Spotify e l'ostruzionismo della Mela

Stando alla versione di Sean Parker, Apple avrebbe esercitato forti pressioni per rallentare l'ingresso del servizio di streaming nel mercato statunitense. La piattaforma svedese era forse vista come un competitor troppo pericoloso

Roma – Più di due anni per riuscire a sbarcare sul mercato statunitense, ostacolata dai sempre difficili accordi di licensing con le grandi etichette della musica. La nota piattaforma di streaming Spotify avrebbe però affrontato un nemico silenzioso, un attore importante forse impaurito dall’offerta sonica del sito svedese .

Intervenuto nel corso dell’ultimo ciclo di conferenze D10 – quelle organizzate dalla testata specializzata AllThingsDigital – il director di Spotify Sean Parker ha velatamente denunciato l’ostruzionismo esercitato da Apple per rallentare (se non impedire) lo sbarco negli States del servizio musicale europeo . Un’ipotesi apparentemente confermata da non meglio specificati messaggi ricevuti dai vertici del sito negli anni precedenti al lancio oltreoceano.

Il motivo sarebbe semplice: il colosso di Cupertino avrebbe visto in Spotify un pericoloso nemico del suo store digitale iTunes , prezioso alleato delle major oltre che una delle piattaforme di distribuzione più redditizie in terra statunitense. Stando alla versione di Parker, la Mela avrebbe voluto lanciarsi nel settore dello streaming sonico proprio in concomitanza con il possibile arrivo di Spotify. (M.V.)

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  • Gian Palma scrive:
    E ti pareva...
    Ecco come gli italiani si svendono agli stranieri... ovviamente se c'è un minimo di possibilità che qualcosa di buono nasca in italia, ecco che arrivano GLI AMERICANI e ti comprano l'intera azienda..Risultato: cervelli italiani che faranno incassare altri milioni di euro a già stramiliardari stranieri...Che tristezza...siamo proprio messi male..
    • collione scrive:
      Re: E ti pareva...
      ma soprattutto non hanno comprato ruppolo :Dvuol dire che per loro vale più una software house del genere che un astroturfer professionista (rotfl)
    • Struppolo scrive:
      Re: E ti pareva...
      Ma scusa.... non credi che gli inventori non si siano messi in saccoccia un bel po' di soldini.....E poi.... basta non comprare software Apple... e non li fai arrichire per nulla....Io farei lo stesso.... se l'offerta che mi fanno è consona e in linea con le mie aspettative.... magari... i soldi che mi offrono, non li avrei mai guadagnati, restando nel mio piccolo....Apriamo le menti.... non pensiamo a senso unico....E' vero che Apple è il male.... (lo penso anche io).... però pensiamo anche a chi ha sviluppato il software... che sarà sicuramente contento... altrimenti non avrebbe venduto.... d'altronde non sei mica obbligato !!!!
      • sasch scrive:
        Re: E ti pareva...
        Quindi chi parte da aziendina (quindi nel giusto perchè guadagna poco) e diventa apple è una mala azienda? Io penso che chi ha distrutto il mercato è chi purchè non fa niente di buono si arricchisce lo stesso (spesso queste aziende sono in italia e mangiano alle spalle dello stato e dei cittadini..)non sono un fanboy però se un'azienda anno dopo anno tira fuori dei prodotti che (utilizzando le menti mondiali, vedi acquisto..) vengono approvati dal mercato, mi sentirei orgoglioso di essere stato notato e condiderato da un'azienda del genere (soprattutto perchè per comprare bisogna che chi chi vende sia daccordo)
        • MaPietru scrive:
          Re: E ti pareva...
          Son d'accordo. Infatti secondo me il problema di fondo è che è solo un'acquisizione e basta. Se la Apple mi notasse, sarei orgoglioso, tuttavia preferirei che mi offrisse una partnership e quindi lavoro da fare e contratti, piuttosto che fagocitarmi e fare di me ciò che vuole.
          • Teo_ scrive:
            Re: E ti pareva...
            - Scritto da: MaPietru
            preferirei che mi offrisse una partnership e
            quindi lavoro da fare e contratti, piuttosto che
            fagocitarmi e fare di me ciò che
            vuole.Anche io preferirei così.Questa cosa mi fa venire in mente quella che secondo me è stata una tranvata per Facebook: lacquisizione della piccola Push Pop Press, quella che ha realizzato il libro Our choice di Al Gore e relativa piattaforma software.Si legge che Jobs aveva messo in guardia la Push Pop Press (Matas e altri hanno lavorato in Apple per anni) sul non investire troppo nel mettere in piedi il loro sistema di publishing. Di lì a poco sono stati acquisiti/si sono fatti acquisire da FaceBook e qualche mese dopo è stato annunciato iBooks Author che è proprio un editor per libri in stile Our choice.
          • MacGeek scrive:
            Re: E ti pareva...
            - Scritto da: MaPietru
            Son d'accordo. Infatti secondo me il problema di
            fondo è che è solo un'acquisizione e basta. Se la
            Apple mi notasse, sarei orgoglioso, tuttavia
            preferirei che mi offrisse una partnership e
            quindi lavoro da fare e contratti, piuttosto che
            fagocitarmi e fare di me ciò che
            vuole.Ma tu pensi gli hanno comprato il prodotto?Quell'"Azienda" sarà composta dal titolare e basta. Massimo una segretaria.L'hanno comprata per acquisire lo sviluppatore.Scommetto che il tipo sta già preparando le valigie per Cupertino.
      • ruppolo scrive:
        Re: E ti pareva...
        - Scritto da: Struppolo
        E' vero che Apple è il male....Tieni confusione in testa.Apple è quella azienda che ha permesso a te e a tutti noi di avere il personal computer e tutto quello che ne è seguito.
        • gnammolo scrive:
          Re: E ti pareva...
          ahahahahahahahaahahaha
        • vuoto scrive:
          Re: E ti pareva...
          In una forma o nell'altra il Personal Computing sarebbe uscito fuori. Non sono invenzioni originali.Cercati cos'era la Programma 101 della... olivetti, anni prima del garage di Woz e Jobs.Probabilmente le stampanti laser sarebbero arrivate molti anni dopo, senza apple, quello si'.
    • ... scrive:
      Re: E ti pareva...
      A parte che non e' vietato comprare, la cosa su cui lamentarsi invece e' proprio il comportamento dei proprietari della piccola azienda... "Apple ha acquistato solo alcune delle attività e delle risorse di Redmatica: di queste otterrà i software, i diritti di proprietà intellettuale e i contratti di licenza ad esse collegati, nonché la divisione che si occupa della ricerca e dello sviluppo di nuovi programmi"Quindi, ha comprato i prodotti e chi si occupa di ricerca e sviluppo... praticamente, facendo un paragone con una mela (scelta casuale) ha tolto la buccia, il torsolo e si e' tenuta la polpa...Adesso, questi "scarti" costituiti da persone... che fine faranno? I proprietari di questa ditta hanno pensato bene di intascarsi i soldini senza pensare al futuro della propria ditta, questo e' il problema dell'Italia... A parte vendere o meno a stranieri (se sono quelli che hanno i soldi... comandano nel commercio) ma se ci tieni alla tua creatura e non badi solo al soldo... metti delle clausule contrattuali di non smembrare la ditta e di mantenere lo sviluppo in Italia... Per apple mandare avanti una piccola ditta come quella.... lo fa con uno sbadiglio di cock o cook o come cavolo si scrive...
      • MacGeek scrive:
        Re: E ti pareva...
        - Scritto da: ...
        A parte che non e' vietato comprare, la cosa su
        cui lamentarsi invece e' proprio il comportamento
        dei proprietari della piccola azienda...


