Sony e Universal: vi faremo masterizzare mp3

I due big della musica stanno per lanciare servizi che consentiranno di scaricare a basso prezzo i loro repertori musicali e consentiranno agli utenti-clienti di masterizzarli e copiarli a piacere. L'inevitabilità di una svolta
I due big della musica stanno per lanciare servizi che consentiranno di scaricare a basso prezzo i loro repertori musicali e consentiranno agli utenti-clienti di masterizzarli e copiarli a piacere. L'inevitabilità di una svolta


Roma – Sony e Universal, due dei cinque grandi produttori e distributori di musica nel mondo, hanno separatamente annunciato nelle scorse ore che metteranno a disposizione online i loro repertori con tariffe di accesso ridotte e con inedite caratteristiche di “portabilità” per la musica offerta.

Larry Kenswill, presidente di eLabs in Universal Music, ha dichiarato alla Reuters che “i tempi sono cambiati e così sono cambiate anche le offerte”. E ha spiegato come, da questa estate, Universal inizierà la distribuzione di decine di migliaia di brani musicali e di interi album rispettivamente al prezzo di 99 centesimi di dollaro e di 9,99 dollari. Gli strumenti utilizzati per la diffusione saranno le piattaforme di Liquid Audio e i grandi shop della rete, da Amazon a Best Buy.

Stando a quanto affermato da Kenswil, aumenterà enormemente anche la portabilità della musica scaricata dagli utenti-clienti, considerata una delle questioni chiave nel successo della distribuzione di musica a pagamento. In particolare, i clienti potranno copiare i brani a piacimento, masterizzarli e dunque fruirne senza tutte quelle limitazioni che fino a questo momento sono state imposte dagli attuali sistemi distributivi delle majors.

Ed è estremamente significativo che un altro colosso del settore come Sony, tra i più attivi nel perseguire la pirateria musicale dentro e fuori dalla rete, abbia deciso di muoversi proprio in queste settimane in una direzione del tutto analoga.

Stando ad un portavoce, infatti, Sony Music entro poche settimane intende offrire attraverso la distribuzione di RioPort un numero molto maggiore di brani musicali a 1,49 dollari ciascuno, anche in questo caso con la possibilità di masterizzare la musica scaricata.

Nessuno nasconde, naturalmente, che queste operazioni, osservate con attenzione da tutti i produttori, siano la diretta conseguenza di una battaglia che l’industria sta perdendo: quella del file-sharing e del peer-to-peer. Dopo l’abbattimento di Napster, infatti, le major hanno visto un proliferare di ambienti di scambio alternativi, basati sulle tecnologie più diverse, che richiamano ogni giorno molti milioni di utenti in tutto il mondo e che consentono di scambiare enormi quantità di file musicali, e non solo.

Secondo Kenswil, infatti, tutto questo “ci ha costretto a rianalizzare ciò che può spingere un consumatore ad acquistare musica su internet. E in sostanza questi elementi sono una tariffazione aggressiva e l’offerta di tanti brani musicali quanti possono essere distribuiti con questi mezzi”.

Universal con Sony aveva messo in piedi il servizio di distribuzione Pressplay, oggi tutt’altro che un successo per i prezzi e le forte limitazioni alla portabilità della musica. Secondo Kenswil, la nuova strategia sta nella realizzazione di una molteplicità di canali di distribuzione, capaci di offrire con diversi sistemi ciò che può interessare gli appassionati di musica online.

Gli altri big del settore, per il momento, seguono un comportamento fondamentalmente attendista. Warner Music ha ricordato la propria sperimentazione di brani musicali a 99 centesimi, BMG fa sapere che sta ragionando sulla cosa mentre EMI, al momento, ha preferito non commentare gli annunci di Sony e Universal.

E’ presto per dire se questi progetti riusciranno a catturare davvero l’attenzione del pubblico ma dimostrano senz’altro che le major hanno iniziato a muovere i primi passi nella direzione di un “ascolto” più attento di quanto accade in rete. E queste non possono che essere buone notizie per tutti.

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13 06 2002
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