Spotify e l'ostruzionismo della Mela

Stando alla versione di Sean Parker, Apple avrebbe esercitato forti pressioni per rallentare l'ingresso del servizio di streaming nel mercato statunitense. La piattaforma svedese era forse vista come un competitor troppo pericoloso
Stando alla versione di Sean Parker, Apple avrebbe esercitato forti pressioni per rallentare l'ingresso del servizio di streaming nel mercato statunitense. La piattaforma svedese era forse vista come un competitor troppo pericoloso

Più di due anni per riuscire a sbarcare sul mercato statunitense, ostacolata dai sempre difficili accordi di licensing con le grandi etichette della musica. La nota piattaforma di streaming Spotify avrebbe però affrontato un nemico silenzioso, un attore importante forse impaurito dall’offerta sonica del sito svedese .

Intervenuto nel corso dell’ultimo ciclo di conferenze D10 – quelle organizzate dalla testata specializzata AllThingsDigital – il director di Spotify Sean Parker ha velatamente denunciato l’ostruzionismo esercitato da Apple per rallentare (se non impedire) lo sbarco negli States del servizio musicale europeo . Un’ipotesi apparentemente confermata da non meglio specificati messaggi ricevuti dai vertici del sito negli anni precedenti al lancio oltreoceano.

Il motivo sarebbe semplice: il colosso di Cupertino avrebbe visto in Spotify un pericoloso nemico del suo store digitale iTunes , prezioso alleato delle major oltre che una delle piattaforme di distribuzione più redditizie in terra statunitense. Stando alla versione di Parker, la Mela avrebbe voluto lanciarsi nel settore dello streaming sonico proprio in concomitanza con il possibile arrivo di Spotify. (M.V.)

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31 05 2012
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