L’avevamo avvistata a novembre, ora la funzionalità SongDNA di Spotify è pronta per il suo debutto ufficiale (ma graduale) su larga scala. Anche in Italia, come leggiamo nel comunicato stampa giunto in redazione. È un’esclusiva riservata agli account Premium che hanno scelto di mettere mano al portafoglio per pagare l’abbonamento e togliere di mezzo le pubblicità.
Cos’è e come funziona SongDNA di Spotify
Si tratta di una novità pensata per consentire agli utenti di esplorare le connessioni creative dietro i brani
. In altre parole, permette di conoscere autori, produttori e collaboratori, oltre ai sample e agli elementi che ne hanno influenzato il suono oppure le cover che ha ispirato. Così, finalmente, nessuno crederà più che Creep dei Radiohead sia un omaggio a Vasco Rossi o Nothing else matter dei Metallica una rielaborazione del vecchio Marco Masini. Forse.

Per accedere alla funzionalità non bisogna far altro che aprire la schermata Now Playing durante l’ascolto di un brano, sull’app mobile di Spotify. Dopodiché, scorrendo verso il basso (per le canzoni supportate) compare la scheda SongDNA. Espandendola è possibile visualizzare informazioni su collaboratori, campionamenti, cover ed eventualmente seguire i link per saperne di più.
Come anticipato, il rollout ha preso il via, ma sarà graduale. Abbiamo eseguito un test con account Premium e non risulta ancora attiva. Il comunicato giunto in redazione conferma che si tratta di una distribuzione in versione beta che interessa sia Android sia iOS e che andrà avanti per tutto il mese di aprile. Ci sarà dunque da aspettare qualche settimana.
La novità si aggiunge a quella battezzata About the Song, disponibile dal mese scorso, pensata invece per raccontare la storia di un pezzo durante la riproduzione. L’obiettivo non è poi così diverso. Ricordiamo che la piattaforma ha appena festeggiato i 20 anni dalla sua fondazione, forse della sua posizione di leadership nel mercato dello streaming musicale.