Starbucks ha il WiFi al gusto Google

I punti vendita USA della catena di caffetterie godranno della connetività offerta da Mountain View. Che promette grandi cose, soprattutto dove arriva la sua fibra
I punti vendita USA della catena di caffetterie godranno della connetività offerta da Mountain View. Che promette grandi cose, soprattutto dove arriva la sua fibra

L’impegno, più o meno disinteressato, di Google per la connettività nordamericana non conosce sosta: dopo aver lanciato la propria offerta in fibra in alcune città-pilota, ora Mountain View ha firmato un accordo con la catena Starbucks per subentrare ad AT&T nella fornitura della WiFi che è da anni parte integrante dell’offerta delle caffetterie assieme a frappuccino e caffè in porzioni da mezzo litro.

L’ annuncio sul sito aziendale è piuttosto semplice: gli oltre 7mila punti vendita Starbucks entro qualche mese verranno convertiti alla nuova gestione, e l’avvenuta transizione sarà facilmente riscontrabile dal nuovo SSID “Google Starbucks” che farà capolino su smartphone, tablet e PC degli avventori. Stando alle parole di Google, in generale la nuova connessione sarà almeno 10 volte più veloce della precedente , ma nelle città dove arriva Google Fiber si arriverà comodamente al fattore 100.

Stando a quanto riporta CNET , la scelta di Starbucks di mollare AT&T non era programmata: lo stesso operatore aveva già offerto alle caffetterie un aumento di banda per meglio soddisfare la clientela, ma la catena ha deciso di cambiare cavallo e puntare su Google. La connessione passerà da 1,5mbit a 15 mbit, così da poter garantire abbastanza velocità a coloro i quali decidano di passare qualche minuto o qualche ora seduti ai tavolini e magari approfittarne per inviare qualche email o lavorare un po’.

Il tornaconto di Google arriva nella possibilità offerta da Starbucks di collaborare al riammodernamento dell’infastruttura informatica che sovrintende alle pagine di benvenuto con i servizi annessi che gli utenti visualizzano una volta connessi alla WiFi. BigG è perennemente alla ricerca di nuovi luoghi dove consentire ai navigatori di collegarsi in Rete , poiché per ogni nuova connessione aumentano le possibilità che a questi navigatori venga mostrata una qualsiasi delle formule pubblicitarie nel portafoglio di Google.

Luca Annunziata

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01 08 2013
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