Sony: tutta colpa di Anonymous

Disertata l'audizione al Congresso, arrivano le accuse al gruppo di hacktivisti. Continua la linea dura dell'azienda, che si scontra con l'irritazione dei Rappresentanti e le critiche degli addetti ai lavori

Roma – Sony ha rifiutato di comparire all’audizione al Congresso cui era stata invitata per discutere dell’attacco informatico subito che ha messo a rischio i dati personali e finanziari di milioni di utenti del suo PlayStation Network (PSN). La giapponese, d’altronde, ha individuato il vero nemico: Anonymous.

Sony ha deciso di rispondere solo con una lettera alla richiesta di chiarimenti dei rappresentanti statunitensi: in essa si definisce “la vittima” di un “attacco informatico largamente pianificato, frutto di competenze criminali e professioni altamente qualificate” e indirizzato a rubare i dati personali per scopi illegali.

Oltre all’attacco vero e proprio, infatti, l’azienda avrebbe subito un DDoS che avrebbe svolto il ruolo di specchietto per le allodole in grado di tener impegnato tutto il suo team di sicurezza, mentre altri cracker si infiltravano nel sistema e provvedevano alle operazioni di estrazione dei dati.

Dietro questa orchestrata azione, d’altronde, non vi sarebbero gli ultimi arrivati, ma un gruppo già assorto agli onori della cronaca come Anonymous: un file con la funzione di “biglietto da visita digitale” sarebbe stato lasciato sul luogo informatico del delitto. Su di esso il motto del gruppo di hacktivisti: “We Are Legion”. Anonymous aveva peraltro già minacciato proteste contro l’azienda giapponese in seguito alle sue azioni contro l’hacker GeoHot, portato in tribunale per il jailbreak di PS3 conseguente alla cancellazione dell’opzione per installare SO diversi da quello originale sulla console.

Questo, e il documento con il motto, sarebbero per Sony una prova sufficiente del coinvolgimento del gruppo: ammette peraltro che il DDoS e l’attacco vero e proprio potrebbero aver coinciso tempisticamente senza che per forza il gruppo di hacktivisti abbia partecipato anche al furto di dati. Insomma o cospiratori o loro stessi sfruttati, sarebbero per Sony in ogni caso complici.

Anonymous però, a differenza delle altre occasioni in cui ha agito , questa volta non ha rivendicato alcunché, ma anzi con diversi canali e da ultimo con un comunicato ufficiale afferma la sua estraneità ai fatti.

Tuttavia la situazione di Sony sembra solo destinata a peggiorare: si allarga, per esempio, la finestra di tempo fra la scoperta dell’attacco (il 20 aprile) e l’allarme lanciato (il 26). Tanto che, secondo alcuni osservatori , sarebbero passati 6 giorni tra l’una e l’altro: tempo in cui di fatto i dati erano alla più completa mercé dei malintenzionati. Oltretutto il 22 Sony aveva provveduto a tranquillizzare gli utenti affermando che non mancava nulla.

Il fatto di non aver presieduto alla convocazione congressuale, poi, ha certamente contribuito a gettare ombre sull’azienda e a infuriare il Congresso , che la ritiene un’assenza ingiustificata: “Sony ha detto di essere troppo impegnata con le sue analisi – ha detto il presidente del sottocomitato responsabile della riunione Mary Bono Mack – ma cosa dire dei milioni di consumatori che sono come canne al vento a causa di questi attacchi? Loro hanno diritto di una risposta diretta e io sono determinata a dargliene una…”

A chiedere informazioni è anche il procuratore generale di New York Eric Schneiderman, che ha depositato un subpoena con cui chiede a Sony le misure adottate a tutela della sicurezza dei dati degli utenti.

Intanto si scatena la guerra degli esperti intorno alla supposta mancanza di difese all’altezza da parte di Sony: secondo il professor Gene Spafford il sistema giapponese era debole e PSN girava su server Apache “privi di delle patch necessarie e senza firewall installati”, tutte vulnerabilità da tempo conosciute e dibattute in forum frequentati anche da impiegati Sony.

