Sotto attacco il sito di SCO

Il sito della celebre accusatrice di Linux va giù sotto un imponente attacco DoS distribuito che, secondo molti, rappresenta un atto di protesta di alcuni membri della comunità open source. Raymond parla di guerra aperta
Il sito della celebre accusatrice di Linux va giù sotto un imponente attacco DoS distribuito che, secondo molti, rappresenta un atto di protesta di alcuni membri della comunità open source. Raymond parla di guerra aperta


Roma – Dallo scorso sabato, e per quasi quattro giorni consecutivi, il sito Web di SCO Group è risultato irraggiungibile, una situazione ben testimoniata dalle statistiche pubblicate da Netcraft. Il fuori servizio, protrattosi per buona parte della giornata di ieri, sarebbe stato causato, secondo SCO, da un massiccio attacco di tipo distributed denial-of-service (DDoS). Era già successo, seppure per poche ore, lo scorso maggio, a ridosso delle prime dichiarazioni di SCO contro la comunità Linux.

Per il momento non è dato sapere quanto sia durato l’attacco né se, ad un certo punto, il sito sia stato volontariamente messo in uno stato d’isolamento in attesa che le acque si placassero.

Sebbene SCO sostenga di non conoscere l’origine dell’attacco, il celebre guru dell’open source Eric Raymond ha ipotizzato, in un messaggio apparso su Newsforge.com, che questo faccia parte di “una guerra aperta” contro SCO lanciata da qualcuno che, all’interno della comunità open source, intende manifestare la propria rabbia per le azioni legali e i reclami che l’azienda capitanata da Darl McBride ha rivolto contro IBM e tutte le aziende che utilizzano Linux.

Raymond ha condannato questo tipo di protesta spiegando alla comunità di sviluppatori, utenti e hacker di Linux che “non dobbiamo combattere la nostra guerra usando il vandalismo, l’abuso o la soppressione della parola se non vogliamo che SCO ci dipinga come cracker e possa vincere”. Il noto avvocato difensore del movimento open source ha poi invitato tutti i membri della comunità a mantenere la calma e confidare nel contrattacco legale di IBM e Red Hat.

Lo scorso 18 agosto McBride, CEO di SCO, ha mostrato per la prima volta alcune delle porzioni di codice che, a suo dire, IBM avrebbe copiato in Linux dallo Unix System V, un sistema operativo di cui SCO possiede brevetti e copyright. Sia Raymond che Bruce Perens, altro noto avvocato difensore del movimento open source, hanno definito le prove di SCO inconsistenti o addirittura contraffatte. Perens, in particolare, ha pubblicato un documento in cui sostiene che gli esempi mostrati da SCO contengono codice su cui quest’ultima non può rivendicare nessun diritto.

La guerra fra SCO e la comunità open source sembra destinata a protrarsi ancora a lungo, visto che la data della prima udienza del processo SCO-IBM è stata fissata dal tribunale per l’11 aprile del 2005.

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26 08 2003
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