largo interesse e per questo han basi di codice tali per cui anche se *tanti* mollano o prendono direzioni sgradite anche con fork ma il progetto prosegue.
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