Claudio Tamburrino

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  • Fabrizio Azzali scrive:
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    • Massimo B. scrive:
      Re: Facciamo 2 Calcoli

      COSTO TOTALE = 70 contro I 600 del primo anno
      secondo.Ottimo!........... e poi venderai? Sei sicuro di poterti permettere le commissioni di eBay, carta di credito, ecc...? In ogni caso, dovessi partire con un e-commerce per la prima volta, se voglio avere speranze, avrò bisogno di un professionista, la bravura sarà informarmi e scegliere quello giusto. Diversamente butterei i soldi...
    • aponivi scrive:
      Re: Facciamo 2 Calcoli
      - Scritto da: Fabrizio Azzali
      Facciamo due calcoli fermo restando che il tutto
      è gratis solo per il primo periodo. Alla fine
      della promozione il costo per l'azienda è il
      seguente:
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      e nel secondo anno di circa 1.100


      Ma si può fare quasi a costo zero e comunque ad
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      minore.
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      ed i 1.000 del
      secondo.Io con 12 euro l'anno ho dominio, hosting, posta, database.Per l'ecommerce uso Opencart che è gratuito.
      • tester scrive:
        Re: Facciamo 2 Calcoli

        Io con 12 euro l'anno ho dominio, hosting, posta, database.Quale provider?
        • aponivi scrive:
          Re: Facciamo 2 Calcoli
          - Scritto da: tester

          Io con 12 euro l'anno ho dominio, hosting,
          posta,
          database.

          Quale provider?Tophost.
      • panda rossa scrive:
        Re: Facciamo 2 Calcoli
        - Scritto da: aponivi
        Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra
        ebay e paypal per i venditori professionali si
        rinuncia almeno al 10%Ma allarghi la clientela.Sai quanta gente non compra se non c'e' paypal?
        • aponivi scrive:
          Re: Facciamo 2 Calcoli
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: aponivi


          Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra

          ebay e paypal per i venditori professionali si

          rinuncia almeno al 10%

          Ma allarghi la clientela.
          Sai quanta gente non compra se non c'e' paypal?Le commissioni sulle carte di credito sono maggiori di quelle di paypal, inoltre hanno un fisso mensile, più costi di implementazione sul sito. Beh io offro pure bonifico bancario o ricarica postepay come metodo di pagamento.
          • panda rossa scrive:
            Re: Facciamo 2 Calcoli
            - Scritto da: aponivi
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: aponivi




            Senza dimenticare il pagamento con paypal. Tra


            ebay e paypal per i venditori professionali si


            rinuncia almeno al 10%



            Ma allarghi la clientela.

            Sai quanta gente non compra se non c'e' paypal?
            Le commissioni sulle carte di credito sono
            maggiori di quelle di paypal, inoltre hanno un
            fisso mensile, più costi di implementazione sul
            sito. Beh io offro pure bonifico bancario o
            ricarica postepay come metodo di
            pagamento.Il bonifico e' una forma di pagamento tracciabile, quindi affidabile, ma macchinosa, e talvolta costosa per l'acquirente.La ricarica postepay e' l'equivalente di scrivere "potrei truffarti se voglio" e non ci fai una bella figura.
      • lol scrive:
        Re: Facciamo 2 Calcoli


        SITO

        Con il Linux Applications Installer si installa

        Wordpress con la possibilità di scegliere tra

        centinaia di templates

        grafici.

        Joomla.drupal
    • SCF IS EVIL scrive:
      Re: Facciamo 2 Calcoli
      Ma per vendere cosa poi? Prodotti cinesi?!
    • visionx scrive:
      Re: Facciamo 2 Calcoli
      Pur essendo formalmente corretto non tieni conto di un po' di fattori:1) l'imprenditore dovrebbe essere sostanzialmente un minimo skillato o avere qualcuno nell'organico che sappia gestire i vari joomla ecc..2) va fatta la pianificazione del se marketing ad hoc se vuoi vendere sul serio e la diventa una questione di budget. Per questione di budget intendo che il cliente deve essere lui a dire quante migliaia di euro vuole investire in promozione.A meno di un budget per una promozione strutturata é meglio che l'azienda faccia un sito vetrina: le problematiche di gestione comincerebbero a diventare troppe e l'azienda farebbe come il bambino che butta via il giocattolo nuovo.Per quanto questa offerta si accaparerrà una certa fetta di aziende, togliendola alle web agency, nel breve medio termine servirà come termine di paragone:In sostanza quando si va da un'azienda si cerca di far capire che se ti avvali del servizio di un'agenzia seria, vai al risotorante (magari puoi anche buttarla che la tua agenzia é una trattoria così empatizzi meglio col cliente),se preferiscono questa alternativa, specifichi loro che ovviamente possono farlo, basta essere coscienti che si sta andando da mc donald.Nel medio termine questi clienti rientreranno in circolo, o meglio, torneranno solo quelli che hanno cominciato ad intuire cosa si potrebbe fare, gli altri lasceranno perdere tutto e basta (e da questi non si tirerebbero fuori budget decenti in ogni caso quindi dal pugno di vista dell'agenzia non esistono comunque)
    • Rover scrive:
      Re: Facciamo 2 Calcoli
      HAi un po' sottovalutato le commissioni di ebay e di paypal, dove inevitabilmente andrai a cadere.Forse è ugualmente conveniente, ma non così tanto....
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