SPARK: i robot sferici della NASA per esplorare le grotte di Titano

SPARK: i robot sferici della NASA per esplorare le grotte di Titano

La NASA finanzia SPARK, uno sciame di piccoli robot volanti a propulsione ionica pensati per esplorare le grotte di Titano.
SPARK: i robot sferici della NASA per esplorare le grotte di Titano
La NASA finanzia SPARK, uno sciame di piccoli robot volanti a propulsione ionica pensati per esplorare le grotte di Titano.

Si chiama SPARK, ed è un piccolo robot sferico a propulsione ionica sviluppato da un ricercatore dell’Università delle Hawaii. L’obiettivo è esplorare le cavità sotterranee di Titano, dove la missione Dragonfly della NASA dovrebbe atterrare nel 2034.

Titano è la più grande luna di Saturno. Sotto la sua superficie ghiacciata ospita grotte e rilievi carsici, modellati dai suoi laghi e fiumi di idrocarburi liquidi. Attualmente, gli strumenti sono troppo pesanti o troppo rumorosi, e non possono penetrare in queste cavità in tutta sicurezza.

Il programma NIAC, NASA Innovative Advanced Concepts, finanzia ogni anno idee tecnologiche in fase embrionale, ben lontane da un via libera per un volo reale. Daniel Drew, professore assistente di ingegneria elettrica e informatica all’Università delle Hawaii a Mānoa, ha presentato a questo programma SPARK, uno sciame di robot sferici centimetrici propulsi da ioni anziché da eliche. La NASA ha selezionato questo progetto, uno dei diciotto concetti finanziati nel 2026.

La NASA finanzia SPARK, i robot volanti per esplorare le grotte di Titano

Il robot ideato da Daniel Drew ha la forma di una sfera centimetrica, senza eliche né parti mobili visibili. Laureato all’Università della California a Berkeley, il ricercatore aveva fatto decollare, nel 2017, un primo robot volante a propulsione ionica, delle dimensioni e del peso di un francobollo, sotto la direzione del professor Kristofer Pister. Dei propulsori elettroidrodinamici, distribuiti su tutta la superficie del suo nuovo concetto, ionizzano l’aria per produrre una spinta, una tecnica nota fin dagli anni Sessanta con il nome di vento ionico.

Si ricorderà che degli ingegneri del MIT avevano utilizzato questo principio per far volare, nel 2018, un aereo sperimentale di 2,45 chili per tutta la lunghezza di un hangar, senza il minimo rumore di motore. Su Titano, il risparmio energetico atteso supererebbe di cento volte quello misurato sulla Terra, e di almeno due volte quello di un rotore classico come quello di Dragonfly, secondo i calcoli di Daniel Drew.

Questa propulsione manca di efficienza, ha tuttavia riconosciuto il ricercatore, al di fuori delle condizioni atmosferiche proprie di Titano. Daniel Drew ha indicato di aspettarsi da questo robot persistenza, buona manovrabilità e robustezza di fronte a condizioni prossime alla criogenia, riducendo al contempo le perturbazioni aerodinamiche nelle vicinanze.

La NASA destina 2,77 milioni di euro ai progetti più innovativi

Ogni vincitore di questa classe riceve fino a 151.300 euro per nove mesi di studio preliminare, con la possibilità di una seconda fase fino a due anni in caso di risultati convincenti. La NASA prepara inoltre un’altra missione verso Titano, Dragonfly, un elicottero autonomo a otto rotori delle dimensioni di un’automobile.

A luglio 2028, questo veicolo dovrà decollare per un atterraggio su Titano previsto intorno al 2034. Il laboratorio di fisica applicata dell’Università Johns Hopkins dirige questa missione, quarto capitolo del programma New Frontiers della NASA, con l’obiettivo di studiare la chimica prebiotica sulla superficie di Titano.

Daniel Drew resta invece prudente sulla possibilità che SPARK possa trasformarsi in una vera missione verso le grotte di Titano. Se il progetto non riuscisse a essere pronto per la finestra di lancio di Dragonfly, non è ancora chiaro quando potrebbe esserci un’altra opportunità per raggiungere Titano.

Fonte: Space
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Pubblicato il
17 ago 2026
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