        "Apple ha acquistato solo alcune delle attività e
        delle risorse di Redmatica: di queste otterrà i
        software, i diritti di proprietà intellettuale e
        i contratti di licenza ad esse collegati, nonché
        la divisione che si occupa della ricerca e dello
        sviluppo di nuovi
        programmi"Sì, non gli ha comprato l'auto in leasing del titolare e i mobili dell'ufficio.
      • stelvio scrive:
        Re: E ti pareva...
        guarda che la ditta era composta dal solo titolare, non aveva dipendenti.. d'altronde con 25.000 euro di utile è meglio che ti apri una pizzeria
    • cogito ergo nomico scrive:
      Re: E ti pareva...
      - Scritto da: Gian Palma
      Ecco come gli italiani si svendono agli
      stranieri... ovviamente se c'è un minimo di
      possibilità che qualcosa di buono nasca in
      italia, ecco che arrivano GLI AMERICANI e ti
      comprano l'intera azienda..Risultato: cervelli
      italiani che faranno incassare altri milioni di
      euro a già stramiliardari
      stranieri...
      Che tristezza...siamo proprio messi male..Perchè, se l'azienda restava italiana secondo te si metteva a fare opere di bene ?Scopo di un'azienda è massimizzare il profitto ottenuto dal proprietario, tutto il resto non conta.
    • trollolo scrive:
      Re: E ti pareva...
      E gli imprenditori italiani per comprare le startup furbe dove stanno? E vero che e un pezzettino di ricchezza che se ne va dall'Italia, ma la colpa e dei soliti pesci grossi che invece di innvoare si preoccuapano di accaparrarsi rendite di posizione.
      • MacGeek scrive:
        Re: E ti pareva...
        - Scritto da: trollolo
        E gli imprenditori italiani per comprare le
        startup furbe dove stanno? E vero che e un
        pezzettino di ricchezza che se ne va dall'Italia,
        ma la colpa e dei soliti pesci grossi che invece
        di innvoare si preoccuapano di accaparrarsi
        rendite di posizione.Quel software è roba molto di nicchia. Per quanto nel suo campo possa essere il migliore (non saprei, ma forse è così) dai fatturati dell'azienda è evidente che non ci diventi ricco. La Apple al 100% integrerà le sue funzionalità all'interno dei suo software professionale Logic o in Garageband. Insomma per lei ha senso. Per altri non credo ne avrebbe.
      • Pirata Sanguinari o scrive:
        Re: E ti pareva...
        - Scritto da: trollolo
        E gli imprenditori italiani per comprare le
        startup furbe dove stanno? A produrre divani, scarpe, borsette,a lamentarsi dei cinesi, delle tasse, a lamentarsi di quanto le università non preparino operai per fare divani, scarpe, borsette ma laureati competenti che giunti all'estero spesso trovano un lavoro degno del loro titolo di studi e spaccano il mondo.Questi illuminati imprenditori guardano al passato, non cercano persone geniali ed innovative. Cercano giovani imbelli, ricattabili, precari, da pagare il meno possibile per produrre beni di basso valore tecnologico.
    • Rizzo Master scrive:
      Re: E ti pareva...
      - Scritto da: Gian Palma
      Ecco come gli italiani si svendono agli
      stranieri... ovviamente se c'è un minimo di
      possibilità che qualcosa di buono nasca in
      italia, ecco che arrivano GLI AMERICANI e ti
      comprano l'intera azienda..Risultato: cervelli
      italiani che faranno incassare altri milioni di
      euro a già stramiliardari
      stranieri...
      Che tristezza...siamo proprio messi male..perchè non te la sei comprata tu allora
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